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Call of Duty: Modern Warfare (2019) – Recensione della versione PC

Infinity Ward ritorna con un titolo dal nome importante

Puntuale come un orologio svizzero, anche quest’anno arriva il nuovo Call of Duty. Questa volta è il turno di Infinty Ward di prendere le redini della serie, proponendo un capitolo che si porta sulle spalle un nome decisamente importante.

Call of Duty 4: Modern Warfare fu infatti un capitolo di svolta per la saga, grazie ad una campagna memorabile di cui ancora oggi si discute. Modern Warfare 2 fu altrettanto amato e per anni restò uno dei titoli di riferimento per tutti gli FPS a venire, grazie alla componente multiplayer estremamente ampia e profonda.

Modern Warfare 3 fu invece un ottimo titolo, ma che non riuscì ad entusiasmare quanto i due precedenti. Insomma Infinity Ward ci aveva abituato bene grazie a campagne mozzafiato e personaggi di rilievo, ed ora il team di sviluppo è pronto a proporre un reboot della serie che ha grandissime ambizioni.

Fin dal suo annuncio, IW ci ha tenuto a mettere in chiaro che il nuovo Modern Warfare avrebbe mescolato le carte in tavola, proponendo un nuovo motore grafico e grossi cambiamenti rispetto ai canoni della serie.

Impossibile negare che queste dichiarazioni ci hanno fin da subito colpito, visto che negli ultimi anni i vari titoli di Call of Duty sono risultati un po’ sotto tono ed il gameplay iniziava a risultare stantio e troppo ripetuto.

Infinity Ward sarà riuscita a svecchiare la saga? Modern Warfare è davvero la nuova svolta per Call of Duty? Scopritelo nella nostra recensione.

Si torna sul campo di battaglia

La saga di Modern Warfare è da sempre stata caratterizzata da ottime campagne, proponendo in MW2 uno dei picchi più alti dell’intera serie (insieme a Black Ops).

Dopo un Black Ops 4 che mancava di quest’ultima modalità, incentrando tutto il gioco intorno al comparto multiplayer, il nuovo Modern Warfare torna con una campagna coi fiocchi, intensa e assolutamente eccezionale, ambientata in un epoca contemporanea a quella dei giorni nostri.

Il titolo si apre con il più classico dei cliché americani: un gruppo di terroristi sta seminando il panico e le forze militari statunitensi si troveranno a collaborare con le squadre speciali inglesi.

Ben presto entreranno nell’intreccio narrativo anche gruppi di ribelli e russi, completando un quadro che risulta verosimile e interessante. E sebbene la trama non spicchi per originalità, l’intero racconto riesce a farsi apprezzare grazie al modo in cui vengono raccontanti gli eventi.

Il capitano Price
Il capitano Price in azione

Durante tutta la breve, ma intensa, avventura che vivremo in Modern Warfare saremo sempre immersi in un vortice di avvenimenti, emozioni e situazioni ricche di adrenalina.

Uno dei temi trattati nel gioco è, come vi avevamo anticipato poco fa, quello del terrorismo. Inutile dirvi che essendo una questione molto attuale, alcuni frangenti di gioco risulteranno brutali, crudi e da brividi.

Grazie anche all’eccellente comparto tecnico è davvero facile rimanere completamente immersi, nel bene e nel male. Perché non vi neghiamo che abbiamo avuto i brividi quando ci siamo ritrovati fra urla di terrore, pianti di bambini, esplosioni e il sibilo dei proiettili tutt’intorno a noi.

Abbiamo apprezzato particolarmente anche la sceneggiatura e i personaggi proposti da Infinity Ward, che ci sono sembrati tutti molto interessanti e carismatici. Fra tutti quanti spiccano sicuramente il Capitano Price e l’audace Farah.

Farah è una giovane donna a capo dei ribelli dell’Urzikstan (un paese di finzione presente nel gioco) ed è sicuramente il personaggio che ci è piaciuto di più. Il team di sviluppo è riuscito a proporre un personaggio donna forte e determinato, senza scadere in un femminismo forzato o nel politicamente corretto.

Farah, il comandante dei ribelli
Farah, il comandante dei ribelli

Farah è infatti un personaggio ben contestualizzato, scritto bene e dalla personalità carismatica a cui non farete nessuna fatica ad affezionarvi.

La campagna di Modern Warfare presenta inoltre un’ottimo ritmo e una buona varietà di situazioni e difficilmente vi annoierete. Troviamo infatti missioni di infiltrazione, irruzione, classica guerriglia urbana, azioni di cecchinaggio ed altro ancora.

Insomma non mancheranno momenti a dir poco epici capaci di farvi rizzare i peli e tenervi incollati alla sedia sotto tensione.

Abbiamo inoltre apprezzato la volontà del team di sviluppo di cercare di integrare non solo la classica propaganda guerrigliera americana, ma anche altri punti di vista e storie di popoli differenti. Questa scelta ci è sembrata coerente con l’intreccio di trama raccontato ed inoltre ha permesso di mostrare il lato più “umano” della guerra.

In media è possibile completare la storia in circa 7 ore, che possono effettivamente sembrare poche. Secondo noi una durata di questo tipo è in realtà adatta per il tipo di storia che si sta raccontando, visto che allungare il brodo ulteriormente risulterebbe inefficace e rischierebbe di spezzare il ritmo.

IW ha infatti deciso di puntare sul “breve ma intenso”, formula che apprezziamo e crediamo essere adatta ad un Call of Duty prettamente cinematografico.

Armi da fuoco in un nuovo engine

Passando ora all’analisi delle meccaniche di gioco, troviamo in Modern Warfare un gunplay diverso dagli altri Call of Duty, ma che risulta essere soddisfacente e ben realizzato.

Un campo di battaglia in Urzikstan
Un campo di battaglia in Urzikstan

Questo nuovo capitolo propone un sistema di gioco più incentrato sul posizionamento tattico in battaglia piuttosto che sulla possibilità di correre senza paura verso il nemico. Basterà la prima ora di gioco per rendersi conto che tentare un approccio diretto è praticamente un sudicio assicurato.

Questa è infatti la prima differenza sostanziale rispetto agli altri titoli della saga, visto anche che basteranno davvero pochi colpi (soprattutto alle difficoltà più alte) per buttarvi al tappeto. Anche i movimenti dei protagonisti si rivelano più lenti e realistici rispetto ai precedenti titoli più futuristici.

Il nuovo Call of Duty abbandona infatti qualsiasi tipo di sistema di movimento futuristico come exo-tute e jetpack, dedicandosi al combattimento a terra, pulito e senza fronzoli, come da tradizione Modern Warfare.

Durante le varie missioni della storia, ci troveremo anche in situazioni meno lineari, che ci daranno modo ed occasione di approcciarci nel modo che più riteniamo opportuno. L’esemplare lavoro svolto in termini di level design permette infatti di sfruttare percorsi differenti e la verticalità degli ambienti, garantendo un’esperienza ricca di possibilità.

In tutto questo, una volta imbracciate le armi il feeling è magnifico e vi ritroverete a riempire di piombo i vostri nemici con parecchia soddisfazione. Difatti oltre ad un ottimo feedback dei colpi, il gioco è fluido, immediato e divertente.

La squadra SAS pronta a fare irruzione
La squadra SAS pronta a fare irruzione

Le armi da fuoco sono precise ed il lavoro svolto su di esse nei riguardi della differenziazione è sicuramente di ottima fattura.

Le bocche da fuoco presenti non sono moltissime, ma ogni arma è estremamente curata sia nel design che nel feedback. Sparare con un fucile a pompa o con una mitraglietta cambierà in modo sostanziale le sensazioni ricevute dai colpi sferrati.

Durante le varie missioni abbiamo però notato come l’intelligenza artificiale di compagni e nemici non sia ad un livello tale da essere in linea con il resto della produzione. Purtroppo saranno poche le occasioni in cui i nemici riusciranno a sfruttare qualche tattica furba per stanarci e molto spesso risulteranno estremamente prevedibili.

Per quanto riguarda l’IA dei compagni di squadra, siamo più o meno sullo stesso livello. Spesso e volentieri si limiteranno a nascondersi dietro qualche riparo e a sparare a più non posso.

Un vero peccato, vista l’estrema cura riposta in quasi tutti gli altri aspetti della produzione.

È ora del multiplayer online

Ogni amante di Call of Duty sa che la maggior parte delle ore spese sui giochi di questa saga sono racchiuse nel comparto multigiocatore. Fin dagli albori, il multiplayer di COD è stato oggetto di animate discussioni e c’è sempre stato chi lo ama e chi lo odia.

Proprio come anticipato nell’introduzione e come ribadito nell’analisi del gameplay, Modern Warfare mischia le carte in tavola, rendendo il gioco più tattico, lento e mentale rispetto ai precedenti capitoli.

Quest’anno più che mai, il pubblico sarà diviso tra chi odierà e chi amerà il nuovo stile di gioco di Call of Duty. Dal nostro canto possiamo dirvi che siamo contenti di questo cambio di rotta, visto che si tratta finalmente di una ventata d’aria fresca per la serie.

Tuttavia sappiamo bene che una grossa fetta di appassionati di quel gameplay più frenetico e dinamico rimarrà scontenta da Modern Warfare.

Anche nel multigiocatore, buttarsi a capofitto fra le fila nemiche è da considerarsi morte certa in ogni circostanza. Ovviamente non ci troviamo di fronte ad uno sparatutto strategico, ma ad un titolo che richiede di pensare due volte prima di effettuare la prossima azione.

Proprio come nella campagna i proiettili che servono ad abbattere i nemici sono veramente pochi se ben piazzati. Di conseguenza anche noi stessi saremo soggetti facilmente alla morte e in questo capitolo più che negli altri, sarà davvero difficile sopravvivere se non siamo preparati.

Se da una parte questa scelta di game design potrebbe far storcere il naso, dall’altra rende il titolo più competitivo e diverso rispetto agli altri Call of Duty, donando originalità al nuovo titolo. Se siete giocatori abituali della serie, i primi match online potrebbero spiazzarvi e ben presto capirete che dovrete cambiare approccio se volete sopravvivere.

Questo tipo di gameplay è fortemente aiutato dal (quasi sempre) ottimo level design delle mappe di gioco. Per la prima volta in un titolo di Call of Duty troviamo delle mappe sviluppate anche in verticale, piene di edifici in cui entrare, finestre da cui sbirciare e punti di vantaggio su cui salire.

Grazie alla possibilità di sfruttare a fondo la mappa di gioco, questo gameplay più tattico trova terreno fertile ed il giocatore sarà incentivato a utilizzare tutti i ripari proposti per muoversi da un punto all’altro della mappa.

Non mancheranno inoltre passaggi sotterranei, percorsi alternativi e punti della mappa più nascosti da poter utilizzare per sorprendere gli avversarsi. In generale ci sentiamo soddisfatti dal design delle mappe, con un paio di eccezioni nel caso di “Piccadilly” e “Euphrates Bridge”.

Ad essere sinceri, non capiamo perché il team di sviluppo non si sia reso conto dei palesi problemi di queste ultime due mappe citate. Nel caso di Piccadilly c’è un serio problema di “spawn killing”, ovvero una situazione nel quale uno dei due team riesce ad “intrappolare” il team avversario nella propria base per rinascere.

Purtroppo quasi la totalità delle partite in quella mappa finisce per essere un massacro a senso unico a vantaggio di una delle due squadre e può essere decisamente frustante. Nel caso di Euphrates Bridge, troviamo invece una mappa di gioco che avvantaggia fin troppo gli utilizzatori dei cecchini.

La mappa offre lunghissime traiettorie di tiro che possono rendere la vita fin troppo facile ai cecchini e fin troppo ardua a chiunque scelga di adottare uno stile di gioco differente, costringendo i giocatori a doversi adattare pur di sopravvivere.

Fatta eccezione per questi due casi, abbiamo apprezzato il lavoro svolto da Infinity Ward per adattare le mappe di gioco al nuovo gameplay proposto, costruendo così una struttura generale di livello.

Nuove modalità, nuova armeria e nuovo sistema di progressione

Call of Duty: Modern Warfare propone al giocatore le più classiche delle modalità multigiocatore del genere, difatti troviamo i sempreverde Deathmatch a Squadre, Dominio, Tutti contro Tutti,  Cerca e Distruggi e Quartier Generale.

Tutte queste modalità, che ben conosciamo, non potevano di certo mancare nel nuovo titolo della saga, ma Infinity Ward ha deciso di proporre anche qualcosa di nuovo, mai fatto fin ora da nessun Call of Duty.

La vera novità di quest’anno è infatti “Guerra terrestre”, una modalità che mette in campo due squadre da 32 giocatori pronte a scontrarsi in ampie mappe aperte. Questo tipo di partite è sempre stato molto più legato alla saga di Battlefield (eterno rivale di CoD) che fa delle sue grandi mappe e della possibilità di utilizzare i veicoli il suo punto di forza.

La scelta di inserire anche in Call of Duty una modalità del genere che presenta anche veicoli di terra e aria da poter utilizzare, sembra una vera e propria dichiarazione di guerra al suo rivale per eccellenza.

Le due mappe proposte per giocare Guerra terrestre sono decisamente spaziose e ricche di elementi da poter sfruttare. Il level design verticale trova qui il suo punto massimo della produzione, grazie alle possibilità date dal maggiore quantità di superficie disponibile.

Sebbene quest’ultima sia una delle modalità più divertenti del gioco e un’apprezzatissima aggiunta, il lavoro svolto sui veicoli non ci ha convinto. Elicotteri e carri sono abbastanza legnosi nei movimenti e non sempre sarà molto comodo utilizzarli.

La seconda novella modalità aggiunta è “Scontro”, nella quale ci troveremo in una piccola squadra a giocare in 2 contro 2. Scontro si svolge in mappe molto piccole ed è divisa in round in cui avremo una sola vita, il primo team a vincerne 6 si aggiudica la vittoria.

L’altra particolarità di questa modalità è il fatto che non è possibile scegliere l’equipaggiamento ed ogni squadra  giocherà con le stesse armi, selezionate dal gioco. Quest’aspetto, unito all’adrenalina data dalla mappa molto piccola, rende Scontro estremamente competitiva ed è forse la modalità che più ci ha divertito in questo nuovo Call of Duty.

Dal punto di vista degli equipaggiamenti, troviamo di nuovo l’ormai consolidato sistema a classi personalizzabili tipico della saga. Ma l’importantissima novità è l’introduzione dell’Armeria, grazie alla quale potremo personalizzare le nostre bocche da fuoco.

Utilizzando una certa arma è infatti possibile farla salire di livello e di conseguenza sbloccare diversi accessori. Nell’Armeria potremo visualizzare ed equipaggiare fino a 5 accessori sulla nostra arma, senza limiti imposti dal fastidioso sistema “Pick 10” dei precedenti Call of Duty.

L’Armeria è un aspetto decisamente importante dell’esperienza multiplayer, visto il suo impatto in termini di gunplay. Ogni arma potrà essere infatti modificata e personalizzata a fondo ed il feedback sarà nettamente diverso in base al set di accessori scelti.

Questa meccanica permette ai giocatori non solo di sbizzarrissi nel poter trovare ciò che più è adatto per loro, ma apre tantissime possibilità in termini di competitività e varietà.

Siete in partita e volete cambiare il tipo di mirino sul vostro M4A1? In Modern Warfare è finalmente possibile personalizzare le classi in qualsiasi momento, a differenza di tutti gli altri Call of Duty.

Non mancano ovviamente le “Specialità” (bonus passivi che vi aiutano nei modi più disparati), l’equipaggiamento tattico e l’equipaggiamento letale (fra cui granate, claymore, flashbang e granate fumogene).

Sono tornate anche le classiche “Serie di uccisioni“, grazie alle quali è possibile ribaltare le sorti di una partita. Anche se purtroppo si portano dietro i problemi storici di questo sistema.

Capita spesso che qualche giocatore inizi ad accumulare Serie di uccisioni in maniera continua e di conseguenza la squadra avversaria si ritrova sommersa dal fuoco nemico. Difficilmente si riesce poi a recuperare e a spodestare il team in vantaggio.

È stato rinnovato anche il sistema di progressione e ottenimento degli oggetti per la personalizzazione del proprio profilo. In Modern Warfare troviamo infatti una serie di missioni completabili in multiplayer che ci faranno sbloccare armi, mimetiche, banner ed altro ancora.

Abbiamo gradito la scelta di inserire questo sistema a missioni, visto che riescono a stimolare il giocatore a sfruttare tutto ciò che il titolo propone, visto che gli obiettivi richiesti per il loro completamento saranno dei più disparati.

Un’altro elemento fortemente a favore di questo nuovo Call of Duty è la possibilità di giocare in cross play fra tutti i sistemi di gioco, senza nessun problema. Le varie lobby multigiocatore saranno infatti miste fra player provenienti da PC e console.

Infinity Ward ha giustamente pensato bene di suddividere i giocatori nelle lobby in base al tipo di input utilizzato, piuttosto che in base alla piattaforma, così da evitare squilibri fra i giocatori che utilizzano mouse e tastiera e quelli che utilizzano i joypad.

Tornano le Operazioni Speciali, ma non come ci aspettavamo

In Modern Warfare sono presenti le Operazioni Speciali, modalità cooperative per 4 giocatori che ci metteranno alla prova in diverse situazioni. Sebbene Infinity Ward abbiamo mostrato la volontà di creare un collegamento fra la campagna e la modalità cooperativa, grazie ad un filmato introduttivo della modalità, il legame effettivo che le unisce termina lì.

Durante le varie operazioni ci saranno solo dei riferimenti a qualche nome già sentito, ma nulla di particolare o che possa effettivamente ampliare la narrativa di gioco.

La modalità cooperativa è suddivisa in “Operazioni Speciali” e “Operazioni Speciali Classiche”. A detta del team di sviluppo le operazioni classiche dovrebbero avere una struttura più simile a quelle di Modern Warfare 2, ossia incarichi brevi ma intensi e cinematografici.

Per ora è ne presente solo una, nella quale saremo chiamati a difendere una postazione dai terroristi, ma altre operazioni classiche dovrebbero arrivare a breve fra i contenuti post-lancio.

Le nuove operazioni speciali sono invece per ora 4 e si basano tutte sulla stessa struttura di fondo. A differenza delle classiche, che nella serie sono sempre state più lineari, nel nuovo Modern Warfare troviamo delle ampie mappe sandbox in cui potremo spostarci liberamente.

Gli obiettivi da completare sono infatti sparsi lungo la mappa di gioco e viene lasciata completa libertà al giocatore per scegliere l’approccio ritenuto più opportuno.

L’idea di base è sicuramente interessante e stimola la collaborazione fra i giocatori, ma purtroppo tutte e 4 le operazioni soffrono dello stesso problema. Spesso e volentieri ci ritroveremo circondati da nemici che continueranno ad arrivare senza darci un minimo di tregua.

Lo spawn selvaggio e senza controllo rende purtroppo l’esperienza difficile nel modo errato, ovvero rendendo l’esperienza a volte frustante. Fin troppe volte ci siamo ritrovati a fallire la missione per via di colpi nemici arrivati alle spalle senza che avessimo la possibilità di difenderci.

In conclusione troviamo che questo nuovo modo di approcciare le Operazioni Speciali sia sicuramente interessante, ma che potrebbe essere ancora più stimolante per i giocatori se la difficoltà fosse gestita in maniera più intelligente. C’è sicuramente da rivedere la meccanica di spawn dei nemici per rendere il tutto più equilibrato.

Tecnicamente superbo

Siamo giunti al commento riguardo l’aspetto tecnico e grafico di Modern Warfare e anche qui Infinity Ward ha saputo lavorare decisamente bene. Il nuovo motore grafico rende giustizia a uno dei titoli più belli in assoluto da vedere su PC al momento, grazie ad un uso sapiente della tecnologia ray-tracing.

Difatti, oltre ad un livello eccellente di fondo di lavoro sulla grafica delle texture ambientali e dei personaggi principali, il comparto grafico diventa superbo nella cura delle luci e delle ombre.

Abbiamo giocato la campagna tenendo sempre attivo il ray-tracing ed in alcuni momenti siamo rimasti letteralmente stupefatti dall’immersione data da questa nuova tecnologia, che se sfruttata a dovere regala momenti degni di nota.

Il team di sviluppo ha fatto attenzione a tantissimi dettagli e le pecche da questo punto di vista sono davvero pochissime, se non nulle. L’unico aspetto che forse poteva essere migliorato per renderlo più in linea con il resto del gioco è quello degli effetti particellari delle esplosioni.

È stata riposta molta cura anche nella realizzazione dei modelli 3D delle armi, che non solo sono pieni di dettagli ma si dimostrano credibili e piacevoli da vedere.

Durante la campagna saremo accompagnati da filmati pre-renderizzati spettacolari. Gli attori scelti per interpretare i protagonisti hanno fatto davvero un lavoro esemplare ed inoltre le animazioni facciali riprese dal vivo sono fra le migliori degli ultimi anni.

Peccato però per un problema che affligge tutte le versioni del gioco, ovvero la presenza di piccoli freeze durante le cutscene. Purtroppo spezzano la narrazione e non fanno godere come si potrebbe dei fantastici filmati.

Il team di sviluppo ha lavorato duramente anche per migliorare tutte le animazioni, proponendo un set rinnovato e indiscutibilmente di qualità.

Non possiamo non sottolineare anche il sorprendente comparto sonoro, visto che i suoni utilizzati per le armi sono fra i migliori tra tutti gli FPS disponibili sul mercato al giorno d’oggi.

Vanno inoltre menzionati la colonna sonora che accompagna in maniera egregia tutta la produzione e il doppiaggio italiano di altissima qualità, seppur brevemente fuori sincrono in qualche occasione.

L’unico aspetto che ci ha fatto storcere il naso dal punto di vista tecnico è il peso del gioco in termini di GB. Ben 130 GB di dati da dover installare, una quantità decisamente sproporzionata ed esagerata.

In conclusione

Call of Duty: Modern Warfare è il titolo che finalmente serviva alla saga. Una campagna mozzafiato ed un gameplay rinnovato hanno saputo dare il calcio che serviva per poter finalmente cambiare le carte in tavola ad una saga che stava rischiando di essere stantia.

Infinity Ward ha sapientemente saputo costruire un prodotto completo, di cui si discuterà sicuramente a lungo e che sarà anche aspramente criticato da una parte della community. Ma questo nuovo Call of Duty, grazie a tutti gli aspetti positivi a suo favore riesce ad inserirsi sul podio dei migliori giochi della serie, al fianco di Black Ops e dell’originale Modern Warfare.

Inoltre, nel gioco non sono presenti microtransazioni ed il team di sviluppo ha promesso che il titolo sarà supportato costantemente con eventi e contenuti post-lancio. Speriamo davvero che il gioco venga supportato come si deve e che vengano migliorate ed equilibrate quelle componenti che ci hanno purtroppo lasciato il dubbio.

Modern Warfare getta le basi per un nuovo inizio e lo fa in grande stile.

Call of Duty: Modern Warfare
Voto
9/10

Riassumendo

Call of Duty: Modern Warfare è uno dei migliori titoli della saga e ha dato un importante impronta di cambiamento alla serie. Grazie alla sua campagna mozzafiato e al profondo comparto multigiocatore, il titolo risulta completo ed un punto di riferimento per gli FPS a venire.

Pro

  • Campagna mozzafiato
  • Tecnicamente eccezionale
  • Multiplayer ricco e rinnovato
  • Cross play fra tutti i sistemi di gioco
  • Ottimo doppiaggio

 

Contro

  • Le Spec Ops sono sotto tono
  • Alcune mappe del multiplayer hanno problemi di level design
  • IA nemica poco reattiva
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Mattia Incoronato

Classe '98, appassionato fin da piccolo da videogiochi e tecnologia, studente universitario presso la facoltà di informatica di Camerino. Patito della DC Comics, del cinema e del rap italiano.

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