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Shovel Knight: Treasure Trove – Recensione definitiva dell’icona platform

Quattro campagne ed un party game per ore di divertimento e nostalgia

Nato nel 2013 come campagna Kickstarter che voleva omaggiare i titoli platform a 8 Bit, Shovel Knight è oggi diventato un personaggio iconico e riconosciuto in tutto il panorama dei videogiochi indie.

Fin da prima che iniziasse lo sviluppo, i supporter del titolo hanno avuto la possibilità di scegliere ben quattro contenuti aggiuntivi alla campagna principale, che col tempo si sono sviluppati fino a diventare dei giochi originali ambientati nell’universo di Shovel Knight.

Gratuiti per coloro che hanno comprato l’edizione Treasure Trove del gioco, questa serie di DLC è finalmente giunta al termine dopo cinque anni di attesa, con la pubblicazione della campagna di King Knight, chiamata King of Cards, e del party game Shovel Knight Showdown.

Per l’occasione abbiamo deciso di rivisitare in ordine tutti e cinque i titoli creati dai ragazzi di Yatch Club Games, per dare un giudizio finale sulla versione completa e definitiva del gioco.

Shovel Knight: Shovel of Hope

Uscito nel 2014 per PC, Nintendo 3DS e Wii U, Shovel of Hope è la campagna originale del titolo, che vede Shovel Knight esplorare i regni più disparati alla ricerca della sua compagna Shield Knight.

Negli anni successivi il titolo e le sue espansioni sono stati portati su quasi ogni console, sia della generazione precedente che quella attuale.

L’influenza dai titoli per NES e SNES è particolarmente evidente: dalla palette cromatica del protagonista al design dei suoi rivali, chiaramente ispirati ai titoli di Mega Man, ma con un sistema di progressione più simile a quello di Super Mario Bros. 3.

Sono inoltre stati presi in prestito svariati elementi della serie di Castlevania e da Duck Tales.

Una sezione del primo livello di Shovel Knight

Tuttavia gli sviluppatori non si sono fermati alla superficie, e mescolando ed arricchendo questi titoli storici li hanno modernizzati, aggiungendo controlli più precisi e fluidi, oltre a numerosi elementi di game design più moderni.

Elementi che sarebbero stati poi mantenuti nei titoli successivi sono i checkpoint distruggibili, che possono dare maggiori tesori al giocatore al prezzo di perdere una grande quantità di progressi in caso di morte.

Alla morte inoltre non si perdono vite, ma una parte dei propri tesori, che riappariranno in quel punto sotto forma di borse volanti.

I tesori perduti pronti ad essere recuperati

Riuscendo a tornare sul posto senza morire ci sarà data l’occasione di recuperarli, ma ogni tanto ci incastreremo in luoghi impossibili da raggiungere, costringendoci a rinunciare ad una parte importante delle nostre finanze.

Le piccole città sparse per la mappa di gioco sono piene di NPC dai design e personalità estremamente variegati.

Alcuni di essi ci daranno delle quest da completare raccogliendo collezionabili speciali, altri ci daranno potenziamenti permanenti, armature che ci doneranno nuove abilità o semplicemente dei dialoghi dall’umorismo divertente e leggero.

Shovel Knight all'interno del primo villaggio del gioco

Ultimo elemento fondamentale del gioco è il level design, che riprende la tradizione di insegnare le meccaniche attraverso il gameplay, senza alcuna linea di dialogo.

Fin dal primo livello i giocatori impareranno tutto quello che gli serve semplicemente raggiungendo il traguardo, ed anche nei livelli successivi meccaniche e ostacoli unici verranno introdotti lentamente, per poi essere rimescolati in modi sempre nuovi e più complessi.

Non mancano i contenuti esclusivi per le varie console. Solo su PlayStation 4 infatti è presente una boss fight segreta contro Kratos, mentre su Xbox One appaiono i Battletoads e sulle piattaforme Nintendo è presente il supporto agli Amiibo basati sui personaggi del gioco.

Plague of Shadows

Plague Knight nel prologo del gioco con Mona

Nel Settembre del 2015 è stata pubblicata la prima campagna DLC, che come deciso dai supporter del kickstarter, vede protagonista Plague Knight, uno dei boss del gioco originale.

Questo titolo propone una versione remixata di tutti quanti i livelli, con nuovi ostacoli e gimmick per assecondare il moveset del nuovo personaggio giocabile.

Se Shovel Knight aveva solamente un attacco orizzontale, uno in caduta e alcuni oggetti magici, Plague Knight offre una complessa meccanica unica, mai più vista nel resto della serie.

Il menu di creazione delle bombe

I giocatori possono infatti combinare a piacimento diverse bombe, miccie e sostanze chimiche per creare una vasta gamma di esplosivi, ognuno adatto a diverse esigenze e stili di gioco.

Questo, unito ad un salto caricato e la capacità di rimanere sospeso per qualche secondo, dona a Plague Knight delle meccaniche platform uniche che gli permettono di sorvolare ampi livelli non meno originali e complessi di quelli affrontati dal suo rivale blu.

I checkpoint, i tesori alla morte e i collezionabili segreti fanno il loro ritorno, ma al posto di svariate città troveremo un unico laboratorio segreto di Plague Knight e la sua assistente, Mona.

Specter of Torment

Specter Knight osserva il ciondolo del suo mentore

Nel Marzo del 2017, assieme alla pubblicazione delle due campagne precedenti su Nintendo Switch, è stato rilasciato Specter of Torment, la seconda campagna DLC con protagonista il misterioso Specter Knight.

Ancora una volta ci troveremo ad esplorare versioni remixate di livelli e boss già noti, ma gimmick originali e le abilità uniche dello spettrale protagonista renderanno nuovamente l’esperienza fresca ed originale.

In questa campagna prequel dovremo reclutare gli altri boss che Shovel Knight dovrà poi affrontare nella sua avventura, mentre esploriamo alcune sequenze sulla backstory di Specter Knight e come è diventato un servitore della Enchantress.

Specter Knight è il personaggio più agile di tutti, capace di correre e saltare dalle pareti, scivolare sulla propria falce e agganciarsi ad appigli e nemici sospesi a mezz’aria per un boost aereo.

Specter Knight pronto ad aggrapparsi ad una medusa volante

Tali mosse possono essere combinate fluidamente, permettendo così di volare attraverso i livelli senza mai fermarsi.

Ancora una volta ci troveremo in un’unica hub centrale, ma adesso non avremo più una mappa dell’overworld da navigare. Al suo posto, i livelli verranno selezionati tramite un semplice menu.

È stata invece aggiunta una challenge originale, che ci vedrà scalare un livello verticale con ostacoli generati randomicamente, ed un premio finale una volta giunti in cima.

Esiste anche una modalità difficile, che unisce la barra della vita a quella dell’oscurità, ovvero il mana necessario a usare i nostri oggetti, portandola a consumarsi lentamente e costringendoci ad eliminare ogni nemico che troviamo per assorbire l’energia necessaria a tenerci in vita.

King of Cards

King Knight assieme a sua madre e altri alleati

Dopo due anni, è finalmente arrivata anche l’ultima campagna DLC, che vede come protagonista il borioso King Knight. Non essendo ancora un vero re, il suo obiettivo è quello di diventare il più grande giocatore di Jotus del mondo, per essere incoronato Re delle Carte.

Il suo moveset è quello più limitato del cast: oltre al classico salto e oggetti magici potrà infatti eseguire solo una spallata orizzontale, che gli darà un boost aereo se si colpisce qualcosa.

Finché non si tocca terra o si rimbalza su un altro oggetto, tuttavia, non potremo ripetere questa manovra, trasformandola spesso in un’arma a doppio taglio grazie ad un level design che ancora una volta riesce a stupire e sfruttare al meglio le meccaniche uniche di King Knight.

Il primo livello di King of Cards

Fa il suo trionfale ritorno la mappa del mondo in stile Super Mario Bros. 3, con ancora più livelli di prima anche se ciascuno di essi è notevolmente più corto.

Ogni livello tuttavia porta gimmick sempre nuovi ed esplorate a fondo, con alcuni di essi che presentano uscite secondarie per scoprire strade alternative nell’overworld.

Di tanto in tanto potremo divertirci con una modalità secondaria, il gioco di carte Jotus che sta spopolando nel regno. Le regole del gioco sono semplici: bisogna posizionare le proprie carte in una griglia per catturare le caselle con delle gemme, ed quando tutta la griglia è occupata chi possiede più gemme vince.

Un tavolo da gioco di Jotus

Le carte possono però avere diversi effetti, dallo spostare sia le proprie tessere che quelle dell’avversario, eliminare quelle ai lati, o trasformare quelle già posizionate in altre differenti.

Anche i tavoli di gioco possono cambiare da una sfida all’altra, rendendo ogni sfida nuova e interessante.

Coloro che vogliono vivere un’esperienza platform pura, tuttavia, non saranno costretti a cimentarsi nelle sfide a Jotus, che rimangono un contenuto opzionale per i completisti.

Shovel Knight Showdown

L’ultimo contenuto aggiuntivo promesso era una modalità picchiaduro multiplayer, giunta in contemporanea alla campagna di King Knight. Tuttavia mancando qualsiasi forma di comunicazione wireless, questo DLC è completamente assente su PS Vita e Nintendo 3DS.

Il gioco si propone come un platform fighter, in cui potremo giocare nei panni di tutti i personaggi principali della serie in diversi stage ispirati ai livelli di gioco.

Shovel Knight si prepara a combattere contro un centauro

Il moveset dei personaggi non è particolarmente variegato, ma gli ostacoli presenti nelle arene stesse e le modalità di gioco presenti portano comunque abbastanza varietà agli scontri.

La modalità storia ci farà scegliere un personaggio che dovrà affrontare una serie di scontri predeterminati. All’inizio ed alla fine di ciascuno di essi potremo assistere a delle interazioni tra i vari personaggi, molte delle quali mai viste negli altri titoli.

Nella modalità multiplayer fino a quattro giocatori avremo a disposizione due modalità di gioco principali, ulteriormente customizzabili grazie ad un menu di opzioni.

Shovel Knight e Plague Knight si preparano a lottare

Nella modalità Showdown dovremo semplicemente eliminare tutte le vite dei nostri avversari, ed essere l’ultimo personaggio rimasto in piedi prima dello scadere del tempo.

In Treasure Clash invece il nostro obiettivo sarà quello di collezionare gemme che appariranno randomicamente nello stage, fino a raggiungere una quota prestabilita. Alla morte tuttavia ne perderemo una che potrà essere raccolta dai nostri avversari, e se perderemo tutte le vite avremo automaticamente perso.

Sebbene non offra una particolare varietà, questa modalità picchiaduro può comunque offrire ore di divertimento se giocata in compagnia di un gruppo di amici, grazie anche ai comandi estremamente semplici e veloci da imparare.

Un level design magistrale

Un livello di Tinker Knight in Shovel of Hope

Come già accennato in precedenza, tutte e quattro le campagne platform presentano un level design creativo e intelligente, che usa la ripetizione di asset e concept tra i vari giochi come punto di forza per stupire ogni volta i giocatori.

Infatti quello che prima poteva essere un ostacolo in un altro titolo si trasforma in un elemento da sfruttare con le proprie nuove abilità e viceversa.

Ogni livello porta con sé nuovi gimmick ed ostacoli, che vengono introdotti al giocatore in un ambiente sicuro dove può sperimentare con esse e capirne il funzionamento, prima che vengano proposte in contesti più complessi o in combinazione con altri elementi.

Molti livelli nascondo inoltre passaggi nascosti per degli stage bonus o, nel caso di King of Cards, veri e propri percorsi e traguardi alternativi.

Uno dei livelli di Tinker Knight in King of Cards

Le reliquie, oggetti magici che possono essere comprati o raccolti, offrono inoltre nuovi modi di approcciarsi ai livelli, sia attraverso nuove opzioni di combattimento che aiuti per le sezioni platform più difficili.

Bisogna stare attenti a non abusarne, in quanto chiedono sempre l’utilizzo di una certa quantità di mana, ricaricabile solo raccogliendo specifici oggetti.

Nonostante questo alcune di esse, come il Phaze Locket, risultano particolarmente sbilanciate, permettendo di evitare completamente alcune challenge nonostante un costo in mana particolarmente basso.

Una direzione artistica nostalgica ma moderna

Un livello della campagna di Specter of Torment

Nonostante a prima vista la serie sembri trarre completa ispirazione dai titoli dell’era NES, essa sfrutta numerose opzioni che non erano presenti all’epoca.

La palette cromatica infatti è ricca di colori, con sprite molto dettagliati e background che si muovono in parallasse creando un effetto di profondità impossibile trenta anni fa, mentre anche le animazioni possiedono molti più frame rispetto ai giochi di una volta.

La colonna sonora, anch’essa ispirata ai toni in 8-Bit, non si limita ad un solo canale audio ma trae pieno vantaggio dalle innovazioni moderne creando una vera e propria orchestra chiptune.

Il risultato è un gioco con un’estetica moderna e pulita, ma che dà ai giocatori più anziani l’impressione di essere uscita direttamente da una cartuccia della loro infanzia.

Conclusioni

Shovel Knight: Treasure Trove raccoglie al suo interno una collezione di titoli platform di altissima qualità, in grado di far propria l’ispirazione del passato per proporre quattro avventure originali e divertenti.

Ogni singolo livello è in grado di stupire e mettere alla prova i giocatori, rimanendo sempre onesto nel livello di sfida e scalando la difficoltà gradualmente.

L’estetica nostalgica ma al contempo moderna, unita ai personaggi dalla comicità strampalata ma coinvolgente riesce a creare un mondo fantastico e vivo, che porta a volerlo esplorare sempre di più, tanto che l’intera collezione lascia insoddisfatti e desiderosi di nuove avventure e sfide.

Le campagne Specter of Torment, King of Cards e il party game Showdown sono disponibili anche venduti separatamente, ma vi consigliamo di acquistarli come parte della collection Shovel Knight: Treasure Trove.

Shovel Knight: Treasure Trove
Overall
9/10

Riassumendo

Le quattro campagne platform presentano ognuna meccaniche originali e divertenti, presentate attraverso livelli creativi e ben strutturati. L’estetica e il gameplay nostalgici non si fanno limitare dai canoni del passato, riproponendoli in chiave moderna.

Shovel Knight Showdown, sebbene non abbia molta varietà di gameplay, offre numerose ore di divertimento in compagnia dei propri amici grazie all’ampio roster di personaggi e meccaniche di combattimento semplici.

Pros

  • Quattro titoli platform dal level design superbo
  • Ogni livello propone nuove idee
  • Direzione artistica sorprendente
  • Showdown offre un party game semplice ma divertente

Cons

  • Alcune volte risulta impossibile recuperare i tesori dispersi alla morte
  • Alcune reliquie sono troppo sbilanciate
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Alberto Marcuzzi

Amante dei videogiochi di ogni genere fin dalla tenera età, è inevitabilmente attratto dai titoli provenienti dalla terra del Sol Levante. Quando inizia un nuovo gioco, non è soddisfatto finché non ne ha sviscerato tutte le meccaniche.

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