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Il nuovo videogioco horror italiano Dreadful Bond – Anteprima

Il gioco horror diretto da Dario Argento

Se si parla di film thriller o horror italiani non si può che citare il nome di Dario argento. Il regista è nato a Roma il 7 Settembre del 1940, figlio del critico e produttore cinematografico siciliano Salvatore Argento e della fotografa di moda di origine brasiliana Elda Luxardo.

Dario Argento si iscrive al Liceo classico, ma lo abbandona al secondo anno per trasferirsi in Francia dove passa la sua giovinezza. Tornato in Italia viene assunto dal quotidiano romano “Paese Sera”, qui si afferma come critico cinematografico grazie alla sua enorme abilità nello scrivere, grazie a ciò decide di intraprendere la carriera di sceneggiatore. Dopo varie collaborazioni con registi come: Sergio Amidei, Alberto Sordi e molti altrinel 1969 scrive e dirige il suo primo film. 

Le opere di Dario Argento hanno la caratteristica di fare leva su eventi che potrebbero effettivamente accadere nella realtà. Agli inizi della carriera infatti, i film di Argento non mostravano la presenza di elementi soprannaturali, ma tutte le sue storie erano basate sulla tensione e sulla paura della morte che può essere suscitata da altri esseri umani.

Successivamente Dario opera una vera e propria svolta aggiungendo vari elementi del soprannaturale. Questa svolta porterà alla creazione di “Profondo Rosso” film che lo eleverà a maestro del genere thriller horror. 

Le prime impressioni sulla tech demo di Dreadful

anteprima videogioco dario argento

Grazie a Clod Studio abbiamo avuto l’occasione di provare la tech demo di Dreadful Bond, videogioco creato in collaborazione con Dario Argento. Il titolo, nato su Kickstarter, si ispira ai film horror degli anni ‘50/‘60 e immergerà il giocatore in atmosfere spaventose, arricchite da suoni molto tetri. Il team di produzione ha rivelato che in Dreadful ci troveremo a vivere una storia d’amore, bestialità, alchimia e misticismo che metterà a dura prova la salute mentale del giocatore.

Tramite la tech demo abbiamo potuto provare tre livelli. Per iniziare la nostra prova di Dreadful ci siamo trovati in un cimitero. In questo luogo l’atmosfera  fa da padrone, infatti qui non succederà nulla di effettivamente spaventoso, però la tensione sarà palpabile, grazie a un utilizzo magistrale di un comparto sonoro molto atmosferico e ad un ottimo utilizzo dell’illuminazione.

Nel cimitero in particolare potremo notare come i modelli siano stati abbastanza curati. Probabilmente il team di sviluppo, per creare questo luogo ed anche i successivi, ha utilizzato come base delle foto di luoghi reali, infatti le statue e le tombe vantano un’ottima modellazione 3D.

Nel secondo livello, intitolato “Il tunnel”, inizieranno le prime stranezze. Il luogo è più illuminato del cimitero, ma risulta fatiscente e abbandonato, la  pittura sui muri è scrostata e il luogo è sporco e pieno di rifiuti. Molti cancelli risultano chiusi e dall’unico cancello aperto è possibile sentire la voce di una donna che gioca con il figlio.

Notiamo la sua ombra sul muro, ma quando ci giriamo davanti ai nostri occhi compare il corpo di una donna senza testa. All’improvviso la porta da cui vediamo il corpo si chiuderà e provando ad avvicinarci è possibile sentire farfugliare qualcosa di poco decifrabile.

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Dopo questo evento abbiamo ripreso a percorrere il tunnel che ci ha condotti all’ultimo livello, ovvero la magione. Questo luogo era pieno di quadri molto inquietanti raffiguranti animali di vario genere. Seppur questo posto sia il più piccolo tra i tre, è anche quello con più momenti soprannaturali.

Sulle scale è infatti possibile notare l’ombra dei piedi di una persona e successivamente sentire un rumore di passi. Al piano terra su di una sedia apparirà di nuovo l’ombra della madre con la bambina ed infine al secondo piano tramite l’utilizzo della sfocatura, è possibile vedere trasformarsi quella che presumibilmente è una statua in qualcosa di incomprensibile.

Qui finisce la tech demo e non vediamo l’ora che sia disponibile una prima versione ufficiale del titolo. Dreadful potrebbe senza alcun dubbio potrebbe rivelarsi uno dei migliori videogiochi horror italiani e speriamo vivamente sia così.

L’industria videoludica italiana e la rinascita dell’horror atmosferico

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L’industria videoludica nostrana sta vivendo una piccola rinascita proprio grazie a questo genere che ormai non vede titoli validi da molti anni. L’esempio più eclatante di come il genere horror stia avendo una rinascita grazie all’industria italiana è senz’altro Remothered, che difatti basa tutto sull’atmosfera e sul concetto di essere in un luogo pericoloso, dove un pazzo vorrà ucciderci e l’unico modo per sopravvivere sarà nascondersi ed evitarlo.

L’essere effettivamente inermi in una situazione di pericolo è un concetto tanto basilare quanto scontato che ultimamente da anni viene trascurato, pochi titoli sono riusciti a fare leva su questo elemento e quelli più conosciuti, ormai, sono parecchio vecchi.

Quelli più nuovi risalgono al 2007/10, ma non si vedevano titoli che facevano parecchio utilizzo di questo fattore dal 2005. Dieci anni, in cui il genere horror si era ridotto al semplice rumore forte che spaventa o al massacro indiscriminato di creature soprannaturali, mettendo sempre più in secondo piano l’atmosfera per la spettacolarità.

L’industria indie, fortunatamente, in modo molto timido sta pian piano facendo resuscitare l’horror atmosferico e sapere che anche il nostro bel paese è all’interno di questa nicchia non può che renderci fieri. Detto questo non ci resta che aspettare che il progetto Dreadful riveli nuovi dettagli al riguardo.

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Mario Cofano

Appassionato di cultura Videoludica e animazione, in particolare predilige i giochi di stampo orientale. Apprezza molto quando un titolo dà la giusta importanza sia a gameplay, trama e grafica senza però eccedere troppo in nessuno di essi.

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