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Yooka-Laylee and the Impossible Lair – Provato

Progressso o regresso?

Grazie a Koch Media abbiamo provato in anteprima Yooka-Laylee and the Impossible Lair, sequel del famoso capitolo Yooka-Laylee.

Ci avrà convinto? Vediamolo insieme.

Un piccolo recap fino ad oggi

Il primo capitolo “Yooka-Laylee” è nato tramite un progetto Kickstarter nel primo giorno di maggio del 2015 da alcuni ex membri della RARE.

Nota a tutti oggi per il videogioco Sea of Thieves ma che un tempo aveva letteralmente sfornato titoli di grosso calibro quali Golden Eye 007, Donkey Kong Country, Conker’s Bad Fur Day, Perfect Dark ed infine Banjo-Kazooie su cui ci soffermeremo di più.

Uno screen del gioco

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ex-team legato da sempre alla memoria di Banjo-Kazooie osservò come tale titolo durante la nuova generazione (ai tempi di PlayStation 3 ed Xbox 360) sia stato un fallimento, e con Yooka-Laylee si sono presi l’arduo compito di ringiovanire il genere in modo tale da renderlo fruibile anche ai più giovani.

In parte sono riusciti nel tentativo anche a livello economico e con l’uscita della Nintendo Switch più giocatori di giovane età hanno potuto provare il titolo. D’altro canto per i fan di vecchia data è rimasto un sentimento di delusione dovuto alle problematiche del gioco legate non solo al suo game design ma anche ad alcune meccaniche a dir poco senza senso e fastidiose.

Nel complesso fu un gioco “Ok” che poteva essere migliorato in un futuro sequel ma..

Dimenticanza delle proprie radici o un nuovo esperimento?

Come detto in precedenza il titolo si rifà completamente alla logica di Banjoo-Kazooie , pertanto si pensava ad un futuro capitolo con la stessa logica ma che abbia imparato gli errori del primo, tuttavia il sequel (a quanto pare non diretto) presentato è un platform 2D in side-scrolling molto alla Super Mario Bros 3.

In parte è interessante questo cambiamento del titolo anche se per certi versi pare un cambio di rotta dovuto alle precedenti critiche da parte di recensori ed in e youtubers nei riguardi del primo capitolo.

Uno screen del gioco

Questa situazione divide ancor più la community, che già un tempo era divisa viste le lacune del gioco. Il risultato è stato quello di un aumento di un’utenza di giovane età e una riduzione dei fan legati al genere, specialmente quelli che hanno letteralmente creduto e donati soldi alla campagna crowfunding ai tempi.

Ma basta soffermarsi al background del titolo, è tempo di parlarne sul piano oggettivo dando un parere per quello che è

2D Style

Come già accennato prima questo titolo è un platform in 2D a scorrimento orizzontale, la struttura dei livelli è simile a quelli dei classici giochi platform (Come accennato prima, vedesi Super Mario Bros 3.), dove ci ritroviamo in una zona di una grossa mappa e per sbloccare il resto bisogna superare ogni livello.

Fino a qui nulla di che se non ci fosse una piccola chicca che ad alcuni hardcore gamer/speedrunner farebbe impazzire:

Come in The Legend Of Zelda: Breath of the Wild ed altri titoli, c’è la possibilità di poter andare già a sfidare il boss finale.

Uno screen del gioco

Tale difficoltà ovviamente è influenzata dal non possedere i potenziamenti guadagnati durante il corso del gameplay, rendendo la sfida assai impegnativa.

Non importa la storia se ti diverte

Inutile dire che la storia non è il punto di forza della serie, infatti è abbastanza banale e di conseguenza non c’è nemmeno il bisogno di approfondire quest’aspetto, considerando anche il target a cui è destinato il gioco.

I comandi sono molto simili a quelli di qualsiasi altro platform, tolta con qualche piccola variazione sempre già vista, potremmo:

  • Saltare
  • Dare un colpo ai nemici
  • Rotolare per andare più veloce eliminando i nemici
  • Afferrare degli oggetti da scagliare contro i nemici

L’arrotolarsi sarà un elemento fondamentale poiché ci permetterà di spostarci con più rapidità, ma permette anche di sbloccare passaggi segreti. Il tutto renderà il gioco facile e alla portata di tutti, aumentando il grado di difficoltà solo nei luoghi segreti

Niente male a livello visivo

Con un design semplice e pulito come il precedente capitolo questo sequel è visivamente interessate, dalle semplici location fino ai boss sarà sempre presente uno stile decisamente originale.

Uno screen del gioco

L’aver reso il gioco 2D inoltre permette l’aggiunta di miglioramenti a livello grafico come per esempio i riflessi d’acqua e delle luci. Dal lato visivo non gli si può dire nulla.

Ma le musiche?

A parte qualche riutilizzo delle musiche del primo capitolo saranno presenti nuove musiche con lo stesso stile del capitolo precedente.

Nel complesso non sono niente di speciale dato che durante il gameplay non ci faremo molto caso ma si può dire che il team di sviluppo ci ha comunque lavorato.

In conclusione

Yooka-Laylee and the Impossible Lair è un nuovo capitolo che abbandona il genere del predecessore concentrandosi in uno più semplice.

Per i fan che hanno creduto nel progetto potrebbe non piacere, tuttavia è consigliato per un giovane pubblico che sta cercando un nuovo platform visivamente carino e dai comandi non troppo complessi. Staremo a vedere se questa nuova strada presa dalla serie verrà ripagata o se il team tornerà su i suoi passi, vi terremo aggiornati.

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Victor Velasquez

Amante dei videogiochi e dei film fin da tenera età. Si impegna sempre nel recensire nella maniera più oggettivamente possibile.

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