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Song of Horror – La recensione dei primi due episodi

Un nuovo progetto horror con uno sguardo al passato

Song of Horror è un nuovo progetto a episodi che sta venendo sviluppato dai ragazzi di Protocol Games.

Il titolo, incentrato su un gameplay da survival horror in terza persona e caratterizzato da una struttura episodica, è sicuramente ambizioso e ricco di potenziale. Difatti fin dalle prime fasi di gioco ci è sembrato che il titolo potesse avere tutte le carte in regola per essere un ottimo esponente del genere.

Ad essere sinceri, il mercato è fin troppo saturo di giochi horror di dubbia qualità e decisamente scadenti. È da parecchio che non vengono rilasciati esponenti validi che riescano a ridare valore e virtù al genere.

Ancora oggi i punti di riferimento per i titoli di questo tipo sono gli intramontabili primi capitoli di Silent Hill e Resident Evil, e Song of Horror sembra aver preso a piene mani da entrambe le saghe per creare un mix affascinante.

Gli sviluppatori del gioco hanno inoltre dichiarato di aver preso ispirazione dalle storie di Lovecraft e Edgar Allan Poe per poter scrivere la sceneggiatura.

Vediamo insieme cosa ci è piaciuto (e cosa no) di Song of Horror nella recensione dei primi due episodi.

Benvenuti nella casa

Song of Horror si apre con un preludio che ci mette nei panni di Daniel, il quale lavora presso un’agenzia editoriale. Daniel si ritroverà a dover indagare nella casa degli Husher, ma ben presto si ritroverà ad essere vittima degli eventi sovrannaturali che accadono all’interno dell’abitazione.

Sebbene l’incipit di trama (di cui non faremo spoiler) risulti poco originale, il gioco riesce ad attirare l’attenzione del giocatore fin da subito grazie ad un’ottima atmosfera generale.

Difatti nei primi due episodi che abbiamo avuto modo di provare non ci sono stati particolari sconvolgimenti di trama o colpi di scena inaspettati e la storia ricuce un ruolo di contorno apprezzabile, pur non affascinando nel profondo.

Daniel fuori dalla casa

Gli eventi narrati infatti non sono altro che un godibile pretesto per farci avventurare nei meandri dell’oscurità e farci affrontare le nostre paure.

Come anticipato precedentemente, però, il titolo riesce a mantenere alta l’attenzione dei giocatori grazie al lavoro svolto sull’ambientazione e sull’atmosfera. Song of Horror è infatti una produzione dall’altissimo livello nei riguardi della direzione artistica.

Gli ambienti terrificanti riescono a trasmettere una sensazione costante di ansia e pericolo, grazie anche ad uno stile decisamente cupo che caratterizza l’intero titolo.

Enigmi da risolvere e informazioni da scoprire

Come anticipato nell’introduzione, Song of Horror è caratterizzato da un gameplay in terza persona con una telecamera posizionata in angolazioni diverse in base al punto della stanza in cui ci troviamo.

Non si tratta di una telecamera fissa come nel primo Resident Evil, ma nemmeno di una telecamera a spalla che segue il protagonista.

Questa tecnica mista riesce a conciliare vecchio e nuovo, rendendo il gioco claustrofobico senza però limitare la visuale del giocatore.

Prima di iniziare ogni episodio ci verrà chiesto di scegliere quale personaggio utilizzare. Ognuno dei personaggi è caratterizzato diversamente ed è diretto verso il luogo di interesse per motivi differenti.

Daniel in una delle stanze della casa

Seppur a primo impatto la possibilità di scelta può risultare fine a sé stessa, vi renderete conto dopo poco che in realtà non è proprio così. Infatti, nel gioco è presente la morte permanente dei personaggi.

Morire con uno di loro comporterà l’assenza di quest’ultimo dalla trama nei successivi episodi e di conseguenza una modifica nella risoluzione degli eventi.

Non sappiamo quanto questa meccanica risulterà impattante ai fini narrativi, avendo giocato solamente due episodi. Difatti, se da una parte ci sembra un’elemento altamente interessante, dall’altro è anche quello che ci ha lasciato più perplessi e con più dubbi in assoluto, visto che si potrebbe risolvere il tutto in un pugno di mosche.

Passando al gameplay vero e proprio ci troviamo di fronte ad un titolo che riprende le meccaniche classiche del genere. Non è presente la possibilità di combattere ed il nostro scopo sarà principalmente quello di esplorare per andare alla ricerca di oggetti utili.

Durante le nostre perlustrazioni dell’ambiente di gioco dovremo aguzzare l’ingegno per capire come avanzare, visto che sono presenti diversi enigmi e puzzle da risolvere. Molti di questi saranno abbastanza semplici ed intuivi, ma ciò non toglie la soddisfazione di riuscire a capire come proseguire nell’episodio.

Una bambola di pezza da poter raccogliere

Abbiamo infatti apprezzato particolarmente le fasi di esplorazione, che sono risultate divertenti, stimolanti e paurose al punto giusto. Spesso dovremo capire dove e quando usare determinati oggetti, oppure capire cosa combinare per cavare un ragno dal buco.

Insomma il titolo riesce a stimolare il giocatore mantenendolo sempre all’erta grazie ai pericoli costantemente in agguato.

In alcuni momenti saremo costretti a nasconderci per non venire “catturati” dalle presenze nell’oscurità, sfruttando armadi, tavoli ed altra mobilia.

Mentre saremo nascosti il gioco propone un piccolo mini-gioco nel quale dovremo premere i grilletti del joypad a tempo con i battiti del cuore del nostro personaggio per fare in modo di calmarlo.

Nella sua semplicità, questa aggiunta riesce a far entrare il giocatore in sintonia con l’ansia e la paura provata dal protagonista, riuscendo nell’intento di trasmettere le giuste sensazioni.

Inoltre, esplorando è possibile trovare documenti, note e messaggi scritti a mano che ci aiuteranno a fare chiarezza riguardo gli eventi che stanno accadendo. Un’aggiunta interessante e funzionale, capace di fornire informazioni interessati ai fini narrativi.

Graficamente ottimo ma…

Song of Horror sfrutta le potenzialità del motore grafico Unreal Engine, proponendo un ottimo livello di cura delle texture. Il titolo è infatti più che promosso dal punto di vista grafico ed il lavoro svolto sulle luci amplia il senso di oppressione presente il tutto il gioco.

Peccato però per una qualità davvero pessima delle animazioni facciali, che sembrano davvero fuori luogo rispetto alla cura riposta nel resto dei modelli. Inoltre anche il doppiaggio inglese non è dei migliori e risulta essere solo sufficiente, senza mai convincere appieno.

Sophie - ex moglie di Daniel

Se da una parte troviamo infatti un fantastico ambiente terrificante, godibile grazie al lavoro svolto sulla grafica, dall’altra troviamo un ottimizzazione decisamente sotto tono e sicuramente migliorabile prima dell’uscita dei prossimi episodi.

Abbiamo giocato il titolo su un PC di fascia alta e purtroppo in più di un’occasione ci sono stati dei cali di FPS. Nulla di invalidante che rendesse il titolo ingiocabile, sia chiaro, ma si tratta pur sempre di cali indesiderati che possono minare l’esperienza generale.

Le cutscene di gioco sono raccontate attraverso delle tavole disegnate che abbiamo particolarmente apprezzato, visto che la tecnica utilizzata per rappresentarle si unisce perfettamente al tono generale del titolo.

In conclusione

Song of Horror è un survival horror che riprende le classiche meccaniche del genere e propone un esperienza appagante per tutti gli amanti del terrore. Grazie alla sua atmosfera affascinante e ad una direzione artistica di livello, il gioco riesce a dire la sua facendosi valere.

Tollerando qualche imperfezione nelle animazioni facciali e nel doppiaggio abbastanza deludente, il gioco è perfetto per chi cerca un’avventura incentrata sull’esplorazione e sulla risoluzione di enigmi.

Non nascondiamo che i dubbi riguardo la meccanica della morte permanente e lo svolgersi della trama sono presenti, ma per ora non abbiamo ancora abbastanza elementi per poter giudicare a fondo.

I primi due capitoli saranno disponibili a partire dal 31 Ottobre, in concomitanza con Halloween. Mentre il terzo episodio sarà disponibile a Dicembre. Gli ultimi due saranno rispettivamente disponibili a Gennaio e Marzo 2020.

Vi terremo aggiornati con le recensioni dei successivi episodi della serie.

 

Song of Horror
Voto
8/10

Riassumendo

Song of Horror è un titolo perfetto per gli amanti dell’orrore, grazie alle sue meccaniche classiche ispirate ai capostipite del genere. Il titolo presenta un’ottima direzione artistica, pur presentando qualche incertezza nel doppiaggio e nella cura delle animazioni facciali. Inoltre non possiamo ancora essere sicuri della qualità dell’esperienza completa.

Pro

Ottima direzione artistica

Le meccaniche di gioco funzionano bene

Comparto grafico di livello

Contro

Pessime animazioni facciali

Doppiaggio sufficiente

Ci sono ancora parecchi dubbi sulla trama

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Mattia Incoronato

Classe '98, appassionato fin da piccolo da videogiochi e tecnologia, studente universitario presso la facoltà di informatica di Camerino. Patito della DC Comics, del cinema e del rap italiano.

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