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Nioh 2 – il nostro provato della Closed Alpha

Siamo tornati in Giappone per affrontare i temibili Yokai!

Il Team Ninja è una software house che è rimasta attiva anche nell’ultimo periodo e di recente hanno rilasciato il sesto capitolo di Dead or Alive, riscuotendo discreto successo.

Tutti si aspettavano il ritorno di Ninja Gaiden, ma il team di sviluppo ha preferito volgere lo sguardo verso un sequel del soulslike Nioh, annunciando così un secondo misterioso capitolo.

Come ben saprete, il silenzio sul titolo è durato fino a qualche giorno fa dopo che era stato annunciato all’E3 del 2018; il tutto è cessato con il rilascio di un gameplay trailer e con l’annuncio di una Closed Alpha.

Abbiamo gradito molto il primo capitolo di Nioh e quindi ci sembrava doveroso spendere un po’ di tempo nella Closed Alpha del secondo capitolo, in modo da esprimere anche il nostro giudizio verso questo inaspettato sequel.

Questa versione di prova ci ha permesso di dare uno sguardo alle nuove meccaniche di gioco e al gameplay, gettandoci nuovamente nella mischia contro gli Yokai.

Personalizzazione e ripasso delle basi

La prima novità introdotta da questo secondo capitolo ci viene mostrata fin da subito a schermo, infatti avremo la possibilità di poter personalizzare il nostro alter ego, anche se nella versione Closed Alpha avremo a disposizione solo dei modelli pre-impostati dal team di sviluppo.

Il nostro alter ego modificabile

Il gioco ci fionderà subito in una modalità tutorial: ci ritroveremo in un dojo dove potremo apprendere le meccaniche di base del gioco e le novità introdotte in questo nuovo capitolo.

Le missioni che affronteremo sono ambientate nel Monte Tatara, un luogo ormai abbandonato e infestato da creature spettrali e demoni assetati di sangue.

Lo stile nipponico che ha sempre contraddistinto il Team Ninja è marcato fin dall’inizio, inoltre le ambientazioni risultano sempre molto ispirate e piene di pericoli inaspettati. Non vogliamo esprimerci sul lato narrativo, dato che le informazioni in nostro possesso sono veramente poche e sarebbe inutile parlarne allo stato attuale, ma vogliamo concentrare il nostro articolo sul lato tecnico della produzione.

Rispetto al primo capitolo, qui avremo a disposizione mappe molto più elaborate, dato che i percorsi da seguire sono veramente molti e le scorciatoie sono sempre posizionate in modo strategico. E’ stata aumentata anche l’interazione con gli oggetti e quindi avremo molti più elementi a schermo con cui interagire o addirittura fare a pezzi.

Questa volta gioca un ruolo preponderante la raccolta degli oggetti, specialmente il collezionare le pietre che servono ad aumentare le caratteristiche fisiche del personaggio, sistema che era presente anche sul primo Nioh ma qui reso ancora più importante.

E’ stato introdotto anche un nuovo albero delle abilità che ci permetterà di selezionare una tipologia di arma e apprendere così nuove mosse per quello stile di combattimento.

Fa il suo ritorno lo spirito guardiano, che potrà essere cambiato ancora una volta anche se qui gioca un ruolo differente, dato che l’utilizzo dello spirito ci permetterà di unire il nostro corpo a quello di uno Yokai, divenendo così un mostro dall’immenso potere. Inoltre, potremo tornare alla nostra forma base solo una volta che la barra sarà esaurita o se sceglieremo di sciogliere il legame con il demone.

Uno spirito guardiano di fuoco

Squadra che vince non si cambia, fino ad un certo punto!

Di base i combattimenti sono rimasti invariati ed abbiamo a disposizione le tre stance: colpi alti, intermedi e bassi. A prima vista sembra quasi che non ci sia alcuna novità, ma possiamo assicurarvi che gli scontri sono stati resi molto più frenetici rispetto al passato, velocizzando così anche l’azione di gioco e rendendola molto più vicina a quella di un hack’n slash.

L’intelligenza artificiale presenta gli stessi problemi del primo Nioh, visto che i nemici seguono un moveset ben delineato e non agiscono mai in base all’approccio del videogiocatore. I boss fortunatamente sono molto più reattivi ma sopratutto riescono a donare la giusta dose di sfida.

Purtroppo, non possiamo dire lo stesso per il lato stilistico, molti nemici sanno di già visto e vi è una povertà di elementi originali disarmante.

Scontro contro il boss Enenra

Le aree di gioco sono ben strutturate, ed ancora una volta è cruciale la ricerca dei loot, ottenibili solo attraverso gli scrigni o come drop da parte dei nemici e mini boss.

E’ da lodare la varietà di armi e armature presenti in questa Closed Alpha, nonostante alcune siano state riciclate, riducendo ancora una volta l’elemento “originalità”.

Fortunatamente, il sonoro è ottimo, i rumori e gli effetti sonori sono piacevoli e rientrano perfettamente nel contesto dell’ambientazione.

L’engine grafico è abbastanza scadente, ma d’altra parte è il compromesso per mantenere i 60 FPS, sacrificando così la qualità grafica per privilegiare un’esperienza più rapida e coinvolgente.

La zona pre boss a cui accederemo prima delle battaglie

Commento Finale

A conti fatti le novità introdotte sono veramente poche e persino l’interfaccia è rimasta tale e quale a quella del primo capitolo di Nioh.

Il Team Ninja dovrebbe impegnarsi di più e cercare di introdurre quante più novità possibili, perché allo stato attuale non è accostabile ad un degno secondo capitolo, bensì ad un’espansione del primo titolo.

Abbiamo sicuramente gradito la presenza di una nuova trasformazione e l’introduzione di mini boss, ma al momento non sono sufficienti per far sì che sia un buon sequel. Ci auguriamo che il team di sviluppo possa cogliere ogni singolo feedback per offrire un’esperienza di gioco più fresca e originale.

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Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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