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Destiny Connect: Tick-Tock Travelers – Recensione della versione PS4

Un colorato JRPG dall'ambientazione suggestiva

Abbiamo avuto modo di provare Destiny Connect: Tick-Tock Travelers, titolo JRPG di Nippon Ichi.

Fin dai primi trailer ci era apparso molto interessante, grazie al suo stile grafico e all’ambientazione particolare, basata sugli ingranaggi.

Il nostro scopo in questo titolo sarà infatti riparare gli ingranaggi del tempo, seguendo la piccola protagonista Sherry in un’avventura tra passato e presente.

Sarà però riuscito a sorprenderci, pad alla mano? Scopritelo in questa recensione!

Clocknee, una città sospesa nel tempo

Il titolo inizierà presentandoci la nostra piccola e intrepida protagonista Sherry. Ci apparirà subito come una testa calda, arrabbiandosi perché il padre, che non torna a casa da molto tempo a causa del suo lavoro, non è ancora arrivato per festeggiare l’anno nuovo.

Decide quindi di uscire con la madre a guardare i fuochi d’artificio. Proprio quando scocca la mezzanotte però, il tempo a Clocknee, la città dei nostri protagonisti, si ferma.

Gli unici a muoversi saranno la nostra piccola protagonista e pochi altri suoi amici, circondati da moltissime macchine che hanno preso improvvisamente vita.

Questi saranno i nostri primi nemici, che combatteremo con una pistola proveniente dal passato che avremo ritrovato poco prima.

Un gigante gentile di metallo

Sherry e Isaac a Clocknee

Tutta questa fase iniziale ci farà però perdere di vista nostra madre. Per salvarla ritorneremo a casa, dove troveremo, nello studio di nostro padre, un grosso robot.

Il suo nome scopriremo essere Isaac, un automa che ha come unica missione difendere Sherry. Sarà proprio lui l’elemento chiave del gioco, non solo dentro la trama, ma anche nei combattimenti: la sua sconfitta significherà infatti la fine della partita.

Non ci vorrà molto per capire che questo robot potrà essere potenziato in vari modi, e potrà addirittura funzionare da vera e propria macchina del tempo. Isaac ci permetterà quindi di risolvere il mistero della città di Clocknee, viaggiando tra passato, presente e futuro.

Uno stile artistico da favola

Abbiamo apprezzato moltissimo lo stile artistico del titolo. I colori molto vivaci e in generale il comparto grafico cartoonesco utilizzato si adattano perfettamente alle vicende del titolo ed ai diversi personaggi.

Abbiamo inoltre trovato estremamente azzeccato lo stile narrativo della storia di Sherry, di per sé estremamente simile a una favola.

Tutti i personaggi, protagonisti e non, che troveremo all’interno del gioco saranno dotati di un character design semplice ma ineccepibile. In particolare, siamo convinti che i due personaggi principali, Sherry e Isaac, siano estremamente ben riusciti, anche grazie ai loro caratteri e alle loro interazioni.

Sherry a Clocknee dopo che il tempo si è fermato

Allo stesso modo crediamo che le animazioni siano tutto sommato ben riuscite, tuttavia la loro esecuzione apparirà alle volte mal fatta e macchinosa.

I protagonisti ripeteranno gli stessi movimenti più volte e in certe occasioni, ad esempio quando proveranno a girarsi, mancheranno di animazioni dedicate, fattore in netto contrasto con la già citata ottima qualità grafica.

Vi sono inoltre moltissime scene animate nel titolo eseguite anche abbastanza bene, che saranno però intaccate dai difetti delle animazioni già accennati in precedenza e dal fatto che manchino completamente di effetti sonori o di un doppiaggio di qualsiasi tipo.

Un gameplay da JRPG classico con alcune aggiunte

Il titolo si presenta da subito come un classico JRPG. Per quanto però il gameplay di per se non sia nulla di particolarmente originale, aggiunge alla classica formula del genere diversi particolari interessanti.

I personaggi potranno combattere i nemici in un party di 3, in cui Isaac sarà sempre presente, e usare attacchi, strumenti e skill. Le skill useranno Skill Points, mostrati in una barra vicina a quella della salute. L’esaurimento di quest’ultima porterà alla sconfitta del personaggio per il resto della battaglia.

Saranno ovviamente anche presenti cure, buff e debuff, come molti altri giochi di ruolo di questo tipo.

Isaac in un combattimento JRPG a turni

L’elemento più particolare del titolo sarà invece Isaac. Essendo una macchina, potrà essere potenziato in diversi modi tramite un piccolo albero delle abilità.

Installando degli ingranaggi, comprabili grazie a pezzi di metallo che riceveremo dai nemici, sbloccheremo le varie caratteristiche e skill di Isaac.

Collezionando molti oggetti, riusciremo a potenziarlo e quindi a farlo combattere sempre più efficacemente, passando da ingranaggi di bronzo a ingranaggi d’argento o d’oro.

Inoltre, Isaac potrà anche cambiare forma, aggiungendo ulteriori mappe di potenziamenti e nuove skill. Le diverse forme potranno esser cambiate a nostra discrezione durante la battaglia, modificando completamente anche la classe del robot (potendolo quindi trasformare, per esempio, da un tank a un healer).

Il mondo di Clocknee da vicino

L’esplorazione del mondo ci è parsa abbastanza buona, tuttavia le mappe saranno molto semplici e lineari, così come il modo in cui sono disposti i nemici.

Ci ha lasciato un po’ l’amaro in bocca il fatto che i modelli che rappresentano gli incontri casuali con i nemici nell’overworld manchino di varietà, riproponendo quei pochi che ci sono (circa 5) per tutto il gioco.

Sherry dentro un edificio di Clocknee

La città di Clocknee ha però un design estremamente lodevole. Per quanto l’ispirazione sia chiaramente derivata dall’immaginario Steampunk, vi appaiono molti elementi particolari che le donano un design a metà tra il moderno e l’antico, rendendola molto ispirata.

Abbiamo apprezzato anche l’uso della telecamera, che si può modificare tra lontana, vicina e molto vicina con il tasto R2, e altre piccole aggiunte, come ad esempio l’icona dei nostri passi sulla mappa.

Per quanto riguarda la difficoltà, il titolo risulta esser altalenante. Da un lato sarà molto facile livellare e i nemici in generale saranno perfettamente approcciabili, dall’altro però riteniamo che i boss siano fin troppo potenti, creando uno squilibrio eccessivo.

Completarlo rimane comunque un’esperienza più che fattibile, specialmente se lo confrontiamo ad altri esponenti del genere, ma abbiamo trovato questo bilanciamento mal eseguito abbastanza dannoso per l’esperienza.

In conclusione

Destiny Connect: Tick-Tock Travelers è un titolo dalla narrativa da “favola“, quasi infantile, con una storia e un’ambientazione interessanti e con molti personaggi e nemici dal character design ispirato.

Presenta però evidenti limiti tenici ed a volte abbiamo anche riscontrato alcuni bug grafici di nota. Lamentiamo anche un bilanciamento mal eseguito, ed è un peccato che non ci siano sottotitoli in italiano, rendendolo quindi godibile da molte meno persone, tra cui un possibile target del titolo: i bambini.

Gli elementi JRPG del titolo sono abbastanza ben realizzati e Isaac aggiunge un tocco di originalità che permette al titolo di distinguersi da altri giochi simili. Graficamente e concettualmente è molto interessante ed è in generale realizzato molto bene.

Non è particolarmente complesso nel contesto del suo genere, quindi lo consigliamo anche se non ne siete esperti, tuttavia non è il massimo se non vi interessano le vicende trattate o il loro particolare stile.

Destiny Connect: Tick-Tock Travelers

Riassumendo

Il titolo è in generale molto ispirato. Lo stile grafico ed artistico del gioco, insieme al design di personaggi e nemici è molto interessante, inoltre il gameplay, per quanto classico, riesce a distinguersi da altri titoli del genere.

Molto gravi sono però le evidenti limitazioni teniche e i problemi di bilanciamento dei nemici. Lo consigliamo assolutamente a chi è interessato ad una storia con ambientazioni e personaggi fiabeschi.

Overall
7.5/10
7.5/10

Pros

  • Personaggi, nemici e ambientazione ispirati
  • Stile artistico molto godevole
  • Combattimenti classici ma con aggiunte originali

Cons

  • Limitazioni grafiche in alcuni casi eccessive
  • Pessimo bilanciamento
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Artem Nemchynskyy

Giocatore fin da piccolo, ha sviluppato attrazione per diversi generi videoludici, in particolare titoli provenienti dall'oriente. Adora gli RPG, con una predilezione per il Dark Fantasy e le scelte multiple. Non disdegna niente e cerca sempre di espandere i propri orizzonti.

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