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One Piece World Seeker – Recensione

Alla ricerca della ciurma perduta!

Il famoso manga di Eiichiro Oda ha da sempre ispirato tantissimi videogiochi, ed ha sicuramente influenzato la cultura pop in una maniera per nulla indifferente. Stiamo pur sempre parlando di un gigante dell’animazione: a livello di fama internazionale e popolarità nel campo dei battle shonen,  One Piece è paragonabile solo ad altri grandi classici come Dragon Ball o Naruto.

Purtroppo però, Rufy e compagni non sono mai stati protagonisti di un titolo degno della loro fama, limitandosi ad apparire in giochi solitamente mediocri e per nulla memorabili.

Questo One Piece World Seeker sembrava dover essere il titolo della riscossa, visto che prometteva tanti degli aspetti che i fan hanno sempre desiderato, fra cui un open world completamente esplorabile e tanta varietà. Scopriamo insieme se World Seeker è riuscito ad essere il tanto agognato titolo che i fan di One Piece meritavano da tempo.

Si parte all’avventura con Rufy!

One Piece World Seeker si apre con un filmato di introduzione che riprende a livello stilistico l’animazione dell’anime, il che è sicuramente un punto a favore. In questa breve introduzione scopriamo che Rufy e la sua ciurma sono bloccati su un isola governata dalla Marina e tutti i membri dell’equipaggio sono purtroppo dispersi.

In questo contesto in cui impervia una guerra civile fra le fazioni di cittadini Pro-Marina e quelli Anti-Marina è ambientata tutta la storia di One Piece World Seeker.

Gran parte della trama principale è basata sulla missione principale di Rufy, ovvero quella di riunire la ciurma, ma durante quest’avventura il caro protagonista si troverà ad aiutare in diversi modi i cittadini dell’isola. Oltre a questo c’è purtroppo ben poco e le vicende narrate in One Piece World Seeker non riescono a risultare interessanti praticamente in nessun momento.

One Piece World Seeker recensione

Oltre alla sceneggiatura scarsa e poco interessante, l’altro enorme problema di World Seeker è la mancanza totale di doppiaggio (tolta qualche brevissima cutscene). Di conseguenza saremo costretti a leggere infinite righe di dialogo per tutta la durata del gioco, rendendo in questo modo ancor meno appetibile una trama già di per se tediosa e poco intrigante. 

La storia riesce a riprendersi leggermente sul finale, mostrando qualche piccola scena degna di nota ma che si consuma nel giro di poco, non riuscendo così ad essere effettivamente di impatto nel complesso. Non ci aspettavamo di certo una cura di livello altissimo dal punto di vista narrativo, ma il risultato finale è ben sotto le aspettative e gli storici personaggi della ciurma di Rufy sono stati decisamente sprecati.

Gameplay e combat system

In One Piece World Seeker potremo controllare solo ed esclusivamente Rufy, che sarà il protagonista assoluto di tutta l’avventura. Il gioco permette di girovagare a piacimento per l’isola e di completare missioni  lasciando completa libertà di esplorazione al giocatore.

Il sistema di movimento, meccanica fondamentale del gameplay, permette a Cappello di Paglia di spostarsi da un punto all’altro della mappa aggrappandosi agli appigli con le sue braccia di gomma.

Quando si è in città, spostarsi è sicuramente molto immediato visto che Rufy può aggrapparsi praticamente ovunque, ma lo è molto meno in campo aperto. Questo perché non ci è data la possibilità di aggrapparci a superfici come roccia o terreno.

Il risultato è quello di dover fare delle lunghe traversate a piedi che spezzano completamente il già traballante ritmo di gioco. In fin dei conti non si può certo dire che il sistema di movimento funzioni come dovrebbe in ogni frangente, visto anche che spesso e volentieri risulta difficile controllare la traiettoria di Rufy in volo, rendendo il tutto addirittura frustante in alcuni momenti.

One Piece World Seeker recensione

Per quanto riguarda il combat system, abbiamo anche qui (purtroppo) dei grossi problemi. Partiamo dal presupposto che è estremamente semplice, anche troppo vista la profondità delle meccaniche praticamente nulla, annullando così qualsiasi forma di pianificazione e strategia degli attacchi.

Il giocatore ha a disposizione un pulsante unico per attaccare in corpo a corpo, un grilletto per colpire a distanza con il braccio di Rufy e una combinazione di pulsanti per poter utilizzare una delle tre mosse speciali disponibili nel gioco.

Inoltre sono disponibili due stili di combattimento da poter utilizzare. Con il primo i nostri attacchi corpo a corpo saranno più veloci e Rufy avrà a disposizione una schivata. Col secondo invece i nostri attacchi saranno più lenti (ma molto più potenti) e il protagonista potrà pararsi dai colpi nemici.

One Piece World Seeker recensione

Il problema principale di questo combat system è sicuramente la mancanza completa di varietà. Tutti i combattimenti si riducono a dover premere in modo compulsivo il pulsante d’attacco, limitando il tutto ad un mero button mashing.

Inoltre la schivata è stata resa quasi completamente inutile, visto che non può annullare le animazioni di attacco. Per essere più chiaro: se state colpendo il nemico, ma nello stesso momento un secondo nemico decide di attaccarvi mentre l’animazione del pugno di Rufy è ancora in corso, non è possibile in alcun modo evitare di essere colpiti da quest’ultimo. Schivare risulta quindi essere quasi sempre inutile e potrebbe addirittura peggiorare la situazione vista l’estrema legnosità dei movimenti di Rufy in combattimento.

I problemi non finiscono qui…

Un’ulteriore problema che è impossibile non notare è la mancanza di hitbox ben delineate e modelli dei nemici che spesso diventano impossibili da colpire. Cerco di spiegarmi anche qui con un esempio: se con il pugno di Rufy un nemico è caduto a terra, non sarà possibile colpirlo fin quando la sua animazione per rialzarsi in piedi non sarà completata.

Il risultato di ciò (che è ancora più visibile nelle boss battle) è quello di mandare tantissimi colpi a vuoto. Se il nemico è di fronte a te ma l’animazione non è completa, i pugni semplicemente lo attraverseranno come se fosse trasparente. 

È presente anche uno skill tree in cui spendere i punti abilità accumulati durante le missioni, che però non aggiunge nulla di particolare o innovativo alle meccaniche di gioco già presenti.

One Piece World Seeker recensione

Insomma stiamo parlando di problemi nel combat system decisamente inaccettabili per un gioco del 2019. Visto che il titolo prova a reggere l’intero gameplay su un button mashing nauseante. 

Le missioni disponibili nel gioco, sia principali che secondarie, risultano inoltre essere ripetitive fino allo sfinimento. Con una trama che non riesce mai a prendere il volo, ed un gameplay pieno di problemi, il rischio di finire sullo scaffale dopo poche ore di gioco è purtroppo elevatissimo.

Per completare la trama principale del gioco e qualche attività secondaria ci sono volute circa 12 ore di gioco, una longevità media che è possibile allungare a patto di sopportare la ripetitività delle missioni secondarie.

Un open world da esplorare, ma…

Il mondo di gioco, molto ben curato dal punto di vista della direzione artistica, non aiuta (a malincuore) in nessun modo il gioco a risollevarsi. La cura riposta nel lato estetico e creativo delle cittadine, dei villaggi e degli ambienti di gioco è purtroppo fine a se stessa. Esplorare questi luoghi molto evocativi e ispirati è quasi come fare un tour in delle città fantasma. 

Le città di One Piece World Seeker sono praticamente vuote. Sono presenti pochissimi NPC e non c’è nessun tipo di attività o movimento che faccia risultare le cittadine un minimo vive e pulsanti. Interi villaggi che sembrano abbandonati a loro stessi, mancanti completamente di qualsivoglia scenario interessante.

Inoltre tolte le ripetitive e tediose missioni secondarie sparse in giro per la mappa di gioco, non ci sono altre attività a cui partecipare, rendendo anche l’esplorazione praticamente fine a se stessa.

Anche la bellissima esplosione di colori e vivacità donata dall’ambiente di gioco è completamente sprecata, vista la mancanza di motivazioni che spingono il giocatore ad esplorare il magnifico mondo di gioco.

One Piece World Seeker recensione

Fortunatamente dal punto di vista tecnico, il titolo trova forse il suo unico punto di forza insieme alla direzione artistica. Graficamente il titolo si presenta bene, grazie ad un cel-shading che funziona egregiamente sui modelli dei personaggi. Inoltre lo stile grafico scelto è sicuramente molto adatto alla rappresentazione dei personaggi di un anime.

Buona anche l’ottimizzazione tecnica della versione PC del titolo, che riesce a mantenere i 60fps fissi praticamente sempre anche su macchine di fascia media.

In conclusione

One Piece World Seeker è purtroppo una delusione sotto quasi tutti i punti di vista, a partire dalla trama per poi arrivare al gameplay che risulta essere scialbo e ripetitivo. Il mondo di gioco, esteticamente ispirato, è stato completamente sprecato per via di un open world vuoto e privo di anima.

La mancanza di doppiaggio, il sistema di movimento legnoso in troppi punti e la mancanza di diversità nelle missioni secondarie fanno sembrare quasi il titolo un prodotto incompleto e rilasciato troppo presto sul mercato. Il comparto grafico di buon livello e la direzione artistica anch’essa ottima non riescono a risollevare un gioco con così tante carenze dal punto di vista delle meccaniche.

La ciurma di Capello di Paglia non ha trovato nemmeno questa volta un videogioco degno di portare in alto questa intramontabile saga, un vero peccato e sicuramente un’ottima occasione totalmente sprecata. Per ora vi sconsigliamo l’acquisto di World Seeker, visto che non vale sicuramente la pena comprarlo a prezzo pieno, nemmeno se siete fan accaniti dell’opera. Se siete curiosi di provarlo con mano, aspettate magari che scenda di prezzo per poterlo poi recuperare in futuro.

 

 

One Piece World Seeker

Riassumendo

One Piece World Seeker è purtroppo un gioco noioso, con una trama poco interessante ed un combat system ripetitivo e pieno di problemi. L’ottima direzione artistica e il comparto grafico di buon livello non gli permettono di elevarsi alla sufficienza.

Overall
4.5/10
4.5/10

Pros

Comparto grafico di buon livello

Ottima direzione artistica

È pur sempre One Piece

Cons

Trama per nulla interessante

Combat System ripetitivo e con problemi tecnici

Open World vuoto e sprecato

Assenza di doppiaggio

Missioni secondarie tutte uguali fra di loro

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Mattia Incoronato

Classe '98, appassionato fin da piccolo da videogiochi e tecnologia, studente universitario presso la facoltà di informatica di Camerino. Patito della DC Comics, del cinema e del rap italiano.

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