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Hunt: Showdown – Recensione

Un Hunting Game classico con tinte horror

Gli hunting game sono un genere cosi di nicchia che pochi esponenti sono riusciti giusto a farsi conoscere. Leggendo questa frase vi sarete sicuramente posti la domanda, e Monster Hunter allora!?

Monster Hunter non fa propriamente parte del genere hunting game di cui parliamo oggi, anzi è l’esatto opposto. Infatti, se Monster Hunter basa il suo gameplay sull’azione, i giochi di caccia realistici nella maggior parte dei casi risultano molto ripetitivi, nettamente più lenti e raramente hanno successo.

Gli unici esempi di giochi basati sulla caccia realistica che hanno avuto un certo successo sono Duck Hunt e la più o meno recente serie Canbala, anche se quest’ultima presentava vari problemi e risultava altamente ripetitiva.

Quest’oggi trattiamo proprio un titolo di questo sfortunato genere, ovvero, Hunt: Showdown. Prodotto da Crytek, il titolo si rifà molto ai classici giochi di caccia aggiungendo pero elementi da horror games e l’elemento PvP per rendere il tutto più accattivate.

Crytek sarà riuscita nell’impresa di realizzare un hunting game capace di ergersi dalla massa e al contempo di sfuggire alla nomea che hanno i titoli di questo genere?

Scopritelo insieme a noi attraverso la nostra recensione!

Un hunting game con elementi horror

In Hunt: Showdoun vestiremo i panni di un cacciatore del soprannaturale, il cui compito sarà cacciare varie bestie demoniache e reclamare di conseguenza la loro taglia.

Una volta avviato Hunt per la prima volta, saremo buttati nell’unica partita in single player del gioco, attraverso cui ci verranno spiegati gli elementi fondamentali della caccia alle bestie. Per prima cosa il giocatore dovrà trovare le tracce del mostro che sta cercando, tramite l’utilizzo della Visione Scura che ci permetterà di individuare i punti di indagine.

Una volta trovato un punto dovremo interagirci per eliminare una delle zone della mappa, così da capire dove sarà posizionata la nostra preda e una volta che avremo raccolto tutti e tre i punti di indagine scopriremo la sua esatta posizione.

Il combattimento con la preda sarà molti simile a uno scontro con un boss. Ogni ricercato avrà delle debolezze e delle resistenze, per esempio il Ragno Gigante sarà debole agli attacchi incendiari e ai fucili a canne mozze.

Finita questa fase del gioco dovremo estrarre la preda. Per farlo si dovrà aspettare un tot di tempo mentre si effettua il rituale di cattura. Fatto ciò, ci si potrà dirigere al punto di esarazione per fuggire dalla mappa insieme al suo cadavere.

Nel tutorial queste fasi saranno semplicissime ma, una volta che si starà in una reale caccia dovremo tenere conto anche del fatto che non siamo gli unici a cacciare la bestia.

Infatti mentre esploreremo la mappa potrà capitare di imbatterci in altri giocatori che non si faranno alcuna remora nell’eliminarci. Soprattutto nell’ultima fase gli altri giocatori potranno vederci grazie alla Visone Scura costringendoci a giocarcela in un modo molto più stealth.

Una volta finita una caccia o venendo eliminati, si verrà riportati al menu di gioco e ci verranno assegnati dei punti e dei soldi in base a quanti mostri comuni abbiamo sterminato, uccisione di altri giocatori, il completamento delle sfide e la cattura o meno del boss.

Cacciatori, equipaggiamento e bestiario

All’interno del menu potremo spendere i nostri crediti per comprare nuove armi, consumabili e cure. Per ognuna di queste verrà mostrato il grado di efficacia e il suo prezzo, in più si avrà la possibilità di reclutare altri cacciatori.

Questi inizieranno da un livello predefinito, in base al loro prezzo, e si potranno totalmente personalizzare grazie all’utilizzo di perk che gli aumenteranno la salute, la velocità, la resistenza ed altro.

L’acquisto dei cacciatori sarà quasi indispensabile superato il grado 11, visto che da quel livello in poi se si verrà uccisi da un altro giocatore si perderà il proprio cacciatore, costringendoci ad acquistarne un altro per continuare a giocare.

Tramite il menu potremo anche visionare la biblioteca, questa ci darà una descrizione dettagliata delle armi in nostro possesso e, completando delle sfide, potremo sbloccare delle pagine del bestiario che ci daranno molti dettagli sui mostri che affronteremo.

Reparto tecnico

Hunt può vantare un ottimo utilizzo del Cryengine. Ogni elemento dello scenario crea un’atmosfera fantastica e l’hud non risulta per niente fastidioso, l’ottimo comparto sonoro fa sfoggio dell’utilizzo di suoni binaurali e dell’audio direzionale. Infine le hitbox di mostri e giocatori sono realizzate veramente bene.

Parlando in modo più approfondito del sistema di mira, questo presenta un  gameplay molto arcade dove i colpi non vengono minimamente influenzati dal rinculo o dalla gravita, oltre ad essere altamente reattivo.

Tuttavia l’unica pecca che abbiamo potuto riscontare riguarda proprio il sistema di mira, infatti il pulsante usato per mirare direttamente tramite il mirino dell’arma sarà lo stesso che si utilizza per correre. Fortunatamente tale cosa può essere risolta grazie alla completa personalizzazione dei comandi.

Concludendo

Hunt Showdoun in conclusione si dimostra un ottimo titolo di caccia, grazie all’aggiunta di elementi horror e PvP ben pensati e strutturati.

Grazie a ciò è capace di emergere dallo stereotipo che hanno i giochi di caccia (classici), alla lunga però la sua ripetitività potrebbe annoiare, e potrebbe non piacere a coloro che non amano gli fps.

 

Hunt: Showdown

Ricapitolando

Hunt Showdoun in conclusione si dimostra un ottimo titolo di caccia, grazie all’aggiunta di elementi horror e PvP ben pensati e strutturati. Grazie a ciò è capace di emergere dallo stereotipo che hanno i giochi di caccia (classici), alla lunga però la sua ripetitività potrebbe annoiare e se non siete amanti del genere Fps potrebbe non piacervi.

Overall
7.5/10
7.5/10

Pros

  • Reparto tecnico lodevole
  • Sistema PVP e PVE ben pensato e strutturato
  • Grado di sfida soddisfacente con boss e mostri comuni diversificati…
  • Ottima atmosfera

Cons

  • …ma i boss sono carenti in quantità
  • Alla lunga potrebbe annoiare per via del gameplay molto ripetitivo
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Mario Cofano

Appassionato di cultura Videoludica e animazione, in particolare predilige i giochi di stampo orientale. Apprezza molto quando un titolo dà la giusta importanza sia a gameplay, trama e grafica senza però eccedere troppo in nessuno di essi.

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