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Utawarerumono: Zan – Recensione dell’ultima fatica di Teamsoft

Quando il genere musou incontra la visual novel

Dopo quasi un anno dall’uscita giapponese, Utawarerumono: Zan, esclusiva Playstation 4 sviluppata da Teamsoft, sbarca ufficialmente in occidente. Il videogioco non è disponibile in lingua italiana, ma doppiato in giapponese con sottotitoli in inglese

Il titolo è un rifacimento in chiave musou della visual novel Utawarerumono: Mask of Deception uscita nel 2015, con l’aggiunta di elementi action e beat ‘em up. Sarà questa la chiave del successo del nuovo videogioco targato Teamsoft? Leggete la nostra recensione per scoprirlo.

Tra fantasia e folklore

L’ambientazione di Utawarerumono: Zan riprende quella giapponese del periodo Edo, con elementi sia del folklore nipponico che di un qualsiasi battle shonen, con creature fantastiche e diverse razze umanoidi.

Il prologo del titolo, che funge da tutorial, prima di essere catapultati nella schermata principale ci permetterà di prendere confidenza con il sistema di gioco.

Haku, il protagonista del titolo,privo di ricordi, si risveglia in un mondo a lui sconosciuto. Verrà salvato da Kuon, un’energica ragazza che si prenderà cura di lui. Il ragazzo, una volta risvegliatosi farà la sua conoscenza dei Gigiri, mostri insettoidi. Kuon riuscirà a salvarlo diventando la sua tutrice, pensando che egli non sia in grado di difendersi in quel mondo pericoloso.

Oltre ad Haku e Kuon, nel prologo faremo la conoscenza di altri due dei 12 personaggi giocabili del titolo: Ukon e Maroro.

La Trama è quella di Utawarerumono: Mask of Deception, soltanto più sintetizzata in modo da far avvicinare i neofiti alla storia.

Un sistema di combattimento basato sulle combo

Nel menù principale non avremo inizialmente ampia scelta, dato che potremo solamente intraprendere la storia principale del titolo. La campagna sarà divisa in capitoli, presentando un’alternanza tra parti di testo tipici di una visual novel e missioni di gioco dove dovremmo spazzare via un gran numero di nemici lungo il nostro cammino.

Una volta iniziata la missione avremo un limite di tempo per poterla completare. Il timer non è proporzionale alle difficoltà delle missioni, alcune volte risulterà eccessivo anche per incarichi semplici e veloci. Il tempo deve riuscire a mettere ansia al giocatore, mentre all’interno del titolo può benissimo dimenticarsene visto l’abbondare di minuti a disposizione.

Le mappe di gioco sono molto piccole in confronto a qualsiasi altro titolo dello stesso genere, tutte molto simili e poco ispirate che non fanno urlare al miracolo e sarà difficile perdersi all’interno di esse. Di certo si sarebbe preferito una quantità maggiore di ambientazioni più elaborate e differenti.

Il combattimento è il vero punto di forza del titolo. Con un party di 4 personaggi scelti tra i 12 sbloccabili durante la storia, dovremo intraprendere degli incarichi che ci verranno assegnati con il proseguire della campagna principale. A differenza di un qualsiasi altro musou, caratteristica principale del combat system è l’utilizzo delle combo e del Chain.

Ogni membro del gruppo avrà una sua serie di combo da poter utilizzare con l’alternanza di quadrato e triangolo, insieme ad un potere speciale chiamato Chain. L’utilizzo del Chain è strettamente legato allo Zeal, una sorta di mana accumulabile sconfiggendo i nemici sullo schermo, e consiste nell’utilizzare una magia che va dal curare il party al fare ingenti danni agi avversari.

Con un quantitativo massimo di Zeal è possibile utilizzare Overzeal, un potere che aumenta temporaneamente le statistiche del personaggio che si sta utilizzando, premendo il touchpad del controller.

Meccanica importante di Utawarerumono: Zan è l’utilizzo del Raid. Il Raid permette al giocatore di utilizzare, una volta caricati, i Chain dei personaggi del party che non si stanno controllando a proprio vantaggio.

Alla fine di ogni missione ogni membro del party scelto in precedenza guadagnerà punti esperienza che permetterà loro di salire di livello, insieme ai Battle Points e ai Sen.

Come in un JRPG i personaggi potranno aumentare le proprie statistiche una volta saliti di livello, mentre spendendo Battle Points accumulati in battaglia potremo aumentare le caratteristiche che variano dall’attacco allo spirito.

I Sen sono la valuta del gioco, che potremo accumulare attraverso la raccolta di oggetti nel campo di battaglia durante la missione, oppure come ricompensa per aver portato a termine un incarico. I Sen possono essere spesi in un unico modo all’interno dei titolo, ovvero attraverso una specie di slot machine, come vedremo.

Visual novel e action game: un esperimento riuscito?

Nella campagna principale ci sarà un’alternanza tra azione e parlato.

Il tutto ovviamente va a rompere il ritmo di gioco, dato che non c’è uguale utilizzo tra visual novel e musou, trovandoci a leggere righe e righe di dialogo che non avranno a che fare con l’avanzamento della trama, portando il giocatore ad annoiarsi.

Molti personaggi giocabili introdotti all’interno della storia non avranno un vero e proprio background narrativo ben sviluppato, comparendo in pochissimi dialoghi di presentazione. Non una gran scelta degli sviluppatori, che dovevano e potevano fare di più, almeno dal punto di vista narrativo.

Le fasi di combattimento sono divertenti e dinamiche, ma il susseguirsi di missioni quasi tutte uguali e nemici non sempre ispirati, possono portare il giocatore con il passare delle ore ad abbandonare il titolo, nonostante una modesta quantità di oggetti da sbloccare, a partire dal vestiario per i nostri eroi.

Una gran numero di modalità tutte uguali

Con l’avanzare dell’avventura sbloccheremo diverse modalità di gioco, che allungheranno non di poco la longevità del titolo.

la Battle Recollections ci permetterà di rivivere le missioni affrontate nel corso della campagna principale, le Free Missions saranno missioni che dovremo portare a termine per guadagnare punti esperienza e Battle Points, la Battle Arena permetterà ad un solo personaggio del party di combattere contro orde di nemici.

Sarà anche presente il multiplayer, che permetterà a quattro giocatori di aiutarsi sul campo di battaglia.

Gran numero di modalità non vuol dire necessariamente nuove sfide e nuove avventure da vivere: in questo caso pur chiamandosi in modo diverso stiamo parlando della stessa identica sfida. Salvando soltanto la battle arena, di cui parleremo, i difetti delle altre modalità sono le stesse della campagna principale: la ripetitività delle missioni, dei nemici e delle mappe.

Nella Battle Arena possiamo utilizzare un solo personaggio per poter sbloccare abilità e potenziamenti in combattimenti contro boss o orde di nemici. In questa modalità non si tratta di portare a termine incarichi, ma di sconfiggere avversari sempre più forti.

Il Multiplayer permette a più giocatori di intraprendere gli incarichi nelle free mission o nella campagna. C’è la possibilità di entrare in una partita già iniziata o di iniziarne una da capo. Una volta avviata la partita, soltanto l’host può raccogliere oggetti e avanzare nella missione. La cooperativa purtroppo ripropone le stesse meccaniche delle missioni in single player, portando il giocatore a stancarsi.

Una meccanica non perfettamente riuscita è quella dell‘Equipment Upgrade. In questa “slot machine“, il giocatore, spendendo i proprio Sen, vedrà casualmente migliorato il proprio equipaggiamento su una scala da 1 a 10, con la possibilità di perdere il proprio denaro se il miglioramento non dovesse andare a buon fine.

Una meccanica che non permette al giocate di avere il pieno controllo sui propri guadagni sia sull’equipaggiamento, lasciandolo il più delle volte con l’amaro in bocca.

Uno sguardo al lato tecnico del titolo

Parlando del lato grafico, il titolo utilizza una grafica anime in cel-shading senza alcuna sbavatura. Il background  durante i dialoghi spaziano dalla computer grafica a sfondi fissi disegnati a mano, riuscendo a creare la giusta atmosfera tipica di uno shonen giapponese.

Le animazioni dei personaggi e dei nemici sullo sfondo sono molto fluide e ben fatte, riuscendo a rendere spettacolari i combattimenti, senza cali di frame anche con tanti nemici sullo schermo. Gli fps infatti rimangono stabili a 30 su playstation 4 standard, non intaccando l’esperienza di gioco.

La colonna sonora rende benissimo l’atmosfera orientale del titolo, diventando frenetica durante le fasi di combattimento, riuscendo a travolgere e a trasportare il giocare durante le tante ondate di nemici.

Conclusioni

Utawarerumono: Zan si presenta come un titolo discreto, che riesce a divertire nonostante i vistosi difetti. Un esperimento, come già detto, di cercare di avvicinare i neofiti alla vasta storia creata da Teamsoft.

Il sistema di combattimento, facile da apprendere e da padroneggiare, è variegato e riesce a divertire con una gran quantità di combo e poteri speciali di ogni personaggio.

La storia riesce a trasportare il giocatore nella vicenda, ma i tagli netti con la versione precedente e i troppi dialoghi fini a se stessi intaccano l’esperienza di gioco, rendendo addirittura pesante il completamento della trama, che comunque riesce ad avere i suoi picchi di epicità, seppur rari.

I tasti dolenti del titolo sono la troppa ripetitività delle missioni, dei nemici e degli scenari portando il giocatore ad annoiarsi. Le modalità troppo simili tra di loro non sono uno stimolo così grande da invogliare il giocatore a rimanere troppo tempo sul titolo. Il modo di acquisire e sviluppare l’equipaggiamento è basato sulla fortuna, che non porta il giocatore al pieno controllo di esso.

 

Utawarerumono: Zan

Riassumendo

Teamsoft è riuscito a creare un titolo con un sistema di combattimento dinamico e divertente, facile da padroneggiare unito ad una visual novel senza infamia ne lode.

I principali difetti sono la ripetitività delle missioni, il tempo eccessivo nel completarle, le modalità di gioco troppo simili tra di loro e la modalità di acquisizione e sviluppo dell’equipaggiamento.

Overall
7/10
7/10

Pros

  • Il sistema di combattimento è divertente  ben fatto
  • Graficamente senza sbavature
  • Colonna sonora travolgente, sia nelle fasi narrate che in combattimento

Cons

  • Missioni troppo ripetitive
  • Modalità troppo simili tra di loro
  • Tempo eccessivo nel portare a termine gli incarichi
  • Acquisizione dell’equipaggiamento da rivedere
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Federico Procaccino

Cresciuto a pane e nintendo per poi immergermi perdutamente in Halo e nella Xbox. Sono innamorato delle belle storie che ti emozionano e ti lasciano un qualcosa dentro il cuore.

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