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Sephirothic Stories – Recensione

L'ultima avventura con Kemco

Oggi torniamo con un nuovo titolo JRPG appartenente allo sviluppatore videoludico giapponese Kemco, famoso per i suoi numerosi titoli per dispositivi mobile e per Top Gear, un vecchio gioco di corse uscito nel 1992 per il SNES.

Sephirothic Stories è l’ultimo capitolo targato Kemco, uscito non solo su mobile e Switch ma anche su Pc tramite l’apposita pagina Steam e su PlayStation Store per PS4; quest’ultima versione è quella che abbiamo avuto di provare, ed ora vi daremo la nostra opinione in merito!

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Sephiroth, il protettore di Shendoah

Come, Sephiroth non è il nemico giurato di Cloud su Final Fantasy VII? Non solo!

Il titolo Sephirothic Stories deriva proprio dal personaggio di Sephiroth, qui rappresentato dalla figura di un albero protettore che come una divinità porta armonia e bilancio nel mondo di Shendoah, piantando i suoi semi della speranza nonché eroi e suoi messaggeri.

Come in ogni trama RPG che si rispetti l’equilibrio del mondo sta per essere ribaltato, nel nostro caso da una misteriosa sostanza definita Murk, la quale ha avuto il potere necessario ad uccidere il buon albero Sephiroth, ma non prima che lui lasciasse il suo ultimo seme nonché speranza dell’umanità; stiamo ovviamente parlando di noi!

Il “Noi” in questo caso viene rappresentato dal protagonista Harold, ragazzo apparentemente codardo e di poco valore che comincia la sua avventura accompagnato da un uomo-lucertola di nome Izzy, che lo aiuta a farsi strada tra i nemici di un bosco alla ricerca di un frutto per la sua malata sorella.

Questa foresta è il primo dungeon del gioco, dove impareremo le meccaniche del titolo e potremo osservare il comparto grafico e sonoro nel dettaglio.

L’inizio del gioco

Da questo momento in poi duole dire che i toni si faranno del tutto critici e ci sarà poco spazio agli elogi, in quanto Sephirothic Stories fa acqua da tutte le parti sia dal punto di vista grafico che del sonoro e dello storytelling offerti.

Il primo dungeon che il gioco ci pone davanti comincia subito a mostrare i primi difetti; textures di pessima qualità, movimenti del personaggio estremamente legnosi e modelli 3D quasi raccapriccianti.

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Per entrare più nello specifico è doveroso cominciare dai comandi tutorial

Come primo incipit ci verrà mostrato un breve tutorial, partendo subito dal movimento del personaggio e dalla Mini Mappa a nostra disposizione; nell’immagine qui sopra è inoltre riportato il numero 2, rappresentato da una barra con un numero in percentuale.

Questa barra indica la percentuale di Murk che invaderà il nostro corpo, che raggiungendo il 100% determinerà il fallimento della nostra missione e riporterà il giocatore ad un Checkpoint.

Appena ne avremo la possibilità entreremo in battaglia con uno dei nemici della mappa, visibile ad occhio nudo con un punto di spawn fisso, nel quale in nemico rimane completamente immobile fino a che non entriamo in contatto con il suo modello e diamo il via alla battaglia.

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Breve tutorial di battaglia

Durante la nostra prima battaglia avremo già modo di notare le caratteristiche del titolo, che richiama titoli RPG di vecchio stampo in un sistema di combattimento a turni basato sulla velocità di ciascun personaggio.

Come ogni RPG vecchio stampo ci saranno comandi d’attacco, difesa, uso di skill, oggetti e altro; il sistema funziona in modo molto classico ma facilmente intuibile.

Ciò che PlayStation 4 non merita

Iniziano a notarsi tuttavia anche i primi difetti evidenti, specialmente in termini di difficoltà del titolo e grafici; la grafica dei modelli di gioco dei nemici è terribile, con animazioni pessime e tecnicamente pigre e una musica di battaglia davvero assordante. Tornando al discorso della difficoltà di gioco possiamo dire con assoluta certezza che il titolo è davvero troppo facile, permettendoci perfino di giocare quasi ogni battaglia di gioco con il solo ausilio dell’intelligenza artificiale di gioco nella modalità Automatica.

Una volta completato il primo dungeon saremo in grado di notare un’altro particolare del titolo, ovvero che ogni zona di gioco è una zona a sé stante contrassegnata da un punto sulla mappa, che se selezionato avvierà il caricamento della zona.

Tra le diverse zone di gioco avremo a disposizione anche delle città, ognuna con la caratteristica di avere almeno uno scrigno contenente oggetti in quasi ogni singola abitazione, rendendo l’esplorazione secondaria quasi nulla e decisamente ripetitiva; è proprio partendo dalla prima città visitabile che vedremo avviarsi la trama effettiva di gioco, che tuttavia da subito si capisce essere di pessima qualità e davvero scontata.

La trama sarà difatti molto scarna e di poco spessore, con un ritmo davvero trasandato ed una successione degli eventi davvero affrettata; non va trascurato inoltre il fatto che nel complesso il gioco duri meno di 10 ore, il che aggrava ancora più la situazione in quanto è possibile reperire questo titolo su PlayStation 4 a ben 14,99 €.

In conclusione

Sephirothic Stories è un titolo che avrebbe un suo spazio quasi dignitoso su mobile, ma non di certo su console di questa generazione come PlayStation 4, che non merita un titolo così sbrigativo e qualitativamente inferiore.

I personaggi sono caratterizzati e disegnati in maniera profondamente approssimativa e stereotipata, con dialoghi davvero di basso stampo e un susseguirsi di eventi di trama davvero banale e affrettato.

Ogni caratteristica legata ai modelli 3D presenti in gioco, le animazioni e le musiche è davvero pessima, alternando suoni davvero alti e di bassa qualità con musiche di battaglia caotiche e ben oltre il semplice concetto di banali.

Sephirothic Stories è acquistabile presso gli stores iOS e Android gratuitamente ma con la necessità in seguito di acquistarne la versione completa, così come su Nintendo e-shop e Steam.

Sephirothic Stories

Riassumendo

Il titolo offre poca qualità ed eccessiva pigrizia nel contenuto creato, risultando in un’avventura banale, corta e non adatta ad una qualsiasi console di nuova generazione.

Overall
3.5/10
3.5/10

Pros

  • Semplice ed intuitivo
  • Avventura senza pretese

Cons

  • Qualità grafica e sonoro pessimi
  • Animazioni di pessima qualità
  • Comandi di movimento legnosi
  • Trama sbrigativa e troppo confusionaria
  • Prezzo troppo alto per la qualità offerta
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Nicholas Adrati

Nicholas, ragazzo appassionato di Game Design e sonoro. Comincia il suo viaggio con Super Mario Bros 1 per Gameboy Advance, e da quel momento sta ancora marciando! Probabilmente sta ancora lodando Keiichi Okabe..

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