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Days Gone – Recensione

Siamo saltati a bordo di una moto per esplorare le lande dell'Oregon insieme a Deacon!

Bend Studio di Sony Interactive Entertainment è sempre stato un team coraggioso, non ha mai avuto paura di affacciarsi allo sviluppo di una nuova IP.

Il tutto è dimostrabile dall’annuncio di Days Gone, avvenuto durante l’Electronic Entertainment Expo del 2016. Nonostante la presentazione in grande il stile, il titolo è rimasto in silenzio per lungo tempo, a causa di uno sviluppo non proprio semplice (a detta degli sviluppatori) affrontando uno sviluppo di quasi tre anni.

Le meccaniche principali del titolo girano tutto attorno a Deacon – protagonista della storia – e la sua moto, il tutto in un contesto post-apocalittico che strizza l’occhio allo stile visto nella serie TV di The Walking Dead. Anche il protagonista a tratti ricorda Daryl Dixon, a causa del suo modo di vestire e della moto in suo possesso.

Noi abbiamo avuto la fortuna di mettere con largo anticipo le mani su Days Gone e abbiamo voluto analizzare da cima a fondo ogni suo elementi per poi portare su questo portale la recensione. Siete pronti a scoprire cosa ne pensiamo? Buona lettura!

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L’inizio della catastrofe

Come anticipato in prefazione, la storia gira principalmente attorno a Deacon St. John, membro dei Mongrel DC, un gruppo di motociclisti. Durante la storia giocheranno un ruolo importante diversi personaggi tra cui la moglie Sarah e Boozer, quest’ultimo membro dello stesso gruppo di motociclisti a cui appartiene il nostro protagonista.

La storia inizia a Farewell, dove una strana infezione ha già preso gran parte della città e causato un gran putiferio. Durante la fuga, Sarah incontra una ragazzina – anch’essa infetta a sua insaputa – che colpisce mortalmente la ragazza, costringendola ad essere trasportata da Deacon alla ricerca di un medico.

Quando i due raggiungono il tetto della distilleria il primo incontro sarà quello con uno scienziato dell’organizzazione NERO, il quale dopo una serie di minacce si convince ad aiutarci. Purtroppo sull’aereo c’è posto solo per due persone, dunque Deacon e Boozer rimangono a terra lasciando Sarah nelle mani dei medici.

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La narrazione ci sposta a qualche anno dopo, dove vedremo il nostro protagonista insieme al suo amico che sono sulle tracce di un individuo chiamato Leon. Durante la missione apprenderemo anche del tragico ma misterioso destino che è stato riservato a Sarah.

Il nostro compito sarà quello di capire cos’è successo realmente quella notte a Farewell e perché quest’infezione è stata causata.

Uno degli aspetti più affascinanti di Days Gone risiede nei personaggi, tutti molto ben caratterizzati e che impareremo a conoscere affrontando le varie missioni. Su questo punto di vista Bend Studio è stata molto precisa, non si è lasciata sfuggire l’occasione di inserire dei dettagli importanti e degli spunti narrativi che funzionano nel contesto post-apocalittico, donando un risultato finale di tutto rispetto.

Per quanto alla base possa sembrare la classica storia di Zombie, possiamo assicurarvi che Days Gone dispone di un comparto narrativo coinvolgente, specialmente durante l’indagine sul passato di Sarah, rendendo il videogiocatore parte di questo grande mondo.

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Le diverse storie

Le missioni del gioco vengono chiamate “Storie“, queste vengono classificate per genere e tipologia. All’interno delle storie avremo modo di vedere che n’esistono di diversi tipi: dall’assassinio a quella che ci permetterà di effettuare delle indagini, oppure semplicemente vivere un flashback del nostro Deacon.

Per quanto riguarda la tipologia, il gioco fa una netta distinzione da tra storia Principale e quella secondaria, difatti i primi ci permetteranno di proseguire all’interno della narrazione di gioco. Il completamento delle missioni che compongono la storia ci donerà dei punti esperienza per aumentare il livello di Deacon, mentre il completamento di un’intera storia ci consentirà di sbloccare degli oggetti estetici o delle armi acquistabili in negozio.

La maggior parte delle missioni avranno inizio negli accampamenti, dove potremo parlare con alcuni individui che avranno dei compiti da farci svolgere. Il completamento delle missioni ci permetterà di acquisire più fiducia verso l’accampamento, in modo da sbloccare dei potenziamenti di livello maggiore che richiedono un corrispettivo grado di fiducia.

Continuando a parlare degli accampamenti, all’interno di quest’ultimi avremo la possibilità di parlare con il meccanico, che ci permetterà di personalizzare e potenziare la nostra moto.

Come abbiamo già detto, il potenziamento della moto è una parte importante dell’intera produzione, difatti avremo la possibilità di migliorare la resistenza del telaio e di elaborare il motore, allo stesso tempo avremo a nostra disposizione la personalizzazione estetica che parte dalla livrea fino ad arrivare al colore delle carenature che compongono il nostro veicolo.

Il meccanico ci dà anche la possibilità di fare il pieno e di riparare la nostra moto prima di rimetterci in viaggio verso la nostra missione.

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Così tanto da fare

Altra figura di spicco all’interno degli accampamenti è colui che riceve le taglie, ovvero le orecchie che strapperemo dopo l’uccisione dei furiosi. Consegnare questi trofei di guerra ci permetterà di racimolare un po’ di denaro e fiducia verso l’accampamento.

Ovviamente non può mancare il classico venditore d’armi, che avrà a disposizione un vasto arsenale oltre che le munizioni per le nostre bocche da fuoco. Parlando delle armi, saranno disponibili anche quelle bianche, ma  si romperanno facilmente durante gli scontri, costringendoci quasi sempre a ripiegare sul nostro amato coltello, seppur poco letale negli scontri.

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Non sempre i tecnicismi vincono

Il gameplay è piuttosto semplice, alla base abbiamo un Third-Person Shooter che fonde elementi survival, marcandoli pesantemente durante le fasi di combattimento. Ad armi alla mano è facile accorgersi come Deacon non sia un’esperto, visto che la mira traballa di continuo e il colpo sparato non è mai preciso, appunto per questo bisogna sempre valutare prima di sparare un colpo.

Causare del rumore attirerà i furiosi verso di noi o i ripugnanti dell’area, appunto per questo il giocatore deve sempre valutare prima di sparare con un’arma da fuoco o spostare un oggetto nell’area. Le risorse sparse per il mondo di gioco sono molto limitate e spingono quasi sempre al videogiocatore a raccogliere il possibile durante l’esplorazione, in modo da non ritrovarsi scoperto durante le fasi più concitate.

Gli scontri corpo a corpo sono molto semplici, il tutto è ridotto ad un solo tasto per l’attacco e uno per la schivata, oltre che il tutto viene mosso da alcune animazioni fin troppo grezze e pesanti.

Fortunatamente i nemici che ci si pareranno durante il cammino sono tutti molto validi, partendo dai furiosi fino ad arrivare ai ripugnanti che non gradiscono la nostra presenza. A marcare ancora di più l’elemento “sopravvivenza” viene in soccorso la possibilità di creare gli oggetti utilizzando le poche risorse a nostra disposizione, allo stesso tempo le risorse raccolte serviranno a riparare la nostra moto ogni qualvolta questa finirà la propria resistenza.

Tornando alla moto, è facile finire senza benzina durante lo svolgimento di una missione, appunto per questo è sempre consigliato fare il pieno prima di partire da un’accampamento. In caso rimanessimo a piedi, saremo costretti a cercare una tanica di benzina o un benzinaio nelle vicinanze, in modo da riempire il serbatoio del nostro amato ciclomotore.

Il nostro Deacon nei movimento è un po’ impacciato, specialmente quando sono presenti tanti nemici a bloccarci la strada. Abbiamo apprezzato molto la possibilità di vedere i danni in tempo reale, ovvero, se un nemico ci attaccherà, lascerà una ferita ben visibile addosso a Deacon e questa verrà coperta non appena utilizzeremo una fascia curativa.

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La progressione ai tempi dell’apocalisse

Come abbiamo già detto in precedenza, avremo un livello a nostra disposizione che potrà essere aumentato con il completamento di missioni o di compiti secondari. All’aumentare del livello acquisiremo un punto abilità che potrà essere speso in uno dei tre alberi del menù potenziamento: sopravvivenza, combattimento a distanza e combattimento in mischia.

Ogni albero è costituito da diverse righe, ognuna di questa corrisponde a un livello che sarà accessibile una volta apprese un quantitativo di abilità della riga precedente. Per migliorare le condizioni fisiche di Deacon, ovvero l’energia, il vigore e la concentrazione, avremo bisogno di un oggetto che sarà possibile trovare principalmente nei laboratori della NERO, il più delle volte sono ben nascosti o in zone piene di furiosi che ci ostacolano il cammino.

Le missioni disponibili sono molto variegate, molte volte avremo addirittura la possibilità di esplorare il passato di Deacon e Sarah attraverso ad alcune missioni che ci permetteranno di vivere degli eventi del passato, cercando anche di dare un certo spessore ai due personaggi.

La sceneggiatura è orchestrata in maniera magistrale, la narrazione è stata studiata per creare un certo interesse nel videogiocatore, oltre che la regia riesce a donare certe inquadrature da maestro facendo risaltare tutti gli elementi ammalianti della storia.

All’interno di alcune missioni avremo la possibilità di fare alcune scelte, in base a cosa sceglieremo avremo determinati benefici. La stessa cosa accade quando aiuteremo un civile a sopravvivere nell’incubo, in base a quale accampamento lo manderemo, riceveremo un corrispettivo in denaro e fiducia.

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Alcune missioni ci metteranno obbligatoriamente in sella alla moto e dovremo occuparci di strattonare i nostri rivali dal loro veicolo. Per quanto siano piacevoli, abbiamo una nota negativa da segnalare, purtroppo gli inseguimenti risultano molto legnosi a causa del sistema di mira a bordo della moto, che non è mai preciso e che spesso risulta inutile, infatti il più delle volte saremo costretti a strattonare il nemico tamponandolo.

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Mio amato Oregon

Il mondo di gioco è vivo e ricco di scorci visivi meravigliosi, infatti siamo stati completamente catturati dai colori accattivanti dell’Oregon, specialmente quando avevamo un attimo di tregua da parte dei ripugnanti mentre ci trovavamo a bordo della nostra moto.

Il gioco ci permette di apprezzare il tutto e di catturarlo tramite la modalità foto, ricca di tantissime opzioni che faranno assolutamente felici a chi è abituato a scattare molti screenshot della propria esperienza di gioco.

I rumori ambientali giocano la loro parte nell’esperienza, perché rendono il mondo veramente vivo e ricco di elementi che lo distaccano dalle altre produzioni che sono già sul mercato. Anche gli effetti atmosferici sono ben curati, sopratutto quando si ha la possibilità di assistere a una caduta di neve incessante.

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La mappa è veramente immensa e non sarà fin da subito disponibile, visto che questa viene mappata man mano che avanzeremo nelle aree di gioco. Per spostarci velocemente saremo costretti a ripulire i nidi, ovvero dei nascondigli pieni di furiosi infetti, e liberati questi luoghi avremo la possibilità di poter sfruttare il viaggio rapido tra un’avamposto a un’altro.

I nidi non sono gli unici impedimenti sulla mappa, ma anche le Orde giocano un ruolo fondamentale. Queste Orde non sono altro che un’ammasso d’infetti che camminano in gruppo e che vanno eliminati tutti in una sessione di combattimento.

Eliminare questo gruppo di nemici non è un compito semplice, difatti è sempre consigliato studiare prima l’area di gioco e valutare l’approccio più letale ma meno dispendioso di risorse, anche perché una volta aizzati i nemici verso di noi, non ci sarà via di fuga.

Abbiamo gradito molto la presenza di un menù che ci indica lo stato delle storie ma sopratutto dei trofei, che ci permette di avere un quadro generale della partita sempre a portata di mano.

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Comparto audio con i fiocchi

La versione Italiana vanta un doppiaggio d’alta fattura, che riesce quasi sempre a donare la giusta tonalità ed espressione al personaggio interpretato. Nota di merito al doppiatore di Deacon che riesce a trovare sempre il giusto modo di gestire le varie emozioni del personaggio, trattandosi di un compito non proprio semplice visti gli eventi narrativi.

La colonna sonora è semplicemente meravigliosa, le note che accompagnano i nostri viaggi in Oregon sono gestite magistralmente, riescono a enfatizzare sempre le scene più dure della storia principale.

L’impatto grafico è piacevole, specialmente per quanto riguarda le animazioni facciali e le ambientazioni di gioco, unico tasto dolente risiede negli interni, quasi sempre curati marginalmente e piene di texture molto “appannate”.

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Commento Finale

In conclusione, abbiamo amato Days Gone, è riuscito a conquistarci grazie alla sua narrazione e ai personaggi che compongono questa produzione. Il problema principale del titolo risiede in un comparto tecnico un po’ acerbo, specialmente per quanto riguarda i caricamenti di gioco che sono piuttosto lunghi.

L’Oregon è un posto meraviglioso e il titolo di Bend Studio è riuscito ad esaltarne la bellezza. Se siete alla ricerca di un qualcosa di nuovo e che lancia qualche elemento fuori dal “comune”, Days Gone fa al caso vostro.

Days Gone
Voto
8/10

Riassumendo

Al netto di qualche incertezza, Days Gone si dimostra essere una nuova IP molto valida nella schiera di Sony. Ci sentiamo in dovere di consigliarvi l’acquisto se siete alla ricerca di una storia che possa catturare la vostra attenzione.

Pros

Narrazione molto piacevole da seguire

I personaggi sono ben caratterizzati

Il mondo di gioco è vivo e ricco di elementi con cui interagire

La personalizzazione della moto è favolosa e funzionale nel contesto narrativo

La Colonna Sonora e il doppiaggio sono curati maniacalmente

Cons

Qualche bug di troppo e il framerate alle volte ballerino

I caricamenti sono un po’ lunghi all’avvio

Alcune missioni secondarie sono ripetitive

Si poteva fare di più con alcune animazioni

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Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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