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Spyro Reignited Trilogy – Recensione

Il draghetto viola ha fatto il suo ritorno!

Dopo una lunga attesa, è finalmente arrivata la Spyro Reignited Trilogy, remake dei primi tre capitoli della saga del draghetto viola. Come già successo con Crash Bandicoot N-Sane Trilogy, questa collezione mira a ricreare nel modo più fedele possibile l’esperienza ed il feeling dei giochi originali.

Ancora una volta lo sviluppo è stato affidato a Toys for Bob, che ha utilizzato l’Unreal Engine 4 per ricostruire in ogni dettagli gli iconici Regni dei Draghi.

Saranno riusciti anche in questa impresa? E come si presenta il gioco dopo tutti questi anni? Scopritelo nella nostra recensione!

La leggenda del piccolo drago viola

Uscito nel 1999 sull’originale PlayStation, Spyro The Dragon era il nuovo Platform 3D Collect-a-thon di Insomniac Games. Grazie ad un ottimo level design e segreti nascosti in modo intelligente, riuscì a competere ad armi pari con i suoi contemporanei Super Mario 64 e Banjo-Kazooie.

Nei due anni successivi nacquero due sequel, che mantenevano ed evolvevano la formula del gioco. Purtroppo alla fine di questo periodo d’oro Insomniac ha dovuto cedere i diritti dell’IP, portando i giochi successivi a cambiare numerose volte sviluppatori, piattaforme e anche genere.

La storia di Spyro in questi primi tre capitoli, com’è normale per i Platform dell’epoca, è estremamente semplice. In ogni gioco un nuovo nemico minaccia prima la popolazione dei draghi, poi la distante terra di Avalar e infine le uova di drago ed il futuro della specie.

La trama quindi è solamente una scusa per spingere il giocatore ad attraversare tutti i livelli del gioco per recuperare tutti i collezionabili, che siano draghi pietrificati, uova o gemme magiche.

Spyro nel suo nuovo design per la collection

A distanza di anni

Nonostante abbia già compiuto vent’anni, la trilogia originale sembra non sentire minimamente il peso degli anni. Oggi come allora, il level design è capace di sorprendere grazie ad intuizioni geniali e regge il confronto con molti dei titoli più moderni.

Sia le varie hub centrali che i veri e propri livelli sono disseminati di gemme, scrigni del tesoro ed altri collezionabili nascosti che il giocatore dovrà raccogliere per riuscire a completare al 100% ogni mondo.

Sviluppandosi maggiormente in orizzontale che in verticale, spesso queste mappe consentiranno ad un occhio attento di vedere in lontananza aree segrete e tesori nascosti, che dovranno poi essere raggiunti sfruttando le abilità di Spyro e percorsi nascosti.

Una visuale completa di uno dei livelli del gioco

Il più grande vantaggio offerto dal remake sono i nuovi controlli della telecamera, che ora potrà essere controllata con l’analogico destro. Infatti la prima PlayStation era uscita con un controller privo di levette analogiche, e la maggior parte dei giochi venivano sviluppati senza quell’opzione in mente.

La possibilità di controllare la visuale più liberamente rende anche più semplice scoprire alcuni segreti, posizionati sopra e sotto di noi, che originariamente avrebbero chiesto molto più coraggio e un salto nel vuoto.

Spyro stesso è veloce e responsivo oggi come una volta, con un moveset abbastanza limitato, ma che richiederà una buona destrezza per essere usato al meglio ed esplorare al 100% i livelli.

L’unico sintomo di vecchiaia è il sistema di vite limitate, che al giorno d’oggi appare datato e una semplice perdita di tempo. Perdere tutte quelle a disposizione ci costringerà ad uscire dal livello per ripartire con 4 vite, ma non cancellerà alcun progresso ottenuto, col risultato di aver semplicemente sprecato un paio di minuti del giocatore.

Ricreare completamente uno stile grafico

A differenza del lavoro svolto con Crash Bandicoot N-Sane Trilogy, Toys for Bob non si è limitata a riportare la grafica dei giochi agli standard moderni.

Stavolta la collection è stata dotata di uno stile grafico completamente nuovo che, sebbene presti omaggio all’originale, re-immagina completamente diverse aree di gioco e personaggi.

I cambiamenti più evidenti li hanno subiti i draghi che dovremo salvare nel primo capitolo, che ora sfoggiano design molto più variegati, cartooneschi e caratteristici. Anche tutte le aree di gioco mostrano numerosi dettagli inesistenti nella versione originale, che il team di sviluppo ha creato per rappresentare ciò che prima era affidato solo alla fantasia del giocatore.

Due aree del Mondo degli Artigiani del primo capitolo a confronto tra la versione originale ed il remake

Lato tecnico con alti e bassi

Su PlayStation 4 e Xbox One il gioco appare stupendo graficamente, con il livello di qualità che uno si aspetterebbe. La presenza di piccoli dettagli inediti, come la capacità di bruciare l’erba e nuove animazioni, conferiscono quel tocco in più che eleva maggiormente il lavoro compiuto dal team di sviluppo.

Purtroppo il gioco non supera mai i 30 fps, nemmeno sulle versioni migliorate delle console. Nonostante non influenzi la giocabilità del titolo, un’opzione per ottenere un framerate maggiore sarebbe stata molto gradita.

Su Nintendo Switch, invece, il gioco presenta alcuni problemi in più. Come c’era da aspettarsi, sia in modalità portatile che fissa la risoluzione riceve un duro colpo, tanto da non superare i 720p sullo schermo della tv. Anche i tempi di caricamento, molto veloci sulle altre console, si allungano fino a 15-20 secondi, e alcuni effetti particellari sono stati rimossi o pesantemente ridotti.

Il problema maggiore è tuttavia dato dalla profondità di campo: come sulle controparti verranno caricati anche i modelli più lontani, ma sarà frequente vedere apparire dal nulla erba ed altri dettagli a pochi passi di distanza mentre camminiamo per i livelli.

Nonostante questo il framerate non è perfetto, mantenendosi fisso sui 30 fps per la maggior parte del tempo, ma subendo vistosi cali durante i caricamenti e per qualche secondo dopo la loro fine.

Una visuale del livello Cime Alberate

Un ultimo problema che affligge tutte le versioni del gioco è il contenuto della copia fisica. A prescindere dalla console, infatti, il disco o la cartuccia conterranno solo il primo gioco della trilogia, con i restanti da scaricare tramite un aggiornamento.

Si tratta di una scelta molto discutibile, sopratutto su Switch dove il team è riuscito a ridurre le dimensioni del gioco sino a 15 GB, contro i 67 GB che aveva al lancio sulle altre console e dimezzati con una patch successiva.

In conclusione

Spyro Reignited Trilogy presta omaggio alla serie originale con un remake che non si limita a rimasterizzare i titoli per PlayStation, ma dona loro una veste grafica completamente nuova.

Oggi come allora il gameplay è solido e divertente, con livelli grandi e densi di collezionabili e segreti, tanto da non sentire minimamente il peso degli anni. Grazie ai controlli migliorati, questa collection si conferma la versione migliore dei giochi, che si dimostrano ancora una volta dei titoli importantissimi per il genere Collect-a-thon.

Qualche difetto tecnico su tutte le console gli impediscono di raggiungere la perfezione, tra problemi di ottimizzazione su Switch, framerate limitato sulle concorrenti e scelte di distribuzione dei giochi che non convincono.

Spyro Reignited Trilogy

Riassumendo

Spyro Reignited Trilogy supera se stesso, donando all’esperienza originale una veste grafica completamente nuova, creando elementi di design inediti sulla base dei vecchi titoli.

Il gameplay ancora oggi rimane divertente e coinvolgente, grazie ad un ottimo level design che incoraggia l’esplorazione e premia i giocatori più attenti all’ambiente che li circonda.

Purtroppo la versione Switch ha subito numerosi downgrade tecnici, e anche le altre versioni console presentano dei limiti non facilmente giustificabili.

Overall
8/10
8/10

Pros

  • La nuova veste grafica è spettacolare
  • Il gameplay originale rimane ottimo e divertente ancora oggi
  • Altissima cura per i dettagli

Cons

  • La copia fisica contiene solo uno dei tre giochi
  • Alcune limitazione tecniche su tutte le console
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Alberto Marcuzzi

Amante dei videogiochi di ogni genere fin dalla tenera età, è inevitabilmente attratto dai titoli provenienti dalla terra del Sol Levante. Quando inizia un nuovo gioco, non è soddisfatto finché non ne ha sviscerato tutte le meccaniche.

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