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Vampire: The Masquerade – Coteries of New York – Recensione

Una nuova riproposizione del famoso gioco da tavolo

Vampire: The Masquerade è un famoso gioco da tavolo, che già da tempo ha ispirato trasposizioni videoludiche. Come altri giochi di ruolo tabletop, infatti, presenta un grande universo narrativo che ha fatto gola a molte Software House per l’ambientazione dei loro videogiochi.

Ne sono esempi giochi della serie come Vampire: The Masquerade – Bloodlines (di cui è in arrivo a breve un sequel), e il più datato Redemption. Entrambi i giochi hanno ricevuto una calorosa accoglienza sia dal pubblico che dalla critica, ed hanno costruito le basi per ciò che sarebbe stato Coteries of New York.

Il titolo si presenta infatti come una nuova incarnazione della serie sotto forma di videogioco, contraddicendo tuttavia alcune formule alla base della serie, tra cui il fatto stesso di non essere un gioco di ruolo.

Non vi sono infatti livelli, abilità o quest. Il tutto si svolge in un contesto nuovo per la serie: il gioco si basa completamente sulla propria narrativa. Sulla falsa riga dei giochi Telltale e delle grandi produzioni orientali, Coteries of New York si rivela essere in verità una Visual Novel.

Ma sarà riuscito questo nuovo titolo a ridare smalto alla saga? E avrà rispettato la sua premessa di “RPG senza tutti quegli elementi che associamo comunemente al genere nell’industria videoludica”?

Vediamolo in questa recensione!

Una città bagnata dal sangue

Il titolo inizierà con una scelta tra tre clan vampirici, che ci porterà, tramite diverse strade, ad una stessa condizione. Saremo infatti morsi e derubati, da umani, del nostro sangue, per poi risvegliarci come vampiri nell’affollata e città di New York.

Ma il mondo dei Vampiri non dorme, e verremo subito catturati per essere uccisi in quanto diventati vampiri senza il permesso delle autorità vampiresche e senza la protezione di un “Sire“.

E’ da qui che cominceremo la nostra vera avventura.

Colti sotto l’ala protettiva di un Sire ci salveremo dalla “Final Death“, cioé la vera morte dei vampiri, e cominceremo ad eseguire diversi compiti in questo mondo notturno che si nasconde dagli esseri umani tramite il patto della “Masquerade“, che li obbliga a nascondere la propria esistenza dai mortali.

Il titolo ci introdurrà senza tutorial o troppe spiegazioni nel vivo della storia del titolo, tramite dialoghi ben scritti e frequenti scelte morali che influiranno sul nostro modo di porci verso i nostri simili, che siano amici o nemici.

Le nostre attività, eseguite tutte rigorosamente di notte, si suddivideranno tra trama e attività secondarie in un rapido susseguirsi di eventi e scelte, nel mezzo dei contrasti di potere tra le varie autorità vampiresche e relazioni interpersonali con vari non-morti newyorkesi.

La trama del titolo prenderà spesso sfaccettature diverse in base alla missione in cui ci avventureremo, e si adatterà molto a diversi contesti.

Brillano di luce propria soprattutto le missioni secondarie del titolo, che avremo tempo di seguire negli intervalli tra missioni principali, e che ci mostreranno nuovi lati del mondo nel quale si svolgono le nostre vicende.

Una bellissima New York notturna

New York di notte

Il titolo si presenterà subito con ottime e fluide animazioni e bellissimi background della New York notturna, dove l’intero titolo sarà ambientato. Inoltre, questi background, che daranno contesto a tutte le avventure del nostro protagonista, saranno tutti animati e con effetti sonori ad accompagnarli.

Riteniamo che questi siano molto ben implementati e diano un’atmosfera unica e originale al titolo. Questa è molto cupa e gotica ma allo stesso tempo luminosa, in quanto ambientata in una città molto agitata, perennemente in movimento e illuminata da forti luci di auto e lampioni.

Questo coinciderà bene anche con lo stile artistico dei personaggi e con la scrittura del titolo, che sono quasi sempre in completa sintonia uno con l’altro. Abbiamo infatti trovato l’atmosfera del titolo una delle sue migliori caratteristiche e che riesce a creare un feeling molto ispirato e in linea con l’opera originale.

Molto buona è anche la colonna sonora, che è coerente con l’atmosfera tesa e cupa che offre il titolo, anche senza lasciarci tracce particolarmente memorabili. Inoltre, apprezziamo molto il modo in cui le canzoni del titolo si fondono agli effetti sonori prodotti dai background.

Nota dolente è la completa mancanza di un doppiaggio, che però non abbiamo sentito particolarmente necessaria grazie alla notevole cura riposta in tutti gli altri comparti del titolo.

Molto azzeccati sono anche i personaggi del titolo, che abbiamo trovato estremamente ben scritti e cuciti bene in questa New York vampiresca, e tra le varie gerarchie di potere all’interno di essa. In particolare, splenderanno al massimo, con notevoli evoluzioni psicologiche, nelle proprie missioni secondarie.

Riteniamo necessario solo notare il fatto che abbiamo spesso trovato dei background sbagliati in alcuni punti della partita, che però sono probabilmente problemi che verranno rapidamente risolti al rilascio. Anche per questo, infatti, il titolo è stato ritardato di una settimana per la sua uscita.

Un’ambientazione ben nota

Un uomo guarda la città di New York dall'alto

Per l’ambientazione del titolo gli sviluppatori, lo studio polacco Draw Distance, hanno fatto un’attenta ricerca su tutta la storia e la lore del gioco di ruolo Vampire: The Masquerade.

Coteries of New York riprende fedelmente tutti gli elementi già noti sul mondo di gioco, e li rende noti uno ad uno al giocatore.

È possibile avvicinarsi tranquillamente al titolo senza avere le basi della saga, tuttavia anche i fan apprezzeranno molto i rimandi a concept, leggi e fazioni dei giochi originali. Inoltre, proprio per i neofiti sarà presente una feature molto comoda: il Dizionario.

Su questo, ogni volta che incontreremo concetti di nota del mondo di Vampire: The Masquerade, questi verranno annotati e spiegati, permettendo di non lasciare fuori i novizi senza al contempo rompere il ritmo del titolo.

Il ritmo del titolo sarà, anche grazie a ciò, molto ben gestito. Non saranno mai presenti veri “momenti morti“, in quanto il titolo offrirà sempre qualcosa da fare dopo aver svolto una missione di trama, e soprattutto, perché il gioco non permette mai di salvare.

Abbiamo trovato questa scelta certamente singolare, ma in linea con il leitmotiv dell’opera: “Non c’è bisogno di rimpiangere il passato, ma accettare le scelte che si sono fatte”.

La struttura del titolo è, come annunciato dagli sviluppatori, vuota di meccaniche inutili, e si focalizza su poche meccaniche ben esplorate e che rendono il titolo perfettamente funzionale alla propria narrazione e alla propria formula.

Gli ingredienti sono mescolati bene e così il titolo non sembra mai dispersivo e mantiene una coerenza qualitativa per tutta la durata dell’opera, scemando forse verso il “grand finale“, che risulta stridere con il resto del titolo.

Un gioco di ruolo inusuale?

Il nostro "Haven"

In realtà però, ciò in cui Coteries of New York pecca di più, è proprio il comparto di gioco di ruolo del titolo. Il personaggio che impersoneremo infatti non sarà davvero “nostro”.

Per quanto vi saranno molte scelte e dilemmi morali, spesso le scelte saranno solo tre o meno e non verranno influenzati da altri fattori oltre alla Fame – la ricerca di sangue che attanaglia un vampiro, avvicinandolo a una bestia.

Inoltre, le risposte saranno sempre “tagliate“, cioè riassunte in opzioni più corte, e che spesso non ci hanno fatto capire bene il tono con cui le avrebbe pronunciate il protagonista. Molte scelte influiranno indubbiamente sulle side-quest e sull’avanzare della storia, ma, appunto, non sembreranno “nostre“.

Decideremo il nostro personaggio solo in base ai tre clan proposti dal titolo (ognuno con un personaggio fisso), che influiranno sulla storia ma che ci sembreranno personaggi esterni, in quanto non saremo noi a decidere davvero le loro particolarità.

Non aiuta in questo neanche la scelta di usare la seconda persona durante la narrazione, in quanto per tutto il titolo ci sembrerà di seguire le vicende di un’altra persona, ma che non sarà neanche un personaggio creato dal giocatore – quindi una “terza persona“.

Dura è anche la scelta di dare un solo finale al titolo, che non dà riscontro ai molti dilemmi morali e alle scelte che dovremo affrontare nel titolo, lasciando un senso di insoddisfazione alla fine dell’avventura.

Un mondo vampiresco dai molti risvolti

Un normale bar di New York City

Il titolo non sarà molto lungo: basteranno infatti solo 8 ore per completarlo. Tuttavia, sarà abbastanza rigiocabile, sia per vedere nuovi lati del titolo e della sua storia, sia per completare le missioni secondarie che offrirà il gioco.

Inoltre, l’ottima narrazione e ritmo del titolo, insieme a molte riflessioni su diversi temi delicati, riusciranno a mantenere incollato il giocatore allo schermo, nonostante le Visual Novel non siano tra i generi più apprezzati dal grande pubblico.

E’ anche vero che il livello di inglese del titolo sarà abbastanza elevato, e potrebbe essere un impedimento a molti videogiocatori nostrani.

Tuttavia, i personaggi accattivanti, insieme a un ottimo comparto estetico dalle tinte scure e un mondo di gioco complesso, stupiranno il giocatore che si cimenterà nella scoperta di questo titolo.

Di sicuro è un’ottima nuova riproposizione del mondo di Vampire: The Masquerade, tuttavia soffre di alcuni problemi nell’approccio da gioco di ruolo, che si rivela abbastanza approssimato.

Nota di merito è invece la poca richiesta in termini di hardware del titolo, che però non soffre di particolari limiti hardware, rimanendo molto godibile alla vista.

Overall
8/10

Riassumendo

Vampire: The Masquerade – Coteries of New York riesce ad avere un’ottima narrazione accompagnata da un ottimo comparto grafico e meccaniche semplici ma con una struttura molto funzionale e che mantiene un ritmo sostenuto e ben bilanciato per tutto il gioco.

Soffre molto per quanto riguarda il comparto gioco di ruolo, e spesso le scelte risultano poco soddisfacenti.

Pros

  • Ottima narrazione e ambientazione
  • Personaggi e missioni secondarie ben realizzati
  • Struttura semplice ma funzionale

Cons

  • Pessimo comparto ruolistico nonostante i tentativi
  • Scelte spesso non soddisfacenti
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Artem Nemchynskyy

Giocatore fin da piccolo, ha sviluppato attrazione per diversi generi videoludici, in particolare titoli provenienti dall'oriente. Adora gli RPG, con una predilezione per il Dark Fantasy e le scelte multiple. Non disdegna niente e cerca sempre di espandere i propri orizzonti.

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