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Astral Chain – Recensione dell’ultimo action game di Platinum Games

Il nuovo spettacolare prodotto dei creatori di Bayonetta

Dopo quasi un anno di attesa, è finalmente arrivato Astral Chain, nuovo action game di Platinum Games creato in esclusiva per Nintendo Switch.

Fin dall’inizio il gioco ha promesso l’azione frenetica che ci si aspetterebbe dalla famosa software house, unita ad un’estetica che fonde lo stile di disegno di Masakazu Katsura (Zetman), ad un’ambientazione sci-fi semi-realistica.

Viste le premesse, le aspettative per questo gioco erano molto alte, è riuscito a rispettarle pienamente? Scopritelo nella nostra recensione.

Una battaglia per la salvezza dell’umanità

Astral Chain è ambientato in un futuro post-apocalittico, in cui il pianeta è stato reso inabitabile dall’arrivo delle Chimera, creature provenienti da un’altra dimensione.

L’umanità si è rifugiata sull’Arca, una città futuristica costruita su un’isola artificiale, dalla quale è riuscita a ristabilire una società ed il punto di partenza per la riconquista del pianeta. Ciò sarà possibile grazie ai Legion, delle Chimera catturate e soggiogate che obbediscono ai comandi della Neuron, uno speciale corpo di polizia.

L'inizio di uno scontro contro una Chimera

Noi vestiremo i panni di un cadetto della Neuron, appena reclutato assieme al suo fratello o sorella gemella, a seconda della scelta che faremo all’inizio del gioco. Mentre il nostro personaggio farà la parte del protagonista silenzioso, il nostro parente manterrà un ruolo fondamentale per tutta la durata della storia.

La trama rimane fedele allo stile estetico del gioco, mantenendo una narrazione tipica degli anime con alcuni colpi di scena fino allo scontro finale.

Un sistema di combattimento accessibile ma profondo

A differenza di altri hack ‘n’ slash, dove viene richiesto al giocatore di imparare a memoria una lunga lista di combinazioni di tasti per poter eseguire le azioni più spettacolari ed ottenere così i punteggi più alti, Astral Chain basa tutta la sua profondità nella quantità di opzioni offerte, semplificando i comandi allo stesso tempo.

Il nostro personaggio infatti avrà un solo tasto di attacco principale per attaccare con una delle tre armi a disposizione, una schivata e nessun comando dedicato per saltare.

I veri protagonisti degli scontri sono infatti i Legion, cinque creature che potremo evocare per combattere al nostro fianco. Ogni tipologia possiede delle abilità uniche, pregi e difetti, per cui diventerà fondamentale cambiare spesso Legion per utilizzare quello più adatto in ciascun momento del combattimento.

Akira manda il suo legion all'attacco

Tuttavia dovremo stare attenti alle loro condizioni sul campo di battaglia: la loro capacità di aiutarci è regolata da una barra che si scarica col tempo, e si riduce ulteriormente se subiscono un attacco. Tuttavia basterà richiamarlo all’interno del Legatus che teniamo al polso per ricaricare l’energia dei Legion.

Nel corso dell’avventura potranno essere potenziati per apprendere nuove mosse speciali, attivabili alla semplice pressione di un tasto, che forniscono quindi ancora più possibilità per uccidere i nemici nel modo più spettacolare possibile.

Fanno inoltre il loro ritorno alcune meccaniche di gioco viste in altri titoli di Platinum Games. Come in Bayonetta e Metal Gear Rising Revengeance avremo la possibilità di eseguire un attacco finale su un nemico stordito, che ripristinerà una parte della barra dell’energia dei Legion.

Dal secondo titolo viene recuperata anche la “Modalità Blade”: il Legion Spada infatti può attivare lo stesso effetto di rallentamento del tempo, per colpire liberamente con le sue lame, mentre il Legion Arco lo sfrutta per colpire con precisione con le frecce.

Anche gli altri tre Legion possiedono abilità uniche utili sia dentro che fuori i combattimenti, ma con un funzionamento molto diverso, come la possibilità di cavalcare il Legion Bestia.

La scheda introduttiva di una nuova Chimera

Anche la famosa catena che ci lega ad essi svolge il suo ruolo nel gameplay. La funzione più semplice è quella di avvolgerla intorno ad uno o più nemici per intrappolarli e renderli inoffensivi per alcuni secondi.

Ben presto però impareremo come tenderla per far inciampare delle Chimere alla carica, o sfruttarla come un elastico per catapultare il nostro personaggio in volo e permettergli di eseguire delle combo aeree in compagnia del suo Legion.

Come d’abitudine nei giochi di Platinum Games, alla fine di ogni scontro a difficoltà normale riceveremo un punteggio, che dipenderà dalla nostra performance appena conclusa. I giocatori più accaniti potranno quindi rigiocare i capitoli in cui è diviso il gioco, anche a difficoltà più alte, per cercare di ottenere il punteggio perfetto.

È tuttavia da segnalare una bassa varietà di nemici. Sebbene ogni categoria sia ben distinta con moveset e strategie necessarie per sconfiggerli molto diversi, ne esistono poche, col roster ingrandito da diverse varianti della stessa tipologia di avversario.

Svolgere il lavoro d’ufficio

I combattimenti, tuttavia, costituiscono solo una parte del gameplay. In quanto poliziotti, è nostro compito mantenere l’ordine in città anche quando non stiamo distruggendo creature di altre dimensioni.

L'armadietto personale del protagonista nel quartier generale della neuron

Per questo ci ritroveremo spesso a usare i nostri Legion per svolgere anche compiti più mondani, che sia arrestare un normale delinquente, origliare conversazioni e svolgere indagini sul campo. Dovremo anche dare il buon esempio ai cittadini, raccogliendo la spazzatura per rendere l’Arca una città più pulita.

Questi obiettivi secondari ci verranno assegnati al quartier generale della Neuron prima di avventurarci in città, e ci forniranno ricompense utili come denaro, nuovi equipaggiamenti e altri bonus.

Un’altra variazione del gameplay viene offerta dal Piano Astrale, la dimensione d’origine delle Chimere. Grazie ai nostri Legion infatti possiamo attraversare i portali che la collegano alla Terra, ed esplorarla alla ricerca di ulteriori premi e scontri.

Un Arm Legion spinge una piattaforma volante nel Piano Astrale

Gli sviluppatori hanno dichiarato di essersi ispirati ai dungeon di The Legend of Zelda nella creazione di questi livelli, alternando le battaglie a momenti di esplorazione e puzzle da risolvere.

La varietà di questi ultimi non è altissima, ma offrono comunque una buona distrazione tra uno scontro e l’altro e utilizzano bene le abilità uniche di ciascun Legion.

L’Arca, la città del futuro

L’ambientazione di gioco è stata creata con molta cura per i dettagli, sia che visitiamo le strade più trafficate che esplorando i vicoli più angusti e nascosti.

A causa della grandissima quantità di effetti particellari sempre presenti sullo schermo non è stato possibile rendere l’Arca un’unica mappa open world. Invece è divisa in varie sezioni, ciascuna abbastanza grande da offrire un buon grado di esplorazione e segreti nascosti tra un momento di trama e l’altro.

Tuttavia ci ritroveremo a ripercorrere spesso le stesse mappe, rendendo quindi abbastanza ripetitivi gli scenari del gioco.

La colonna sonora supporta l’ambientazione alla perfezione, con brani ambientali che fanno uso di sintetizzatori e tastiere nei momenti più tranquilli, per poi passare a chitarre elettriche e percussioni durante i combattimenti.

Non mancano le ost orchestrate per le cutscene più importanti della storia, nelle quali rimangono comunque presenti elementi di musica rock ed elettronica, anche se più nascosti.

Una chimera vista da vicino

Dal punto di vista delle performance, il gioco si mantiene vicino ai 900p in modalità fissa, e tra i 600 e i 720p in modalità portatile, con lo sfruttamento della risoluzione dinamica in entrambi i casi.

Caso particolare è la modalità portatile, che rinuncia a qualsiasi effetto di antialiasing; per fortuna sullo schermo della console è un fattore difficile da notare.

Per quanto riguarda il framerate, invece, il team di sviluppo ha preferito offrire degli stabilissimi 30 fps, al posto dei 60 fotogrammi che ci si aspetterebbe da altri giochi di questo genere. La quasi totale assenza di cali di prestazioni ed un ottimo lavoro nel lato delle animazioni rendono comunque l’esperienza di gioco estremamente fluida, al pari di qualsiasi altro hack’n slash.

La telecamera per la maggior parte del tempo si comporta in modo impeccabile, anche allargando la visuale durante gli scontri con i boss più grossi. Tuttavia può capitare che faccia fatica a seguire i nostri movimenti, o che la quantità di particellari a schermo renda difficile vedere l’azione su schermo.

Ottima invece la modalità foto, che permette di scattare screenshot sia all’ambiente circostante che a noi stessi, con un’ampia selezione di filtri ed effetti per personalizzare le nostre catture.

La modalità foto del gioco

Conclusioni

Astral Chain si presenta come una nuova IP di successo per Platinum Games e un’esclusiva di rilievo per Nintendo Switch.

Il sistema di combattimento, sebbene molto particolare, risulta immediatamente comprensibile a qualunque tipo di giocatore, pur mantenendo abbastanza profondità da soddisfare i fan più hardcore della software house.

La storia, seppur godibile, finisce un po’ troppo in fretta per i giocatori che non hanno intenzione di ripetere l’avventura più volte. Per tutti gli altri, la caccia al punteggio più alto offre un ottimo spunto di rigiocabilità, grazie anche al livello di difficoltà superiore sbloccabile dopo aver finito la storia la prima volta.

Il punto debole del gioco consiste soprattutto nella varietà, sia di ambientazioni che di tipologie di nemici, che avrebbero potuto essere un po’ di più.

Noi di Gameindustry.it inoltre abbiamo preparato alcune guide con diversi consigli per aiutarvi nel corso della vostra avventura.

Astral Chain
Voto
9/10

Riassumendo

Astral Chain riesce a combinare con successo un sistema di combattimento accessibile ed intuitivo a meccaniche profonde e scontri variegati, con diversi elementi di esplorazione e puzzle ad offrire un’ottimo supporto al gioco.

I principali difetti sono la poca varietà di ambientazioni e tipologie di avversari, mentre la storia, sebbene sia abbastanza corta, offre spunti di rigiocabilità grazie al livello di difficoltà massimo e al sistema di punteggi.

Pro

  • Sistema di combattimento accessibile ma che offre una buona profondità
  • Alto livello di personalizzazione, sia estetica che delle abilità
  • Ottima direzione artistica e comparto grafico ma…

Contro

  • …gli effetti particellari a volte nascondono l’azione su schermo
  • La varietà di scenari e tipologie di nemici non è altissima
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Alberto Marcuzzi

Amante dei videogiochi di ogni genere fin dalla tenera età, è inevitabilmente attratto dai titoli provenienti dalla terra del Sol Levante. Quando inizia un nuovo gioco, non è soddisfatto finché non ne ha sviscerato tutte le meccaniche.

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