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Tropico 6 – Recensione della versione PlayStation 4

Seguiamo El Presidente nell'ascesa della nazione di Tropico!

Tropico 6, gestionale simulativo dell’omonima serie, è originariamente uscito su PC, ma è da poco disponibile anche su console. Abbiamo avuto il piacere di provare il titolo di Limbic Entertainment nella sua versione per PlayStation 4, e siamo qui per darvi la nostra opinione sul gioco.

Imbarchiamoci quindi per il Mar dei Caraibi, alla scoperta della nazione di Tropico sotto le vesti di El Presidente!

Un gestionale solare

La serie di gestionali Tropico, che è cominciata con il primo capitolo del 2001, ci vede alle prese della nazione di Tropico, un’isola nel Mar dei Caraibi, che dovremo controllare nei panni del suo presidente o dittatore.

Sono stati fatti molti passi in avanti rispetto al passato, a differenza primo capitolo, che comprendeva unicamente il periodo della Guerra Fredda, in Tropico 6 il titolo sarà composto da tutte le epoche comprese fra le conquiste coloniali e i tempi moderni.

Un’altra importante novità rispetto ai precedenti giochi, è il fatto che la nazione non comprenderà una sola isola, ma un intero arcipelago.

Le dimensioni delle varie isole saranno variabili e nella modalità Sandbox saremo noi a deciderle. Potremo quindi decidere, in base alla nostra bravura nel genere di gestire una piccola isola o un enorme arcipelago.

Il titolo presenterà due diverse modalità per godere dell’avventura: la  modalità Sandbox e le missioni.

La prima ci permetterà di gestire in modo quasi completamente libero le nostre risorse e Tropico stessa. Nella seconda invece seguiremo degli episodi della vita di El Presidente,  dovremo quindi completare degli incarchi con isole prestabilite.

Abbiamo apprezzato molto questa divisione della modalità del titolo. Purché le missioni siano indubbiamente molto intriganti e carismatiche, abbiamo trovato il vero valore del titolo nel gestire un’isola completamente da zero.

Per quanto rigurda il gameplay infatti, Tropico 6 riesce ad adattarsi alle esigenze di ogni tipo di videogiocatore, in particolare agli appassionati di gestionali.

Il tuffo nel tempo

Indipendentemente dalla modalità che sceglierete, inizierete il titolo dall’epoca coloniale: il nostro Presidente comincerà infatti la sua scalata del potere dal basso. Sarà inizialmente un semplice governatore di una colonia dell’Impero Britannico.

Fin dall’inizio però avremo diverse mansioni, non sempre facilissime: gestire il commercio dell’isola sarà sicuramente semplice all’inizio, ma l’irregolarità dell’arrivo dei soldi dell’esportazioni ci ha portato diverse volte in rosso.

Saranno anche importanti le pressioni, sia da parte dei Rivoluzionari, che vorranno liberarsi del dominio britannico, che dall’Impero stesso.

Inoltre, in questa era abbiamo trovato molto importante il fatto di avere un tempo di mandato, che, una volta terminato,  chiuderà la nostra partita senza eccezioni, rendendo le prime partite più ardue.

Abbiamo trovato, soprattutto nella fase iniziale, molto utile anche il tutorial del titolo, esplicativo e abbastanza esaustivo, nonostante manchi di alcune spiegazioni avanzate.

Continuando nel titolo, scopriremo le altre ere presenti, che verranno sbloccate con delle speciali missioni. Dall’era coloniale arriveremo infatti alle Guerre Mondiali, poi all’era della Guerra Fredda e ai Tempi Moderni.

Ogni epoca arriverà con le sue caratteristiche e fazioni distintive e sbloccherà nuovi edifici e funzioni avanzate, che ci renderanno più complessa la gestione dell’isola, ma che aggiungeranno ogni volta un’aria di freschezza alla partita.

In particolare, in modalità Sandbox già dalle Guerre Mondiali le mole di aggiunte sarà imponente, tanto da rendere il titolo sempre più intrigante con ogni avanzamento.

Una forte narrativa ironica

Come consuetudine della serie, non mancheranno molte aggiunte stilistiche. Per quanto il titolo tratti di temi pesanti, come la dittatura e la corruzione, lo fa con un tono molto allegro e leggero.

L’ironia non mancherà mai nelle parole delle voci dei vari carismatici personaggi che incontreremo durante il titolo.

Il mondo di gioco ci è infatti sembrato estremamente riuscito, anche grazie all’esperienza accumolata dai capitoli precedenti. Ad esempio, Penultimo, il nostro secondo in comando, riuscirà sempre a strapparci un sorriso con la sua esagerata fedeltà e le sue battute.

El Presidente stesso, per quanto non sia particolarmente presente, ha un’aria molto carismatica intorno a sé, e sarà un’aggiunta alquanto importante al feeling del titolo. Di nota è anche la possibilità di personalizzare sia El Presidente che il suo Palazzo.

Anche molti altri dettagli, come ad esempio le cutscene del gioco, o le schermate di caricamento, hanno attratto il nostro interesse. Ad esempio, abbiamo trovato geniale la scelta di mettere delle curiosità sui dittatori del mondo su quest’ultime.

Estremamente importante è anche il comparto sonoro del titolo, a nostra discrezione fenomenale. Riesce a trasmettere perfettamente l’atmosfera del titolo e tutte le canzoni della colonna sonora sono incredibilmente orecchiabili e in tema.

Le musiche del titolo ci sono rimaste a lungo in mente anche dopo aver finito una partita, quindi riteniamo di doverle promuovere a pieni voti. Abbiamo anche apprezzato molto il doppiaggio italiano, a nostra discrezione molto riuscito.

Riteniamo quindi il mondo di gioco essere, con la sua particolarità stilistica, artistica e di dialoghi, estremamente riuscito e carismatico.

Gestionali su console

Le meccaniche gestionali del titolo non sono minimamente da sottovalutare. Riescono a non sembrare troppo ostiche, lasciando però una forte profondità di gameplay, rendendo il titolo appetibile sia ai novizi che agli esperti.

Tuttavia, è risaputo che i gestionali, titoli pensati e sviluppati per PC, non siano molto adatti ai controlli delle console.

Anche in questo caso, i controlli non ci hanno stupito. Per quanto abbastanza accessibili, li abbiamo trovati per tutto il nostro tempo di gioco estremamente scomodi e fastidiosi da utilizzare.

Non sarà di certo impossibile fare ciò di cui necessitiamo, ma spesso sarà difficile premere delle opzioni o avremo attimi di confusione nel utilizzarli. Li riteniamo quindi sufficenti, ma abbastanza dannosi per l’esperienza, considerando il genere.

La nazione di Tropico dietro i nostri occhiali da sole

Dal punto di vista grafico, abbiamo trovato Tropico 6 godibile alla vista, tuttavia i poligoni, specialmente se visti da vicino, sembreranno davvero datati.

I movimenti dei personaggi nell’isola sembreranno estremamente meccanici e le texture di presoe, veicoli ed edifici ci hanno abbastanza deluso, escluse per le poche cutscene del gioco.

Tuttavia, se da vicino le texture ci sono sembrate di bassa qualità e non degne della qualità del titolo, possiamo invece dire che l’impressione che lascia l’isola vista da lontano è piacevole.

Abbiamo spesso ritrovato gravi bug grafici nel titolo, che sono stati abbastanza fastidiosi.

Nota dolente è anche la lunghezza esagerata dei caricamenti, che spesso duravano anche fino a 2 o 3 minuti solamente per caricare un salvataggio, il che ci è sembrato eccessivo per le performance grafiche del titolo.

Infine, non sono mancati diversi cali di frame, anche notevoli e frequenti in momenti più concitati, con anche qualche crash del titolo.

Dal lato tecnico il titolo è infatti abbastanza ottimizzato male, in particolare sulla console di Sony, cosa che ci ha lasciato abbastanza increduli, considerando quanto poco il titolo effettivamente pesi.

Speriamo però in delle patch per l’ottimizzazione del gioco e la risoluzione di alcuni bug grafici, dato che inficiano abbastanza l’esperienza.

L’avventura di El Presidente a Tropico

Complessivamente il titolo presenta meccaniche ben implementate, un mondo estremamente ben caratterizzato e carismatico e un gameplay accessibile ma complesso nelle fasi più avanzate.

Le modalità di gioco ci sono sembrate davvero ben fatte e interessanti e siamo soddisfatti delle grandi aggiunte nella serie di questo capitolo. Il titolo però soffre di gravi problemi tecnici e grafici, e i controlli della console di Sony ci sono sembrati davvero scomodi.

Il titolo è sicuramente divertemento assicurato, e se ne siete intrigati vi consigliamo caldamente l’acquisto, ma non possiamo fare a meno di pensare che la versione PC sia una scelta migliore.

Tropico 6
Voto
7.5/10

Riassumendo

Tropico 6 ci ha convinto sotto il lato di gameplay e di caratterizzazione. Abbiamo trovato il titolo molto divertente e carismatico, e adatto sia a novizi che a esperti del genere, e abbiamo apprezzato molto la caraterizzazione del mondo di gioco e le scelte stilistiche.

Tuttavia, i problemi tecnici e i controlli veramente scomodi per PlayStation 4, ci fanno considerare questa versione del titolo inferiore alla sua controparte per PC.

Pro

Ottimo gameplay gestionale accessibile ma profondo

Le due modalità del gioco sono entrambe fatte molto bene

Il mondo di gioco e i personaggi sono carismatici

Ottimo comparto sonoro e doppiaggio italiano

Contro

Texture e animazioni datate

Controlli scomodi su console

Pessima ottimizzazione e caricamenti molto lunghi

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Artem Nemchynskyy

Giocatore fin da piccolo, ha sviluppato attrazione per diversi generi videoludici, in particolare titoli provenienti dall'oriente. Adora gli RPG, con una predilezione per il Dark Fantasy e le scelte multiple. Non disdegna niente e cerca sempre di espandere i propri orizzonti.

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