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Google Stadia: tutto quello che c’è da sapere

Un abbonamento mensile per un parco titoli enorme

Ci troviamo in un periodo in cui l’hobby dei videogiochi ci sembra essere sempre più costoso, tra console che al lancio hanno un costo abbastanza oneroso, aggiornamenti continui all’hardware PC e i nostri tanto amati giochi venduti in edizione limitata.

Schiere di potenziali giocatori sono scoraggiate sia dallo sforzo economico richiesto, sia dalla perdita di immediatezza del medium.

Poste queste premesse, Google Stadia si propone come un’alternativa al resto del mercato, in quanto non si tratta di una console tradizionale, ma di una piattaforma online da cui sarà possibile scegliere un gioco e goderselo senza bisogno di una specifica attrezzatura o di aspettare un lungo download.

In parole povere, stiamo parlando di un servizio in streaming come altri, che però ha del potenziale davvero enorme.

Un servizio che è stato già definito “il Netflix dei videogiochi” e sta attirando l’attenzione di tutto il settore. Quanto sappiamo finora? Con questo articolo cercheremo di fare chiarezza sui dubbi che ruotano attorno il progetto di Google.

Come funziona?

Google Stadia funzionamento cloud

 

A differenza delle piattaforme tradizionali, Google Stadia è basata sulla tecnologia del cloud gaming, già sperimentata anche da Microsoft e Sony.

Ciò significa che i vari elementi del gioco non vengono processati sul dispositivo in uso, ma dal server online che riceve ed invia costantemente i dati necessari. Per questo motivo Google Stadia potenzialmente può essere supportata da qualsiasi dispositivo con una connessione ad internet sufficientemente veloce.

Quindi il vostro PC, laptop, smartphone o tablet può andare bene per potere usufruire di questo servizio, senza il bisogno di installare niente di niente!

Basterà infatti andare sul sito del servizio ed eseguire un iniziale test di connessione preventivo.

Per quanto riguarda l’attivazione, basterà fornire un indirizzo email valido che non dovrà per forza corrispondere a quello usato per accedere a Stadia. Quindi basterà solamente per ricevere il codice di attivazione o rinnovare il nostro abbonamento.

Requisiti minimi e specifiche tecniche

Per giocare a Stadia è necessaria per prima cosa una connessione internet stabile e veloce. È possibile verificare la propria connessione attraverso uno strumento messo a disposizione da Google.

I requisiti minimi sono una velocità di 10Mbps, perdita di dati sotto il 5% e latenza sotto i 40ms, per giocare con una risoluzione pari a 720p e 60FPS. Con almeno 15Mbps si può ottenere un upgrade grafico a 1080p HDR con l’audio che passa da stereo a surround 5.1. Se la propria connessione raggiunge i 35Mbps si raggiunge la qualità massima pari a 4K HDR.

Tabella coi requisiti minimi di Google Stadia

L’azienda ha affermato che non è previsto alcun supporto alle reti 4G, ma esistono dei piani riguardanti la nuova connessione 5G ma applicabile alle sole connessioni domestiche.

Google ha anche confermato che sarà possibile giocare a Stadia solo a casa, come confermato dalla totale assenza di funzionalità touch screen su dispositivi mobile.

Sarà quindi necessario disporre di un controller adatto, visto che non ci sarebbero altri metodi per potere usare Stadia.

Dispositivi compatibili

Sarà possibile giocare con mouse e tastiera o con qualsiasi controller, ma Google ha sviluppato un joypad specifico per il servizio che connettendosi a direttamente al cloud permetterà di ridurre la latenza nei comandi e migliorare l’esperienza.

Stiamo parlando di Stadia Controller, che non sarà affatto obbligatorio da acquistare per potere usare Google Stadia. E allora perché mai dovremmo considerarne l’acquisto? La risposta sta nelle funzioni esclusive che è in grado di offrire!

Per esempio, avremo un tasto extra che consentirà di condividere su YouTube la nostra sessione di gioco, che si conferma come una funzione abbastanza utile. Come se ciò non bastasse, sarà presente un ulteriore tasto che riguarda invece Google Assistant, il simpatico assistente virtuale che migliorerà la nostra esperienza di gioco.

Per esempio, connettendosi direttamente al cloud via connessione Wi-Fi, potremo cercare video o suggerimenti degli sviluppatori senza interrompere la nostra sessione di gioco! Si può subito notare come Google punti a uno stile fortemente incentrato sull’esperienza del consumatore, come è suo solito.

Ricordiamo che serve necessariamente che questo controller sia collegato alla stessa rete del dispositivo da cui intendiamo avviare Stadia. Al lancio non sarà supportato l’audio bluetooth, ma con molta probabilità potrebbe essere introdotto in futuro.

Si può aggirare questa limitazione da dispositivi mobile, ma Chromecast Ultra dovremmo accontentarci dell’audio della TV oppure di quello del controller.

A dirla tutta, uno dei maggiori pregi di questo controller potrebbe proprio risiedere nel fatto che sia “ufficiale” e che quindi possegga una maggiore ottimizzazione. Dopo tutto, essendo connesso direttamente col server, ci aspettiamo di certo una minore latenza.

Per il resto, saranno supportati tutti i controller a presa USB di classe HID.

Un’occhiata alle specs e alle performancex

Essendo un servizio in cloud, Stadia può potenzialmente girare su qualsiasi PC, come vi avevamo accennato in precedenza. Ecco la tecnologia alla base dei server remoti usati da Google:

  • Processore: CPU x86 custom a 2.7 GHz con Hyper-Threaded, AVX 2 SIMD e cache L2+L3 da 9.5 MB
  • Scheda grafica: Custom AMD fino a 10,7 teraflops di potenza computazionale, memoria HBM2, 56 unità computazionali
  • Archiviazione: 46 GB di spazio disponibile su hard disk.
  • Memoria: 16 GB RAM, divisi tra CPU e GPU, e fino a 484 GB/s di performance.
  • Cloud storage su SSD
  • Audio: scheda a audio compatibile con DirectX 9.0c.
  • DirectX: DirectX Redistributable (Giugno 2010).
  • Impostazioni di gioco elevate.
  • Il servizio funziona su server Linux e API grafiche Vulkan.

Anche se la scelta di AMD è piuttosto comune nel mercato delle console, può essere insolita se consideriamo che i datacenter di Google hanno sempre usato Nvidia Tesla.

Non abbiamo conferme in merito al produttore della CPU, ma sappiamo che opererà a 2.7 GHz e NON sarà integrata alla GPU, al contrario di quanto stanno facendo Sony e Microsoft con le Ryzen.

Tuttavia, la presenza del termine Hyper-Threading fa supporre che si tratti proprio di Intel e non di AMD.

In base alle informazioni date in merito al lato grafico, si può intuire che la GPU clockerà a circa 1495 MHz. I serve GPU di Google potrebbero essere in effetti virtualizzati e le risorse distribuite tra diversi utenti, ma è stato confermato che non accadrà.

La memoria HBM2 è sui 484 GB/s di larghezza di banda, esattamente lo stesso throughput di AMD Radeon RX Vega 56.

Al momento, RX Vega 56 è la scheda grafica più vicina a quella di Stadia, almeno secono speculazioni basate sulla logica.

Uno degli elementi da non sottovalutare è il termine “custom”, che sta a significare che Google apporterà delle modifiche per migliorare l’esperienza di gioco.

Segnaliamo anche che potrebbero essere previsti miglioramenti nei datacenter a livello di specs, cosa sicuramente molto ma molto positiva!

Secondo le stime previste, ci attestiamo su livelli più alti del 78% rispetto a Xbox One X e circa 5,8 volte più veloce di una PlayStation 4 Fat/Slim.

Secondo le affermazioni abbastanza spinte di Google, potremo addirittura raggiungere in futuro i 120FPS e una risoluzione 8K, anche se noi siamo molto scettici al momento.

Rispetto a Xbox Scarlett e PlayStation 5, non abbiamo una scheda integrata che sarebbe invece più economica.

Sempre da un punto di vista hardware, dobbiamo riportare due svantaggi non indifferenti:

  • Sia l’audio che la grafica potrebbero avere delle “perdite” di qualità a causa della compressione;
  • L’intermediazione del cloud occupa comunque del tempo;

Digital Foundry ha testato Assassin’s Creed Odyssey sulla beta di Stadia:

Tra gli smartphone, al momento il supporto è stato confermato solo per Pixel 3, Pixel 3 XL, Pixel 3a, and Pixel 3a XL. Tuttavia dopo il lancio è possibile che venga esteso anche ad altri dispositivi.

Confermata inoltre un’applicazione mobile per gestire il vostro profilo Stadia, cosa non molto diversa da quanto accade con Sony e Nintendo.Google Stadia utilizzata attraverso uno smartphone

Teoricamente qualsiasi dispositivo con accesso a Google Chrome può avere accesso a Stadia, ma la qualità del servizio su quelli non supportati ufficialmente non è assicurata.

Per giocare tramite una Smart TV sarà necessario l’aquisto del Chromecast Ultra, e l’unico controller supportato sarà quello proprietario di Google.

Ancora non abbiamo nessuna conferma in merito alla realtà virtuale.

Inoltre, secondo Phil Harrison, questo sistema cloud aiuterà gli sviluppatori a non curarsi tanto delle problematiche hardware, dato che non ci sarà da preoccuparsi di eventuali limitazioni.

Per esempio, viene rimosso il limite della memoria sui Blu-Ray non deve superare necessariamente i 50/100 GB e soprattutto vengono favoriti i giochi incentrati sull’online.

Molti dei giochi odierni sono fortemente limitati dal fatto che il codice non venga eseguito su un server, ma su una macchina locale. Stadia sotto questo punto di vista promette miracoli e innovazione.

Secondo Google, l’obiettivo sarebbe l’avvio entro 5 secondi di ogni titolo, che secondo noi può anche allungare i caricamenti successivi.

In parole povere, server e client sono all’interno della stessa architettura e questo riduce notevolmente il lag, passando dall’ordine dei millisecondi a quello dei microsecondi.

Un’altra conseguenza del cloud è l’assenza di aggiornamenti, patch e quanto altro di fastidioso, dato che il tutto avverrà “di nascosto” dall’altro alto della rete.

Come se ciò non bastasse, gli sviluppatori avranno accesso a petabyte di spazio (1 Petabyte=1024 Terabyte).

Prezzo

Sappiamo che Google Stadia non andrà acquistata. Basterà infatti collegarsi dal browser o scaricare l’app gratuita per potervi accedere. Tuttavia gli utenti dovranno comunque acquistare di tasca propria ogni singolo gioco.

Google ha in seguito annunciato che i giochi avranno un costo comparabile a quello dei titoli di una normale console. Nonostante sia un servizio di streaming quindi, non è previsto nessun calo di prezzo rispetto alla concorrenza.

Google stadia in azione su diversi dispositivi

I giochi acquistati da un utente resteranno per sempre a sua disposizione, anche una volta rimossi dal catalogo da chi ne detiene i diritti.

Sono presenti due forme di abbonamento:

  • Stadia Pro, al costo di 9.99 € permetterà di giocare alla definizione di 4K a 60FPS e con audio 5.1 surround. Inoltre gli abbonati avranno accesso ad una selezione di titoli gratuiti, tra cui Destiny 2 e la sua nuova espansione, e degli sconti su una selezione.                                                                                               Grazie ad un recente Reddit AMA organizzato dallo staff di Stadia, sappiamo che secondo Andrey Doronichev, che si occupa della direzione del prodotto, sarebbe meglio se la gente considerasse questa forma di abbonamento più vicina a PS Plus o a Xbox Live Gold piuttosto che a Netflix.
  • Stadia Base, abbonamento gratuito che consente di giocare a 1080p (Full HD) e 60FPS con audio stereo. Mancano gli altri benefici dell’abbonamento Pro ma è la forma più basilare ed immediata di accedere a Stadia.

È anche possibile preordinare la Founder’s Edition di Google Stadia, che include:

  • Un Chromecast Ultra;
  • Uno Stadia Controller;
  • La collection di Destiny 2;
  • Tre mesi gratuiti di Stadia Formula Pro;
  • Un pass di 3 mesi per un amico, per permettergli di provare Stadia gratuitamente;

La Founder’s Edition ha un costo annunciato di 130 $. Lo Stadia Controller potrà essere acquistato separatamente ad un prezzo di 69 $, e sarà disponibile in tre colori diversi.

Per chi se lo stesse chiedendo, gli obiettivi non saranno presenti al lancio e nemmeno alcune funzionalità. Tuttavia, le più importanti saranno fortunatamente disponibili, per esempio la compatibilità con i dispositivi elencati, l’integrazione con i social e lo store.

Passiamo infine al prezzo dei giochi, che secondo Phil Harrison sarà più o meno equivalente a quello dei competitor. Vista la maggiore resa a livello grafico e la possibilità di poterli giocare tecnicamente ovunque, un costo normale sarebbe anche giustificabile.

In realtà, il prezzo è fissato dai publisher, ma non vi aspettate prezzi particolari o differenziati rispetto a quelli dei rivali.

Data di uscita

Gli acquirenti della Founder’s Edition avranno accesso al servizio a partire da Novembre 2019 in ben 14 paesi, tra cui ovviamente l’Italia. Entro la fine dell’anno il servizio verrà esteso a tutti coloro che vorranno abbonarsi a Google Stadia Pro.

Nel corso del 2020 verrò resa disponibile anche la versione gratuita di Google Stadia.

Multiplayer e online

Viene confermato che sarà possibile giocare fino a 4 giocatori in multiplayer locale, quindi il nostro account reggerà fino a 4 controller Stadia.

Sarà anche possibile creare una lista amici, party e la chat vocale sin dal lancio. Il Family Sharing non sarà presente prima del 2020, anche se al lancio si potrà utilizzare il Parental Dashboard che garantirà un controllo delle attività dei figli ai genitori.

Una funzione particolarmente utile e disponibile da subito sarà il cosiddetto Takeout, che rende possibile il download dei metadati dei giochi (salvataggi).

Parco titoli e giochi inclusi

Destiny 2 sarà un titolo di lancio di Google Stadia

Al lancio è stata confermata la presenza di

  • Dragon Ball Xenoverse 2
  • Doom
  • Doom Eternal
  • Rage 2
  • The Elder Scrolls Online
  • Wolfenstein: Youngblood
  • Destiny 2
  • Get Packed
  • GRID
  • Metro Exodus
  • Thumper
  • Farming Simulator 19
  • Baldur’s Gate III
  • Power Rangers: Battle for the Grid
  • Football Manager
  • Samurai Shodown
  • Final Fantasy XV
  • Tomb Raider Definitive Edition
  • Rise of the Tomb Raider
  • Shadow of the Tomb Raider
  • NBA 2K
  • Borderlands 3
  • Gylt
  • Mortal Kombat 11
  • Darksiders Genesis
  • Assassin’s Creed Odyssey
  • Just Dance
  • Ghost Recon Breakpoint
  • The Division 2
  • Trials Rising
  • The Crew 2

Si tratta di una lista che entro il giorno del lancio non farà che allungarsi. Inoltre sarà supportato anche il tanto amato crossplay, cioè la possibilità di giocare online con sistemi diversi da Stadia.

Il parere degli sviluppatori

Quelli a favore

Secondo la software house Larian Studios, il cloud gaming offre opportunità migliori rispetto alle console tradizionali e può fornire servizi migliori grazie al lavoro svolto sui server remoti.

Anche sotto questo punto di vista, Stadia promette notevoli innovazioni nel campo dello sviluppo.

Secondo Ubisoft, portare giochi sulla nuova piattaforma di Google non comporterebbe costi troppo elevati e può costituire un ottimo investimento. Non a caso, ben 6 giochi di Ubisoft saranno presenti al lancio!

Passando la palla a Platinum Games, la situazione si fa altrettanto interessante. Atsushi Inaba, head producer della società, afferma che la nuova generazione di console non porterà grandi cambiamenti, dato che non sono più hardware proprietari come una volta.

Atsushi Inaba di Platinum Games
Atsushi Inaba

Stadia può invece offrire qualcosa di estremamente innovativo, anche se Inaba rettifica che le nuove console saranno comunque in grado di svolgere un ottimo servizio.

Il ben noto Hideo Kojima vede in questo progetto una spinta per il futuro, che permetterà di rimuovere alcune inibizioni che hanno da sempre limitato lo sviluppo di videogiochi.

Inoltre, è possibile che la barriera fra film e videogiochi possa ridursi ulteriormente o scomparire col tempo.

Secondo il nostro personalissimo parere, questo punto di vista vale ovviamente per certi generi, come ad esempio le avventure grafiche.

Se vi abbiamo esposto questo punto di vista piuttosto positivo, dobbiamo anche esporre altre opinioni che sono invece scettiche di questo “nuovo” modello di business.

Quelli che non la pensano allo stesso modo

Secondo Mike Rose, fondatore di No More Robots, Google Stadia potrebbe seguire la falsariga di quanto accaduto in passato nel settore della musica. Con l’introduzione di alcuni servizi di streaming (Spotify per esempio), si era registrata una consistente riduzione dei guadagni.

Questo modello andrebbe sicuramente a scapito degli sviluppatori più di nicchia o che non riescono ad offrire prodotti abbastanza longevi.

Non solo, se Google dovesse retribuire gli sviluppatori in base al numero di ore spese su un titolo o agli accessi, con molta probabilità non avrebbero nessun vantaggio concreto nell’offrire il loro supporto a Stadia.

Mike Rose di No More Robots
Mike Rose

Nintendo Switch ha fortemente incentrato il suo modello su una vasta libreria di titoli indie, riscuotendo abbastanza successo. Secondo il nostro personalissimo parere, anche Stadia dovrebbe pensare alle possibili conseguenze di un mancato o minore sostegno alle software house indipendenti.

Al contrario, Sony e Microsoft adottano un modello di retribuzione fissa (somma forfettaria), di conseguenza non pagano una cifra variabile ma una costante. Ovviamente, non sempre questa cifra copre l’interezza dei costi di sviluppo, anche se a livello teorico è una soluzione più sicura rispetto all’alea dello streaming.

Allo stesso tempo anche questo modello di retribuzione potrebbe avere i suoi notevoli svantaggi rispetto ad un modello a paga mensile o periodica, per esempio.

Uno dei maggiori rischi derivanti da questo modello è di natura psicologica, infatti generalmente i prodotti a basso costo o gratis vengono percepiti come di qualità inferiore. Il valore del brand viene spesso trascurato ma è veramente molto importante, specialmente nel processo decisionale di acquisto di un consumatore.

Questo è il punto di vista di Sébastien Bénard, designer per lo studio Motion Twin, che sta dietro allo sviluppo di Dead Cells.

Sébastien Bénard

Se per caso un utente fosse iscritto ad altri servizi in abbonamento, riceverebbe molti titoli gratis come pattuito rendendo progressivamente stupido e quasi inutile l’acquisto dei singoli titoli. Aggiungiamo anche il fatto che spesso l’acquisto a prezzo pieno viene rimandato in favore degli interessanti sconti periodici.

Anche la sola presenza di un titolo gratis per gli abbonati di Stadia e a pagamento altrove può ledere la forza di un brand, ma ci sono anche dei benefici da considerare. Per esempio, la maggiore reperibilità di un titolo consente di farlo conoscere ad un pubblico più vasto di persone, che in parte rimedia ad eccessivi sforzi di marketing.

Sébastien parla anche dell’importanza che hanno gli influencer, anche piccoli, e i creatori di contenuto, dato che con Dead Cells è stato possibile raggiungere ottimi risultati grazie ad oculate concessione di key.

Puntualizza inoltre che la visibilità sia molto importante, specialmente se fai provare il tuo gioco a persone che non ne avrebbero mai sentito parlare altrimenti.

A tal proposito, Google ha già trovato un modo per impiegare al meglio la presenza di streamer e influencer su YouTube, grazie alla funzione di giocare su Stadia lo stesso titolo del nostro streamer preferito.

Da un lato questa immediatezza e comodità è sicuramente un bene per noi utenti; d’altro canto è anche un male perché gli sviluppatori dovrebbero puntare ad intrattenere il giocatore come prerequisito.

Una prospettiva molto interessante è data da Christina Seelye, CEO di Maximum/Modus. Sebbene il mercato videoludico sia molto dinamico e difficile da studiare correttamente, il vasto numero di metriche offerto dagli altri store compensa questa incertezza.

Christina Seelye di Maximum Games
Christina Seelye

Per esempio, è possibile misurare con precisione il numero di vendite, effettuare sconti strategici e studiare meglio il comportamento dei consumatori. Ancora non sappiamo a quali metriche darà accesso Google, ma è un discorso da non sottovalutare affatto, anzi, è forse il punto di vista più importante fra quelli che esaminiamo.

In linea con quanto detto da Sébastien, questo modello di business potrebbe aumentare il rischio già alto del settore e introdurre nuove variabili da considerare sia durante la fase decisionale che durante lo sviluppo di un titolo.

In altre parole, titoli come Destiny e Anthem sarebbero avvantaggiati a scapito di titoli single-player o semplici indie.

Parere analogo quello di Emma Maasen di Kitsune Games, che evidenzia l’aumento di alea che potrebbe causare un modello come quello di Stadia. Il settore videoludico potrebbe spostare il proprio focus sul concetto di “game-as-service” come giustificazione dell’abbonamento mensile.

Per esempio, l’indie Mid Boss di Kitsune Games ha una mediana di due ore di gioco, un valore troppo basso secondo Emma per potere implementare una paga oraria con successo, visto che molti indie hanno una durata minore rispetto a titoli che non lo sono.

Prendendo come esempio invece Epic e Valve, notiamo che gli sviluppatori prendono rispettivamente l’88 e il 70% per vendita. Questo distacco notevole del 18% potrebbe aiutare sicuramente Epic a rubare una maggiore quota di mercato a Valve (registrata intorno all’80%).

Cosa ne pensa Sony della questione Stadia

Secondo il CEO di Sony, Kenichiro Yoshida, PlayStation 5 non dovrà competere col nuovo servizio di Google, visto che non tutti i giocatori possono vantare una connessione ottimale.

Kenichiro Yoshida il CEO di Sony
Kenichiro Yoshida

Cosa accadrebbe nel caso di chiusura?

E se Google Stadia dovesse chiudere i battenti? Questo è uno degli interrogativi che ha attanagliato gli utenti dall’annuncio di questo nuovo servizio.

Purtroppo, perderemmo tutto in caso di chiusura ma in fin dei conti, quasi ogni prodotto in digitale verrebbe perso in situazioni simili.

La possibilità che il servizio di Stadia chiuda è remota, afferma Andrey Doronichev, visto che Google può vantare una solidità e affidabilità unica. Tuttavia, Google + è stato un effettivo buco nell’acqua, quindi non bisogna prendere per assodato tutto quello che ci viene riferito!

Qualche statistica sui giocatori interessati in Europa

Stando ad una ricerca di Ipsos MORI’s GameTrack su commissione di GamesIndustry.biz i numeri non sono molto promettenti.

In Regno Unito, Francia, Germania e Spagna il 70% dei giocatori si è detto non interessato al game streaming, mentre il 15% ha affermato di essere interessato ad un servizio in stile Netflix e solo il 3% molto interessato.

Il restante 12% sta già usufruendo di servizi affini oppure non si esprime in merito.

Il Regno Unito si dimostra la nazione più “curiosa” nei confronti di Stadia, con un solido 23% che include un 5% molto interessato.

Un parere preventivo

Google Stadia sembra incarnare l’essenza plug-and-play delle console, ma con la potenza di un PC abbastanza prestante.

Superando di molto le console attuali, si possono intuire già enormi miglioramenti sia a livello puramente computazionale che grafico, senza contare la possibilità di stack tra diversi server.

Sicuramente chi uscirà vincitore da questa innovazione saranno i giochi multiplayer, che potranno vantare un’integrazione client-server mai vista prima.

Secondo noi di GameIndustry.it, Stadia è sicuramente un’idea molto interessante e potenzialmente efficace da un punto di vista innovativo.

Google Stadia versione nera

Resta ancora fermo il dilemma delle retribuzioni spettanti agli sviluppatori e della spinosa questione Spotify di cui accennato sopra. Tuttavia, anche se il mercato degli indie è in crescita ed è sicuramente redditizio nel complesso, non è assolutamente detto che Google Stadia debba puntare su quel settore.

Da quanto visto fino ad ora infatti, questo sistema privilegia i giochi multiplayer o che riescono a tenere incollati il giocatore per molte ore davanti allo schermo.

Se da un lato la corsa all’innovazione diventa sempre più feroce, ci sono anche delle implicazioni etiche da non dimenticare.

Il cloud gaming non è ben visto da tutti, e potrebbe scoraggiare lo sviluppo di quei titoli che invece puntano su altri fattori, senza contare il discorso inerente al brand.

Sicuramente gli interrogativi e le questioni in ballo sono tanti però non ci sembra il caso di esasperare da subito questi difetti.

Questo è tutto quello che sappiamo al momento sul nuovo progetto streaming del colosso californiano. Nei prossimi mesi verranno sicuramente rilasciate ulteriori informazioni.

Questo articolo è in continuo aggiornamento, restate sintonizzati per le ultime novità sul progetto Stadia!

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Marco Giordano

Grande fan dei generi di stampo orientale, predilige quasi ogni genere purché motivato da scelte estetiche o da una trama solida. Attratto non solo dal lato informatico dei videogiochi, ma anche dal loro aspetto stilistico ed economico.

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