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Blizzard – Il punto della situazione tra censure e risposte della politica

Tutte le novità sulla polemica che ha scosso la community internazionale dei videogiocatori

Le polemiche contro Blizzard a seguito del ban di Blitzchung dal torneo Grandmasters proseguono, ecco quindi le ultime novità in merito alla vicenda.

Le ultime controversie e polemiche

Una delle ultime controversie arriva dal presunto obbligo imposto al coach della Overwatch League Justin “Jayne” Conroy di cancellare un suo tweet nel quale condannava aspramente le misure prese della compagnia americana, accusandola di censura.

Fortunatamente qualcuno è riuscito a fare uno screenshot al tweet prima che venisse cancellato dal social:

Poche ore prima del tweet di Jayne, il commentatore di Hearthstone Brian Kibler ha annunciato che si sarebbe rifiutato di lavorare con la compagnia per le finali delle competizioni Grandmasters. Sebbene Kibler fosse d’accordo sul fatto che Blitzchung avesse violato le politiche della compagnia, ha affermato che la punizione sembrasse troppo dura per la situazione.

Ha scritto Kibler: “La pesantezza della situazione fa sembrare come se qualcuno abbia insistito nel fare di Blitzchung un esempio, non solo per scoraggiare altri dal fare atti simili in futuro, ma anche per placare quelli sconvolti dallo sfogo stesso. Questo tipo di appagamento non è qualcosa a cui io, in buona coscienza, voglia essere associato“.

Circa 30 dipendenti Blizzard hanno anche organizzato una protesta lo stesso pomeriggio per opporsi alle decisioni prese dalla compagnia.

Alcuni impiegati di Blizzard durante una protesta contro le azioni della compagnia

Le proteste si sono diffuse anche in un torneo universitario di Hearthstone, dove alcuni studenti hanno mostrato un cartello pro-Hong Kong durante lo streaming ufficiale.

Gli studenti non hanno subito alcun tipo di penalizzazione da parte di Blizzard, ma hanno deciso ugualmente di dare forfeit accusando la compagnia di usare due pesi e due misure (affermazione presa da un post su reddit da parte di uno dei tre studenti).

Blizzard sotto i riflettori della politica

La risposta di Blizzard ha anche attirato l’attenzione dei legislatori degli Stati Uniti, incluso il Senatore Repubblicano Marco Rubio e il Senatore Democratico Ron Wyden dall’Oregon. Entrambi i senatori hanno sottinteso che la decisione della Blizzard fosse un atto di censura.

Blizzard è solo l’ultima tra le società Americane ad avere le sue relazioni con la Cina sotto scrutinio. Anche la NBA è coinvolta nella propria controversia che coinvolge Hong Kong e la Cina, dopo che il direttore generale degli Houston Rockets Darryl Morey ha condiviso un tweet a sostegno delle proteste.

Morey in seguito si è scusato e ha cancellato il tweet, ma la situazione ha messo a dura prova le relazioni della lega con la Cina.

Con tutte le proteste in corso e il Blizzcon imminente, è impossibile prevedere che reazione avrà il pubblico nei confronti della software house americana.

Fonte: Business Insider

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