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Fade to Silence – Recensione

Quando l'inverno non perdona

Torniamo oggi con una nuova recensione, stavolta di un titolo realizzato da Black Forest Games e prodotto da THQ Nordic: stiamo parlando di Fade to Silence.

Il titolo si mostrò tramite come un survival spietato dove l’abilità del giocatore sia messa duramente alla prova; avrà soddisfatto le aspettative?

Scopriamo assieme tutti i dettagli di Fade of Silence, titolo da noi provato su console Playstation 4!

fade to silence recensione

Una Fiamma della Speranza in mezzo alla neve

In Fade to Silence vestiremo i panni di Ash, uno dei pochi sopravvissuti al grande inverno che senza giri di parole ci ritroveremo a controllare sin da subito.

Il titolo comincia in maniera molto diretta, con Ash steso a terra verosimilmente senza vita ma che con un faticoso respiro riesce a resuscitare e a stabilire un contatto con una misteriosa entità incorporea maligna, nonché minaccia dell’intero gioco.

Il mondo di Fade to Silence è infatti devastato da quella stessa forza maligna denominata l’Eclisse ,la quale ha sparso la sua oscura prole in giro per tutto il mondo, seminando il caos totale e riducendo l’intero globo ad un ospite perenne del rigido inverno.

Una volta risvegliatici dal nostro sonno avremo da subito la possibilità di testare con un brevissimo tutorial dei comandi come muovere il giocatore, che potrà inizialmente saltare, schivare e colpire i nemici con l’ausilio di una torcia.

Usciti dalla grotta di partenza vedremo quello che ricordavamo essere un villaggio abitato divenire una rovina piena di corruzione scarlatta, che ogni giorni continua ad avanzare e consumare ciò che trova.

E’ il momento di fare una premessa: Fade to Silence offre due diverse modalità di gioco, le quali abbiamo davvero apprezzato e ritenuto una scelta molto saggia da parte di Black Forest Games.

La prima modalità è chiamata Esplorazione, la quale consente di giocare al titolo in maniera molto più casual e senza i pericoli che il mondo di gioco offrirebbe normalmente; ciò che però fa sorridere e sorprendere è che questa modalità non permette al giocatore di ottenere trofei, quasi come fosse una piccola punizione.

La modalità che invece è intesa per essere giocata è Sopravvivenza, che offre la vera sfida che gli sviluppatori hanno immaginato per il giocatore e pongono dinnanzi al nostro protagonista numerosi ostacoli e preoccupazioni.

Il primo approccio al mondo survival del titolo si avrà quando dovremo occuparci di raccogliere del legname per ripararci dalla tormenta gelida dell’inverno, che già da subito potrebbe dare qualche problema in caso non si fosse un minimo attenti all’esplorazione di gioco.

Questo survival punta davvero molto sull’intelligenza del giocatore, che se sarà abbastanza accorto da intuire dove raccogliere i materiali giusti avrà da subito un vantaggio tattico e spesso bellico per proteggersi dalle intemperie.

Se all’inizio con un poco di astuzia e pazienza riusciremo a superare facilmente le fasi tutorial del gioco, una volta avviatici nel vero e proprio macrouniverso del titolo ne vedremo delle belle; la piaga si diffonderà sempre più e starà a noi fronteggiarla, il freddo si farà sempre più fastidioso e il bisogno di armarsi quanto prima contro le minacce dell’ Eclisse diventerà una vera sfida.

Un elemento che agevolerà il proseguire della nostra avventura sarà l’esperienza, che a differenza di un qualsiasi gioco RPG si ottiene tramite degli speciali punti chiamati Schegge della Speranza, ottenibili ogni qualvolta il giocatore farà una determinata azione per la prima volta come ad esempio risanare una zona corrotta o craftare un determinato utensile.

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Ecco come appare l’inventario di gioco

Non vi abbiamo ancora raccontato un fattore molto interessante: che succede quando si muore?

Black Forest ha ideato per l’occasione una meccanica davvero interessante, lasciate a noi le spiegazioni: ogni qualvolta il giocatore dovesse morire una Fiamma della Speranza si spegnerà e ripartirebbe da un punto di gioco con ancora tutte le sue risorse e i suoi progressi, ma fino ad un massimo di sole tre volte.

Superate le tre morti si passa alla cosiddetta “Permadeath“, che è una vera e propria morte a tutti gli effetti: il giocatore ricomincerà da capo e partirà dall’inizio del suo viaggio; come fare per non perdere le staffe in caso succedesse ed evitare di disintegrare il proprio controller contro il muro di casa?

La soluzione si chiama Circolo del Tormento, funzionalità speciale che aiuta a rendere la nostra prossima vita più semplice.

Il Circolo del Tormento attiverà dei potenziamenti disponibili solo qualora la corruzione avesse sopraffatto Ash, riportandolo ad una fase primordiale e ottenendo l’accesso a un albero delle abilità pieno di interessanti perks; alcuni di questi saranno ad esempio la possibilità di avere una scorta di legname già all’interno dell’inventario ad inizio partita e molto altro.

Ecco un’idea dell’albero abilità del Circolo del Tormento

Proseguendo nel titolo avremo inoltre la possibilità di mettere le fondamenta di un villaggio che a poco a poco creeremo assieme a i superstiti che a volte capiterà di incontrare nel gioco, i quali a seconda delle loro specializzazioni potranno avere in futuro diversi compiti quali gestire centri medici, fucine e perfino occuparsi di proteggere la zona con mura, mortai e altri tipi di armamenti bellici.

Con il tempo sarà molto interessante esplorare più agevolmente il mondo di gioco con mezzi di trasporto più veloci come la slitta, ottenibile dopo aver addestrato dei lupi.

Ciò che non funziona in Fade to Silence

Abbiamo dunque inteso che Fade to Silence sia in grado di offrire un’esperienza interessante e in grado di mettere alla prova il giocatore, ma è a suo malgrado anche ricoperto da difetti sparsi su diversi aspetti che minano molto sia l’esperienza di gioco che in generale il titolo per intero.

Il primo grande difetto risiede nel ritmo di gioco, inizialmente davvero troppo lento e sommato a tutti gli altri difetti potenziale fattore in grado di indurre il giocatore a smettere di proseguire con l’esperienza; dato che l’inizio della nostra avventura non sarà particolarmente scenico o intrigante dovrebbe essere il gameplay stesso a permetterci comunque di godere delle prime ore di gioco, cosa che sfortunatamente non accade.

Un altro aspetto che convince davvero poco è il combat system, davvero poco intrigante; lo stile è molto ispirato sia nelle inquadrature che nel modo di approcciarsi alla lotta ad un “Souls-Like“, tuttavia fallendo miseramente nel portare un contenuto all’altezza delle sue grandi ispirazioni.

Nel combattimento i movimenti del personaggio saranno incredibilmente legnosi e limitati, avendo a disposizione solamente un unico moveset per i colpi veloci e un’animazione per il colpo caricato a due mani, entrambe le opzioni decisamente poco spettacolari sebbene vi sia l’ulteriore presenza del combattimento a distanza tramite l’arco.

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Una visuale decisamente familiare

Parlando sempre del combattimento vanno presi in considerazione anche i nemici, che saranno caratterizzati da un design davvero poco ispirato e molto banale, prevedibili nelle fasi offensive e non sufficientemente divertenti da sconfiggere, specialmente qualora ci si trovasse di fronte ad un boss.

Altro aspetto da considerare è il comparto grafico e sonoro, entrambi di scarsa qualità: la grafica è davvero uno dei talloni d’Achille del gioco, essendo davvero troppo retrograda rispetto allo standard a cui siamo abituati oggigiorno e probabilmente poco più in alto del livello di un gioco per Playstation 3.

Ci sono inoltre aspetti legati alla grafica molto negativi, dove spesso vediamo i modelli di alcuni nemici compenetrare il terreno ed i loro dintorni, o il fatto che a volte la fisica del titolo contribuisca a rendere l’esperienza visiva del titolo piuttosto scadente.

Graficamente parlando l’unico punto positivo che ci sentiamo di dare con abbastanza sicurezza è la resa che hanno alcune parti del paesaggio del gioco, che spesso offre delle viste di montagne lontane ben realizzate.

Il sonoro infine è un qualcosa di piuttosto anonimo, che poco emoziona e nulla regala e sicuramente non contribuisce alla resa generica di questo ispido survival.

Giudizio Finale

Abbiamo avuto modo di provare questo nuovo titolo donatoci da THQ Nordic e Black Forest Games, e possiamo dire di esserne rimasti in parte sorpresi ed in parte delusi; Fade to Silence offre idee davvero molto intelligenti ed interessanti, ma al fondo di esse vi sono meccaniche poco ragionate ed un lavoro sicuramente raffinabile.

Va comunque considerato che questo è il primo progetto nel suo genere ad uscire da Black Forest Games e che quindi ha decisamente ampio margine di miglioramento e una comprensione maggiore, sicuramente utile ad evitare critiche troppo aspre verso un titolo che può solo gettare le basi per un qualcosa di più riuscito.

Il Circolo del Tormento e il modo di gestire l’aspetto survival del nostro freddo viaggio ha davvero dato l’idea dell’intelligenza degli sviluppatori, che hanno usato degli espedienti super interessanti e molto simili ad un Souls-Like.

Non possiamo dunque che augurarci che il gioco subisca delle dovute migliorie in seguito al rilascio di patch atte al sistemare i problemi più superficiali di esso, e che gli sviluppatori prendano questa occasione come un buon modo per fare di meglio in futuro.

Se gradite acquistare il titolo sarà possibile reperirlo per Playstation 4, Xbox One e PC.

E’ possibile avere maggiori informazioni in merito a Fade to Silence attraverso il sito ufficiale ad esso dedicato.

 

Fade to Silence

Riassumendo

Fade to Silence è un titolo survival sviluppato da Black Forest Games che offre meccaniche interessanti e una sfida piuttosto ardua; è tuttavia colmo di difetti sia dal punto di vista audiovisivo che meccanico.

Overall
6.5/10
6.5/10

Pros

Survival impegnativo per i veri amanti del genere

Meccaniche interessanti

Possibilità di diventare molto gestionale

Rigiocabilità piuttosto elevata

Cons

Ritmo di gioco molto lento

Grafica troppo datata

Colmo di piccoli glitch grafici

Design di creature e zone poco d’impatto

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Nicholas Adrati

Nicholas, ragazzo appassionato di Game Design e sonoro. Comincia il suo viaggio con Super Mario Bros 1 per Gameboy Advance, e da quel momento sta ancora marciando! Probabilmente sta ancora lodando Keiichi Okabe..

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