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Outbuddies – Recensione del titolo per PC

Attraverso una città sommersa

Dopo un anno dal suo Kickstarter, Julian Laufer ha rilasciato Outbuddies, un metroidvania che
prova a ricalcare le vecchie glorie del genere, del calibro di Super Metroid e Castelvania Symphony of the Night.

Ma sarà riuscito nel complesso a sfornare un prodotto piacevole? Scopritelo insieme a noi in questa recensione.

 

Le profondità del mare

Ci ritroveremo a Bahlam dopo un naufragio, una città sommersa degli Dei antichi, situata nell’oceano Pacifico meridionale. Il nostro protagonista John si risveglierà nella profondità più totale dell’oceano.

Saremo gravemente feriti e collegati involontariamente a un’unità chiamata “buddy“, essa può controllare
a proprio piacimento l’ambiente circostante usando come varie abilità l’hacking, la scansione degli oggetti e la tenecinesi.

Il nostro protagonista John nella città sommersa

Andremo alla ricerca di risposte, ma presto ci renderemo conto che c’è un pericolo in agguato.

Nel nostro viaggio verremo supportati da un’amichevole tribù di creature minerarie, i Wozan.

Essi temono gli antichi Dei e tentano in qualsiasi modo di tornare in superficie da quando i loro antenati
erano stati ridotti in schiavitù 5000 anni fa.

Pochi di loro sono stati in grado di sfuggire e hanno fondato colonie segrete nelle profondità delle rovine di Bahlam, ma una buona parte ancora sono sfruttati dalle creature ostili che sono giunte dopo la scomparsa degli Antichi Dei.

Un gameplay ostico

Come accennato prima, Outbuddies è ispirato dai vecchi classici, ma nel complesso non riesce a regalare una buona esperienza.

Abbiamo avuto la possibilità di testare il gioco in due modalità: tastiera e controller, peccato che in entrambi i casi controlli risultavano ostici da utilizzare e davvero poco pratici.

Il protagonista John combatte delle creature nemiche

Il gioco si presenta con molti problemi a livello tecnico, a partire dal Wall Jump che spesso risulterà difficile da effettuare a causa di un comparto tecnico scadente.

Anche il sistema di shooting non è stato elaborato nei migliori dei modi, trovandoci spesso ad aver difficoltà a direzionare i nostri colpi.

In generale tutte le meccaniche potevano essere meglio implementate, a partire dai controlli; la semplice navigazione della mappa necessità di una combinazione veramente scomoda di tasti (CTRL+Tasti direzionali) o l’utilizzo del nostro buddy.

Una delle mappe del titolo

I nemici non risulteranno difficili da abbattere, al contrario invece l’intelligenza artificiale alcune volte si dimosterà molto inefficiente e poco reattiva. L’unica vera complicazione che alcune volte ha portati a un game over è sempre stato l’utilizzo dei controlli, poco pratici dal punto di vista di gameplay.

Tirando le somme

Il prodotto creato da Julian Laufer non riesce a far la differenza nel genere dei metroidvania, dimostrandosi solo un tentativo fallito di provare a replicare la nostalgia.

Come se non bastasse il tutto è accompagnato da comandi poco pratici e un’intelligenza artificiale che lascia a desiderare.

Outbuddies
Voto
6.5/10

Riassumendo

Outbuddies si presenta come un platform-metroidvania in 2D, che nella sua semplicità non riesce a ricavarne un gameplay altrettanto immediato.

Il comparto tecnico non è troppo curato, è compensato però da una buona colonna sonora.

Pro

Molti elementi nostalgici del genere

Buona colonna sonora

 

Contro

Comandi poco pratici

Intelligenza artificiale inefficace

Ambienti poco ispirati e poca originalità

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