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Wizardry: Labyrinth of Lost Souls – Recensione della versione PC

Un JRPG per i giocatori hardcore del genere

Negli ultimi anni si è potuto costatare come molte software house dedicate al genere dei JRPG abbiano deciso di portare su PC non solo gli ultimi titoli da loro creati, ma anche dei porting di giochi usciti sulla precedente generazione di console.

Alcuni esempi di ciò sono la serie Neptunia, quella di Ys oppure The Legend of Heroes.

Per tale motivo, quest’oggi ci troviamo proprio a parlare del porting di un gioco uscito sulla precedente generazione di console, ovvero, Wizardry: Labyrinth of Lost Souls.

Il team di Acquire sarà riuscito a riportare egregiamente anche su PC le atmosfere che si potevano provare su PlayStation 3 e PlayStation Vita? Scopritelo insieme a noi attraverso la nostra recensione.

Per informazioni su altri titoli JRPG riportati anche su PC, vi invitiamo a leggere la nostra recensione di Ni No Kuni Remastered.

Un JRPG classico con elementi da dungeon crawler

Le varie razze di Wizardry

Avviata la partita, verrà chiesto al giocatore di scegliere una razza tra le varie disponibili, ovvero Gnomi, Nani, Umani, Elfi e infine i Porklu, e in base alla scelta effettuata si avranno a disposizione varie classi iniziali.

Queste varieranno anche per via dell’allineamento scelto, che può essere Neutrale, Malvagio e Buono. Tale caratteristica non in influenzerà solo la classe, ma anche i membri del gruppo che potrete reclutare.

Un gruppo formato da molti personaggi malvagi, per esempio, andrà a precludere la possibilità di avere un Priest (healer), classe prettamente buona ma esclusiva degli altri allineamenti.

Insieme a ciò bisognerà anche fare attenzione a come distribuire i punti tra le varie statistiche, perché una volta terminata la fase di creazione del personaggio non ci sarà più la possibilità di modificarle e saranno aggiornate automaticamente ad ogni livello.

Setting dei punti caratteristica

Una volta creato il proprio personaggio si entrerà direttamente nel vero e proprio gameplay del titolo.

Sarà chiaro fin da subito infatti che non ci sarà una vera e propria trama da seguire, ma piuttosto ci si troverà davanti ad un insieme di missioni esplorative e di recupero che porteranno a visitare i vari piani dei tre dungeon disponibili.

All’interno di questi ci si potrà muovere liberamente, affrontare vari tipi di mostri o recuperare oggetti tramite le casse presenti al loro interno.

La sconfitta dei nemici permetterà inoltre di otterrete oggetti misteriosi utili a completare le missioni, migliorare equipaggiamento o ad ottenere mappe dei piani più avanzati del dungeon.

Tuttavia per sapere che oggetto si avrà ottenuto bisognerà aspettare il ritorno in città per poi interagire con il mercante.

La città e le attività disponibili

Un dialogo con il capo gilda

Il mercante permetterà non solo di comprare e vendere nuovi equipaggiamenti, armi e utility varie, ma anche di svelare l’identità degli oggetti rilasciati dai mostri, così da poter ottenere ciò che serve per completare ogni missioni.

Insieme al mercante nel villaggio saranno presenti anche la taverna, il tempio e la gilda

Nella prima si potranno recuperare i propri punti magia gratuitamente, oppure affittando una stanza anche i propri punti vita.

Una caratteristica peculiare del titolo è infatti quella di non avere delle magie che si basano su un’eventuale barra del mana, ma ciascuna di esse avrà invece un certo numero di utilizzi giornalieri ricaricabili solo salendo di livello o, appunto, riposando nella taverna.

Nel tempio invece si verrà trasportati se si verrà sconfitti all’interno di un dungeon, e visitandolo si potranno anche rianimare i personaggi esausti del gruppo.

Infine tramite la gilda non solo si avrà la possibilità di accettare le missioni, ma sarà anche possibile creare nuovi personaggi del gruppo e cambiare loro classe una volta raggiunto un determinato livello.

Un comparto tecnico e sonoro non all’altezza

L'esplorazione di un dungeon

A livello grafico il titolo senz’altro non brilla, poiché i personaggi risultano esser ben disegnati, ma sono veramente pochi e contribuiranno a dare in poco tempo al giocatore una fastidiosa sensazione di deja vu ad ogni loro riutilizzo.

I dungeon sono stati strutturati in generale in modo basilare ma comunque abbastanza profondo, tanto che siamo stati costretti più di una volta a comprare una mappa per orientarci all’interno delle loro intricate strutture.

Parlando infine del reparto sonoro, esso riesce a risultare giusto discreto: le musiche non risulteranno essere mai fastidiose, ma al contempo nemmeno eccelse, finendo per essere da subito dimenticabili.

In conclusione

Wizardry: Labyrinth of Lost Souls risulta un titolo per pochi, a causa di un sistema di gameplay molto vecchio stile, che potrebbe già di per se allontanare molti curiosi, e di un comparto grafico non invecchiato benissimo.

Nonostante ciò, ci teniamo comunque a consigliarlo ai giocatori hardcore di JRPG che vogliono provare un gioco con elementi più classici o che vogliono rispolverare un buon titolo dell’era PlayStation 3.

Overall
7/10

Riassumendo

A causa della scelta di un gameplay piuttosto classico, ci teniamo a consigliare Wizardry: Labyrinth of Lost Souls solo ai giocatori di JRPG hardcore che vogliono provare un’esperienza di gioco molto più vicina ai grandi classici del genere.

Pros

  • Dungeon ben pensati
  • Sistema di creazione del personaggio ottimamente strutturato
  • Tante missioni

Cons

  • I modelli dei personaggi sono parecchio ripetitivi
  • Certi elementi di gameplay risultano oramai obsoleti
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Mario Cofano

Appassionato di cultura Videoludica e animazione, in particolare predilige i giochi di stampo orientale. Apprezza molto quando un titolo dà la giusta importanza sia a gameplay, trama e grafica senza però eccedere troppo in nessuno di essi.

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