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League of Legends – Riot avverte gli streamer di evitare “elementi delicati” nelle live

Riot non vuole far scoppiare alcuna polemica come Blizzard

Prima dell’inizio dei mondiali di League of Legends, Riot ha chiesto ai giocatori di evitare di discutere di argomenti delicati durante le live streaming.

Tutti i dettagli della dichiarazione

Di seguito la dichiarazione di Jonn Needham, leader del League of Legends eSport:

Serviamo fan di paesi e culture diverse in ogni parte del mondo e crediamo di dover avere la responsabilità di limitare le opinioni personali su questioni delicate (politiche, religiose o di qualsiasi altro tipo). Questi sono argomenti di enorme importanza che richiedono comprensione e ascolto, perciò non dovranno essere motivo di discussione durante le live. I giocatori dovranno astenersi nel parlane.

La nostra decisione è dovuta anche al fatto che abbiamo fan in zone del mondo molto delicate, dove ci sono stati disordini politici e sociali come ad Honk Kong. Faremo del nostro meglio per evitare che nelle nostre piattaforme ufficiali ci siano azioni o dichiarazioni che possano colpire la sensibilità di queste persone.

La dichiarazione di Riot giunge in un momento dove Blizzard sta lottando contro l’opinione pubblica per aver squalificato il Grandmaster di Hearthstone Chung “blitzchung” per aver palesato il suo supporto rispetto agli insorti nella crisi di Hong Kong. 

Da allora Blizzard sta cercando di evitare che i suoi giochi vengano boicottati. Brian Kibler e Nathan “ThatsAdmirable” Zamora si sono ritirati dal loro ruolo di Grandmaster per protestare mentre i cosplayer hanno utilizzato il personaggio di Mei della serie Overwatch come simbolo delle proteste di Honk Kong. Tutto ciò alle porte del BlizzCon 2019.

Tencent, proprietaria di Riot Games,sostiene che Needham non ha sbagliato ad affermare che i problemi che sta affrontando Honk Kong sono incredibilmente complessi e che la percezione che si ha in occidente dell’evento può non allinearsi con quella che si ha in Cina, la qualche fornisce una gran fetta di pubblico alla software House.

League of Legends è molto famoso in Cina, portando il MOBA a diventare uno dei più grandi videogiochi di tutti i tempi.

Cercare di tenere fuori la politica è l’unico modo per una azienda di non incappare nel caos che sta affrontando Blizzard.

Tim Sweeney, CEO di Epic Games, ha dichiarato che i giocatori di Fortnite non saranno puniti se dovessero parlare di politica, ma, viste le gravi conseguenze che sta affrontando la casa Californiana, sarà difficile che mantengano questa posizione.

Riot non ha parlato delle penalità che potrebbero essere imposte ad uno streamer o giocatore qualora dovessero violare la volontà della software house, ma vista la gravità della situazione ci si aspetta punizioni molto dure.

Se volete approfondire la questione Blizzard, vi rimandiamo alla lettura del nostro articolo sulla sospensione del giocatore di Heartstone pro-Honk Kong.

Fonte: PC GAMER

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Federico Procaccino

Cresciuto a pane e nintendo per poi immergermi perdutamente in Halo e nella Xbox. Sono innamorato delle belle storie che ti emozionano e ti lasciano un qualcosa dentro il cuore.

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