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Silver Chains – Recensione dell’ennesimo survival horror

Un nuovo survival horror in prima persona

I survival horror in prima persona sono un genere che ha iniziato a prendere piede grazie al successo del famoso Amnesia: The Dark Descent.

Da quell’ormai lontano 2010, anno di uscita del titolo, si sono susseguiti giochi su giochi che tentavano di cavalcare l’onda crescente dell’horror.

Pochi in realtà si sono rilevati degni eredi, visto che per la maggior parte dei casi si trattava di giochi mediocri che si limitavano ad emulare con scarsi risultati l’originale Amnesia.

Difatti ci siamo ritrovati in un mercato dove il survival horror vive di estremi tra titoli magnifici (come ad esempio il famoso Alien: Isolation) e assoluta mediocrità.

Vi possiamo anticipare che anche Silver Chains ha tentato di seguire una strada già battuta, ma sarà riuscito al contempo a proporre qualcosa di nuovo e inquietante al punto giusto?

Inizia l’avventura

Il titolo si apre con Peter, il nostro protagonista, che ha appena distrutto la sua macchina schiantandosi contro un albero. Ma come in ogni horror che si rispetti, è presente un’enorme villa nel bosco. Peter la intravede e decide di recarsi lì per chiedere aiuto.

Le cose, come potete ben immaginare, non vanno come previsto e da lì a poco dovremo affrontare una spaventosa avventura all’interno di questa villa. All’apparenza può sembrare abbandonata, ma scopriremo ben presto di non essere gli unici inquilini abusivi al momento.

È così che comincia la storia di Silver Chains, nel più classico dei modi e nel completo rispetto dei cliché di genere.

Un’introduzione di questo tipo non implica che il resto del gioco sia altrettanto scontato, ma purtroppo in questo caso ci troviamo di fronte ad una trama che non è spiacevole, ma è semplicemente piatta e mancante di originalità.

Cosa ci sarà dietro questa porta?

La meccanica centrale e fondamentale di Silver Chains è l’esplorazione. Per proseguire nel gioco dovremo infatti ispezionare con cura le varie aree della villa per poter risolvere enigmi e piccoli puzzle.

Se da una parte l’esplorazione risulta piacevole, grazie all’atmosfera inquietante e macabra della villa, dall’altra risulta fin troppo semplice risolvere gli enigmi.

Raramente ci è capitato di dover cercare per più di qualche minuto la soluzione ad un puzzle e la sfida è praticamente nulla.

Come in molti titoli di questo genere, non avremo con noi nessun arma per difenderci e l’unico modo per evitare di essere uccisi è quello di nascondersi.

Il problema di questo genere di meccanica è la sensazione di antiquato e obsoleto che trasmette. Non che sia gestita male, ma risulta per forza di cose limitata nel 2019.

La spettrale e terrificante villa rimane però un punto a favore di questo titolo, dove non mancano stanze e situazioni da pelle d’oca.

Inoltre sono stati inseriti anche degli jumpscare che abbiamo apprezzato. Non sono mai troppo invasivi e sono stati inseriti nei momenti giusti.

Unreal Engine 4 e design di interni

Il motore di gioco è l’Unreal Engine 4, il quale è decisamente molto potente nelle mani di esperti sviluppatori. Purtroppo non è questo il caso in cui viene sprigionata la potenzialità dell’UE4.

Il livello delle texture e degli ambienti è sicuramente sufficiente, ma non risultano assolutamente al passo coi tempi. Le luci sono state invece sicuramente gestite in modo migliore rispetto al resto del comparto tecnico, visto che anche il framerate è ballerino.

Inoltre sono presenti diversi bug che ci hanno bloccato la progressione nel gioco, costringendoci ad utilizzare dei salvataggi che erano più in là con il proseguimento della storia.

La macchina su cui è stato testato il gioco montava una RTX2060 ma pur in virtù di questo, il titolo non ha mancato di avere grossi cali di framerate.

Mai nulla che rendesse il titolo ingiocabile sia chiaro, ma con delle specifiche di questo tipo non ci si aspetta di dover scendere sotto i 30 FPS.

Conclusioni

Silver Chains è un titolo insufficiente con grosse carenze tecniche. Dalla sua parte ha un’ottima atmosfera, dei momenti che spiccano per livello di inquietudine ed una colonna sonora niente male.

Ma tutto ciò non basta a sopperire alle altre mancanze (gravi) di cui soffre questo gioco. Consigliato solo se siete estremamente fan di questo genere di giochi, visto che inoltre Silver Chains può essere completato in poche ore.

Vi interessano i survival horror? Perché non date un occhiata alle nostre recensioni di Resident Evil 2 Remake e Resident Evil 7?

Silver Chains
  • 5/10
    Voto - 5/10
5/10

Riassumendo

Silver Chains è un titolo insufficiente con grosse carenze tecniche ma che ha qualcosa da dire per quanto riguarda l’atmosfera inquietante.

Consigliato solo se siete estremamente fan del genere

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Mattia Incoronato

Classe '98, appassionato fin da piccolo da videogiochi e tecnologia, studente universitario presso la facoltà di informatica di Camerino. Patito della DC Comics, del cinema e del rap italiano.

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