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Zombie Army 4: Dead War – Provato

La nostra opinione sul nuovo capitolo a tema Zombie

Grazie a Koch Media abbiamo potuto provare Zombie Army 4: Dead War, sequel della Zombie Army Trilogy (spin-off a tema Zombie di Sniper Elite).

Inoltre abbiamo avuto l’occasione di intervistare il team di sviluppo, la Rebellion Developments.

Questo capitolo ci avrà colpito? Scopriamolo insieme!

La storia continua…

Personaggi contro orda zombieQuesto capitolo, come citato poc’anzi, è il seguito della Zombie Army Trilogy.

Fin da subito viene accennato che la piaga Zombie continua a colpire l’Europa, e i nostri nuovi eroi (accompagnati da Karl Fairburne del precedente capitolo) avranno il compito di affrontare una volte per tutte sia l’epidemia che Hitler, presente in questo titolo sotto forma di demone.

Sul comparto narrativo in sé non c’è molto da dire, dato che il gioco si basa molto di più sul gameplay mostrando una trama semplicista, che potrebbe comunque sorprendere gli appassionati grazie ad alcuni elementi che approfondiranno la lore, come le figurine ottenibili eseguendo specifiche “richieste”.

Nuove ambientazioni

Gli sviluppatori in questo titolo hanno senza alcun dubbio voluto rendere omaggio al suolo italico, visto che la maggior parte delle mappe sono ambientate in alcune delle città più celebri del Bel paese come Venezia, Napoli e Milano.

Ogni mappa, comunque, ha subito delle opportune modifiche di ambientazione per ottimizzare il gameplay e rimanere fedeli all’epoca storica nella quale sono collocati gli avvenimenti.

Un richiamo ai film storici

In questo capitolo ci sarà un forte richiamo ai film horror, come ad esempio le immagini che rappresentano ogni missione/richiesta ecc. che palesemente si rifanno, per quanto riguarda lo stile artistico, alle locandine dei film di George Romero.

In alcune mappe ci sono inoltre easter egg legati al film “Lo Squalo”, “The Shining”  e “La Cosa” , piccoli elementi che strizzano l’occhio agli appassionati.

Un gameplay solido ma antiquato

Zombie con un lanciafiamme

Il cambiamento rispetto al prequel non è cosi grande, sono state giusto aggiunte delle mosse speciali da utilizzare contro gli zombie e qualche nuovo nemico che richiederà la collaborazione fra i vari componenti del gruppo per esser abbattuto (boia, zombie inceneritori, ecc.).

Il livello di difficoltà del gioco è impegnativo poiché tende ad esser molto punitivo per ogni errore commesso, motivo per il quale sconsigliamo questo titolo ai giocatori più inesperti del genere.

Date le indubbie somiglianza con Left 4 Dead (con cui il prequel aveva persino una collaborazione), ci saremo aspettati qualche nemico con delle abilità speciali come “Lo Smoker” o “L’Hunter” che avesse interazioni particolari con i giocatori, tuttavia non è successo tranne che per una singola eccezione, il Necromante, che continuava ad evocare i non-morti fino alla propria uccisione.

Personaggi nuovi come Il Macellaio e gli Zombii con i lanciafiamme sono buone aggiunte ma che secondo noi non apportano reali cambiamenti nella fase di gioco.

L’uccisione X-RAY proveniente dal capitolo principale (Sniper Elite) da ancora soddisfazioni durante la giocata mostrando ogni uccisione in slow-motion tramite proiettili, bombe o altro.

Le armi primarie e secondarie inoltre, per quanto abbiano un nuovo design e degli upgrade molto interessanti, non brillano per originalità, finendo poco dopo per essere dimenticate.

Grafica insoddisfacente

zombie con in mano una motosegaSebbene il motore grafico sia lo stesso usato da Sniper Elite IV, la grafica non sembra molto curata, a causa probabilmente anche dell’alto numero di nemici che abbassa le prestazioni grafiche del gioco ma che comunque non crea problemi al frame rate, che si aggira attorno ai 60 FPS (su PlayStation 4 PRO).

Effetti come i riflessi sull’acqua, luci ed ombre sono inoltre poco dettagliati, tuttavia trattandosi di una prova non è ancora possibile dare un giudizio finale.

Intervista con gli sviluppatori

Eccovi alcune domande fatte agli sviluppatori:

D: Com’è il gioco in modalità Solo? E’ stato difficile trovare un bilanciamento, dato che in modalità cooperativa risulta un po’ impegnativo?

R: Il bilanciamento è stata senza alcun dubbio la parte più difficile per noi.

Come sapete si può giocare in solo o in cooperativa fino a 4 giocatori con la possibilità di modificare il proprio equipaggiamento.

In modalità single player si avranno dei vantaggi sul proprio personaggio, dando la sensazione di star comunque giocando in 4 giocatori ma con un senso di sfida maggiore.

Abbiamo speso molto tempo nel play-testing e come avete potuto notare questo gioco non è considerabile facile, perciò crediamo di aver fatto un buon lavoro.

D: Nel gioco ci sono mosse speciali che si possono fare in due o più giocatori?

R: Purtroppo non è disponibile questa feature, tuttavia prima di iniziare la missione potrete mettervi d’accordo con altri giocatori scegliendo i potenziamenti più utili da usare per ottimizzare la propria partita.

In questa modo vogliamo spronare i giocatori a parlare fra di loro creando un ambiente di cooperazione.

D: Ci sono lanciarazzi, lanciafiamme,ecc. ma sarà possibile guidare veicoli speciali come i carri armati ed altri simili?

R: Potrete utilizzare i veicoli standard, tuttavia i veicoli speciali saranno sfruttati più per i boss.

D: Parlando della storia, perché avete scelto l’Italia? Cosa vi ha portato a questa decisione?

R: L’Italia ha vissuto una parte della guerra come sappiamo, tuttavia secondo noi non è stata abbastanza esplorata nei giochi a tema Seconda Guerra Mondiale.

Ci sono molte località interessanti che oltre a strutture quali gli edifici offrono anche delle viste o delle belle angolature (ombre e luci) e per questo le abbiamo scelte.

D: Nel prequel avete fatto una collaborazione con Left 4 Dead, avete in mente qualcosa di simile per questo nuovo capitolo?

R: No Comment!

D: Quanto tempo avete speso nella ricerca dei paesaggi e nella realizzazione delle ambientazioni?

R: Abbiamo speso molto tempo, il nostro level designer è rimasto sempre in contatto con l’environment artist per scegliere come si potevano fare certi livelli senza snaturare l’ambientazione.

Abbiamo preso come modello molte foto dei paesaggi per farci dare qualche spunto in più, anche se ovviamente è un gioco di zombie e non potrà mai essere realistico al 100%, soprattutto considerato che volevamo andare incontro anche al gameplay.

Siamo molti soddisfatti in particolar modo del nostro lavoro con Venezia, secondo noi è quella più realistica.

D: C’è qualche feature che durante il periodo di sviluppo avete scartato? Possibilmente dateci anche un esempio.

R: Molto probabile, al momento però non ricordo nello specifico, ho giusto vaga memoria di una che non andava comunque ad intaccare molto sul gameplay.

D: Dato che prima parlavamo delle feature eliminate volevo farvi un esempio: avevate in mente qualche zombie con abilità speciali come prendere i giocatori da lontano, portarli da qualche parte della mappa o paralizzarli?

R: Purtroppo queste funzionalità non sono mai state pensate in via di sviluppo, ci sono giusto alcuni zombie che possono assalire direttamente degli NPC.

D: Durante la prova del gioco ho potuto notare l’ottimo feeling che danno le armi, è stato difficile raggiungere tale resa, specialmente in questo universo post-apocalittico?

R: Su questo ci ha dato una mano lo sviluppo di Sniper Elite 4, dandoci le basi per capire come funziona la componente di shooting e i dettagli su cui mettere particolare enfasi, come il movimento effettuato per ricaricare l’arma, il rinculo ecc.

D: E’ stato difficile creare un titolo del genere?

R: Dato che non vuole esser realistico abbiamo avuto molta più libertà creativa rispetto a Sniper Elite 4, dato che quest’ultimo cerca di essere molto più story oriented.

Crediamo comunque di aver fatto un ottimo lavoro per quanto riguarda l’universo di gioco, creando una trama solida nonostante la tanta libertà in fase realizzativa.

 

Riassumendo

Zombie Army 4: Dead War è un titolo assolutamente non ambizioso ma che sa il fatto suo, intrattenendo i giocatori grazie al lato cooperativo.

Non ha un comparto grafico da tripla A ma per chi fosse fan sfegatato dei giochi zombie e dei titoli horror storici è un must have.

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Victor Velasquez

Amante dei videogiochi e dei film fin da tenera età. Si impegna sempre nel recensire nella maniera più oggettivamente possibile.

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