FeaturedRecensioniVideogames

Wolfenstein: Youngblood – Recensione

Le figlie di B.J. sono pronte a seminare il panico tra le schiere dei tedeschi a Parigi!

Non è passato molto tempo dall’ultima avventura di B.J. Blazkowicz e dei suoi scontri contro le forze tedesche nel 1960 di cui vi abbiamo parlato nella recensione di The New Colossus.

Oggi ci ritroviamo con il secondo spinoff della serie. Vi ricordiamo che il primo fu Wolfenstein: The Old Blood, che ci calava nei panni di Blazkowicz alle prese con un’infiltrazione in uno dei luoghi più segregati dai tedeschi.

In questa nuova storia impersoneremo le figlie dell’eroe che ha sconfitto Hitler, inoltre, lo sviluppo non è pienamente nelle mani di MachineGames ma questa volta è intervenuta anche Arkane Studios, gli sviluppatori del recente Prey.

Le parole chiave di questo nuovo capitolo secondario sono: Cooperazione e Adrenalina.

Jessica e Zofia le figlie di Blazkowicz

Le spietate gemelle

Ad aprire il gioco è una cutscene con B.J. Blazkowicz e la figlia Jessie durante una sessione di caccia. Nel video apprendiamo che il super soldato e Anya stanno preparando le due figlie (gemelle) a difendersi dai nazisti, che ancora minacciano e terrorizzano le brave persone.

Senza un’apparente motivo, B.J. decide di andarsene di casa per una meta sconosciuta, senza mai farsi vivo. La moglie Anya, preoccupata per il marito, decide di chiamare Abby, che fa parte dell‘F.B.I., che le spiega che non c’è alcun modo possibile per rintracciare un soldato esperto come B.J.

Grazie a Grace Walker (la figlia di Abby), Zofia e Jessie decidono di rimboccarsi le maniche per andare alla ricerca del padre, iniziando la loro avventura con un’atto vandalico, sequestreranno l’aereo privato di Abby per iniziare la ricerca di Blazkowicz.

Le figlie di B.J. in una cutscene

Alla ricerca del padre

Le prime tracce portano a Parigi, dove faremo la conoscenza di alcuni personaggi importanti che hanno avuto modo di interagire con il super soldato.

Rispetto ai capitoli principali di Wolfenstein dei MachineGames, qui è possibile avvertire qualche nota di “demenzialità”, che smorza quell’aspetto serioso che The New Order e The New Colossus ci avevano propinato per tutti questi anni.

Ma non fatevi ingannare dall’apparenza, le due figlie nonché “gemelle terribili” hanno una caratterizzazione unica e dinamica, si lasciano apprezzare grazie al loro lato “umano” e “comico”.

Non completamente un’eredità

Alla base del titolo troviamo uno sparatutto che si affaccia alle meccaniche “arena” come gunplay, ma che si discosta più su un classico FPS durante le sessioni più concitate, mischiando gli elementi appresi dai capitoli precedenti di Wolfenstein.

Le due sorelle condividono delle vite, in pratica ogni morte (senza resurrezione) equivale alla perdita di una delle tre vite, se raggiungiamo lo zero si incappa nel fatidico Game Over.

Siamo rimasti piacevolmente sorpresi di come l’intelligenza artificiale nemica sia aggressiva e molto reattiva, vi possiamo confessare senza troppi problemi che l’avanzamento nel gioco non è per nulla facile e gli scontri non sono quasi per nulla facoltativi.

I nostri temibili tedeschi hanno un “livello” e vengono anche suddivisi per classe. Un soldato nemico che appartiene a un gruppo più alto dispone di un’armatura molto più resistente, che richiede un maggiore quantitativo di tempo e proiettili per essere abbattuto.

Missione di uccisione del generale Winkler e schermata di mira con l'arma

Le nostre due protagoniste hanno anch’esse un livello, che aumenterà con la sconfitta dei nemici e l’ottenimento dei punti esperienza. L’albero delle abilità ci permette di spaziare tra tante tecniche speciali che ci permettono di agevolare l’avanzamento in gioco.

Altro elemento fondamentale è quello della personalizzazione, infatti potremo cambiare sia la nostra tuta che personalizzare le armi, ma non solo esteticamente.È infatti possibile modificare i singoli elementi (ad esempio il calcio) per rendere l’arma molto più consona alle nostre esigenze.

L’esperienza di Wolfenstein: Youngblood è unica solo se giocata in modalità cooperativa, in modo da poter affrontare le missioni anche in modalità stealth, mettendosi d’accordo con un’amico sul come agire nel miglior modo per aggirare il nemico.

Il problema della modalità locale è che l’intelligenza artificiale che muove l’altra sorella non è delle migliori, specialmente quando si sta tentando un’approccio stealth.

Sotto Parigi abbiamo a disposizione le catacombe, un hub principale nel quale potremo selezionare le missioni da affrontare o decidere di buttarci nella mischia per completare dei compiti secondari.

Verticalmente diverso

Uno degli elementi inediti risiede nell’avanzamento dello scenario principale, perché non avremo un lungo e solo corridoio da percorrere, ma abbiamo a disposizione tanti percorsi alternativi che hanno bisogno della giusta chiave o oggetto.

Esplorare ogni singolo angolo di Parigi è importante, specialmente perché è possibile scovare degli oggetti secondari che ci permettono di ampliare il nostro armamentario.

Possiamo dirlo, siamo rimasti molto affascinati dalla Parigi presente in Wolfenstein: Youngblood, la verticalità degli ambienti e il tocco stilistico sono un punto a favore della produzione di MachineGames e Arkane Studios.

È un’elemento scontato, ma anche questo capitolo di Wolfenstein possiede un doppiaggio italiano di altissima fattura. Le voci che stanno dietro Jessie e Zofia si sposano perfettamente con il carattere delle due figlie di B.J. che ci accompagneranno per tutta l’avventura.

Stanza illuminata con mappa sul tavolo in legnoPurtroppo non possiamo dire lo stesso del comparto grafico, che nonostante le sue eccellenze negli ambienti, non riesce a mantenere lo stesso livello qualitativo anche per modelli poligonali. Difatti presentano spesso delle imperfezioni piuttosto evidenti, specialmente durante le cutscene.

Abbiamo testato la versione per PC a dettagli uber e possiamo anche confermarvi che sono presenti tantissimi settaggi che permettono di fruire il titolo su una vasta gamma di dispositivi.

 

Tirando le somme…

Il nuovo mix creato da MachineGames e Arkane Studios è funzionale, ci siamo divertiti con Wolfenstein: Youngblood, nonostante si tratti di una produzione non priva di difetti.

Il problema principale del titolo risiede nella ripetitività, spesso le missioni si trascinano fino alla fine in una sequela di battaglie interminabili e stancanti.

Inoltre se giocato in modalità offline, bisognerà fare i conti con un’intelligenza artificiale poco reattiva e inaffidabile.

Se avete un compagno con cui giocare Wolfenstein: Youngblood, allora il titolo è perfetto per voi.

La modalità cooperativa è divertente e innalza la qualità del titolo, riducendo così quel senso di frustrazione che si percepisce nella modalità giocatore singolo.

Per quanto le ambientazioni di Parigi siano molto poetiche, purtroppo non si può dire lo stesso di alcuni modelli poligonali, curati solo marginalmente.

Nonostante qualche piccolo problema tecnico e qualche incertezza nella modalità giocatore singolo, Wolfenstein: Youngblood è un titolo valido e che bisogna assolutamente comprare se si è fan delle avventure di Blazkowicz.

Wolfenstein: Youngblood

Riassumendo

Wolfenstein: Youngblood è un’esperimento riuscito dall’unione di MachineGames e Arkane Studios.

La storia è piacevole da seguire, nonostante non sia minimamente paragonabile a quella di The New Order o The New Colossus.

Principalmente è una produzione destinata a un pubblico che gioca prevalentemente in modalità cooperativa.

Overall
7.2/10
7.2/10

Pros

  • Narrazione piacevole da seguire…
  • La Parigi di Youngblood è piacevole ma…
  • Colonna sonora mozzafiato e gameplay adrenalinico
  • Le figlie di B.J. hanno un buon background

Cons

  • … ma non paragonabile a quella dei capitoli principali
  • …non possiamo dire lo stesso dei modelli poligonali
  • Ripetitivo se giocato in modalità giocatore singolo
Tags
Vedi altro

Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close