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Blair Witch – Provato alla Gamescom 2019

Una discesa nei meandri della foresta di Black Hills

Il brand di Blair Witch fu un vero e proprio fenomeno di isteria di massa negli anni ’90 ma ultimamente se ne è parlato sempre di meno. Durante l’E3 di quest’anno è stato invece annunciato a sorpresa un nuovo titolo ispirato a questo franchise.

Con il suo primo trailer, Blair Witch si mostrò fin da subito un gioco survival horror che attingeva dall’universo cinematografico del brand senza però cercare di riprodurlo. Difatti, come ci è stato anche spiegato dagli sviluppatori del gioco, lo scopo è quello di creare un prodotto con le stesse atmosfere ma che non cerca di copiare il materiale originale.

Tra i boschi di Black Hills con Ellis e Bullet

Anche qui ci troviamo di fronte ad un titolo sviluppato da un team polacco, il che conferma quanto il mercato videoludico sia prolifico e in crescita in questo paese. Viste le premesse, viste le possibilità date dal materiale originale e visti i talenti che sforna la Polonia in questo settore, ci siamo avvicinati alla demo di Blair Witch con tante aspettative e tanta curiosità.

Bloober Team, la software house che cura lo sviluppo del gioco, ci ha proposto una demo a porte chiuse che abbiamo avuto il piacere di giocare per circa 30 minuti. La demo era composta da 5 capitoli differenti che sono stati sfruttati per farci confrontare diverse fasi di gioco, anche se il prodotto finale non sarà spezzettato in questo modo.

Il gioco, come detto nell’introduzione dell’articolo, è un survival horror psicologico in prima persona che ci mette nei panni di Ellis, un ex poliziotto. Gli avvenimenti sono ambientati nel 1996 e vicino alla foresta di Black Hiils, in Maryland, un ragazzino scompare fra i boschi.

Così viene organizzato un gruppo di ricerca per aiutare la polizia con le indagini ed Ellis si unisce insieme al suo fidato cane Bullet. Basteranno poche ore per iniziare una lunga discesa nei meandri della follia e dei misteri che racchiude la foresta.

Terribilmente affascinante

Ve lo anticipiamo fin da subito: Blair Witch è uno dei titoli horror più affascinanti che abbiamo mai provato. L’atmosfera e l’ambientazione ricreata dagli sviluppatori riesce in modo discreto a far entrare il giocatore in uno stato d’ansia costante. Ed è qui che il talento del team viene fuori: spaventare il giocatore senza aver bisogno di jumpscare, urla inaspettate ed altri stratagemmi di questo tipo.

L’esplorazione, come in ogni titolo di questo genere che si rispetti, fa da padrone del gameplay ma sono presenti anche altre meccaniche interessanti. Durante la ricerca, Ellis e i suoi demoni saranno accompagnati da Bullet che ci sarà estremamente utile per aiutarci in diverse situazioni.

Grazie ad una ruota di comandi, possiamo impartire ordini al fidato compagno che è in grado di cercare oggetti, avvisarci dei pericoli abbaiando e seguirci fianco a fianco (e sì, potete accarezzare il cane). Fra le altre meccaniche troviamo il combattimento con la torcia che ricorda un po’ quello di Alan Wake.

A quanto sembra, non potremmo effettivamente sconfiggere i nemici ma puntare la torcia contro di loro li indebolirà, dandoci il tempo di scappare o nasconderci.

Un’altro elemento interessante è la meccanica associata all’utilizzo della telecamera. Inquadrando il mondo di gioco attraverso il videoregistratore è infatti possibile notare come la realtà sia distorta e diversa rispetto a ciò che Ellis può vedere. Questa componente del gameplay verrà poi sfruttata in diversi modi per superare i puzzle e gli enigmi.

Non manca ovviamente la possibilità di raccogliere oggetti, il che sarà fondamentale per riuscire ad avere informazioni in più riguardo la trama di gioco. Sono infatti presenti foto, lettere ed altro ancora da raccattare in giro per il mondo di gioco. Molti di questi oggetti ci permetteranno di avere una visione più chiara ed ampia degli eventi.

Le nostre conclusioni

La direzione artistica ed il lavoro svolto tecnicamente ci hanno lasciato a bocca aperta. Non vi nascondiamo che in alcune sezioni della demo abbiamo avuto i brividi lungo la schiena grazie al mix di elementi creato dal team di sviluppo. Il che comprende gli effetti sonori, l’atmosfera, la palette di colori scelta e perché no anche la componente grafica.

il titolo vuole a tutti i costi creare un esperienza memorabile, dove Ellis sarà costretto a fare i conti con le sue peggiori paure e la sua sanità mentale. Da come avrete capito, la nostra esperienza è stata più che positiva, ma se da un lato crediamo che possa diventare uno dei migliori esponenti del genere, dall’altro aspettiamo per le conclusioni.

Pur avendo fiducia nel team di sviluppo, non è detto che la demo non sia stata costruita ad hoc per cercare di rendere il tutto il più impressionante possibile. Resta il fatto che non vediamo l’ora di giocare al prodotto finale che uscirà fra pochissimi giorni, ovvero il 30 di questo mese. Vi faremo sicuramente sapere il nostro giudizio finale una volta che avremo concluso il gioco.

Per maggiori informazioni sulla Gamescom 2019 vi consigliamo di dare un’occhiata al nostro sguardo in anteprima di Cyberpunk 2077 e Remothered: Going Porcelain e ai nostri provati di Marvel’s Avengers e Darksiders Genesis.

 

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Mattia Incoronato

Classe '98, appassionato fin da piccolo da videogiochi e tecnologia, studente universitario presso la facoltà di informatica di Camerino. Patito della DC Comics, del cinema e del rap italiano.

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