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DOOM, DOOM 2 e 3 – Recensione edizione PlayStation 4

Saranno davvero questi i porting definitivi?

Come annunciato durante il QuakeCon 2019, Bethesda ha finalmente portato i primi tre DOOM sull’attuale generazione di console. Potrete acquistarli sugli store digitali al prezzo di 5 euro per i primi due e di 10 euro per il terzo.

Questi porting sono stati creati per celebrare i 25 anni di DOOM e sono stati curati da Nerve (i primi due) e da Panic Button (il terzo). Il loro scopo era quello di riprodurre il feeling dei primi 3 Doom su delle console con hardware moderno.

I primi due titoli sono stati tra i più importanti giochi dell’intera industria, e risultano esser delle vere e proprie pietre miliari per il genere degli FPS (sparatutto in prima persona), che infatti all’inizio si chiamavano semplicemente DOOM-like. Ai giorni d’oggi restano uno dei punti di riferimento principale per ogni gioco del genere, a causa soprattutto della loro velocità e della loro accessibilità.

Il primo Doom in particolare è stato tra i primi giochi attorno a cui si è creata una vera e propria scena competitiva, e non era nemmeno difficile che la gente ci si approcciasse almeno una volta, visto che esisteva in formato di prova su gran parte dei pc che all’epoca utilizzavano Windows.

Recensione Doom 1, 2 e 3 per PlayStation 4 Doom 1

DOOM 3 invece, con la sua grafica all’avanguardia e le sue atmosfere cupe e spaventose, sorprese ai tempi l’intero mercato, andando a rinnovare nuovamente gli standard del genere e guidando ancora una volta gli FPS verso il futuro.

Questi titoli sono, in definitiva, dei colossi dell’industria, e meriterebbero dei porting strabilianti in modo tale che il loro valore possa essere preservato anche negli anni a venire.

Nerve e Panic Button saranno quindi riuscire nell’impresa? Andiamolo a scoprire assieme in questa recensione.

Aggiornamento: E’ notizia di pochi giorni fa l’uscita di una patch per tutte le piattaforme di tutti i titoli trattati in questa recensione, che permettono finalmente di giocarli offline, migliorando notevolmente le qualità dei porting su Switch e Mobile, ma non influisce particolarmente sulla versione PlayStation 4.

Inoltre, Bethesda ha annunciato che vi son piani per migliorare i titoli (in particolare per i problemi causati dall’accesso a Bethesda.net, che d’ora in poi è solamente opzionale).

I porting e le potenzialità delle console moderne

Uno dei propositi di questo porting era proprio quello di riuscire a sfruttare al massimo le potenzialità delle console di nuova generazione. Ma ci riesce?

La risposta varia in base al gioco che prendiamo in considerazione: per i primi due DOOM è sicuramente un “No“, mentre per il Terzo non si può dire altro che ““.

Il lavoro svolto da Nerve è sicuramente insufficiente da questo punto di vista: il gioco ha molti problemi per quanto riguarda la risoluzione, la quale presenta difetti gravi soprattutto nella qualità delle immagini e nei contorni. Spesso i nemici sembreranno tozzi e schiacciati sopra e sotto, e lo stesso varrà per il viso del DOOM Guy.

Ma non solo: il gioco risulterà avere anche problemi di fluidità causati del blocco degli FPS a un massimo di 35.

Ci sono inoltre anche gravi problemi grafici con le texture, le quali risultano spesso esser sgranate e in bassa qualità.

Disastroso è anche l’utilizzo del pad nel titolo: già all’uscita DOOM dava una certa sensazione di “scivolosità“, ma con il pad e la sensibilità esagerata datagli il problema non fa altro che peggiorare.

Abbiamo spesso avuto difficoltà nello sparare e nel movimento in generale, senza poi parlare del fatto che una sensibilità così elevata combinata con la scivolosità dei comandi ha una buona probabilità di causare veri e propri fenomeni di motion sickness al giocatore.

Molto grave è anche la pessima scelta – in questo caso per tutti e tre i giochi – di richiedere un’iscrizione obbligatoria a Bethesda.net,  necessitando quindi di avere una connessione internet continua per poterci giocare. Questo problema è particolarmente sentito su console molto portatili come la Nintendo Switch e i dispositivi mobile, e andrà per questo a influire negativamente sulla valutazione di ciascuno dei tre porting.

Per quanto riguarda le prestazioni di DOOM 3, invece, non abbiamo riscontrato nessuno problema in particolare, anzi, nella versione da noi provata su PlayStation 4 il frame rate si manteneva fisso sui 60 FPS anche in contesti molto frenetici.

L’ottima grafica del gioco è stata valorizzata appieno dal lavoro di Panick Button, risultando ancora godibile anche ai giorni nostri.

Un’esperienza originale mantenuta solo in parte

Dal punto di vista del gameplay abbiamo già potuto constatare alcuni problemi riguardanti i primi due capitoli, ma la situazione peggiorerà ancora di più quando andremo a considerare il loro lato sonoro.

Partendo dalle Soundtrack, infatti, potremo notare come esse abbiano subito una sorta di rallentamento: non saranno del tutto inascoltabili, ma risulteranno comunque esser state sfigurate rispetto alle originali.

Questo problema si ripercuote perfino sul comparto audio generale: tutti i suoni sembrano distorti o ovattati, riuscendo a dare un feeling diverso anche ai giocatori che con questi due titoli ci sono cresciuti.

La cosa che però rovina in modo definitivo l’esperienza di questi capitoli storici è la completa assenza del famoso comparto multiplayer online di cui vi abbiamo parlato nell’introduzione. E’ presente comunque una modalità multigiocatore locale, ma non riesce nemmeno lontanamente a compensare questa gravissima mancanza

DOOM 3, d’altra parte, riesce ad offrire un’esperienza di gran lunga migliore rispetto agli altri. Panic Button è riuscita a cogliere perfettamente l’essenza del titolo, e giocarlo in questa versione vi farà provare un’esperienza quanto più simile rispetto a quella originale.

Il verdetto

Questi porting di Doom, come avrete ormai capito arrivati a questo punto, non ci hanno convinti da quasi nessun punto di vista.

Il lavoro di Nerve si è rivelato infatti deludente e nemmeno lontanamente rappresentativo dell’esperienza originale, fallendo anche nel riuscire a sfruttare le console di nuova generazione per riuscire a restituire un’esperienza fedele ma anche migliorata dei due titoli.

I porting di DOOM 1 e 2 per PlayStation 4 non valgono nemmeno il prezzo per cui sono venduti, riuscendo a fallire in un compito semplice che molti fan prima son riusciti a replicare con successo.

Diverso è invece il discorso per quanto riguarda il lavoro di Panic Button, che si è invece rivelato di buona fattura e capace di rappresentare al meglio il titolo originale, riuscendo inoltre a sfruttare l’hardware delle console moderne per assicurare un’esperienza più fluida e godibile che mai.

Per tutti e 3, inoltre, c’è la nota negativa del non poter sfruttare la portabilità di certe periferiche, andando ad abbassare ancor di più la qualità del lavoro complessivo delle due software house.

DOOM 1, 2 e DOOM 3
  • 5/10
    - 5/10
  • 7.5/10
    - 7.5/10
6.3/10

Riassumendo

Il porting dei primi due DOOM è insoddisfacente, nonostante possa vantarsi di essere ufficiale.

Ha problemi di fludità e di grafica, la OST è rallentata e i suoni sembrano distorti o ovattati. Non è possibile giocarlo offline, ironicamente però non è neanche possibile giocare il multiplayer online. Non sfrutta le potenzialità delle console moderne e ricalca male l’esperienza originale. Questa versione dei primi Doom è insufficiente e poteva essere fatta con molto più lavoro e impegno essendo un omaggio ai 25 anni della serie.

Discorso diverso invece per DOOM 3, che riesce sia a sfruttare le risorse delle console moderne che a ricalcare l’esperienza originale creata da Id Software nel lontano 2004.

N.B. il voto di questa recensione è la media aritmetica tra le valutazioni di tutti e 3 i porting.

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Artem Nemchynskyy

Giocatore fin da piccolo, ha sviluppato attrazione per diversi generi videoludici, in particolare titoli provenienti dall'oriente. Adora gli RPG, con una predilezione per il Dark Fantasy e le scelte multiple. Non disdegna niente e cerca sempre di espandere i propri orizzonti.

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