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The Outer Worlds – Recensione della versione PlayStation 4

Dalle ceneri dei Fallout originali

Abbiamo avuto modo di provare il nuovo RPG di Obsidian Entertainment, The Outer Worlds, creato dagli ideatori originali della serie Fallout.

Fin dall’inizio il titolo si era presentato come una dichiarazione di guerra da parte di Obsidian a Bethesda. Il suo annuncio infatti, arrivato a sorpresa subito dopo la cocente delusione di Fallout 76, ha colto alla sprovvista ed entusiasmato moltissimi dei vecchi fan della famosa serie post apocalittica.

Sarà però riuscito a mantenere le grosse aspettative create nel corso di questa campagna marketing? Scopritelo in questa recensione!

Uno studio promessa

Lo studio dietro questo nuovo titolo RPG, Obsidian Entertainment

Obsidian Entertainment, studio nato dalle ceneri della vecchia Black Isle Studios e autori dei primi due Fallout, è sempre stato idolatrato dalla propria nicchia di fan.

In quanto esperti di RPG, anche e soprattutto grazie al successo tra critica e pubblico di Planescape Torment, si sono occupati di molti progetti minori, la maggior parte dei quali è sempre andata a buon fine.

Tuttavia, essendo uno studio mediamente piccolo, dopo il fallimento della casa originale il team non ha avuto modo di sviluppare titoli di grossa portata mediatica.

Questo fino a quando Bethesda stessa (detentrice dei diritti di Fallout), che proprio in quel periodo aveva fatto rinascere il brand con il suo terzo capitolo, li contattò.

Ed è così che fu creato uno spin-off della serie, chiamato Fallout New Vegas. Quest’ultimo fu estremamente apprezzato da una nicchia di pubblico, grazie soprattutto all’ottimo comparto ruolistico.

Dopo questa collaborazione, Obsidian non ha più ripreso in mano il brand, il quale invece, nelle mani di Bethesda, è diventato sempre più stantio, prima con Fallout 4 e poi con il completo flop di Fallout 76.

L’annuncio miracoloso di The Outer Worlds

E’ proprio in questo clima che fu annunciato The Outer Worlds. Fin dall’inizio erano molti i riferimenti al brand di Fallout e parve che l’intento di Obsidian fosse proprio quello di dichiarare guerra a Bethesda.

Il trailer recitava infatti in modo forte le parole “Dai creatori originali di Fallout e Fallout New Vegas“. Volevano finalmente tornare a ricoprire un ruolo centrale nel genere, e lo volevano fare creando un nuovo universo entusiasmante, ispirato e soprattutto originale.

L’annuncio, neanche a dirlo, ha da subito attirato a sé tutta l’attenzione del pubblico che aveva apprezzato Fallout e ne era rimasto deluso.

Con alle spalle la produzione di Private Division, Obsidian ha quindi creato il titolo originale che possiamo da poco vedere sugli scaffali dei negozi, The Outer Worlds.

Un futuro dominato dalla moneta

Il dottore che ha risvegliato il protagonista se ne preoccupa

In questa nuova avventura,, ci risveglieremo nelle vesti di un colono spaziale, liberato dalla propria cella criogenica nella quale dormiva da decenni.

A farci rinvenire sarà il dottor Phineas Welles, uno scienziato pazzo il cui interesse principale sarà salvare la colonia nella quale ci troveremo: Alcione.

Il piano di Welles sarà quello di risvegliare tutto l’equipaggio della nave Speranza, di cui siamo membri, per salvare la colonia dall’autodistruzione.

Alcione è infatti afflitta da un grave problema: le classi più agiate, che controllano tutto il sistema solare grazie a enormi corporazioni e aziende, non si curano minimamente dei più poveri ed esagerano in tutte le loro spese, portando tutto il sistema sempre più vicino al collasso.

Come avrete capito, questo mondo è completamente basato sulla moneta, sulla burocrazia e sul capitalismo. Dovremo districarci tra queste particolarità e molte fazioni, alleanze e intrighi per riuscire a salvare tutta la colonia.

Una nave… “Inaffidabile”

La nave "Inaffidabile"

In questa ambientazione ispirata ma spietata ci saremo noi, un colono risvegliato, a bordo della nave “Inaffidabile“, il cui precedente capitano abbiamo sciaguratamente schiacciato mentre atterravamo sul pianeta Terrarium 2.

Abbiamo trovato l’ambientazione molto intrigante e con diversi spunti interessanti, complici anche le ottime missioni principali e secondarie, le quali risulteranno sin da subito essere molto variegate e divertenti da completare, come quelle già viste in New Vegas.

La monotonia non sarà mai presente ad Alcione, e solo parlando con le persone della colonia ci ritroveremo in men che non si dica con un sacco di cose da fare.

Di contro, ci ha un po’ stupito la mancanza di un maggior approfondimento riguardo le fazioni delle aziende principali, ma questo fattore è stato bilanciato dagli ottimi personaggi principali e secondari.

Sia dal punto di vista del character design che del loro sviluppo siamo rimasti estremamente soddisfatti, in quanto abbiamo trovato quasi tutti i personaggi molto ispirati e ben fatti.

Tra di loro, brillano in particolar modo i personaggi che si uniranno alla nostra ciurma.

Un equipaggio degno del suo Capitano

La nostra prima compagna, Parvati da Lungacqua

I compagni di squadra che potremo reclutare nel corso della nostra avventura saranno presenti in minor quantità rispetto ad altri titoli RPG (saranno infatti solo 6), ma li abbiamo trovati molto ben fatti e gestiti.

Siamo rimasti spesso folgorati dalla quantità di interazioni che essi avranno, sia con gli altri membri del gruppo che con i vari personaggi del gioco.

In particolare, abbiamo apprezzato il loro ottimo doppiaggio inglese, ricchissimo di dialoghi, e il percorso evolutivo che avranno durante la storia, anche grazie alle cosiddette “missioni fedeltà“.

Lo sviluppo dei nostri alleati sarà così drastico durante gli eventi di gioco che spesso e volentieri non cambieranno solo di aspetto, ma assumeranno anche atteggiamenti completamente differenti rispetto a quanto hanno fatto sino a quel momento.

Questo vale anche per molti degli altri personaggi secondari, che a seguito di una quest, un evento o una nostra scelta, potrebbero cambiare radicalmente atteggiamento nei nostri confronti, facendoci percepire il peso delle nostre decisioni.

Un vero gioco di ruolo

Il nostro protagonista mentre esplora la città di Baia Stellare

Le scelte che il nostro personaggio potrà prendere nel titolo saranno molte e particolarmente sfaccettate.

Non saranno mai giuste o unilaterali, ma avranno diverse sfumature: ogni scelta che può sembrare giusta avrà sempre delle controindicazioni negative, e le conseguenze delle nostre azioni ci piomberanno addosso continuamente nel corso dell’avventura.

Abbiamo anche apprezzato molto le linee di dialogo del protagonista, che ci permetteranno di condurre una discussione in modo naturale e favoriranno, in questo modo, la nostra immedesimazione, anche grazie all’assenza di voce ed alla prima persona fissa.

Sono ben gestiti anche i valori attribuiti alle varie statistiche. Nel caso decidiate, come noi, di intraprendere la vostra avventura basandovi sulla comunicazione, sarà chiaro che riuscirete ad avere quasi sempre ciò che volete grazie alle vostre capacità oratorie durante i dialoghi.

Ma non per questo le mancanze negli altri campi non si faranno sentire: ad esempio, se parleremo con uno scienziato sarà necessario avere abilità specifiche come terreno comune e lo stesso varrà con ingegneri o medici.

Unico rammarico in merito per quanto ci riguarda è che, pur avendo il titolo un editor dei personaggi estremamente ben costruito e variegato, non avremo mai occasione di dare un’occhiata alla nostra creazione nel mondo di gioco a causa della quasi costante visuale in prima persona.

Un mondo alieno

Il menù dell'equipaggiamento del nostro capitano

Lo scopo del nostro capitano sarà quello di esplorare una terra aliena e sconosciuta, dominata da una parte dagli uomini con alcuni avamposti, mentre dall’altra è completamente in preda ad animali e ai predoni.

Per sopravvivere dovremo utilizzare delle armi (potremo tenerne 4 contemporaneamente).

Queste potranno essere armi da mischia, pistole e fucili, e sono suddivise in 3 macro categorie: armi leggere, armi pesanti e ad energia.

Inoltre il capitano potrà anche utilizzare delle armi speciali, chiamate “Scientifiche“. Queste avranno effetti speciali, ma non sempre saranno più efficaci di quelle convenzionali.

Ad esempio, una di queste, inventata dal dottor Welles, rimpicciolirà i nemici ma presenterà un danno ridotto.

Abbiamo trovato la varietà di scelta delle armi Scientifiche veramente ottima per la longevità del titolo, già estesa dalle numerose missioni secondarie.

Il pianeta alieno Terrarium 2

Nel caso decidiate di dedicarvi esclusivamente alla trama principale, la lunghezza del titolo si attesterà circa sulle venti ore, anche se, grazie all’ottima quantità di missioni secondarie presenti, l’esperienza di gioco si allungherà sicuramente.

Le attività secondarie saranno moltissime, varie e e potranno essere completate in molti modi diversi, fattore che contribuisce ad aumentare ulteriormente la rigiocabilità del titolo.

Per quanto riguarda il Gun-Play, lo abbiamo trovato in generale ben fatto e ottimamente strutturato. Sia il sistema di modifiche alle armi che le fasi di shooting adempiono appieno al loro dovere, risultando divertenti ed entusiasmanti.

In viaggio nella colonia

Il nostro capitano affronta degli alieni chiamati Canidi

Oltre ad un overworld poco ispirato, che avrà solo alcuni punti di interesse disseminati per la mappa, abbiamo trovato anche abbastanza poco ispirate le truppe nemiche.

In particolare, i tipi di nemici che ci troveremo davanti saranno Predoni molto generici e dimenticabili, alieni e truppe corporative.

Tra i tre abbiamo trovato che gli animali alieni fossero quelli con il design più affascinante e più interessanti da combattere. Ad esempio i Raptidon si divideranno in 5 o 6 sotto-categorie, tutte con diverse particolarità.

Predoni e truppe corporative saranno invece dei nemici estremamente inferiori anche alle molto più carismatiche truppe della Legione di Ceasar di New Vegas.

Questo difetto è acuito anche dal fatto che ci troveremo a dover affrontare nemici molto più spesso che in altri titoli del genere, rendendo il tutto molto più evidente

A compensare questa mancanza dal punto di vista del design dei nemici saranno le veloci ed entusiasmanti sessioni di shooting, che saranno interrotte solo dalla capacità del Capitano di rallentare il tempo.

Abbiamo trovato la dilatazione del tempo un’ottima alternativa al sistema SPAV dei titoli Fallout, in quanto velocizza molto di più il ritmo del titolo (essendo a tempo) e premia una buona mira (non venendo essa influenzata da statistiche).

Inoltre, se durante la dilatazione temporale riusciremo a colpire gli occhi di un nemico, questo verrà accecato, azzoppato se colpito alle gambe e via discorrendo.

Dalle ceneri di Fallout

Il nostro protagonista davanti ad una ricca città di Terrarium 2

Questo titolo presenta molti degli elementi caratteristici dei capitoli della serie di Fallout. Ad esempio il sistema di karma, che ci penalizzerà se verremo scoperti a rubare.

Ne riprende inoltre la vena satirica dei primi capitoli, insieme a certi elementi del paesaggio e concetti: ad esempio, il Consiglio di The Outer Worlds ci ha spesso ricordato l’Enclave di Fallout 3.

Ha però migliorato molti degli aspetti che mancavano ai titoli di Bethesda, come i già accennati in precedenza personaggi, che risultano essere molto più interessanti in questo titolo rispetto anche a Fallout New Vegas.

Il lato RPG è stato spogliato di alcuni aspetti secondari, ma è stato decisamente gestito meglio, complice il fatto che è stato curato da mani che da anni hanno a che fare con titoli basati sulle statistiche.

Le strade di una delle città di Terrarium 2

Molto peggio gestito è stato invece il cosiddetto sistema di “difetti” su cui si era puntato abbastanza nella campagna marketing.

Questo sarà dovuto al fatto che i cosiddetti punti “vantaggio” del titolo, che ci verranno consegnati in cambio della perdita delle statistiche dopo che subiremo molte volte danni in qualche modo particolare, saranno davvero poco utili e generici.

Abbiamo infatti quasi sempre preferito conservare le nostre statistiche piuttosto che ottenere i questi punti, risultando spesso inferiore anche alle caratteristiche stesse di Fallout, le quali avevano effetti molto meglio implementati e interessanti.

Anche i consumabili sono un punto dolente del gioco, poiché hanno tutti effetti molto simili tra loro e li abbiamo trovati, in generale, molto meno utili dell’Adreno (l’equivalente di uno Stimpak).

Un nuovo inizio per Obsidian

Lo stile artistico del titolo è estremamente differente ma godibile rispetto a quello di Fallout, basandosi su alcuni colori estremamente luminosi e sul loro contrasto, rendendolo accattivante nonostante nel complesso non ci si trovi davanti a un comparto grafico così rivoluzionario.

Un fattore di cui abbiamo sentito la mancanza rispetto alla saga post apocalittica è un ottimo comparto sonoro, nonostante alcune buone tracce siano sicuramente presenti.

Riteniamo anche un peccato la mancanza di una radio nel titolo, che sarebbe stata ottima nel contesto generale.

La radio è infatti un sistema d’informazione di massa, e sarebbe stata ottima per mandare in onda i vari spot pubblicitari o simili per rimarcare la nostra presenza in un sistema capitalista esasperato.

Altri paesaggi di Terrarium 2

Tecnicamente il titolo è chiaramente un AA, tuttavia varie scelte stilistiche, insieme a scelte grafiche particolari, lo rendono comunque estremamente godibile alla vista.

Non sarà però esente da alcuni bugdifetti grafici, oltre che alcuni fastidiosi problemi tecnici. Nella versione PlayStation 4, in particolare, abbiamo trovato gravissimi problemi per quanto riguarda la durata dei caricamenti, i quali sono arrivati alle volte anche a 3 minuti.

Questo sarà ancora più grave considerando che gli autosalvataggi, in caso vi dimenticaste di salvare, saranno eseguiti prima che entriate in una nuova area. Questo vuol dire che dovrete terminare un primo lungo caricamento, solo per iniziarne un altro pochi secondi dopo.

Oltre a questi difetti minori non abbiamo però riscontrato molti altri problemi nel lato tecnico. E’ da menzionare però la presenza di alcuni muri invisibili che ci impediranno ogni tipo, anche minimo, di scalata.

Infine, dobbiamo segnalare una certa frettolosità in alcuni dei passaggi finali, forse eccessivamente semplificati rispetto al resto del gioco.

In conclusione

Le vie di una città di Terrarium 2

The Outer Worlds riesce quindi ad essere un gioco di ruolo con una forte anima propria e di ottima qualità nonostante alcuni problemi tecnici e di caratterizzazione di luoghi e nemici.

Riesce però a rispettare tutte le aspettative e ad essere un’ottima alternativa al brand di Fallout, oltre che esserne un successore spirituale, soprattutto per quanto riguarda temi e metodi narrativi.

Lo consigliamo quindi a chi cerca un’esperienza quanto più simile a Fallout 3 e New Vegas e, in generale, a tutti coloro che sono interessati ad un’ottima esperienza ruolistica in un contesto fantascientifico con tematiche sociali moderne.

The Outer Worlds
Overall
8.5/10

Riassumendo

The Outer Worlds riesce a seguire le orme di Fallout mantenendo una propria identità e proponendo ottime ambientazioni, personaggi e metodi narrativi. Il tutto condito con un sistema ruolistico ben gestito e affinato e delle fasi shooting estremamente divertenti.

Obsidian è riuscita nell’intento di ritagliarsi una propria fetta nel mercato, andando a colmare il vuoto lasciato dalla sparizione dei classici Fallout.

Pros

  • Ottimo comparto ruolistico
  • Personaggi ispirati e profondi
  • Ambientazione eccellente
  • Godibile alla vista

Cons

  • Limiti tecnici e bug grafici
  • Caricamenti estremamente lunghi
  • Alcune mancanze nella caratterizzazione di nemici e ambiente
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Artem Nemchynskyy

Giocatore fin da piccolo, ha sviluppato attrazione per diversi generi videoludici, in particolare titoli provenienti dall'oriente. Adora gli RPG, con una predilezione per il Dark Fantasy e le scelte multiple. Non disdegna niente e cerca sempre di espandere i propri orizzonti.

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