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The Forbidden Arts – Recensione della versione per Nintendo Switch

Un action platform dai toni classici

The Forbidden Arts, primo titolo sviluppato dallo studio indie Stingbot Games, mira ad emulare i titoli action-platform del passato, cercando di rinnovare la formula con alcune idee originali.

Sarà riuscito nell’impresa? Scopritelo subito nella nostra recensione.

La storia di un apprendista piromante

Il protagonista della storia è Phoenix, un ragazzo con la missione di impedire al malvagio mago Voltaire di usare l’arte della Necromanzia per sconvolgere l’equilibrio del mondo.

Per raggiungere questo scopo dovrà viaggiare per le varie regioni e farsi insegnare dai maestri diverse arti magiche, a partire dalla Piromanzia.

La narrazione tuttavia non risulta troppo interessante o coinvolgente, procedendo attraverso dialoghi un po’ troppo frettolosi. Il protagonista, soprattutto, manca di una reale caratterizzazione o motivi personali per imbarcarsi in questa avventura.

Buon level design ma…

Il gameplay di The Forbidden Arts è diviso in due fasi ben distinte, caratterizzate anche da una presentazione grafica molto diversa.

l'overworld del primo mondo di gioco

I momenti di progressione della trama, nei quali avremo la possibilità di muoverci all’interno di un’ambientazione completamente 3D per trovare segreti e raggiungere il nostro prossimo obiettivo. Sebbene i tesori siano ben nascosti, queste mappe sembrano essere state realizzate in modo abbastanza frettoloso, con pochissimi elementi a schermo e una mancata cura per i dettagli.

Poi ci sono i dungeon, caratterizzati da ampi livelli a scorrimento orizzontale e con numerose vie secondarie che nascondono importanti collezionabili. I pezzi d’oro nascosti possono essere investiti in certi punti dell’overworld per sbloccare livelli speciali che, se completati, aumenteranno le nostre caratteristiche.

Il secondo livello di gioco, una miniera sotterranea

Anche questi livelli tuttavia non mancano di difetti: non è sempre facile capire su quali superfici è possibile fare un salto a parete, talvolta aggrappandosi ad una parete scalabile è possibile rimanere incastrati, e ancora una volta gli sfondi non sono particolarmente curati.

Il difetto maggiore è tuttavia il sistema di combattimento. La nostra forma di attacco principale è una singola combo corpo a corpo con con una coppia di pugnali, spesso sufficiente a uccidere qualsiasi nemico senza dargli la possibilità di reagire, salvo quest’ultimo non attivi un attacco che gli dona un periodo di invulnerabilità.

A peggiorare il tutto i comandi non appaiono sempre immediatamente responsivi, soprattutto quando dobbiamo eseguire un roll per schivare un attacco.

La meccanica della piromanzia sulla carta dovrebbe aumentare le opzioni a nostra disposizione, tuttavia non è gestita al meglio. La sovrabbondanza di fuochi dove ricaricare la propria barra dell’energia toglie la necessità di valutare se sia il caso conservarne un po’ per ostacoli successivi.

Phoenix con un'ape gigante nel terzo livello del gioco

Anche così l’opzione migliore nella maggior parte dei casi è superare i nemici senza ingaggiarli in noiosi combattimenti, dato che perderanno interesse nell’inseguirci dopo pochissimo tempo.

Lato tecnico

Come già accennato, sia le mappe 3D che i livelli 2D appaiono estremamente poveri di elementi decorativi, creando così l’impressione di un mondo vuoto e spoglio.

Lo stile grafico tuttavia è particolarmente gradevole, con i pochi modelli presenti abbastanza dettagliati e con un buon lavoro di texture, con la sola eccezione di alcuni elementi di sfondo.

La colonna sonora del gioco è orecchiabile ma non particolarmente memorabile. Aprendo il menù di pausa si interromperà completamente, gettando il gioco nel silenzio completo.

Conclusioni

The Forbidden Arts promette un’avventura epica, con combattimenti avvincenti e una trama intrigante, tuttavia fallisce nell’esecuzione.

Tra un sistema di combattimento appena abbozzato, alcuni bug fastidiosi ed una buona direzione artistica ma ambientazioni povere, non riesce a raggiungere pienamente il suo obiettivo.

È tuttavia buono il level design, composto di ostacoli ambientali e collezionabili segreti posizionati in modo intelligente. Un peccato che i nemici al loro interno non siano curati allo stesso modo.

Ne risulta un gioco sufficiente, capace per intrattenere per la decina di ore della sua campagna principale ma che difficilmente avrete voglia di completare al 100% o riprendere in mano per una seconda partita.

Riassumendo

The Forbidden Arts non riesce a fornire l’avventura epica a cui aspira, tra ambientazioni povere, una storia non molto coinvolgente e meccaniche non sviluppate completamente. Il level design e la direzione artistica sono tuttavia abbastanza curati.

Overall
6/10
6/10

Pros

  • Buon level design
  • Esplorazione incentivata da un’abbondanza di collezionabili segreti
  • Buona direzione artistica

Cons

  • Sistema di combattimento molto scarno
  • Cattiva IA dei nemici
  • Comandi poco responsivi
  • L’overworld è quasi completamente vuoto
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Alberto Marcuzzi

Amante dei videogiochi di ogni genere fin dalla tenera età, è inevitabilmente attratto dai titoli provenienti dalla terra del Sol Levante. Quando inizia un nuovo gioco, non è soddisfatto finché non ne ha sviscerato tutte le meccaniche.

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