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Oninaki – Recensione della versione PlayStation 4

Due mondi paralleli

I ragazzi di RPG Factory, produttori di titoli come I am Setsuna e Lost Sphere, provano a riprendersi dopo i recenti titoli non proprio entusiasmanti, ma sarà riuscito Oninaki a sfruttare il suo incipit per distaccarsi da tale mediocrità?

Un’anima perduta

Il mondo di Oninaki gira attorno alla morte e la reincarnazione.

Dietro a quest’ultima esistono le cosiddette “leggi della reincarnazione“, ovvero semplici leggi che dominano la vita all’interno del regno. Una volta morti è possibile passare a una nuova vita oppure rimanere ancorato
alla vita precedente a causa di questioni in sospeso, diventando cosi delle anime perdute.

E’ qui che il compito degli Watcher inizia, un gruppo sotto il comando del regno per assicurarsi che le persone arrivino alla fine del loro viaggio per poi reincarnarsi. Se non riusciranno a completare il tutto, le anime perdute diventeranno Fallen, mostri aggressivi col solo istinto d’attaccare.

I Watcher hanno la possibilità di attraversare il mondo dei vivi (The Living World) e il mondo dei morti (Beyond the Veil). Hanno la possibilità inoltre di poter dialogare con le anime perdute all’interno del mondo dei morti,
per ascoltare le loro storie e far si che possano reincarnarsi senza alcun rimpianto.

Il protagonista della storia sarà Kagachi. Quando lo incontreremo per la prima volta sarà solo un bambino rimasto da poco orfano di entrambi i genitori. In tale occasione non ha pianto per la loro morte poichè, a causa delle già citate leggi, il suo dolore li avrebbe trattenuti nel Beyond the veil impedendone la reincarnazione.

Sarà in questa occasione che, al di fuori della sua dimora, vedrà per la prima volta Linne, un essere sconosciuto che potremo conoscere a fondo solo una volta che il protagonista sarà cresciuto.

Dopo l’introduzione, infatti, ci sarà un timeskip che ci permetterà di vedere un Kagachi cresciuto che si è unito ai Watcher del regno, cosa che ha contribuito a renderlo molto apatico nei confronti del mondo.

Un sistema di combattimento debole

Oninaki presenta nel complesso un combat system action non sfruttato al suo massimo. Il protagonista combatterà al fianco dei Daemon, entità che non sono riuscite a reincarnarsi ma che hanno una forte volontà, i quali da equipaggiati doneranno a Kagachi le loro abilità e armi.
I veri protagonisti del gameplay saranno quindi loro, visto che Kagachi non ha nessuna abilità particolare.

All’inizio potremo solo usare il Daemon Aisha, ma durante tutta l’avventura ne conosceremo diversi, potendone infine equipaggiarne un massimo di 4 che potranno essere intercambiati durante il combattimento.

Ogni Daemon ha un’abilità speciale che li rende differenti tra di loro: ad esempio, Aisha ha l’abilità di schivare, Zaav di saltare, Will di parare i colpi e Dia di permettere attacchi in salto a distanza. Tutto ciò propone al giocatore un discreto senso di varietà seppure il tutto si baserà su una semplice ripetizione del tasto quadrato e ulteriori quattro tasti per le skills.

I Daemon ha delle caratteristiche peculiari che sono sbloccabili attraverso un albero delle abilità.

Sarà possibile potenziare il tutto attraverso delle pietre specifiche che lasceranno randomicamente i nemici.
Ogni personaggio avrà la sua stone specifica, come per esempio Aisha che avrà la Sword stone e Zaav la Spear Stone, quindi sarà necessario farmarle singolarmente.

I nemici potranno anche droppare delle stone per potenziare le armi equipaggiate dai Daemon, sempre se esse contengono degli slot.

Durante il combattimento avremo anche la possibilità di “risvegliare” le nostre abilità per potenziarle ulteriormente. Ogni abilità potrà contenere fino a 4 slot di potenziamento, peccato che anche qui si parla di puro RNG, quindi non abbiamo la reale possibilità di sbloccarle a nostro piacimento.

Ci saranno varie diramazioni nell’albero, a partire da nuove abilità, la storia del Daemon e passive che aumenteranno le statistiche. Saranno incluse inoltre due statistiche esclusive, affinità e manifestazione.

L’affinità è il grado di collegamento tra Kagachi e il Daemon. Più attacchi verranno sferrati e più l’affinità aumenta, aumentando il danno che infliggeremo.Raggiunto il 100% di affinità, il nostro Daemon potrà manifestarsi, raggiungendo uno stato in cui aumenteranno l’attacco e il critico per danni letali.

Conclusa la manifestazione, il nostro Daemon ritornerà alla normalità e sarà necessario aumentare l’affinità di nuovo per poterla riutilizzare.

Due mondi opposti ma simili

Kagachi, come accennato in precedenza, ha la possibilità di passare tra il mondo dei vivi a quello dei morti.
Ogni luogo visitato avrà la sua controparte del “Beyond the Veil”, che viene presentato come lo stesso livello dei vivi ma con dei colori fortemente scuri.
Non sempre avremmo la possibilità di passare nel mondo dei morti: spesso dovremmo abbattere il Soul Stealer dell’area, cosi da sbloccare la possibilità di attraversare in modo sicuro l’altro regno. Senza di essa Kagachi non potrà attaccare e tutto il livello si presenterà buio.

L’unico reale motivo per cui dovremmo passare nell’altro regno sarà principalmente per ricercare dei forzieri
oppure attraversare delle strade che sono impercorribili nel mondo dei vivi.

Il tutto verrà accompagnato da un level design becero e pensato male, che non impressioneranno il giocatore nei luoghi visitati durante la storia.

Un gioco che manca di contenuto

A partire dal gameplay lento e ripetivo che risulterà noioso a lungo andare, il tutto non verrà accompagnato da colonne sonore per provare ad alleggerire la monotonia.
Ci ritroviamo davanti la maggior parte del tempo solo a suoni ambientali e attacchi, spesso non sarà presente
nemmeno una colonna sonora durante i boss ad esclusione di rare eccezioni.
Le poche ost di Oninaki non si presentano con nessuna particolarità, risultando blande e senza personalità.

Uno dei punti più gravi del gioco è la trama, RPG Factory non è riuscita a sfruttare a pieno un incipit interessante, fallendo miserabilmente nell’esecuzione.
Il gioco presenta tanti colpi di scena che risulteranno però essere estremamente deboli e dimenticabili a causa di una mancanza di caratterizzazione dei personaggi.

Tirando le somme

Il prodotto creato dai ragazzi di RPG Factory risulta essere l’ennesimo tentativo mal riuscito della casa di sviluppo di creare un prodotto che sappia differenziarsi dal resto.
L’incipit della trama non sfrutta a pieno il suo potenziale, non riuscendo a dare un carattere ai vari colpi di scena e diventando così, dopo poco tempo, estremamente poco interessante.

Il sistema di combattimento si traduce in un semplice button smash che risulterà noioso già dopo le prime ore di gioco.

La mancanza di una reale colonna sonora, inoltre, si va ad aggiungere ai tanti difetti che accompagna questo titolo, anche a causa della mancata personalità di quelle poche soundtrack presenti.

Il tutto si traduce, quindi, nell’ennesimo gioco mediocre e senza personalità.

 

Oninaki

Riassumendo

Oninaki si presenta come un action JRPG, che nonostante la sua semplicità non riesce a ricavarne un gameplay vario e divertente. Peccato per l’incipit della trama sfruttato male, che risulterà banale e piatta.

La mancanza di colonna sonora si aggiunge ai tanti difetti che accompagnano tale titolo.

Nel complesso Oninaki risulterà l’ennesimo gioco mediocre di Tokyo RPG Factory.

Overall
6/10
6/10

Pros

Gameplay semplice

Direzione artistica accattivante

Cons

Ripetitività

Trama banale

Level design carente

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