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Dragon Quest XI S: Echi di un’era perduta Edizione definitiva – Recensione

Riuscirà questa versione a surclassare la precedente?

A distanza di un anno dall’uscita in Occidente di Dragon Quest XI, è finalmente arrivata una sua nuova versione in esclusiva per Nintendo Switch: Dragon Quest XI S: Echi di un’era perduta – Edizione definitiva.

Nel passare di quest’anno abbiamo avuto diverse nuove del mondo Dragon Quest, per esempio l’uscita di Dragon Quest Builders 2

Questa edizione non è semplicemente un porting, ma aggiunge migliorie al gameplay, contenuti aggiuntivi alla storia e altre novità per i fan della serie.

Sarà riuscita questa versione, rispetto alle controparti per PlayStation 4 (che abbiamo anche recensito) e PC, a risultare comunque un’esperienza godibile nonostante le limitazioni tecniche date dalla console Nintendo? Scopriamo in questa nuova recensione.

Il discendente del Lucente

La trama non presenterà cambiamenti rispetto al gioco originale. Appena cominceremo la nostra partita, verremo catapultati immediatamente in un filmato introduttivo… In una città fortificata, l’attacco da parte di un’orda di mostri costringe una nobildonna a fuggire da un castello per salvare se stessa e un infante con un misterioso simbolo sulla mano.

Per salvare il pargolo però la donna dovrà lasciarlo in balia di un corso d’acqua e fare da esca ai mostri. Il giorno dopo l’infante sarà trovato da un simpatico vecchietto, che lo adotterà come suo nipote e lo crescerà nel villaggio di Roccapietra.

Il tempo passerà, il bimbo diventerà un giovane adulto e al suo diciottesimo compleanno dovrà fronteggiare la prova della maturità, che consiste nel percorrere il sentiero che porta sulla cima della montagna di Roccapietra per omaggiare la divinità.

Nonostante sia sempre stata una prova semplice per le scorse generazioni, qualcosa va storto.

Il tranquillo villaggio di Roccapietra, in pace e serenità

Gruppi di mostri attaccheranno il nostro protagonista in maniera sempre più violenta e feroce, fino a quando non verrà messo all’angolo da una di queste creature. È a questo punto che il simbolo della sua mano interverrà, richiamando un fulmine, che metterà K.O. l’assalitore.

Disceso dalla montagna e raccontando l’accaduto alla madre, verrà a scoprire che è un discendente del Lucente, colui il quale in passato liberò il mondo dal male.

Per scoprire di più sulle sue origini il giovane dovrà quindi avventurarsi verso la capitale, per trovare risposte sullo scopo della sua stessa vita.

I cambiamenti da un anno all’altro

Rispetto alla versione precedente del titolo, questa offrirà un’enorme quantità di aggiunte, delle quali ci renderemo conto a partire dalle prime fasi di gioco.

Prima di tutte  la missione estrema avrà nuovi malus, che renderanno la nostra avventura più complicata. Per esempio potremo scegliere di far fare game over al party se dovesse morire l’Eroe, oppure potremo ridurre l’esperienza ricevuta dai mostri più deboli, risultando in una maggiore difficoltà generale

O, aggiunta che abbiamo trovato molto simpatica, potremo impostare la cosiddetta “malbarazza“, uno status casuale che renderà impossibile ai personaggi reagire a causa dell’imbarazzo di eseguire alcune loro azioni, anche in battaglia.

La scelta di queste missioni estreme aiuterà a bilanciare il gioco, che come la versione precedente è molto facile per i giocatori più esperti del genere.

I protagonisti di Dragon Quest XI corrono in una landa desertica

Per poter cambiare aspetto ai nostri personaggi, non sarà necessario equipaggiare oggetti, ma potremo indossare il nostro completo preferito dal menù di equipaggiamento, una volta trovato.

L’effetto nostalgia

Un altro valore aggiunto è la possibilità di scegliere tra la modalità a due e a tre dimensioni, dandoci la possibilità di godere di un ottimo effetto nostalgia proposto dal titolo.

Una visuale della modalità 2D mostra il mondo di gioco

Questa modalità (quasi sempre liberalmente intercambiabile tramite il menù rapido in gioco), ci porterà direttamente  indietro negli anni 90.

Avremo una bellissima e colorata grafica a 16 bit, che omaggia i primi episodi della serie, saremo però “schiavi” dei combattimenti casuali, non essendo presenti gli avatar dei nemici come nella versione 3D. Anche le cutscene saranno animate tramite questo sistema.

Un ulteriore miglioramento è stato implementato nel sistema di combattimento: potremo aumentare la velocità delle scene di lotta e impostare la telecamera fissa. Queste due impostazioni, unite alla nuova funzione che permette di saltare i filmati, renderanno la nostra partita molto più veloce, nel caso fosse una seconda avventura.

Una battaglia in due dimensioni contro un King Slime

Nuovo è sempre meglio?

Nonostante il lavoro di fondo di Square Enix per portare il gioco nella migliore veste sulla poco potente e performante Nintendo Switch, il reparto grafico risente parecchio la pesantezza del gioco.

Spesso, camminando fra i fili d’erba ci ritroveremo magicamente immersi in campi di fiori sbucati fuori dal nulla, caricati grossolonamente ad una distanza molto ravvicinata grazie ad un field of view veramente misero.

I dettagli della versione Nintendo Switch sono più poveri, ma rimarrà un esperienza molto godibile...

Anche gli elementi in profondità susciteranno qualche perplessità, sempre per lo stesso motivo. Alcuni elementi in lontananza che si possono vedere senza problemi nella versione PlayStation 4, ad esempio, compariranno sfocati o con le texture caricate solo parzialmente.

Degno di lode però è la stabilità dei 30 FPS, anche nelle battaglie più frenetiche o durante l’esplorazione del mondo di gioco, nonostante la presenza di diversi avatar nemici o NPC che si agiteranno sullo schermo.

Il downgrade a 720p rispetto ai 900p nativi di PlayStation 4, per quanto evidenti, non saranno comunque eccessivamente penalizzanti e riusciranno a farci godere di colori vividi e vivaci.

Il pezzo forte dell’Edizione definitiva

Per quanto riguarda invece le aggiunte migliori di questa nuova edizione, abbiamo deciso di dedicarne uno spazio a parte, in quanto le abbiamo trovate estremamente azzeccate.

Il fantomatico Erik e gli altri protagonisti avranno missioni secondarie dedicate al background della loro storia

Ad esempio, in questa versione del gioco potremo dedicarci ad una partita entusiasmante, ma allo stesso tempo rilassante grazie alla fantastica ed emozionante colonna sonora di Koichi Sugiyama, completamente orchestrata.

I carismatici membri del party hanno ricevuto anche un approfondimento delle loro storie, tramite degli appositi capitoli a loro dedicati, che narrano la loro storia dal loro punto di vista. Inoltre i loro avatar saranno presenti durante le fasi di esplorazione, rendendo l’avventura più realistica.

È cambiato inoltre il sistema di forgiatura. Invece che poter usare la Forgia da Campo esclusivamente intorno ai falò, potremo usarla praticamente dove vorremo, perché sarà ridotta ad un oggetto nell’inventario.

L'Eroe a cavallo del suo destriero in cima ad una collina dal verde paesaggio

Infine avremo a disposizione una modalità foto, con la quale potremo spostare e far compiere azioni ai nostri personaggi per riuscire a posare nella maniera migliore.

Ne vale la pena?

Dragon Quest XI S: Echi di un’era perduta – Edizione definitiva è un grande miglioramento ad un gioco già vicino alla perfezione. Nonostante il pesante downgrade grafico dovuto alle scarse performance di Switch il titolo presenta un’infinità di aggiunte.

Tra le numerose aggiunte alla trama, con approfondimenti delle storie dei membri del party, la colonna sonora completamente orchestrata e moltissime altre che non vi abbiamo elencato per evitare di fare troppi spoiler, il titolo si è saputo innovare e dare una ventata di freschezza.

Riteniamo che queste importanti novità e la qualità generale del titolo rendono questo gioco un obbligo all’acquisto nel caso non lo abbiate mai giocato. Nel caso lo abbiate già giocato su altre piattaforme, valutatene l’acquisto comunque per la grande varietà di nuovi contenuti.

DRAGON QUEST XI S: Echi di un'era perduta – Edizione definitiva
Voto
9.3/10

In breve

Nonostante un pesante downgrade a livello grafico rispetto alle versioni di altre piattaforme, Dragon Quest XI S: Echi di un’era perduta – Edizione definitiva risulta un’esperienza superlativa grazie alle numerose opzioni aggiunte a questa versione.

Pro

  • Colonna sonora orchestrale
  • Sistema di combattimento migliorato
  • Approfondimento della storia dei personaggi secondari
  • Menù semplificati

Contro

  • Il downgrade grafico è abbastanza evidente
  • Le battaglie rimangono sempre molto facili
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Giovanni Panoga

Videogiocatore di non troppa vecchia data e appassionato di viaggi mal organizzati. Nel tempo libero lavora.

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