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Blacksad: Under the Skin – Recensione della versione PC

Un icona del fumetto d'autore vede l'uscita di una versione videoludica

I più giovani tra coloro che staranno leggendo questo articolo, non avranno certamente sentito parlare molto della Penulo Studios, oppure, non la conosceranno proprio. Tuttavia se siete giocatori di avventure grafiche nati negli anni novanta, questo nome vi suonerà familiare.

La Penulo ha infatti visto il suo periodo di maggior splendore proprio in quegli anni grazie all’era d’oro delle avventure grafiche. A loro si deve la creazione di due serie storiche del genere ovvero Hollywood Monsters e la famosa serie Runaway.

Purtroppo dopo la produzione di Yesterday nel 2012 la casa produttrice ha visto un enorme periodo di silenzio colmato solo dal rilascio di Yesterday Origins, titolo passato totalmente in sordina.

A causa di ciò nessuno si sarebbe potuto aspettare che nel 2017 sarebbe risbucata improvvisamente annunciando una delle sue produzioni più importanti di sempre, ovvero, Blacksad: Under the Skin, una nuova avventura grafica basata sul famoso fumetto di Juan Díaz Canales (scrittore) e Juanjo Guarnido (Disegnatore).

Saranno riusciti a riportare le atmosfere presenti su uno dei prodotti più importanti in ambito fumettistico, realizzando una storia di Blacksad totalmente originale ma che non snatura il prodotto?

Scopritelo insieme a noi grazie alla nostra recensione!

Un nuovo caso per John Blacksad

New York anni 50: Joe Dunn, ex-pugile proprietario di un box club, viene trovato impiccato, mentre Bobby Yale, astro nascente che Dunn stava allenando, è misteriosamente scomparso prima dell’incontro più importante della sua carriera.

Sonia Dunn, figlia di Joe, si trova ad ereditare la palestra, ma rischia di perderla praticamente subito a causa dei creditori. L’unico modo di salvare la palestra è fare in modo che Yale partecipi all’incontro.

Così, sotto consiglio di Jake Ostiombe, decide di assumere John Blacksad per indagare sulla scomparsa di Yale. Starà proprio al nostro astuto detective felino risolvere tutti i misteri che si celano dietro la morte di Joe Dunn, in modo da salvare una volta per tutte la palestra.

La storia nelle nostre mani

Una scena QTE con protagonista Blacksad

Blacksad: Under the Skin propone un gameplay che prende a piene mani i migliori elementi delle avventure narrative degli ultimi anni.

Una volta iniziata l’avventura, dopo un dialogo che ripropone il monologo del primo volume del fumetto, sarete subito catapultati all’interno dell’azione con un breve quick time event, per poter continuare la storia.

Alla fine di ciò, i giocatori si troveranno a dover effettuare la loro prima scelta morale, infatti, in Blacksad: Under the Skin sì avrà la possibilità di plasmare il carattere di Blacksad tramite una serie di scelte che non solo influiranno sulla psiche del protagonista ma anche su alcuni risvolti di trama.

Iniziamo ad indagare

Progredendo nella trama i giocatori avranno la possibilità di esplorare varie aree di gioco, con un grado di libertà esplorativa che sarà dettato dalle situazioni in cui si troverà Blacksad.

In alcuni casi infatti questa si limiterà solo a qualche movimento nell’ambiente per poi passare a un enorme fase di dialogo o QTE.

Esplorando le aree potremo raccogliere indizi e interrogare i vari personaggi che ci daranno la possibilità, una volta che si saranno raccolte abbastanza informazioni, di intuire quello che è successo.

Per fare deduzioni o elaborare certe informazioni dovremo mettere in relazione tra loro le testimonianze, gli indizi e gli oggetti raccolti, in modo da sbloccare nuove linee di dialogo e ottenere cosi nuovi indizi che ci aiuteranno a proseguire nelle indagini.

Infine durante i dialoghi o in determinate situazioni avremo la possibilità di utilizzare i sensi felini di Blacksad per analizzare approfonditamente alcuni personaggi o elementi dello scenario.

Ciò servirà ad ottenere dettagli utili che vi permetteranno di porre determinate domande ai vari personaggi e sbloccare nuovi indizi.

Reparto Tecnico

La palestra di Dunn

Blacksad: Under the Skin fa vanto di un buon comparto grafico, gli ambienti risultano tutti ben dettagliati e coerenti, non solo con la New York degli anni 50 ma soprattutto con le atmosfere presenti nel fumetto.

In particolare il menu di caricamento presenterà i vari livelli proprio come se i giocatori stessero sfogliando una nuova storia di Blacksad.

Un ulteriore pregio del titolo sono le musiche, azzeccatissime per ogni situazione, e il doppiaggio che vanta un’ottima recitazione e interpretazione dei personaggi.

Parlando infine del sistema di controllo, a parte giusto qualche per qualche sezione QTE, risulta veramente comodo sia con tastiera che con Gamepad.

L’unico difetto grave del titolo che abbiamo potuto costatare e la presenza di alcuni gravissimi bug che ci hanno costretto a ricominciare alcuni livelli da capo. Penulo Studio ha tuttavia già promesso di risolverli

Concludendo

Tirando le somme, Blacksad: Under the Skin è una buona avventura narrativa, capace di trasportare i giocatori nel mondo creato da Juan Díaz Canales e Juanjo Guarnido.

Questo grazie anche all’ottima recitazione e interpretazione dei personaggi e a un sistema di gameplay ben pensato e curato.

Consigliatissimo sia per i fan di Blacksad sia per gli amanti delle avventure grafiche a tema investigativo.

Blacksad: Under the Skin
Overall
7.5/10

Riassumendo

Il team di Penulo Studios con Blacksad: Under the Skin è riuscito a riproporre ancora una volta una buona, se non proprio ottima, avventura narrativa riuscendo a realizzare un storia totalmente originale senza snaturare il prodotto fumettistico.

Pros

  • Personaggi ben interpretati e scritti
  • La colonna sonora aiuta a ricreare l’atmosfera del fumetto
  • Gameplay ben strutturato e curato
  • Graficamente ben realizzato

Cons

  • Alcuni bug possono rovinare l’esperienza
  • In certe azioni Q.T.E i comandi risultano scomodi.
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Mario Cofano

Appassionato di cultura Videoludica e animazione, in particolare predilige i giochi di stampo orientale. Apprezza molto quando un titolo dà la giusta importanza sia a gameplay, trama e grafica senza però eccedere troppo in nessuno di essi.

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