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Autonauts – Recensione

Un survival con alcuni elementi che si avvicinano al gestionale

I survival esplorativi sono un genere che in questi anni ha riscosso un enorme successo. Avviato con Minecraft ha subito un ulteriore sviluppo grazie al contributo di titoli del calibro di Starbound e No Man Sky.

Questi estendevano l’idea di base aggiungendo la componete di un pianeta sconosciuto e qualche elemento da gestionale. In particolare Starbound costringeva il giocatore a spostarsi di pianeta in pianeta cosi da raccogliere sempre nuove risorse, utili per se stessi e per la gestione della navicella.

Idea riportata successivamente anche in No Man Sky e nei seguenti due anni estesa all’interno delle nuove espansioni di gioco.

Non che quindi da stupirsi se Denki abbia voluto tentare di proporre con Autonauts una formula con una base molto simile, proponendo al giocatore l’esplorazione di un pianeta e la sua colonizzazione. Saranno riusciti nell’impresa? Scopritelo attraverso la nostra recensione!

Un sistema di gioco molto simile ad altri titoli del genere

Uno screen del gioco

Autonatus ci vede interpretare un’esploratrice inviata su un altro pianeta con il compito renderlo abitabile per gli esseri umani. Una volta avviato il titolo, dopo una breve scena introduttiva ci troveremo sul pianeta e dovremo affrontare delle prime missioni tutorial.

Queste ci introdurranno ai concetti basilari del gathering e del crafting, punti focali di Autonauts. La protagonista dovrà infatti raccogliere le risorse primarie che gli serviranno per creare un tavolino utile a craftare un’ascia da utilizzare per abbattere gli alberi.

Tramite ciò si potrà successivamente operare sul tronco per ottenere delle tavole di legno che se lavorate rilasceranno dei bastoncini. Questi tre elementi insieme alle pietre e alle noci potranno essere utilizzati per creare un robottino che si potrà impostare per velocizzare varie azioni di gioco.

Uno screen del gioco

Nella modalità storia per sbloccare ulteriori oggetti craftabili, ci sarà richiesto il completamento di vari obbiettivi che se portati a termine ci doneranno un nuovo progetto utile per la costruzione di altri strumenti.

Gli oggetti sono veramente tanti, anche se il procedimento di creazione si rivelerà essere molto ripetitivo e simile, infatti molti di questi richiederanno l’utilizzo di risorse sempre uguali.

Il titolo dispone anche di un sistema di agricoltura che risulta solo di contorno e sarà giusto utile per recuperare punti vita quando saremo danneggiati o per nutrire gli animali e gli abitanti. Da questi ultimi andremo poi per estrarre le varie risorse o a delegare la gestione di vari compiti.

Infine parlando dei biomi, Autonatus non presenta molta varietà offrendo solo una zona di montagna,  e una foresta. Oltre la modalità storia  sarà presente anche una modalità creativa e una free dove saranno già sbloccati tutti i progetti di creazione.

Comparto tecnico

Una fattoria di Autonauts

A livello tecnico il titolo non brilla per niente, i comandi risultano piuttosto scomodi in particolare la telecamera che potrà essere spostata solo tramite l’utilizzo dei tasti WASD o tramite la pressione del tasto centrale del mouse, ciò rende il sistema di esplorazione molto snervante e piuttosto lento.

Tale situazione poteva essere risolta tramite la possibilità di spostare la telecamera attraverso il semplice posizionamento del puntatore al bordo dello schermo, caratteristica purtroppo non presente all’interno del titolo. Autonauts è quasi totalmente assente di animazioni proponendo giusto un movimento a saltello fisso.

Le musiche sono una nota positiva, infatti anche se il gioco non ne propone molte, queste risultano molto rilassanti.

Infine a livello grafico riesce a raggiungere giusto la sufficienza.

Concludendo

Autonauts prova a riprendere elementi già proposti in molti altri titoli simili, purtroppo fallisce in ciò su quasi tutta la linea, anche a causa di un game design che risulta parecchio vecchio e all’assenza di comandi indispensabili per qualunque titolo del genere.

Tuttavia se verrà successivamente aggiornato con le giuste aggiunte potrebbe essere interessante riprovarlo. Purtroppo al momento si presenta molto inferiore ad altri esponenti del suo genere.

Riassumendo

Autonaust prova a riproporre una formula già vista in molti altri titoli, purtroppo il titolo fallisce nell’impresa a causa di un sistema tecnico scarno e ad un gameplay che risulta piuttosto vecchio.

Overall
6.5/10
6.5/10

Pros

Tanti strumenti da creare

Sistema a missioni piacevole

Musiche piuttosto rilassanti

Cons

Graficamente a malapena sufficiente

Animazioni praticamente assenti

Comandi scomodi

Dopo poco risulta ripetitivo

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Mario Cofano

Appassionato di cultura Videoludica e animazione, in particolare predilige i giochi di stampo orientale. Apprezza molto quando un titolo dà la giusta importanza sia a gameplay, trama e grafica senza però eccedere troppo in nessuno di essi.

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