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Ancestors: The Humankind Odyssey – Recensione

Riuscirai a guidare la tua progenie all'evoluzione?

Ancestors: The Humankind odyssey è il nuovo titolo di Patrick Desilets, già famoso grazie alla serie di Assassin’s Creed, il cui concetto alla base è quello della scoperta.

Riuscirà il gioco a guidarci verso l’evoluzione o si rivelerà degno dell’estinzione?

Di base, sei una scimmia

Ancestors racconta le gesta di una progenie di scimmie, che vivendo nella natura incontaminata della preistoria, dovrà sgomitare fra ambienti ostici e predatori feroci per riuscire ad evolversi e diventare la specie dominante.

Interpreteremo diversi esemplari del branco di scimmie, dagli adulti fino ai cuccioli, ognuno di loro con abilità diverse. Dovremo scoprire il più altro numero di oggetti possibili sfuggendo ai predatori e raccogliendo risorse, acqua e cibo.

Ogni scoperta o azione andata a buon fine ci donerà punti esperienza che possiamo usare per far evolvere la progenie, assumendo nuove abilità rendendo il branco sempre più forte.

Ecco il branco di scimmie

La chiave è l’esplorazione

In Ancestors la natura la fa da padrone: partendo dal covo del nostro branco dovremo esplorare i dintorni fino ad arrivare ad aprire i nostri orizzonti con paesaggi sempre più grandi, particolari, ed ostili.

Ogni singolo oggetto può essere raccolto ed esaminato, ed una volta che il nostro scimpanzé avrà scoperto l’uso di questo oggetto, potrà trovarne di simili nei paraggi.

Le scimmie inoltre possono usare l’olfatto per capire quali oggetti e creature ci sono nei paraggi, l’udito per individuare oggetti in movimento come predatori che vogliono attaccarci, ruscelli e fiumi o un cucciolo che chiede aiuto.

Inoltre possiamo usare l’intelligenza per esaminare l’ambiente circostante, attivando una sorta di “modalità detective” alla Batman Arkham che ci indicherà la posizione di basi, nascondigli, oggetti utili e altri membri del branco.

Esempio di una scimmia che usa l'olfatto

Fallo come lo farebbe una scimmia

Vista l’incredibile agilità delle scimmie sarà facile muoversi negli ambienti; non sarà una corsa fluidissima e infinita fra una liana e l’altra come nei trailer, considerando che l’esperienza del muoversi fra gli alberi è più paragonabile a fasi di platforming classiche.

Arrivare lontano ed esplorare è la chiave del gioco in quanto ci garantirà punti evoluzione che potremmo usare in uno Skill tree per sbloccare nuove abilità, che ci garantiranno una sopravvivenza migliore e potremmo quindi compiere scoperte migliori.

L’arsenale delle abilità a disposizione all’inizio è molto scarno. Le scimmie hanno ottima mobilità e possono usare udito e olfatto, ma sono sprovviste di meccanismi di difesa, se non per urla che possono spaventare animali piccoli, ma che quasi mai funzionano con quelli più grandi, o per la schivata che le scimmie possono eseguire per evitare la furia dei predatori prima di scappare sugli alberi o in un posto sicuro.

In quanto all’ambiente invece, dovrete afferrare manualmente un oggetto, annusarlo e osservarlo ai fini di ricordarne le fattezze, dopo averlo fatto altri oggetti come quello analizzato saranno rilevati dalla vostra intelligenza e potrete raccoglierne a bizzeffe, ai fini di nutrirvi, curarvi o craftare qualche piccolo oggetto.

Le funzioni di combattimento invece si otterranno man mano che la progenie si evolve, dando alla vostra scimmia non solo la possibilità di contrattaccare ma anche di cacciare.

Ecco una scimmia alle prese con una Tigre dai denti a sciabola

Osserva e ascolta

Graficamente il titolo si presenta molto bene, con uno stile grafico realistico, animazioni fluide, e alto dettaglio dei modelli e texture. Peccato solo per i colori poco brillanti che rendono difficile l’esplorazione e la raccolta di oggetti.

Il comparto audio si presenta ottimo allo stesso modo, la musica ricrea l’atmosfera di una giungla grazie all’uso di bonghi e percussioni stile africano, con una colonna sonora dinamica che cambia quando passiamo da un ambiente tranquillo ad uno ostico, ad un combattimento, o una fuga.

I suoni invece sono realizzati bene e ci guideranno all’esplorazione. Ottimi i versi delle scimmie, in grado di esprimere diverse emozioni grazie a tanti versi differenti.

Lo stesso vale per i predatori: il verso delle pantere ci indurrà qualche infarto se l’animale in questione verrà fuori da un cespuglio all’improvviso per addentarci. Anche i serpenti annunceranno la loro presenza con piccoli sibili prima di morderci.

Esempio di un combattimento in Ancestors

Siamo davvero in grado di sopravvivere?

Seppure una bella idea il titolo pecca in più ambiti, per lo più la sua superflua complicatezza.

Gli sviluppatori hanno voluto fornire nel modo più fedele possibile l’esperienza di un gruppo di scimmie preistoriche, ma l’esperienza risulta essere troppo dispersiva e macchinosa, tanto che il giocatore non saprà dove mettere le mani.

Esistono dei tutorial ma anche essi troppo vaghi, e molte meccaniche di gioco non ci verranno sempre presentate in un ambiente sicuro.

Inoltre anche le meccaniche sono inutilmente complesse, persino tranquillizzare un cucciolo disperso ci farà perdere tempo poiché poco intuitiva come attività.

Il sistema di combattimento va “sbloccato” con punti evoluzione e anche quando ne avremo accesso risulterà macchinoso e ripetitivo.

Ancestors: The Humankind odyssey

Riassumendo

Sicuramente una bella idea che riesce ad immergere il giocatore, ma non per forza a divertirlo, dato che il gioco diventa molto ripetitivo nei combattimenti e nelle fasi finali. Consigliato soprattutto agli amanti del genere Survival.

Overall
7/10
7/10

Pros

  • Ottima grafica e animazioni
  • Ottimo comparto sonoro
  • Idea di fondo originale

Cons

  • L’interfaccia ed il gameplay non molto intuitivi
  • Tutorial sporadici e insoddisfacenti
  • Tende a diventare ripetitivo
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Alessio Minervini

nato nel lontano 1998, vede i videogiochi come il medium più indicato per far uscire tutto ciò che ha nella testa e nel cuore, studente di animazione/modellzione 3D, scrittore a tempo perso e giocatore da sempre.

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