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A Plague Tale: Innocence – Recensione

Abbiamo messo le mani sull'ultima produzione di Asobo Studio!

Di titoli Story-Driven ne abbiamo giocati a bizzeffe, ma mai come l’ammaliante A Plague Tale: Innocence, il quale fin da subito ha sempre messo sul tavolo delle carte interessanti, che si sono lasciate man mano guardare con attenzione da parte di un pubblico sempre più numeroso.

Gli sviluppatori sono sempre stati pronti a chiarire fin da subito la tipologia di gioco, mettendo in risalto quello per cui è stato progettato il gioco: la storia.

Si tratta di una produzione che gira tutto a torno alla narrazione ma che lascia spazio anche a qualche spizzico d’azione, per via di un gameplay che ci costringe ad interagire e ad agire in un determinato modo per poter svolgere la trama.

Ci è stata offerta la possibilità di recensire A Plague Tale: Innocence, vista l’offerta così ghiotta, non potevamo rifiutarla e quindi ci siamo fiondati verso questa nuova avventura promettente.

L’inizio di un viaggio

La trama vede protagonisti Amicia e Hugo, due fratelli legati da un destino intrecciato dalla loro famiglia d’appartenenza. La prima è molto legata al padre, con il quale trascorre più tempo.Infatti, la prima sessione di gioco ci vedrà impegnati con quest’ultimo, mentre Hugo è più legato alla madre, dato che a causa di una “malattia” è costretto a rimanere segregato a casa, sotto le attenzioni della madre chesta lavorando a una cura.

Di fondo i due fratelli non si conoscono, visto che all’uno non è permesso di incontrate l’altro, a conti fatti sono due completi estranei.

A causa di un evento nefasto, i due sono costretti a fuggire lontani, verso a una meta segnalata dalla madre, affrontando così i pericoli che la vita ha riservato per loro. D’altro canto, questo viaggio è anche un modo per i due di legare, e conoscersi finalmente.

La trama è ambientata nel basso medioevo, un’epoca assai difficile come ci ha insegnato la storia, visto che la crudeltà e la brutalità dell’epoca era assai esplicita. Al tutto bisogna aggiungere che le terre di A Plague Tale: Innocence sono afflitte da una piaga imponente come quella della peste nera e dai ratti infetti, quest’ultimo un elemento di rilievo all’interno del gioco.

Legami indissolubili

La trama non si basa principalmente su un solo obiettivo, ma è un misto di elementi da non sottovalutare, dove ad esempio l’amore e la brutalità del mondo vengono esaltati da scene ben strutturate. A questo viene aggiunto un cast di personaggi sempre utili e mai messi per caso, cercando di tenere sempre viva la narrazione e stuzzicando l’interesse di chi sta vivendo l’avventura dei due giovani eroi.

Anche i dialoghi sono scritti in maniera magistrale, il tocco di classe risiede nel ricalcare il modo di parlare dei tempi, il tutto ornato da un doppiaggio inglese d’alta fattura, nonostante il nostro consiglio sia quello di giocarlo nella lingua originale: il francese.

Le scene che vivremo sono strutturate in modo da lasciar qualcosa al videogiocatore, cercando sempre di non scendere nel banale cliché. La protagonista, Amicia, mostra per tutta la durata una tenacia indissolubile, costellata anche da momenti di debolezza.

E’ bello vedere come la sceneggiatura sia funzionale, così come la realizzazione dei background dei personaggi, tutti molto empatici e afflitti da i loro problemi. Per esaltare l’incipit narrativo viene in soccorso l’ambientazione, la quale ricalca perfettamente il periodo medievale, cercando di proporre, nelle giuste dosi, quell’intensa cupa oppressione che avveniva durante l’inquisizione nel periodo del basso medioevo.

Anche i minimi rumori contribuiscono alla realizzazione di un quadro ben strutturato e mai fuori luogo.

Uno Story-Driven convinto

Il lato “gameplay” del gioco non è così vasto, dato che ci troviamo davanti ad un’avventura in terza persona che ci dà la possibilità di poter effettuare delle azioni solo per il puro proseguimento della narrazione, senza cercare di esaltare molto questo comparto.

La nostra eroina si potrà difendere esclusivamente con la sua fionda, la quale verrà espansa da ulteriori “munizioni” man mano che proseguiremo lungo la narrazione principale.

I nemici non hanno a disposizione un intelligenza artificiale di gran spessore, infatti nelle prime fasi di gioco sarà quasi semplice aggirarli evitando anche il minimo contatto. La difficoltà riesce a farsi marcata dopo la metà, nella quale entreranno in gioco alcune meccaniche collegate ai ratti, mettendo il bastone tra le ruote del giocatore che vuole tirare dritto verso l’obiettivo finale.

I puzzle che ostacolano il nostro passaggio sono quasi sempre semplici da risolvere, basterà ragionare qualche minuto per poter proseguire senza alcun problema.

La bellezza del Medioevo

L’ambiente di gioco è ben strutturato, e l’esplorazione giocherà un ruolo fondamentale se non si vuole rimanere senza le giuste munizioni. In giro per la mappa sarà possibile scoprire alcuni collezionabili e quasi sempre ben nascosti. Sarà possibile anche potenziare l’equipaggiamento della nostra Amicia, per farlo avremo bisogno dei giusti materiali e attrezzi, che sarà possibile reperire nelle varie mappe di gioco.

Una volta che avremo a disposizione un banco di lavoro, potremo decidere se potenziare la nostra attrezzatura o i nostri contenitori. Abbiamo avuto modo di gustarci il titolo direttamente su PC, il quale si è difeso piuttosto bene con un comparto grafico di tutto rispetto.

Gli effetti luce sono molto ricchi e le mappe presentano quasi sempre un level design molto ispirato.

Tecnicismi aldilà della peste

L’unico neo è possibile intravederlo in qualche texture un po’ sbavata e curata solo marginalmente, ma del resto abbiamo dei modelli poligonali ben curati. Purtroppo non possiamo dire lo stesso delle animazioni, spesso nelle fasi concitate avremo modo di vedere delle compenetrazioni abbastanza fastidiose.

Nonostante tutto, su una 1050 TI siamo riusciti a gustarci come si deve A Plague Tale: Innocence, il motore grafico di Asobo ha fatto un lavoro eccellente.

Come vi avevamo detto in precedenza, il comparto audio è assolutamente funzionale, il doppiaggio riesce a difendersi come si deve e a donare la giusta espressività. La colonna sonora è toccante e riesce sempre ad essere coerente con la narrazione, Olivier Deriviere è riuscito a confezionare un OST d’eccellenza.

Commento Finale

In conclusione siamo rimasti molto soddisfatti da A Plague Tale: Innocence, grazie alla sua trama molto toccante e ben strutturata, siamo riusciti a goderci un titolo story-driven senza mai provare noia. Se a tutto aggiungiamo una colonna sonora d’eccellenza e un’ambientazione ispirata, abbiamo una pietanza indimenticabile.

Siamo felici del lavoro svolto da Asobo Studio, si tratta di una produzione che difficilmente riusciremo a dimenticare. Assolutamente consigliato!

Riassumendo

Ci troviamo al cospetto di un titolo Story-Driven unico nel suo genere, con una narrazione che sarà difficile dimenticare nel corso degli anni. Il buon A Plague Tale: Innocence è assolutamente consigliato a chi sta cercando una storia che mantenga l’interesse attivo fino alla fine.

Overall
9/10
9/10

Pros

La narrazione è ben curata e i dialoghi sono ben scritti

L’ambientazione è ispirata e sempre ammaliante

I personaggi hanno tutti un background interessante

Il doppiaggio è molto espressivo

La colonna sonora è un’opera d’arte

Cons

Qualche texture leggermente poco curata

Alcune compenetrazioni poligonali poco piacevoli alla vista

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Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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