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Halo: Reach – Recensione della versione PC del famoso sparatutto sci-fi

Halo torna finalmente su PC grazie al primo titolo della Master Chief Collection

Dopo l’annuncio a sorpresa di 8 mesi fa, 343 Industries ha finalmente cominciato a portare la Master Chief Collection su PC.

La software house ha per il momento rilasciato solo uno dei vari capitoli che compongono la collection, ovvero Halo: Reach, aggiunto per l’occasione anche ad Xbox One ed acquistabile anche a parte a 9,99€.

Abbiamo avuto modo di provare il gioco e di sviscerarne ogni caratteristica, sia positiva che negativa.

Sarà riuscita 343 Industries a regalare ai giocatori PC un’esperienza all’altezza del capitolo originale? Scopritelo in questa nuova recensione!

Remember Reach

Reach è stata una delle principali roccaforti dell’umanità durante la guerra contro gli spietati alieni Covenant.

Con la sua enorme mole e la sua posizione favorevole, sufficientemente lontana dalla Terra ma abbastanza vicina per aiutare nella gestione delle colonie esterne, questo mondo è stato cruciale durante quello che è stato a tutti gli effetti il periodo più oscuro dell’umanità, risultando il punto nevralgico per la maggior parte delle operazioni militari.Scena di battaglia durante la terza missione di Halo Reach

Tutto però è cambiato negli ultimi giorni di Luglio del 2552, quando, durante una ricognizione, un team di Spartan ha scoperto un vasto contingente Covenant, arrivato sul pianeta per preparare un’invasione su larga scala.

E’ qui che comincia la nostra avventura: entreremo nei panni del nuovo arrivato all’interno del team Spartan Noble, ovvero il Luogotenente B312, conosciuto anche come Noble Six.

Il nostro scopo sarà quello di fare tutto ciò che è in nostro potere per evitare la completa devastazione del pianeta, nel tentativo di frenare l’avanzata della terribile macchina da guerra aliena.

Chiunque abbia letto i romanzi o che conosce un minimo la serie, saprà perfettamente quale sorte toccherà al pianeta.

Una città sotto attacco durante l'inizio della quinta missione di Halo: Reach

Rispetto ai capitoli che lo precedono, Halo: Reach riesce a dare alla sua campagna delle tinte epiche ma al contempo estremamente malinconiche, tornando in un certo senso alla sensazione di mistero del primo capitolo ma al contempo distanziandosene per narrare una storia ben più tragica.

Da questo punto di vista, la campagna di questo capitolo è senza alcun dubbio una delle più solide e varie della serie.

Il gioco riesce a proporre la grande varietà di approccio ad ogni situazione tipica di un classico Halo riuscendo a fornire, al contempo, moltissime missioni diverse, intervallando delle normali missioni di difesa con delle operazioni a bordo di un elicottero “Falcon” e mandandoci perfino nello spazio a bordo di un caccia “Sabre”.

La sezione di gameplay sul caccia Saber nella quarta missione di Halo: Reach

Sparse qua e là nella campagna si potranno comunque trovare delle missioni forse troppo banali, ma diventano facilmente trascurabili grazie a tutti i pregi già citati.

Un comparto multiplayer estremamente solido

Halo: Reach può contare di un’ampia varietà di modalità online PvP, partendo dalle classiche Massacro e Cattura la bandiera ed arrivando a modalità più peculiari come Griffball e Infezione.

Un’altra modalità che ha fatto il suo ritorno è stata la modalità Sparatoria, nella quale 4 giocatori si ritrovano ad affrontare orde di nemici, sfidandosi per ottenere un punteggio il più alto possibile e potendo personalizzare il gameplay tramite impostazioni quali vite limitate e teschi.

La modalità Sparatoria di Halo: Reach

In generale, queste modalità rimangono divertenti quanto quelle del gioco originale, subendo però dei miglioramenti indiretti grazie alla modifica di come viene gestito il Bloom, il quale è stato, in passato, tra le ragioni principali della quasi morte del circuito competitivo della saga.

Anche i server, da questo punto di vista, sono risultati essere estremamente stabili durante le nostre partite, non dandoci mai problemi di lag o disconnessioni randomiche.

Il PvP di Halo: Reach

Lo stesso purtroppo non si può dire nel caso in cui si voglia giocare la campagna in coop attraverso internet o attraverso una LAN, poichè in quel caso il giocatore che non sta hostando potrà notare un’input lag di quasi mezzo secondo, rendendo di fatto la sessione quasi ingiocabile.

Questo problema può esser risolto in futuro con una patch, ma per il momento sconsigliamo fortemente questa modalità di gioco.

Grandi assenti però del comparto multiplayer sono lo splitscreen, da sempre una delle caratteristiche principali della serie, e la modalità Forgia, che specialmente in Reach ha permesso la creazione di modalità custom estremamente creative ed ha dato al titolo una rigiocabilità incredibilmente più alta.

Forge World, la più grande mappa mai creata nella Fucina di Halo: Reach

Queste due feature sono già state annunciate per arrivare con patch future, ma per il momento la loro mancanza è abbastanza sentita.

Il nuovo sistema di progressione e le sue criticità

Un altro punto debole ritrovabile sempre nel comparto multiplayer rispetto al capitolo originale è il sistema di progressione e di sblocco delle armature.

Il titolo originale, infatti, vantava di un sistema estremamente avanzato, il quale, donando crediti al completamento di sfide sia in singleplayer che in multiplayer, permetteva una totale libertà di scelta nell’acquisto delle nostre personalizzazioni preferite.

L'originale sistema di crediti di Halo: Reach

Questo sistema è stato sostituito con una ben più banale progressione lineare in stile “battle pass”, che consiste in un avanzamento dal livello 1 al livello 100 influenzato dai punteggio ottenuti nel PvP e nelle Sparatorie.

Guadagnando punti, si riempirà gradualmente una “barra dell’esperienza“, e una volta riempita ci farà avanzare di un livello.

In generale troviamo questo sistema in tutto e per tutto inferiore a quello precedente, sia a causa della sua linearità, sia per una componente di grind forse un po’ eccessiva rispetto al solito, e il fatto che non si possa far avanzare giocando in singleplayer aggrava il tutto.

Il fatto che sia peggiore al precedente, comunque, non significa che sia pessimo, anzi, viste e considerate le ottime ricompense (si parla comunque dell’Halo con miglior customizzazione mai creata) è comunque un buon elemento di gameplay, che può riuscire a tenere impegnati i giocatori nell’attesa degli altri capitoli della serie.

Un lato tecnico e sonoro ottimo, ma con qualche problema

Per quanto riguarda il lato tecnico, 343 ha fatto un lavoro più che buono.

Il gioco mantiene tranquillamente i 60 fps stabili, con giusto qualche calo di uno o due frame quando si entra in nuove aree, e non necessita di requisiti troppo alti, risultando sicuramente appetibile anche per coloro che possiedono un computer moderno ma non particolarmente performante.

Eventuali difetti sono giusto notabili provando a togliere il limite dei 60 fps dalle opzioni e andando oltre: a quel punto, purtroppo, il titolo mostrerà qualche problema nei confronti della fluidità delle animazioni (nostre e dei nemici), anche se non troppo gravi.

La miglioria maggiore apportata nella versione per PC è l’inserimento dell’opzione “Qualità grafica migliorata“, che elimina alcuni difetti del titolo originale quali i fastidiosi pop-in.

L'opzione Qualità grafica migliorata, ottima per togliere fastidiosi problemi del gioco originale come il pop-in

Anche le texture sono state gestite in modo egregio per quanto riguarda risoluzioni come il 4K, risultando essere in generale ottime con qualche sbavatura qua e la causata però semplicemente dall’anzianità del titolo.

Dal punto di vista delle opzioni grafiche, però, ci saremo aspettati qualcosa di più, visto che ne avremo a disposizione davvero poche da poter gestire e nostro piacimento, mentre altre sono assenti o addirittura gestite in automatico dal gioco.

Un esempio sono il SSAO, le luci e l’effetto pellicola, i quali sono presenti ma scalano in base alla risoluzione del gioco.

Il tanto odiato Motion Blur, invece, è stato completamente rimosso.

Se da un lato, quindi, siamo soddisfatti che queste impostazioni grafiche siano state riviste, dall’altro non siamo del tutto convinti della scelta di togliere la loro gestione dalle mani del giocatore, o di toglierle direttamente come il già citato Motion Blur.

Le opzioni di modifica della grafica

Un ultimo punto purtroppo di demerito da evidenziare è la qualità degli effetti sonori rispetto al titolo originale.

In questa versione infatti, per qualche motivo, i suoni risulteranno più smorzati e tenui, cosa notabile soprattutto con certe armi come il fucile d’assalto e la pistola, andando in parte a rovinare l’immersione per coloro che hanno giocato alla versione per Xbox 360.

Il resto del comparto sonoro rimane comunque di qualità altissima, portando alcune fra le composizioni più iconiche di tutta la saga, create sempre da Martin O’Donnel.

In conclusione

Questa prima prova di 343 su PC ci ha convinto appieno: Halo: Reach è un porting molto ben riuscito, conservando la gloria del capitolo originale e migliorandolo sotto quasi ogni punto di vista.

Purtroppo ci sono comunque dei punti critici, come il nuovo sistema di progressione che risulta essere un downgrade rispetto al precedente, qualche mancanza dal punto di vista tecnico e l’assenza temporanea dello splitscreen e della Forgia, tutti fattori che potrebbero far storcere un po’ il naso a chi ha giocato il titolo originale.

Consigliamo comunque il titolo a tutti gli amanti degli fps che vogliono provare un’esperienza un po’ più classica e “lenta” rispetto ai moderni titoli del genere, e ovviamente ai fan di Halo che vogliono rivivere l’essenza di Reach in tutto il suo splendore.

Halo: Reach
Overall
8/10

Riassumendo

Dopo un’attesa durata oltre 10 anni, Halo finalmente fa il suo ritorno su PC.

Pur presentando qualche punto critico che potrebbe far storcere il naso ai fan del capitolo originale, questo porting è sicuramente ben riuscito, elevando l’esperienza di Halo: Reach a dei livelli prima irraggiungibili.

Adesso speriamo solo che 343 Industries faccia un altrettanto buon lavoro con gli altri capitoli della Master Chief Collection, in arrivo nel corso del 2020.

Pros

  • Campagna tra le migliori della serie
  • Personalizzazione del personaggio molto curata
  • Multiplayer variegato
  • Assenza di lag in PvP e Sparatoria
  • Comparto grafico e artistico migliorato sotto ogni punto di vista

Cons

  • Sistema di progressione peggiorato
  • Assenza di opzioni grafiche importanti
  • La coop della campagna presenta problemi di input lag
  • Assenza dello splitscreen e della modalità Forgia
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Simone Chincarini

Anche se non può dire di esser stato videogiocatore da quando era bambino, può comunque vantarsi di avere una buona conoscenza del settore e di varie saghe storiche e/o molto famose, come i Souls e gli Halo. Quando non gioca, ascolta metal, guarda serie tv e prova a laurearsi.

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