EventiFeatured

Etna Comics 2019 – la nostra esperienza con le conferenze videoludiche

Siamo stati dal 6 al 9 Giugno all'evento catanese dedicato alla cultura pop!

Come ogni anno, abbiamo visitato il centro fieristico catanese “Le Ciminiere” in occasione dell’evento Etna Comics, che quest’anno è arrivato alla nona edizione.

Vi avevamo accennato alcuni degli ospiti con i vari comunicati ufficiali rilasciati dallo staff della fiera, ma noi abbiamo avuto l’occasione di vedere la qualità dell’evento da vicino, essendo anche quest’anno tra le redazioni accreditate.

La nostra più grande soddisfazione è stata quella di poter parlare con Hidetaka Swery 65 Suehiro e Keiichiro Toyama: li abbiamo addirittura intervistati!

Anche questa volta il primo step è stato quello di ritirare il nostro accredito stampa, notando che anche quest’anno la sala stampa è rimasta invariata nella sua posizione.

Non vogliamo parlarvi delle planimetrie o degli stand che erano presenti in fiera, ma bensì vogliamo concentrarci sulle conferenze più importanti a tema videoludico.

Rachele Doimo, da Milestone a Square Enix

Partiamo con quella di una degli ospiti italiani, Rachele Doimo, l’Art Director che lavora attualmente per Square Enix.

La designer ha raccontato che la sua carriera non è iniziata con i videogiochi, ma una volta uscita dall’università ha cominciato a muovere i primi passi come modellatrice 3D.

A seguito di questa sua esperienza, si è unita al Team Italiano di Milestone, i quali sono famosi anche per aver lavorato a titoli dal calibro di RIDE e MotoGP.

Rachele Doimo a Etna Comics 2019

Ha raccontato l’Art Designer che è sempre stata affascinata dal mondo “motociclistico“, quindi questa sua possibilità di lavorare con un team del calibro di Milestone è stata una grande soddisfazione.

Diverso tempo dopo, Rachele racconta che ha iniziato a lavorare a titoli di grosso calibro come quello di Max Payne e Grand theft Auto V, con il quale si è trovata assolutamente bene e dove è riuscita a conquistare un’esperienza aggiuntiva.

La carriera in Square Enix inizia nel 2017, quando viene contattata dalla Software House giapponese per unirsi al team come Art Director. Il primo lavoro con il nipponico team è stato quello di Life is Strange: Before the Storm, ma lei arrivò soltanto alla fine dello sviluppo, quando il titolo era già arrivato al suo ultimo episodio.

A Rachele è stato chiesto quale dei titoli l’hanno ispirata e cosa gioca solitamente. La risposta è stata molto chiara: non c’è un singolo genere al quale lei si dedica, visto che fin da piccola è stata abituata a giocare a un po’ di tutto: dai giochi di guida fino ad arrivare agli action adventure.

All’Art Director è stata posta una domanda molto interessante: “Quant’è importante la storia di un videogioco e la grafica, le due cose vanno a pari passo?”

La risposta è stata positiva, spiegando che il lato grafico e il gameplay vanno spesso a pari passo, ma sopratutto la grafica serve spesso ad esaltare il concept narrativo che si cela dietro alle produzioni, in modo da lasciare qualcosa di concreto al giocatore.

Keiichiro Toyama, da Silent Hill a Gravity Rush

Qualche giorno dopo l’intervista, abbiamo avuto l’occasione di poter assistere alla sua conferenza, in cui si è parlato sia della leggendaria saga di Silent Hill che di quelle di Forbidden Siren e Gravity Rush.

Il tema principale è stato quello dell’horror di Konami, dove il director ha spiegato che il titolo è nato per puntare sulle paure psicologiche, inoltre gli è stato commissionato da Konami per contrastare il fenomeno dell’epoca del genere horror: Resident Evil (o Biohazard com’era conosciuto in Giappone).

Keiichiro Toyama a Etna Comics 2019 come ospite

Per proporre qualcosa di nuovo, Keiichiro si è ispirato un po’ ai film tratti dai romanzi di Stephen King, facendosi anche influenzare in parte dalle opere di David Lynch come Twin Peaks.

Il principale elemento nel quale si basava il primo Silent Hill era quello dell’oscurità, in modo da fare esperire al giocatore sempre un ambiente cupo, stimolando uno stato emotivo di tensione.

Toyama ha anche raccontato che ai tempi stava leggendo diversi manga, tra i tanti quelli di Junji Ito, da cui ha preso ispirazione per dare vita alle creature tenebrose della collina silenziosa.

Durante la conferenza a seguito di una delle domande del pubblico, si è parlato del momento in cui Keiichiro Toyama conobbe Masahiro Ito, monster designer di Silent Hill, e Akira Yamaoka, che curò la colonna sonora del titolo.

I due furono di grande aiuto, a detta sua, e li conobbe perché erano già stati introdotti nel progetto da Konami.

L’argomento si è poi spostato a Siren, dove siamo venuti a conoscenza che il titolo è stato ispirato principalmente a una light novel chiamata Shiki.

Ai tempi cercò di trovare un nuovo elemento per mettere paura al videogiocatore, da quella ricerca nacque il sightjack, funzione che permetteva di vedere attraverso gli occhi dei nemici.

L’attenzione non si poteva poi che spostare su Gravity Rush ed è stato rivelato che è nato grazie a un desiderio d’infanzia di Keiichiro Toyama.

Il Director desiderava da tanto tempo creare un’ambientazione come quella di Gravity Rush (o Gravity Daze in Giappone).

intervista ospiti Etna Comics 2019

Vedi altro

Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
Close