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Fire Emblem – Guida alla serie

Dubbi su questa serie? Ci pensiamo noi!

Negli ultimi anni la serie Fire Emblem ha subito un boom che l’ha portata a diventare, dopo esser rimasta confinata ad una ristretta cerchia di appassionati per anni, una delle serie di punta delle console Nintendo.

Sviluppata da Intelligent Systems e ideata nel lontano 1987 da Shōzō Kaga, la saga è ormai giunta al suo sedicesimo capitolo.

Oggi ve ne parleremo evitando spoiler di alcun tipo, fornendovi solo il necessario per capire come si è evoluta la serie nel corso degli anni e aiutarvi nel caso vorreste avvicinarvi alla serie per la prima volta.

Cosa sono i “Fire Emblem”?

Fire Emblem è una serie di strategici a turni, ambientata in un mondo fantasy dove il tema principale è spesso quello della guerra che devasta un continente. Generalmente sono coinvolte nello scontro anche entità ultraterrene, quali divinità o draghi.

Sarà compito del protagonista risolvere i conflitti e riportare la pace nel mondo, anche tramite la ricerca di un misterioso quanto potente manufatto, il Fire Emblem.

Da qui potrete capire che la trama in questi giochi è spesso e volentieri molto semplice, mantenendosi sul tema dell’eroe che deve salvare il mondo dalla distruzione o dal dominio di esseri malvagi.

In alcuni dei giochi della serie, quelli a nostro avviso meglio riusciti, si sceglie però di far maggior leva sui rapporti che esistono tra le varie nazioni coinvolte nel conflitto, condendo il tutto con tradimenti e colpi di scena coi fiocchi.

Piccola precisazione prima di proseguire: Fire Emblem viene spesso definito come un RPG strategico, ma sarebbe più opportuno definirlo come uno strategico che presenta anche qualche meccanica da RPG.

Alcune caratteristiche della serie

Fire Emblem presenta ovviamente diverse meccaniche che contraddistinguono la serie, anche se non tutti i titoli ne fanno pieno uso.

Ecco di seguito alcune delle più note:

    • A partire dal quarto capitolo, cioè Genealogy of the Holy War, è nato il cosiddetto Triangolo delle Armi. In parole povere, funziona come carta-forbice-sasso ma con le armi! Spada batte ascia, ascia batte lancia e infine lancia batte spada.
    • Esiste anche la Triade delle Magie, che funziona in maniera analoga ma cambia da gioco a gioco, motivo per cui non ci dilungheremo ulteriormente su di essa.
    • Sempre il quarto capitolo della serie ha dato vita ai matrimoni tra i personaggi, effettuabile una volta raggiunto il livello massimo di legame, cioè il grado S.
    • Questa meccanica è stata ripresa soprattutto nei giochi più recenti, come Awakening e Fates, ove è stata accentuata ulteriormente. Al contrario, Three Houses presenta pure la presenza di tale meccanica ma senza la presenza di personaggi figli.
    • Un altro elemento importantissimo è quello del cosiddetto Permadeath. La morte di un personaggio in battaglia vorrà dire che non potremo più usarlo per tutto il gioco, rendendo così le battaglie ancora più stimolanti.
    • A partire dal remake del terzo capitolo della serie, cioè New Mystery of the Emblem, è stata introdotta un’altra modalità chiamata Casual che permette di riavere i personaggi a fine battaglia. La modalità che invece presenta il Permadeath prende il nome di Classic.

Fire Emblem : Shadow Dragon and the Blade of Light (1990 – Famicom / 2008 – Nintendo DS)

Il primo capitolo della serie Fire Emblem è uscito nel solo territorio Giapponese nell’ Aprile 1990 per il Famicom di Nintendo .

Il protagonista del gioco è l’ormai celebre Marth, principe di Altea e erede dell’eroe leggendario Anri che ben 100 anni prima sconfisse il drago malvagio Medeus. Il principe è costretto all’esilio dopo che il suo regno ha subito un attacco dall’Impero di Doluna, comandato da un resuscitato Medeus.

Marth viaggerà per il continente di Akaneia per stringere alleanze con gli altri paesi al fine di riprendersi il suo regno. Seguendo le orme del suo predecessore, dovrà inoltre recuperare la spada sacra Falchion, in grado di sconfiggere il drago.

All’interno del gioco ritroveremo anche alcuni volti diventati ormai famosi, quali la manakete Tiki, il cavaliere Pegaso Shiida e lo spadaccino Navarre.

Il titolo ha introdotto la maggioranza delle meccaniche che verranno poi riutilizzate nei capitoli successivi, come la mappa su griglia, le morti permanenti dei personaggi sconfitti e la possibilità di avanzare di Classe.

Mancavano però all’appello alcuni tratti diventati poi simbolo della serie nei capitoli successivi come il Triangolo delle Armi.

Nel 2008, il gioco è stato rifatto per la console Nintendo DS, uscendo per la prima volta dal Giappone. Marth nel frattempo era diventato famoso tra il pubblico occidentale grazie alla sua inclusione in Super Smash Bros. Melee.

Il gioco presentava delle migliorie a livello grafico e aggiunge alcune meccaniche dei capitoli successivi, come il sopracitato Triangolo delle Armi. Per la prima volta nella serie fu inoltre introdotto un sistema multiplayer online che consentiva ai giocatori di sfidarsi.

Vista la sua natura da capostipite della serie, si presta bene come titolo iniziale. Bisogna tener conto però di alcuni difetti come la trama, a nostro avviso, estremamente semplice e i personaggi poco caratterizzati.

Fire Emblem : Mystery of the Emblem (Super Famicom – 1994/ Nintendo DS – 2010)

Sequel di Shadow Dragon, uscito nuovamente nel solo territorio giapponese nel 1994, il titolo vede nuovamente come protagonista Marth, questa volta impegnato nel scoprire cosa è successo al suo alleato Hardin, corrotto dall’oscurità.

Il gioco nella sua versione per Super Famicom, aveva al suo interno anche la storia del primo gioco, nominato Libro I.

Per problemi di spazio sulla cartuccia del gioco e per dare più spazio al nuovo titolo, alcuni capitoli del primo gioco son stati rimossi, con conseguenti cambiamenti anche alle condizioni di reclutamento di alcuni personaggi.

Anche in questo caso è uscito un remake del gioco su Nintendo DS (New Mystery of the Emblem), ma a differenza di Shadow Dragon è rimasto nuovamente confinato in Giappone. È disponibile una patch di traduzione in lingua inglese realizzata dai fan.

Nella versione per DS, remake del solo Libro 2, spicca l’inclusione di un personaggio avatar del giocatore di cui possiamo scegliere il nome, aspetto e la classe. Questo ha portato a delle modifiche anche all’interno della storia, con l’inclusione di dialoghi extra per includere il nuovo personaggio.

Fire Emblem:  Shadows of Valentia (Nintendo 3DS – 2017)

Remake di Fire Emblem Gaiden, uscito per Famicom nel 1992 solo in Giappone. Questo è a nostro avviso uno dei migliori giochi della serie, forte di una buona narrativa oltre che di un gameplay ormai solido.

Il motivo per cui ve ne parliamo adesso, è per la natura della sua versione originale di side story del primo episodio. Pur essendo ambientato in un continente differente, faranno la loro comparsa alcuni personaggi provenienti da Shadow Dragon come Catria e le sue sorelle.

I protagonisti sono Alm e Celica, due amici d’infanzia, che lotteranno nel continente di Valentia da anni consumato a causa della lotta tra le due potenze Rigel e Zofia.  Avremo due storie che correranno in parallelo consentendoci di osservare due punti di vista differenti.

Alm sarà impegnato nell’aiutare la Resistenza nella lotta contro la potente Rigel per impedire agli invasori di conquistare la sua terra. Celica dovrà invece investigare sulla carestia che ha colpito Zofia, recandosi al tempio della Dea Mila.

Nel corso della storia, ognuno dei protagonisti avrà un suo party, che si ritroverà ad affrontare mappe e situazioni completamente differenti. In aiuto ci verrà anche la neo introdotta Ruota di Mila, che consente al giocatore di riavvolgere il tempo.

Nella versione per Nintendo 3DS, sono stati introdotti nuovi personaggi e in generale è stata migliorata l’esposizione della storia stessa, con l’aggiunta anche di cutscene.

Una delle introduzioni migliori di Gaiden, ripresa poi da Echoes, è la presenza di dungeon esplorabili  dove potremo anche affrontare scontri contro mostri o banditi.

Fire Emblem: Genealogy of the Holy War (Super Famicom – 1996)

Ritenuto da molti uno dei giochi migliori della serie, sopratutto per alcuni colpi di scena rimasti impressi nella memoria di ogni fan, è il quarto titolo della serie ad uscire cronologicamente.

Pubblicato solo in Giappone, cosa che ormai avrete capito essere la norma per i titoli più vecchi, anche se vi segnaliamo nuovamente l’esistenza di una patch amatoriale in lingua inglese.

La storia si svolge nel continente di Judgral, diviso in otto nazioni che vivevano in pace tra loro finchè per una serie di motivi, il regno di Grannvale decide di invadere il regno di Isaach.

Sigurd, uno dei lord dei sei ducati di Grannvale, si ritrova coinvolto nel conflitto quando una terza nazione, Verdane, decide di approfittare della guerra tra le altre due. Alla fine tutte le otto nazioni di Judgral si ritrovano in guerra fra loro.

Genealogy ha una storia molto complessa, che si rivelerà più matura e complessa di molti titoli della serie spingendo molto anche sulla componente politica della trama. Il tutto, si svolge lungo l’arco di due generazioni, è la prima volta che possiamo trovare questa particolarità all’interno della serie e verrà ripresa solamente da titoli più tardi.

Da notare anche l’introduzione in questo titolo di un rudimentale e nascosto sistema di Sostegni, che consentiva ai personaggi di convolare a nozze.

Il titolo dava inoltre ai giocatori la possibilità di far apprendere delle abilità ai propri personaggi, nuovamente un’introduzione che verrà poi ripresa da moltissimi dei giochi futuri.

Fire Emblem: Thracia 776 (Super Famicom – 2000)

Ambientato durante gli avvenimenti di Genealogy of the Holy War, il protagonista di questa storia è Leif del Regno di Thracia. Purtroppo non possiamo scendere nei dettagli per quanto riguarda la trama di questo titolo, in quanto significherebbe rivelarvi troppo sul Genealogy.

Per questo motivo questo gioco va trattato esattamente per quello che è, una storia parallela. Anche in questo titolo la narrativa ricopre un ruolo importante.

Qui ritroviamo tutte le meccaniche del gioco precedente più la possibilità di far smontare da cavallo le varie classi di cavalleria e limitazioni alla visibilità della mappa nel caso in cui si affrontano battaglie di notte o con la nebbia.

Anche in questo caso, si tratta di un titolo uscito solo in Giappone, anche se nuovamente ci hanno pensato i fan a rendere fruibile il gioco a noi occidentali.

Fire Emblem: The Binding Blade (Game Boy Advance – 2002)

Il protagonista di questo capitolo è uno dei volti più famosi dell’intera serie ovvero Roy. Questo è l’ultimo titolo di cui vi parleremo di cui non esiste una versione occidentale ufficiale.

Il gioco si svolge nel continente di Elibe, ed è il primo gioco della serie a non essere stato creato da Shōzō Kaga, che in seguito a dei disguidi con Intelligent Systems, aveva lasciato lo studio per crearne uno suo.

Elibe è diviso in 6 nazioni e il tirannico Zephiel, re di Biran, fa scaturire una guerra per la conquista del continente. Questo lo porta a invadere Pherae, governata dal marchese Eliwood indebolito dalla malattia. Sarà suo figlio Roy a dover guidare l’esercito per fermare l’attacco dell’invasore.

Questo è in maniera sintetica l’inizio della storia di questo titolo, che porterà Roy a diventare un eroe e a ottenere la leggendaria Binding Blade.

Questo gioco oltre ad aver consolidato il gameplay della serie, è famoso per avere modificato il sistema dei Sostegni, in quello che oggi ci è familiare. I personaggi che lottano in spazi adiacenti guadagnano si supportano a vicenda e ci sono diversi ranghi a seconda del loro livello.  Tra un livello e l’altro potremo osservare delle Conversazioni di Sostegno, che mostrano l’evolversi della relazione tra i personaggi.

L’inclusione di Roy all’interno di Super Smash Bros. Melee, portò i giocatori occidentali a conoscere finalmente la serie. Questo ha fatto si che tutti i giochi successivi a questo, eccezion fatta per il remake del terzo, sono stati pubblicati anche in Europa e in America.

Fire Emblem: The Blazing Blade (Game Boy Advance – 2003)

Settimo titolo della serie e il primo a giungere ufficialmente in tutto il mondo. Il gioco è un prequel di The Binding Blade, ambientato all’incirca 20 anni prima.

I protagonisti di questo gioco sono Lyn, Eliwood e Hector. Una delle aggiunte principali è quella di Mark, un avatar che serviva per fare da ponte tra il giocatore e il mondo di gioco,ma che non ricopre in alcun modo il ruolo di protagonista delle vicende.

La trama del gioco è divisa in tre parti e la prima, quella di Lyn, fa sostanzialmente da prologo e tutorial. Questo è stato pensato sopratutto per il pubblico occidentale e i nuovi giocatori, consentendo dunque di prendere agilmente la mano con il gioco.

Per il resto in questo gioco ritroviamo tutte le meccaniche presenti nel suo predecessore, introducendo però nuovi obiettivi per il completamento delle mappe di gioco, diversi dal sconfiggere l’avversario, come il resistere per un determinato numero di turni.

Copertina di Fire Emblem: The Binding Blade con Lyn, Hector e Eliwood

Fire Emblem: The Sacred Stones (Game Boy Advance – 2004)

I protagonisti di questo capitolo sono i fratelli Ephraim e Erika che verranno trascinati in una guerra che coinvolgerà l’intero continente di Magvel.

Questo ottavo capitolo, si pone come sequel spirituale di Fire Emblem Gaiden. Riprende infatti molte delle meccaniche fino ad allora uniche di quel gioco, come la storia divisa tra due protagonisti e la possibilità di poter affrontare battaglie extra oltre quelle principali.

Ritorna anche la meccaniche delle Abilità di Genealogy, mantenendo tutto il resto gioco in linea con quanto visto con i due titoli precedenti per Game Boy Advance, ma consentendo più personalizzazione nel scegliere le classi dei personaggi.

Ephraim ed Erika sulla copertina di Sacred Stones

Fire Emblem: Path of Radiance (GameCube – 2005)

Il protagonista di questo capitolo è Ike, altro volto diventato molto famoso nel corso degli anni grazie a Smash Bros. Il nostro protagonista si ritroverà coinvolto nello scontro tra i Laguz, esseri mutaforma capaci di invertire forma umanoide e animale , e i Beorc, gli esseri umani.

Il conflitto tra queste due razze del continente Tellius,sarà quindi il tema principale della trama di questo nono gioco della serie.

Il gameplay di base resta invariato, modificando leggermente il sistema di abilità e quello dei supporti, che ora possono anche fornire informazioni sul capitolo in corso oltre a mostrare un avanzamento nelle relazioni.

Bisogna inoltre notare che Path of Radiance è il primo gioco della serie ad abbandonare gli sprite per utilizzare la grafica in 3D. Furono utilizzate per la prima volta anche delle sequenze in Full Motion Video, doppiate.

Pur non vendendo un gran numero di copie, il gioco è comunque riuscito a ritagliarsi un posto speciale nel cuore degli appassionati della serie.

Fire Emblem: Radiant Dawn (Nintendo Wii – 2007)

Sequel ambientato tre anni dopo il titolo precedente, che vedrà la storia divisa in tre parti più una conclusiva, ognuna focalizzata su diversi personaggi.

Ike e i mercenari di Greil fanno il loro ritorno, ma vengono introdotti nuovi personaggi come Micaiah. La ragazza dai capelli d’argento, insieme al ladro Sothe, formerà la Brigata della Luce per liberare la nazione di Daein dall’oppressione del Regno di Begnion.

Il gioco non ha subito grosse modifiche dal suo predecessore, mantenendosi molto simile anche a livello grafico. Tra le novità introdotte, spicca aver implementato l’altezza delle varie zone all’interno di una mappa, consentendo ai personaggi armati di armi a distanza,  di sfruttare le zone sopraelevate per ottenere dei bonus.

Questo è l’unico gioco della serie a presentare un doppiaggio non solo in inglese e giapponese ma anche in italiano.

Ike e Micaiah con a destra il logo di Radiant Dawn

Fire Emblem: Awakening (Nintendo 3DS – 2012)

Forse uno dei titoli più famosi dell’intera serie, complice la visibilità che il titolo ha ottenuto sia grazie all’ottima pubblicità tramite i Nintendo Direct che al character design di Yusuke Kozaki, che ha attirato numerose persone.

Il gioco riprende e espande il concetto di Avatar per il giocatore, introdotto in Blazing Blade e New Mystery of the  Emblem, ponendolo questa volta come protagonista vero e proprio a fianco del lord Chrom. Per comodità lo chiameremo Daraen.

Un giorno, il principe del regno di Ylisse, trova casualmente il misterioso stratega Daraen svenuto per terra. Complice un’ amnesia,  questo personaggio ci farà da ponte con il mondo di gioco, introducendoci alla situazione politica e consentendoci di apprendere numerose nozioni.

Chrom e Lucina mascherata che impugnano le Falchion

Chrom entra subito in confidenza con il nostro avatar, invitandolo nel suo esercito, i Pastori. Da qui prende il via il solito canovaccio che porterà in poco tempo i nostri eroi a prendere parte ad una sanguinosa guerra.

Farà la sua comparsa anche un misterioso individuo mascherato, che si fa chiamare Marth, intento a sventare la minaccia di esseri mostruosi noti come Risorti.

Pur essendo uno dei titoli più acclamati della serie dal pubblico generale, questo titolo è abbastanza criticato dai fan di vecchia data per le troppe semplificazioni apportate e una narrativa che, salvo qualche colpo di scena, è abbastanza debole.

Il gioco punta al massimo sulla componente fanservice dei Sostegni, consentendo anche al nostro avatar di sposare altri personaggi.

Un altro ritorno è quello di una seconda generazione di personaggi, che potremo ottenere gestendo i rapporti tra le nostre unità. A seconda dei genitori, queste unità avranno crescite e classi differenti, consentendo al giocatore la possibilità di sperimentare.

Fire Emblem: Fates (Nintendo 3DS – 2015)

Dopo il successo ottenuto dal titolo precedente, Intelligent Systems decide di provare un nuovo approccio con la serie, creando Fire Emblem : Fates.

Questo gioco ha la peculiarità di avere due distinte versioni di gioco, Retaggio e Conquista, che si distinguono completamente per storia, stile di gioco e personaggi giocabili. Esiste anche una terza versione chiamata Rivelazione, rilasciata come DLC.

Il protagonista del gioco è il principe Corrin, che vive con il resto della famiglia reale del Nohr. Questo regno è ormai da anni in guerra con Hoshido, un paese dallo stile orientale. Il Re Garon, decide dunque di mandare in missione Corrin con lo scopo di sferrare un attacco ai suoi nemici.

Questo porterà il nostro eroe a scoprire le sue origini e a scegliere per quale dei due regni coinvolti parteggiare. Il protagonista è nuovamente un avatar personalizzabile, anche se dotato di un carattere ben distinto, cosa che fa risultare un po’ difficile l’immedesimazione.

Copertina ufficiale di Fire Emblem Fates con gli Hoshido e i Nohr

La versione Conquista del gioco ha uno stile molto più tradizionale, con mappe più difficili, risorse e battaglie extra limitate. Retaggio invece segue lo stile di gioco più semplificato di Awakening. consentendo al giocatore di potenziarsi in tutta tranquillità.

Faranno il loro ritorno anche le unità di seconda generazione, questa volta però decisamente meno giustificate dal contesto narrativo.  La narrativa poi è, a nostro avviso, molto confusionaria e spesso e volentieri è molto blanda, solo in parte compensata dal gameplay.

Fire Emblem: Three Houses ( Nintendo Switch – 2019)

Eccoci infine giunti all’ultimo gioco disponibile della serie. Fire Emblem : Three Houses è il primo titolo a essere disponibile per una console ad Alta Definizione e a nostro avviso uno dei migliori della serie.

Protagonista del gioco è Byleth, un professore novello che dovrà addestrare una classe di ragazzi, scegliendo tra le tre disponibili. Queste classi sono composte da studenti provenienti dalle tre diverse nazioni del continente Fòdlan.

Questo influenza lo svolgersi della trama, che varierà drasticamente, mettendo in evidenza diversi aspetti della storia, che nasconde una terribile guerra dietro la facciata della vita scolastica.

Immagine promozionale con Claude, Edelgard e Dimitri che guardano verso il Monastero

Una novità assoluta in questo gioco è la presenza di un sistema a calendario (che ricorda un po’ la serie Persona) per gestire le attività scolastiche. Potremo infatti istruire i nostri allievi nell’uso di varie armi, al fine di gestirne al meglio la crescita e l’abilità con le armi.

Molte meccaniche dei giochi precedenti, come i Sostegni vengono mantenute. ma sono integrate in modo tale da dare al giocatore più background sulla storia del mondo di gioco.

Il Monastero che funge anche da edificio scolastico, è completamente esplorabile, consentendo al giocatore di interagire in tante attività secondarie, tra cui missioni.

I personaggi di seconda generazione sono stati rimossi, in quanto non trovavano alcun spazio nella storia che ci viene raccontata.

Se siete interessati, vi rimandiamo alla nostra recensione e alle guide su questo ottimo gioco.

Dove iniziare con Fire Emblem?

Non esiste una risposta diretta a questa domanda. Potenzialmente ogni titolo che non è un sequel diretto di un altro episodio della serie si presta benissimo come primo titolo.
Dovrete però tener conto che più i titoli sono vecchi, meno le meccaniche di gioco saranno raffinate e che potenzialmente la loro maggiore difficoltà potrebbe essere un problema per i giocatori alle prime armi con gli strategici.
Per questo motivo riteniamo che i titoli per Nintendo 3DS o Three Houses per Nintendo Switch, siano degli ottimi entry point per i giocatori, in quanto facilmente recuperabili e perché si adattano tranquillamente ad ogni stile di gioco.

Con quale console posso recuperarli?

Fire Emblem è sempre stata una serie esclusiva per le console Nintendo. Purtroppo i titoli usciti nel solo territorio giapponese sono impossibili da giocare legalmente.

Per quanto riguarda i titoli usciti in Europa per Game Boy Advance, questi sono attualmente disponibili per la Virtual Console su Nintendo Wii U, unico modo per giocarli ad un prezzo accessibile a meno che non vogliate procurarvi qualche rara copia originale per la vecchia portatile Nintendo.

Per giocare i due giochi ambientati a Tellius vi servirà invece una Nintendo Wii, ma anche in questo caso, reperire a buon mercato i due giochi è un’impresa non da poco.

Un Nintendo 3DS vi consentirà di giocare facilmente sia a Shadow Dragon che ai tre titoli sviluppati appositamente per la console portatile della scorsa generazione.

Mentre con Nintendo Switch potrete recuperare Three Houses e preparavi per i futuri titoli che con molta probabilità approderanno sulla console ibrida.

Spinoff della serie

Fire Emblem non vanta molti spinoff sfortunamente, infatti sono solamente tre.

Fire Emblem Warriors, è un titolo sviluppato da Koei Tecmo, che crea un musou crossover con personaggi provenienti principalmente da Fates, Awakening e Shadow Dragon.

Il gioco è disponibile sia su Nintendo Switch che per New Nintendo 3DS.

Fire Emblem Heroes è un titolo uscito nel 2017 su Android e iOS. Riprende l’ormai popolare sistema a Gacha, che consentirà ai giocatori di ottenere personaggi provenienti da ogni capitolo della serie.

A livello di gameplay il gioco è un vero e proprio Fire Emblem in miniatura, con tanto di storia originale continuamente aggiornata. Il supporto continuo con eventi e nuovi personaggi hanno reso questo titolo un vero e proprio successo per la serie.

Nato come crossover tra Fire Emblem e Shin Megami TenseiTokyo Mirage Sessions #FE è un JRPG a turni  che fonde le meccaniche di entrambi i giochi.  La trama del gioco vede protagonisti Tsubasa Oribe e Itsuki Aoi, che lavorano nell’industria dello spettacolo giapponese.

I ragazzi insieme a loro collegi e compagni di scuola investigano l’Idolasphere, una dimensione parallela abitata dai Mirage, creature simili a spettri che possono assorbile l’energia creativa delle persone.

Collaborazione tra Shin Megami Tensei e Fire Emblem

Come vi abbiamo citato nel corso di questa nostra presentazione della serie, troverete molti dei personaggi della serie Fire Emblem come lottatori nel roster della serie Super Smash Bros. di Nintendo, che è stata di vitale importanza per la localizzazione dei titoli al di fuori del Giappone.

Una serie per gli amanti della strategia

Fire Emblem è una delle principali serie di strategici con elementi RPG, motivo per cui se vi ritenete fan del genere è assolutamente una serie da recuperare.

Alcune meccaniche uniche, come la possibilità di poter perdere permanentemente un’unità, sono interessanti dato che obbligano il giocatore a dover scegliere con attenzione le sue mosse.

Il setting prettamente fantasy, lo rende anche adatto a tutti coloro che amano questo genere di ambientazioni e le trame focalizzate su elementi magici o lotte di potere tra diverse nazioni.

Eccezion fatta per i titoli mai usciti dal Giappone, per cui ci auguriamo venga riservato un trattamento simile a quello ricevuto da Gaiden con Echoes, tutti gli altri sono disponibili anche in italiano!

Concludiamo così questa guida alla serie, sperando che vi sia venuta voglia di dare una chance a questa interessante serie!

 

Fonti utili: Serenes Forest, Fire Emblem Wiki

E voi cosa ne pensate di Fire Emblem? Avete qualche esperienza da voler condividere con noi nei commenti?

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