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Remothered: Broken Porcelain – Anteprima dalla Gamescom 2019

La nuova inquietante creatura di Chris Darill

Remothered: Broken Porcelain è il nuovo titolo dello studio di sviluppo Stormind Games, sequel dell’apprezzato Remothered: Tormented Fathers. Prima di cominciare a parlare nel dettaglio di questo gioco ci teniamo a segnalarvi che lo studio di sviluppo che lavora a questo prodotto è completamente italiano, per la precisione siciliano.

È quindi un onore per noi potervi parlare di un titolo così promettente sviluppato da talenti completamente italiani.

Benvenuti nell’Ashmann Hotel

Broken Porcelain è un survival horror in terza persona che ci mette nei panni di Jennifer, una ragazza di 15 anni che ha iniziato a lavorare all’hotel Ashmann. Il gioco è ambientato in Sicilia e l’hotel in questione si trova nei pressi del vulcano Etna. Abbiamo apprezzato particolarmente la scelta di ambientare il gioco nella nostra patria, visto che gli spunti per la realizzazione di un’ambientazione coi fiocchi di certo non mancano.

Prima di andare avanti, vi confermiamo che il titolo è giocabile ed apprezzabile senza aver giocato Tormented Fathers. Alcuni riferimenti ed alcuni collegamenti non saranno comprensibili per chi è completamente ignaro degli avvenimenti del primo capitolo, ma ciò non compromette l’esperienza di gioco.

Stormind Games ha anche precisato che i due giochi non sono strettamente collegati fra di loro, pur essendo ambientati nello stesso universo narrativo.

A detta di Chris Darril, autore del gioco, il design dell’hotel è stato realizzato prendendo come fonte di ispirazione anche l’Overlook Hotel di Shining, visto che l’obiettivo era quello di creare un atmosfera inquietante e opprimente.

Vi possiamo assicurare che l’obiettivo è stato centrato. Durante la demo che ci è stata mostrata dagli sviluppatori abbiamo potuto apprezzare come il team sia stato capace di creare la giusta atmosfera per entrare completamente nello spirito del gioco.

Inquietudine e terrore

Per quanto riguarda il gameplay, ci troviamo di fronte a quello che inizialmente ci sembrava un classico survival horror in cui bisogna muoversi al momento giusto e nascondersi, ma che ben presto ci ha mostrato tante piccole meccaniche di cui parleremo in seguito che sono riuscite a rendere il prodotto decisamente interessante e originale.

L’elemento fondamentale di gioco rimane comunque l’esplorazione, grazie alla quale sarà possibile scoprire nuovi indizi per capire cosa si cela fra i segreti dell’hotel. Le stranezze ed i misteri non tarderanno a comparire e fin dai primi momenti della demo siamo stati intrigati da come la narrativa proponesse le sequenze di gioco.

Bisogna infatti sottolineare quanto la trama e la storia siano importanti in questo titolo, che ripone gran parte delle sue potenzialità proprio su questo aspetto. Questo perché anche se ci dovessimo trovare di fronte ad un gameplay eccellente, senza una narrativa forte e trainante risulterebbe comunque un prodotto mediocre.

Fra le meccaniche che ci sono state mostrate troviamo la possibilità di raccogliere oggetti per poterli sfruttare poi in svariati modi. Ad esempio è possibile raccogliere delle bottiglie per poterle sfruttare a nostro piacimento.

Uno dei modi di adoperare la bottiglia è quello di lanciarla per creare una distrazione per il nemico, oppure lanciarla direttamente addosso a quest’ultimo per stordirlo.

Raccogliere vari oggetti e materiali in giro per l’hotel darà la possibilità al giocatore di costruirne di nuovi. È infatti presente un sistema di crafting che ci permetterà di creare trappole ed altri strumenti utili.

È inoltre stato inserito un sistema di cover grazie al quale potremo “appiattirci” lungo le pareti e nasconderci dietro gli elementi dello scenario. Sfruttare questa meccanica è molto utile per poter sbirciare nelle stanze, sfruttando così appieno le potenzialità della telecamera in terza persona.

Altra aggiunta rispetto al primo capitolo è stata quella del sistema di distrazione vocale. Jennifer può infatti distrarre i nemici chiamandoli o fischiando, creando così opportunità di vantaggio (o svantaggio se utilizzate male questa meccanica).

Il titolo non mancherà di proporre anche alcuni enigmi e rompicapi da risolvere per poter proseguire nel gioco, così da stimolare il giocatore all’esplorazione approfondita dell’hotel.

In Broken Porcelain saranno presenti diversi tipi di nemici con diversi tipi di comportamenti e abitudini. Sarà compito del giocatore quindi adattare il suo stile di gioco in base al tipo di nemico da affrontare.

Uno stile artistico di qualità altissima

Passando ora al lato tecnico, siamo rimasti stupiti dal lavoro svolto dal team di sviluppo. Considerando il numero di persone che lavora al gioco, il risultato è davvero di ottimo livello. Le animazioni, pur avendo bisogno ancora di molto lavoro, risultano già convincenti e credibili. Il motore grafico utilizzato fa il suo sporco lavoro ed il lavoro svolto sul sistema di illuminazione accresce l’inquietudine trasmessa al giocatore.

Il punto di forza più grande di Broken Porcelain però è la direzione artistica. Il design dell’hotel, dei personaggi, dei nemici e dell’ambiente in generale non ha nulla da invidiare ai grandi team di sviluppo internazionali. Le ispirazioni ai grandi classici dell’orrore sono ovunque ed il team ha preso a piene mani da altre produzioni per creare un titolo di qualità e dannatamente terrificante.

Confidando anche nella qualità della colonna sonora di accompagnamento (elemento fondamentale in un titolo del genere) non possiamo far altro che essere emozionati per questo gioco. Siamo orgogliosi di poter parlare in maniera così entusiasta di un titolo completamente italiano che ha tutte le carte in regola per poter essere la nuova hit mondiale nel genere dei survival horror.

Per maggiori informazioni sulla Gamescom 2019, vi consigliamo di dare un’occhiata ai nostri provati di Marvel’s Avengers e di Sniper: Ghost Warrior Contracts. Ed inoltre vi consigliamo di leggere le nostre anteprime di Cyberpunk 2077 e Dying Light 2.

 

 

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Mattia Incoronato

Classe '98, appassionato fin da piccolo da videogiochi e tecnologia, studente universitario presso la facoltà di informatica di Camerino. Patito della DC Comics, del cinema e del rap italiano.

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