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Dusk Diver – Recensione del nuovo action di PQube

Il progetto dei ragazzi di Taiwan finalmente sbarca su console

Dusk Diver, il progetto di JFI Games e Jera, ha fatto il suo debutto diversi mesi fa come Early Access in esclusiva su Steam.

Il primo impatto avuto con essa è stata la sensazione di ritrovarsi davanti a un prodotto che prende spunto da diverse produzioni famose, prettamente nipponiche.

Questa impressione è particolarmente esaltata da un comparto grafico che strizza l’occhio all’animazione giapponese, proponendo in certi frangenti dei dialoghi strutturati quasi come in una visual novel.

Abbiamo avuto modo di mettere le mani sul titolo definitivo, in questo caso però su PlayStation 4, dato che l’uscita di questa versione è ormai imminente (25 Ottobre in Europa e 29 Ottobre in Nord America).

Sarà riuscito PQube a convincerci con il suo nuovo prodotto? Scopritelo nella nostra recensione.

Una narrazione stereotipata ma piacevole

La componente narrativa gira attorno a una studentessa delle scuole superiori chiamata Yang Yumo, che si ritroverà coinvolta in un bizzarro incidente.

Durante una normale giornata d’estate, la nostra protagonista si vedrà teletrasportata insieme alla propria amica in una dimensione separata da quella del distretto di Ximending.

Scopriremo quindi che il mondo è diviso in due parti: Ximending e la parte specchiata chiamata Youshanding. Durante questo cambio di dimensione, la nostra più cara amica viene coinvolta in un incidente, dal quale ne uscirà quasi indenne grazie all’aiuto di un gangster nonché entità spiritica chiamata Leo.

Per saldare il debito verso Leo e il suo capo, Yang Yumo dovrà aiutare il bizzarro gruppo a sconfiggere tutti i demoni che infestano la città, trovandosi poi coinvolta in una storia leggermente più “espansa” del solito cliché nipponico.

Sicuramente la trama non vanta una grande sceneggiatura o i migliori plot twist al quale si può sperare, ma si riesce a difendere grazie a una narrazione piacevole da seguire, nonostante le prime ore di gioco siano molto lente e introduttive.

Vogliamo spezzare inoltre una lancia a favore dei personaggi: la maggior parte sono ben caratterizzati, ma una nota di merito va alla protagonista che è sempre sul pezzo con un lato carismatico che riesce quasi da sola a invogliare il videogiocatore a continuare l’avventura di Dusk Diver.

Noi abbiamo impiegato intorno alle dieci ore per portare a termine le missioni principali del titolo, anche se intorno a metà gioco è possibile avvertire una certa ripetitività di fondo abbastanza tediosa.

Dei combattimenti in stile Musou

Alla base il gameplay fa affidamento al genere dei Musou, dato che ci troveremo spesso a combattere un gran numero di nemici su schermo e saremo costretti a sconfiggerli tutti per poter poi passare all’area successiva.

Vi abbiamo parlato prima di alcune entità speciali nonché Dei come Leo. All’interno degli scontri potremo utilizzarle per aggiungere forza di combattimento in più, dato che i nostri alleati interverranno in prima persona durante i combattimenti.

E’ presente anche una barra dedicata alle mosse speciali, la quale, raggiunte minimo le 3 tacche, ci permetterà di sferrare una mossa speciale premendo il tasto cerchio.

Altra particolare dote della nostra protagonista è l’abilità di trasformarsi, ma per farlo dovrà prima riempire l’apposita barra indicata dai capelli nell’hud principale (accanto all’energia).

Utilizzata la trasformazione, avremo a disposizione un’immenso potere da sfruttare contro i nemici.

Poca varietà

Ogni missione ci richiederà di avere un quantitativo specifico di oggetti raccolti, caratterizzati da dei cubetti viola. Questi si trovano sia sparsi per la mappa di gioco che all’interno delle missioni.

Le missioni principali si svolgono tutte nella dimensione parallela della città, dove saremo chiamati ad affrontare orde di nemici e risolvere dei puzzle ambientali piuttosto semplici.

Ci saremmo aspettati un livello di sfida maggiore, specialmente contro i boss.

Questi ultimi in particolare si sono rivelati abbastanza deludenti, dato che, una volta capita la tattica da effettuare, possono essere sconfitti in pochi minuti.

La modalità esplorazione della città ricorda molto lo stile di Yakuza, dato che avremo la possibilità di visitare i negozi oppure mangiare nei vari shop presenti per strada. Ad un certo punto del gioco, sarà possibile personalizzare anche i vestiti dei nostri personaggi.

Un design altalenante

Purtroppo il design generale risulta esser banale e poco accattivante, nonostante i personaggi siano tutti esteticamente ben progettati.

Le mappe sono quasi sempre vuote e poco ispirate, risultando a lungo andare, soprattutto verso la metà del gioco, parecchio ripetitive.

Abbiamo però gradito il doppiaggio Giapponese, ben interpretato e quasi sempre coerente con il personaggio. Anche le musiche non sono da meno, nonostante le tracce epiche si contino sulla punta delle dita.

Commento Finale

Nel complesso abbiamo avuto modo di apprezzato il nuovo esperimento del team di Taiwan, soprattutto grazie all’ottima caratterizzazione dei personaggi ed al gameplay estremamente accattivante.

È indubbio però che il titolo soffra di innumerevoli problemi tecnici, abbia un comparto narrativo deludente e le sue mappe siano poco curate e ripetitive.

Consigliamo quindi il prodotto solo a chi è alla ricerca di un titolo senza troppe pretese che duri una decina di ore.

Dusk Diver

Riassumendo

Dusk Diver è un titolo mezzo acerbo, che propone sul piatto un gameplay accattivante ma accompagnato da una serie di missioni ripetitive. Consigliamo l’acquisto solo a chi è alla ricerca di un videogioco senza troppe pretese.

Overall
7/10
7/10

Pros

  • Personaggi ben caratterizzati
  • Design dei protagonisti ottimo
  • Doppiaggio giapponese di buona fattura
  • Gameplay divertente simil-musou

Cons

  • Poca varietà nelle missioni
  • Ambientazioni spesso vuote e poco ispirate
  • Livello di sfida fin troppo basso
  • Verso metà gioco le missioni diventano eccessivamente ripetitive
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Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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