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Root Letter: Last Answer – Recensione

Una nuova versione della visual novel di Kadokawa

Root Letter: Last Answer è una versione migliorata della visual novel Root Letter, uscita a fine 2016 in Occidente. Sebbene il titolo originale avesse delle buone idee, lo stesso non si poteva dire dell’esecuzione.

E’ da molto che aspettavamo questo momento per potere giudicare e recensire questa nuova versione, che sicuramente presenta dei nuovi punti di forza.

Il titolo è già uscito ed è disponibile per Nintendo Switch, PlayStation 4 e PC dal 30 Agosto.

Sarà riuscita a migliorare le pecche dell’originale?

Le premesse di Root Letter

E’ la prima volta che vi parliamo di questo titolo in una recensione, motivo per cui faremo un riassunto delle premesse alla base del titolo.

Il protagonista Max ritrova alcune delle lettere che mandava alla sua amica di penna Aya Fumino mentre riordina il suo appartamento. Non avendo mai saputo che fine avesse fatto la sua amica, decide di partire per la città di Matsue al fine di scoprire la verità.

Non appena arrivato noterà che molte cose non quadrano nella ridente cittadina di Matsue, che sembra nascondere più misteri del previsto.

Root Letter è caratterizzato dalla solita trama mystery che presentano molte delle visual novel attuali e non, anche se può vantare alcune trovate non da poco.

E’ con queste premesse che la nostra avventura alla ricerca della verità ha inizio.

Cosa ha di nuovo questa versione?

Molto semplice, aggiunge 4 epiloghi che completano 4 finali del gioco originale e una nuova modalità, chiamata Drama. In parole povere, sarà possibile rimpiazzare gli sprite disegnati da Taro Minoboshi con degli attori veri e propri.

Sebbene quest’ultima scelta sia più consona per un pubblico orientale, non dubitiamo che possa comunque soddisfare una nicchia di giocatori nostrani.

Ad ogni modo, è possibile disattivare la modalità Drama dalla schermata d’avvio.

Queste nuove aggiunte compensano in parte la mancanza di chiarezza dei 5 finali presenti nella versione originale, che non erano proprio di facile comprensione. Infatti, sarebbe stato gradevole vedere un qualcosa di più nella versione originale!

Esplorazione ed investigazione: lo sporco lavoro

Il “gameplay” del titolo presenta elementi punta e clicca, dato che dovremo indagare per la città alla ricerca di indizi.

Il lato investigativo è gestito piuttosto bene e valorizza la bellezza degli scenari, anche se il lato esplorativo risulta spesso ripetitivo e fa un uso non proprio ottimale del backtracking.

Nonostante ciò, è sempre un piacere vedere come vengano valorizzati gli scenari che accompagnano ogni scena, motivo per cui questa componente del gameplay è abbastanza apprezzabile.

Valorizziamo il territorio

Uno degli elementi più apprezzabili della produzione di Root Letter riguarda la cura delle ambientazioni, che sono ispirate a luoghi reali.

Stiamo parlando della prefettura di Shimane, da sempre un luogo che esprimela la tipicità della cultura giapponese.

Infatti, come specificato in un’intervista a Yoshimi Yasuda (il presidente di Kadokawa Games), gli è stato effettivamente chiesto dalla prefettura di Shimane di creare un’opera in grado di valorizzare il territorio.

Come se ciò non bastasse, alcuni dei personaggi presenti in Root Letter sono ispirati a persone realmente esistenti! Infatti, gli attori usati per la versione live action sono conoscenze di Yoshimi Yasuda, ma ovviamente il doppiaggio è stato affidato a dei veri e propri professionisti.

Questo spiega anche perché la recitazione non spicca particolarmente. Tuttavia, la scelta di impiegare persone senza esperienza nel settore per un progetto di questo tipo resta un’idea interessante.

La resa dei conti

Nel corso della storia, dovremo fronteggiare delle persone che saranno riluttanti a dirci la verità. In tal caso, dovremo ricorrere a tutti gli indizi raccolti per fargli vuotare il sacco.

Specialmente in questi momenti entra in gioco la cosiddetta modalità MAX, che prende il nome dal protagonista. In parole povere, potremo scegliere cosa rispondere in base ad una barra che scorre dentro un cerchio, ma la risposta corretta sarà solo una.

Questa meccanica è puramente decorativa e non apporta nessuna modifica rilevante al titolo, ma ha comunque senso perché è un’ottima alternativa alla solita risposta preimpostata.

Modalità Max di Root Letter. Last Answer

Localizzazione ancora infelice

Purtroppo uno dei punti più carenti di Root Letter è la localizzazione, che presenta gli stessi errori della versione originale. In particolare, alcuni usi della lingua inglese risultano poco credibili e sono presenti alcuni errori di battitura.

Possiamo comunque dire che non influenzano pesantemente l’esperienza di gioco, ma potrebbero costituire un difetto per i fan accaniti del genere.

La versione Nintendo Switch è ottima!

Root Letter: Last Answer è sicuramente uno di quei titoli che vorreste giocare su Nintendo Switch, che risulta essere superiore a PlayStation Vita sotto questo punto di vista.

Unica pecca che ci sentiamo di segnalare è l’assenza di un supporto touch, che avrebbe sicuramente migliorato le fasi di investigazione.

Più finali, extra e nuovo contenuto

Come citato in precedenza, questa versione aggiunge 4 epiloghi che chiudono alcuni interrogativi lasciati in sospeso da 4 dei 5 finali presenti nell’opera originale.

Sfortunatamente, non ci reputiamo affatto soddisfatti da quanto proposto, dato che la durata totale degli epiloghi si assesta attorno a 1 ora circa. Per questo motivo, la parte aggiuntiva non valorizza il potenziale latente di questa produzione.

Max e i compagni di Aya Fumino in un nuovo finale

Avremmo gradito degli epiloghi più corposi che giustificassero un secondo acquisto!

Nonostante ciò, la parte degli extra resta comunque buona, offrendo del contenuto che sicuramente non lascerà a bocca asciutta il giocatore.

La nostra “ultima risposta” a Root Letter

Root Letter: Last Answer è semplicemente una versione migliorata del titolo originale, ma con un pelo di contenuti extra. Se avete già giocato il titolo, potete evitare questo acquisto vista la scarsa mole di contenuto aggiuntivo.

La modalità live action non è chissà quale grande aggiunta, ma è comunque un’aggiunta da non disprezzare.

Se cercate un punto di inizio per il genere delle visual novel o non avete mai provato Root Letter, questa è l’occasione giusta!

Riassumendo

Root Letter: Last Answer è comodamente evitabile se avete giocato la versione originale, a causa del poco contenuto aggiuntivo.

Se è la vostra prima volta nel genere o non avete mai provato Root Letter potete comprarlo a occhi chiusi!

Overall
7.5/10
7.5/10

Pros

  • Effetti speciali e ambientazioni di buon livello
  • Ottimo per iniziare col genere
  • Buon uso degli extra

Cons

  • Il nuovo contenuto non ne giustifica un secondo acquisto
  • Lo script presenta gli stessi errori dell’originale
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Marco Giordano

Grande fan dei generi di stampo orientale, predilige quasi ogni genere purché motivato da scelte estetiche o da una trama solida. Attratto non solo dal lato informatico dei videogiochi, ma anche dal loro aspetto stilistico ed economico.

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