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Close to the Sun – Recensione della versione per Nintendo Switch

Un nuovo sguardo al titolo di Storm in a Teacup

Abbiamo recentemente avuto modo di provare la versione per Nintendo Switch di Close to the Sun, un horror dalle tinte fantascientifiche ideato dal team tutto italiano Storm in a Teacup.

Avevamo precedentemente avuto modo di dare un’occhiata alla versione per PC, ma eravamo comunque curiosi di vedere i risultati di questo ambizioso porting su console Nintendo.

Sarà riuscita Storm in a Teacup a riproporre fedelmente la loro opera in questa nuova versione? Scopritelo in questa nuova recensione!

Qualcosa non va a bordo della Helios

Partiamo subito col dire che questo porting non aggiunge nulla di inedito al gioco, per cui trama, ambientazioni e gameplay saranno sostanzialmente invariati rispetto alla versione per PC.

Sin da subito ci ritroveremo a vestire i panni di Rose Archer, una giornalista, la quale viene convocata tramite una lettera dalla sorella Ada sulla gigantesca nave di per la ricerca scientifica di Nikola Tesla, la cosiddetta Helios.

Appena approdati sulla Helios, però, ci renderemo conto che qualcosa non va: nessuno verrà ad accoglierci al nostro arrivo, molte luci sono spente o vanno ad intermittenza, l’intera zona sembra messa sottosopra e la porta d’entrata è ricoperta dalla scritta insanguinata “Quarantena“.

Screenshot della versione Nintendo Switch di Close to the Sun (5)

Ci basterà entrare per poco tempo e riusciremo finalmente a contattare nuovamente nostra sorella, la quale però ci accoglierà con una rivelazione macabra: lei non ha mai inviato nessuna lettera a Rose

Quando Bioshock non basta

Le ambientazioni, in generale, prendono moltissima ispirazione dal capolavoro di 2K Games.

Ci ritroveremo, infatti, in un contesto prettamente steampunk, nel quale il famoso scienziato Nikola Tesla e le sue invenzioni hanno irrimediabilmente cambiato l’umanità.

La Helios stessa è un simbolo di questo elevatissimo stato tecnologico: una nave gigantesca, elegante ed opulenta, con tinte dorate presenti in ogni dove.

Screenshot della versione Nintendo Switch di Close to the Sun (7)

In contrasto a ciò, l’oscurità onnipresente al suo interno, gli strani rumori che sentiremo e i dettagli macabri come le scritte di sangue e i cadaveri, tutti fattori che contribuiranno a creare un sentimento di tensione nei confronti del giocatore.

Tutto ciò contribuirebbe a creare un’atmosfera con i fiocchi, se non fosse per dei problemi abbastanza gravi legati al comparto tecnico di cui discuteremo più avanti.

Il gameplay tra una fase esplorativa e l’altra

L’intero titolo fa affidamento alle capacità investigative di Rose, proponendo un gameplay a la “walking simulator” senza troppe pretese.

Durante tutto il gioco ci ritroveremo ad esplorare grandi sezioni della Helios, sia per risolvere i diversi enigmi che ci permetteranno di proseguire, sia per trovare documenti, foto, articoli di giornali ecc. che ci permetteranno di far luce sull’interessante ambientazione del titolo.

Screenshot della versione Nintendo Switch di Close to the Sun (8)

Queste fasi le abbiamo trovate semplici ma adatte al tipo di narrazione, venendo intervallati da momenti di tensione e veri e propri jump scare che contribuiranno a mantenerci sempre vigili durante ogni fase di gameplay.

Sulla stessa lunghezza d’onda, troviamo che anche il comparto audio sia estremamente piacevole, con un doppiaggio inglese decisamente all’altezza delle aspettative.

Un lato tecnico estremamente problematico

In generale, dal punto di vista tecnico, la versione PC riusciva a supportare abbastanza bene il titolo, per quanto le animazioni fossero estremamente legnose ed alcune texture non fossero all’altezza.

Lo stesso, purtroppo, non si può dire per questa versione.

È più che comprensibile che un titolo Switch debba subire dei sacrifici in ambito tecnico rispetto ad altre piattaforme, visto e considerato che stiamo parlando di un hardware inferiore, ma in questo caso ci troviamo di fronte a limitazioni tecniche talmente pronunciate da rovinare completamente l’atmosfera di gioco.

In particolare, il gioco sarà afflitto costantemente da caricamenti delle texture molto lenti, una sfocatura estremamente pronunciata e dei continui effetti di pop-up, evidenti sin da quando metteremo piede per la prima volta sulla Helios.

Di seguito potete trovare qualche esempio:

Screenshot della versione Nintendo Switch di Close to the Sun (6)

Pure le icone, per qualche motivo, saranno in una risoluzione estremamente bassa, rendendole difficili da identificare in alcuni casi.

E a concludere il tutto anche il frame rate, in certi casi, si è dimostrato traballante, mantenendosi al di sotto dei 30 fps.

In conclusione

Close to the Sun non è di certo un gioco rivoluzionario per il genere, ma fa il suo dovere, riuscendo a creare un’ambientazione interessante, un’atmosfera funzionale e una trama coinvolgente al punto giusto.

In generale, lo consigliamo per tutti coloro che vogliono provare un’esperienza horror senza troppe pretese di gameplay in un ambiente steampunk simile a Bioshock.

Considerati però i pesantissimi problemi tecnici che affliggono questo porting, ne sconsigliamo fortemente l’acquisto su Nintendo Switch, suggerendo di optare se possibile per la meglio riuscita versione per PC.

Close to the Sun

Riassumendo

Close to the Sun non è di per sé un gioco mal fatto, anzi, è evidente la passione e l’impegno che gli sviluppatori hanno messo nella creazione di un’ambientazione steampunk interessante e nello sviluppo di una trama interessante.

Visti però i gravi problemi che affliggono il porting per Switch, lo sconsigliamo caldamente in favore della versione per PC decisamente meglio riuscita.

Overall
5.5/10
5.5/10

Pros

  • Ambientazione coinvolgente e ben curata
  • Trama interessante
  • Comparto sonoro estremamente funzionale

Cons

  • Atmosfera rovinata dalle limitazioni tecniche
  • Costanti problemi di pop-up e di caricamento delle texture
  • Frame rate tutt’altro che stabile
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Simone Chincarini

Anche se non può dire di esser stato videogiocatore da quando era bambino, può comunque vantarsi di avere una buona conoscenza del settore e di varie saghe storiche e/o molto famose, come i Souls e gli Halo. Quando non gioca, ascolta metal, guarda serie tv e prova a laurearsi.

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