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Judgment – Recensione

Siamo tornati a visitare la mai dormiente Kamurocho!

Dopo aver assaporato Fist of the North Star: Lost Paradise e l’ultimo Yakuza uscito, è finalmente arrivato il turno di una produzione completamente inedita da parte del Ryu Ga Gotoku Studio.

Al suo annuncio non è stato ben chiaro se si trattasse di un titolo facente parte dell’universo di Yakuza, visto che la città principale nella quale sono ambientate le vicende è nuovamente la ridente Kamurocho.

Dopo qualche mese arrivò la conferma: Judgment (o Judge Eyes in terra nipponica) è ambientato nello stesso universo del Dragone di Dojima.

La produzione è stata purtroppo vittima di alcuni nefasti eventi, infatti l’attore che interpretava Kyohei Hamura (Pierre Taki) è stato arrestato durante la distribuzione del titolo in Giappone, costringendo SEGA a doverla bloccare per correre ai ripari.

A causa di questa notizia, gli occidentali pensavano che l’uscita fosse a rischio, ma in realtà SEGA è prontamente intervenuta chiamando un sostituto a prendere il posto di Pierre Taki, girando così le scene con un nuovo attore.

Dopo questo spiacevole evento, SEGA ha confermato l’uscita anche da noi e inoltre, ha anche annunciato che per la prima volta un titolo del filone Ryu Ga Gotoku sarebbe stato tradotto in italiano.

Il titolo è finalmente tra le nostre mani e dopo aver provato la versione giapponese, siamo qui a darvi il nostro giudizio sulla versione completa.

 

La sventura di Yagami

La storia ha inizio ben tre anni prima dagli eventi che costituiscono la storia principale dove il protagonista, ovvero l’avvocato difensore Takayuki Yagami, ha appena vinto un processo dove il suo cliente era accusato di omicidio.

Nonostante il momentaneo attimo di festeggiamento, una chiamata interrompe tutto: Shinpei Okubo è stato appena arrestato dato che ha assassinato la fidanzata e dato fuoco alla sua abitazione.

Per Yagami fu un duro colpo non essendo riuscito a intravedere il caso nella sua interezza, infatti il suo sguardo era rivolto solo alla difesa del suo cliente, indipendentemente dalla verità.

A causa di questo tragico evento, Takayuki decide di abbandonare definitivamente lo studio associato Genda, sentendosi responsabile della morte di quella povera ragazza assassinata.

La vita del protagonista subisce un forte cambiamento e decide così di aprire un’agenzia d’investigazione privata insieme all’amico Kaito, un membro della famiglia Matsugane, appartenente al Clan Tojo.

In realtà il nostro eroe non è lontano dalla vita che fanno gli “Yakuza”, perché anche lui faceva parte della famiglia di Matsugane, e fu proprio lui a pagargli gli studi per poter divenire ufficialmente un avvocato. Come se ciò non bastasse, il capo della famiglia considera Yagami come un figlio.

Yagami contatta Hamura

A distanza di ben tre anni, un caso interessante si affaccia alla porta del nostro detective. Un nuovo criminale sospetto ha preso di mira degli Yakuza, precisamente quelli della banda di Kyorei che è collegata a sua volta al clan Kansai, lasciando le vittime a terra sfigurate e con un elemento comune: gli occhi rimossi.

Il capo accusatorio ricade su Kyohei Hamura, uno dei capitani della famiglia Matsugane. Il nostro compito sarà quello di scagionarlo da questa accusa, cercando di trovare la difesa perfetta e un alibi inattaccabile.

Questa volta Yagami è molto cauto, infatti da questa momento si comincia ad intravedere il filo conduttore che poi farà da traino per tutta la storia di Judgment: la Talpa, l’assassino misterioso.

Non è solo una storia di omicidi e assassini, ma anche di un progetto farmaceutico chiamato Adeck 9, che ha lo scopo di combattere la demenza senile, anche se sfortunatamente non è andato per il verso giusto.

Hamura sotto processo in tribunale

Il percorso narrativo personale

La narrazione presenta una struttura che inizialmente sembra essere molto simile a quella della serie Yakuza.  Ma possiamo assicurarvi che nelle trenta ore impiegate per completare la storia abbiamo assistito a un qualcosa di completamente nuovo, una ventata d’aria fresca per il genere videoludico battezzato da Shenmue.

La morale umana è messa su una bilancia, perché in Judgment avremo la possibilità di poter vedere le due facciate del mondo, una dalla parte della giustizia, e l’altra dalla parte della vita malavitosa degli Yakuza.

Trattandosi in parte anche di un titolo focalizzato sull’investigazione, avremo modo di imbatterci in alcuni pedinamenti. In questa fase entra in gioco la “Modalità ricerca in pedinamento“, dove dovremo individuare la nostra preda in base alle caratteristiche note del sospettato attraverso una visuale in prima persona.

Nel menù a destra avremo i dettagli che abbiamo raccolto sul sospettato, mentre col cursore potremo muoverci tra le persone presenti nelle nostre vicinanze, e se troveremo la persona che rispetta tutte le indicazioni elencate, potremo dare inizio al pedinamento ed iniziare a seguire il nostro obiettivo.

fasi stealth su Judgement col protagonista accovacciato dietro a una macchina grigia

Come un vero detective!

Una volta che il pedinamento avrà avuto inizio, bisognerà innanzitutto stare attenti a non creare confusione e a non farci notare, visto che ciò causerebbe un aumento della barra attenzione. Inutile precisare che una volta riempitasi la barra ci imbatteremo in un sonoro Game Over.

Per evitare di essere notati avremo a disposizione diverse coperture sparse per la città e svariati modi per nasconderci. Potremo ad esempio ripararci dietro l’insegna di un negozio a terra oppure sfruttare la folla per occultare la nostra presenza.

L’importante è non perdere mai di vista il nostro bersaglio, per evitare ulteriori fallimenti.

Durante le indagini ci capiterà di dover rafforzare il nostro discorso con delle prove, e per questo viene in soccorso un menù con tutti gli indizi raccolti. Bisogna scegliere con cura ciò che si vuole mostrare, per non finire in un vicolo cieco.

Inoltre, durante le conversazioni dovremo concatenare le risposte corrette per imboccare il percorso giusto dell’indagine. Nel caso in cui scegliessimo male, perderemmo la possibilità di ottenere dei punti PT bonus.

Una delle cose più importanti è consultare spesso il dossier, attraverso l’apposita App nel telefono di Yagami.

All’interno troveremo tutto quello che abbiamo raccolto durante il caso, tutte le azioni richieste e qual è il nostro attuale obiettivo. In alcune situazioni avremo la possibilità di accedere alla modalità ricerca rapida, che viene utilizzata principalmente per esaminare le prove nell’immediato.

All’interno di questa modalità avremo nel riquadro sinistro la prova/foto in formato completo, mentre a destra la zona ingrandita dal cursore per ricercare l’elemento chiave e trovare la prova schiacciante.

E’ stato introdotto anche un drone che ci permetterà di girare per le aree alla ricerca degli obiettivi o prove che avremo bisogno per il nostro caso.

Mentre si comanda il drone, avremo un menù a destra che ci permetterà di tenere d’occhio tutto quello che dovremo cercare per poter portare a termine il nostro compito.

Le novità sono solo una parte dell’epicità

Altra novità introdotta con Judgment è quella del sistema di scassinamento, che nonostante sia una misura molto discutibile per un’investigatore, molte volte saremo costretti ad usare questo metodo “illegale”. Con un oggetto appuntito dovremo muovere i perni, fino a quando non rimarrà fermo e diventerà di colore giallo.

Fare una mossa sbagliata comporterà la perdita di posizione degli altri perni, costringendoci così a rifare tutto da capo. Molte volte dovremo scassinare entro un certo tempo limite, pena la schermata di Game Over.

Sempre durante le missioni d’investigazione, in alcuni momenti della storia potremo mascherare l’identità di Yagami con una serie di travestimenti, che è possibile utilizzare dall’applicazione oggetti nella scheda dei travestimenti.

Questa tattica non sempre può essere utilizzata e spesso lo potremo fare solo quando un’indagine lo richiederà nel dettaglio.

Anche la normale esplorazione degli edifici risulta complicata, perché se una porta è chiusa, dovremo utilizzare la chiave giusta. Il problema risiede nel fatto che durante la storia otterremo molte chiavi e ogni volta saremo chiamati a scegliere quella giusta per aprire la porta.

Uso delle chiavi sul gioco Judgement

È stato inoltre implementato un sistema d’amicizia con gli NPC. Gli individui con cui potremo stringere un legame saranno caratterizzati dall’apposita icona speciale di colore verde. Con l’aumentare delle amicizie riceveremo molti più casi secondari da poter affrontare.

Per stringere un legame profondo bisognerà riempire la barra dell’amicometro. Sarà possibile aumentarla aiutando i nostri amici a risolvere i problemi o semplicemente intraprendendo determinate azioni nei dialoghi.

Spesso potremo ricevere dei regali molti utili dagli NPC con cui abbiamo fatto amicizia.

Tigre o Gru?

In combattimento avremo la possibilità di scegliere tra due stili di combattimento: gru e tigre. Lo stile della gru è molto più efficace in presenza di gruppi numerosi di nemici, dato che gli attacchi si espandono a lungo raggio per poter ferire tutti i nemici nell’area.

Lo stile della tigre è studiato per scontri uno contro uno, caratterizzandosi di attacchi letali e rapidi, destinati a uno stile focus on.

Se nei combattimenti verremo feriti da una pallottola o alcuni attacchi in modalità furia dai nemici, potremo subire una ferita mortale. Quando la si subisce, la salute massima viene ridotta e non può essere ripristinata utilizzando gli oggetti di recupero.L’unico modo per curare una tale ferita è solo attraverso un medico “specifico” (che incontreremo nella storia) o un Kit Medico.

Le abilità si possono apprendere in tantissimi modi, tra cui ottenere un libro delle tecniche attraverso i mini giochi o durante il completamento di un caso secondario.

Affrontare i bulli che infestano la città non è sempre la scelta giusta. Se il combattimento si prolunga troppo, le forze dell’ordine arriveranno a porre fine allo scontro e saranno ben liete di accompagnarci in prigione.

La qualità della localizzazione e del comparto audio

Il doppiaggio inglese cattura la giusta tonalità dei personaggi interpretati. Tuttavia, abbiamo giocato col doppiaggio italiano attivo per questa recensione e abbiamo potuto notare come il cast dei doppiatori sia molto talentuoso, espressivo ma soprattutto mai stonato.

Per la versione europea è stata mantenuta la opening Arpeggio degli Alexandros, un capolavoro musicale che si sposa perfettamente con la tematica trattata da Judgment.

Se questo non fosse abbastanza, la colonna sonora è semplicemente perfetta, sempre coerente con le scene e che non ha nulla da invidiare a quella di Yakuza.

Vogliamo spezzare una lancia a favore dei traduttori che si sono occupati dell’adattamento italiano. Possiamo confermarvi che è stato fatto un gran lavoro di localizzazione, ed anche utilizzando il doppiaggio giapponese, i sottotitoli risultano molto coerenti con quanto detto dai personaggi.

Commento Finale

In conclusione, siamo rimasti ammaliati dalla nuova produzione di SEGA e siamo felici di aver potuto percorrere ancora una volta le strade di Kamurocho.

L’avventura di Takayuki Yagami e compagni è stata qualitativamente ottima per tutte le trenta ore richieste per completare la storia principale. Forse l’unico neo risiede in una partenza un po’ troppo lenta, che può non piacere a tutti.

Il motore grafico garantisce una resa abbastanza convincente, anche se ogni tanto è possibile scorgere qualche dettaglio curato marginalmente, come gli elementi presenti sullo schermo durante le battaglie.

Nonostante tutto, si tratta di una nuova IP di grande spessore, che speriamo possa avere un seguito. Ci sentiamo in dovere di consigliare a tutti l’acquisto!

Judgment
Voto
9/10

Riassumendo

La nuova IP del Ryu Ga Gotoku Studio è riuscita perfettamente nel suo intento. La Kamurocho che conoscevamo si è mostrata attraverso occhi nuovi, con una storia che emoziona fino alla fine.

Ci auguriamo di poter vedere un altro capitolo dedicato a Judgement.

Pro

  • Trama longeva e contenuti di qualità
  • Kamurocho è ancora oggi una delle location più belle
  • Il sistema d’investigazione è ben strutturato
  • La colonna sonora e il doppiaggio eccelsi
  • Ottima localizzazione italiana

Contro

  • Inizio molto lento
  • Qualche compenetrazione poligonale negli scontri
  • Alcune texture sono curate marginalmente e risultano fuori contesto
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Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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