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Borderlands 3 – La recensione del nuovo titolo di Gearbox

Siamo andati alla ricerca dell'ennesima cripta!

La serie di Borderlands ha riscosso fin dal suo primo capitolo un gran successo tra il pubblico, grazie al suo modo diretto di proporre una comicità mai fuori posto. I ragazzi di Gearbox provano a replicare il successo ottenuto con i primi due capitoli della serie, rilasciando finalmente il terzo capitolo principale (visto che l’ultimo titolo è Pre-Sequel, capitolo d’intermezzo tra il primo e il secondo Borderlands).

Ogni volta che il team di sviluppo ritorna sul campo di “battaglia” propone sempre qualcosa di nuovo e divertente. Noi eravamo curiosi di scoprire se Borderlands 3 fosse all’altezza dei suoi predecessori, se l’originalità proposta in precedenza fosse stata scavalcata nuovamente proponendo qualcosa di quasi completamente nuovo.

Appunto per questo, abbiamo deciso di recensire Borderlands 3 per voi, il quale ci ha divertito per tutta la sua durata. Buona lettura e attenti a Claptrap!

I nuovi cacciatori della cripta

La serie ha sempre avuto due elementi alla base della narrazione: le cripte e i cacciatori delle cripte. L’inizio ci narra come dei vecchi cacciatori fossero alla ricerca delle famose cripte e come queste siano disseminate nell’immenso pianeta di Pandora.

Ci viene raccontato che sono esistiti ben due gruppi di cacciatori della cripta, il primo che sventrò una minaccia aliena (i protagonisti del primo Borderlands) e i secondi riuscirono ad abbattere un perfido tiranno chiamato Jack il Bello (quelli del secondo capitolo).

Terrore nelle terre di Pandora

Adesso a minacciare la nuova cripta ci ritroviamo davanti i gemelli Calypso, due pazzoidi che vogliono conquistare tutto il potere nelle lande di Pandora e per farlo, stanno lacerando tutta la popolazione con le loro malefatte. I nuovi “cattivoni” sono resi in chiave molto moderna, dato che fanno uso di elementi dell’attuale generazione come i Social Network, facendo così il verso alle webstar odierne.

Se avete giocato gli altri capitoli di Borderlands, sarete felici di sapere che in un determinato arco del gioco, ci ritroveremo davanti a delle vecchie conoscenze per chiedergli il loro supporto nella nostra folle missione. Ci verranno in aiuto infatti la sirena Lilith e il team dei Crimson Raiders, che abbiamo avuto modo di approfondire durante Borderlands 2.

Il vecchio passato di qualità

Lo svolgimento delle vicende scorre in modo fluido, anche se nel complesso la storia non brilla per originalità, ma sopratutto i due nuovi Villain non sono all’altezza dell’irriverente Jack il Bello, che riusciva a far divertire il giocatore fino alla fine con i suoi stravaganti interventi nei momenti meno opportuni.

I Gemelli Calypso sono dei personaggi discreti, ma che a lungo andranno a mancare di originalità, rendendo quasi fastidioso ogni loro intervento via radio.

Per quanto possa sembrare demenziale fin dall’inizio, la narrazione di Borderlands nasconde dentro di sé momenti emotivamente forti, che cercano di trasmettere un messaggio importante al videogiocatore. Per completare il gioco abbiamo impiegato circa una trentina di ore per concludere la storia ed abbiamo affrontato le missioni sia in cooperativa che in modalità giocatore singolo per darvi una maggior copertura.

In quanto a background, tutti sono ben curati ad eccezione dei gemelli Calypso, che si sono rivelati essere solo un contorno ai fini di trama. Menzione d’onore a Claptrap, il quale mantiene vivo il divertimento della serie fin dagli albori.

Una varietà disarmante

In questo capitolo avremo modo di esplorare non solo Pandora, ma anche altri pianeti ricchi di dettagli interessanti. E’ bello vedere come le missioni secondarie siano state curate a dovere, molte di queste nascondono delle sub-story interessanti, anche se tra le missioni non mancheranno quelle puramente demenziali in puro stile Borderlands.

Lo svolgimento dei compiti secondari è anche un modo per approfondire quello che si cela dietro al mondo di questo terzo capitolo, cercando di scoprire più dettagli possibili sui nostri alleati e sulle scelte che hanno compiuto in passato. Completare le missioni secondarie è sicuramente una parte importante per godersi appieno l’esperienza di Borderlands 3.

Abbiamo gradito molto la presenza di alcune cut-scene cinematografiche all’interno della storia principale, le quali riescono ad esaltare i momenti più importanti della narrazione, anche grazie all’Unreal Engine 4 che esalta la qualità dei modelli poligonali.

Squadra che vince si migliora!

Il feeling alla mano con il pad è uguale ai suoi predecessori. Sul piano del gameplay abbiamo avuto delle migliorie nelle fasi di shooting, creando un gun play molto più fluido e funzionale, specialmente per le armi a lunga distanza.

Giocando al titolo, è possibile avvertire nelle prime ore quanto siano più dinamiche le azioni di gioco, specialmente durante l’uso delle abilità speciali.

La crescita del personaggio gioca un ruolo importante, avremo ben tre alberi delle abilità a disposizione per ogni classe e potremo scegliere l’abilità speciale da usare in battaglia. Oltre all’abilità principale avremo una serie di skill che funzioneranno da attive e passive, modificando così la build del nostro personaggio.

Il Level Cap è fissato a cinquanta, quindi dovremo scegliere con cura le abilità d’apprendere, dato che molte rimarranno bloccate (almeno per il momento). Se non siete soddisfatti della build, sarà disponibile anche in questo capitolo la possibilità di resettare l’albero delle abilità dall’apposito menù, resettando così il vostro personaggio.

Il personaggio che abbiamo usato per affrontare quest’avventura è stata la Sirena Amara, che basa tutto su attacchi melee e sulle armi a breve distanza. Anche qui sarà possibile personalizzare il proprio personaggio in qualsiasi momento, basterà utilizzare l’apposito distributore e selezionare l’elemento che vorremo modificare del nostro personaggio.

I movimenti del nostro personaggio sono molto più fluidi rispetto i capitoli precedenti, tra le nuove funzioni è stata aggiunta la possibilità di poter utilizzare la scivolata, elemento importante durante gli assalti più caotici.

I nemici che infestano il mondo di Pandora sono molto letali, abbiamo avuto non pochi problemi, anche in modalità cooperativa, con i nemici di livello basso che riuscivano a scaricare la nostra energia con pochissimi colpi, nonostante fossimo livellati al punto giusto per poter affrontare la missione.

L’esperienza è molto più appagante e soddisfacente, il livello di sfida è sempre tra il medio e l’alto, diventando più divertente quando lo si affronta in compagnia di un’amico.

Interattività per tutti i gusti

Il mondo di gioco è pieno di elementi con cui è possibile interagire, questo fa sì che il mondo risulti vivo e che i vari elementi a schermo non diano quella sensazione di “finto e strutturato solo per l’occasione. Anche con i personaggi secondari sarà possibile interagire, parlare e apprendere tramite i dialoghi elementi in più sulla storia di Pandora.

Purtroppo non possiamo dire lo stesso dell’intelligenza artificiale, spesso ci ritroveremo davanti a nemici che cercando il giocatore nonostante questo si trovi davanti a loro, rimangono immobili.

Purtroppo il gioco soffre anche di alcuni cali di framerate piuttosto vistosi e fastidiosi, noi abbiamo affrontato la nostra avventura sulla versione per PlayStation 4 Pro e Flat, ma abbiamo appurato che i rallentamenti sono molto più evidenti sulla versione normale di PlayStation 4.

A questo va aggiunta la presenza di una miriade di bug, che spesso ci portano a resettare la partita dall’ultimo checkpoint, rendendo frustante l’avanzamento del gioco.

Comparto tecnico

L’Unreal Engine 4 impiegato per Borderlands 3 è piacevole da vedere, ma purtroppo mostra qualche incertezza nella smussatura di alcuni elementi a schermo, curati solo marginalmente e mostrano una pochezza di dettagli disarmante se paragonato al resto che è presente sullo schermo.

I modelli poligonali sono quasi tutti ben fatti, nonostante ciò è possibile avvertire una leggera “differenza” tra quelli principali e secondari, che risultano quasi con uno stile diverso.

Nota di merito anche al doppiaggio italiano, che risulta molto espressivo e che dona la giusta enfasi al personaggio interpretato. La colonna sonora è un condimento importante per la serie e anche in questo caso è riuscito nel suo intento di proporre un’OST ottima e valida.

Commento Finale

In conclusione siamo rimasti soddisfatti dal terzo capitolo di Borderlands 3 sviluppato da Gearbox, la storia è piuttosto interessante, anche se la presenza di due antagonisti non proprio brillanti non riesce a far elevare il tutto come dovrebbe.

Al tutto va aggiunto la presenza di diversi bug fastidiosi che minano l’esperienza di gioco. Fortunatamente il gameplay ha fatto diversi passi in avanti ed è maturato nella giusta via, rendendo l’azione molto più movimentata.

Speriamo che il team di sviluppo riesca a colmare con delle patch i problemi attualmente presenti, ma per il momento, ci sentiamo di promuovere l’attuale prodotto di Borderlands 3.

Borderlands 3

Riassumendo

Borderlands 3 è un titolo valido, ma poteva osare molto di più se non fosse stato per la presenza di due Villain sotto tono e diversi problemi tecnici che intaccano l’esperienza di gioco. Nonostante tutto, resta un titolo valido sull’attuale mercato videoludico.

Overall
8/10
8/10

Pros

  • La storia è molto piacevole ma…
  • Il Gameplay è molto più fluido e variegato
  • La presenza di Sub-Story interessanti
  • Il Background dei personaggi principali
  • La colonna sonora e il doppiaggio sono promossi
  • L’impatto grafico è piacevole

Cons

  • …i due Villain non sono all’altezza di Jack il Bello
  • Troppi bug che minano l’esperienza
  • Il framerate è piuttosto instabile anche su PS4 Pro
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Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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