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Gris – Recensione di un’avventura imperdibile

Un viaggio colmo di dolore e speranza

A più di un anno di distanza dalla sua uscita su PC, Gris, gioco pubblicato da Devolver Digital e sviluppato dallo studio indipendente spagnolo Nomada Studio, continua a far parlare di sé, sia grazie alle sue tematiche toccanti che alla recente vincita del premio “Miglior gioco che ha lasciato il segno” ai The Game Awards.

Noi di GameIndustry.it abbiamo potuto recentemente recuperare questa perla del settore indie, sviscerandone ogni particolare e analizzando appieno tutto l’impegno e il lavoro che lo studio di sviluppo ha messo nella sua realizzazione.

Ecco quindi tutti i nostri pareri sull’opera.

Il viaggio per affrontare un lutto

Il titolo si apre con una breve scena nella quale la giovane Gris, poggiata sulla mano di una statua femminile gigante, perde completamente la voce, interrompendo la canzone che stava intonando e provocando la rottura della statua stessa.

Dopo una sequenza di caduta nel vuoto, la protagonista si ritrova ad affrontare un viaggio in un mondo bizzarro e inizialmente malinconico, il quale pian piano si aprirà sempre di più a lei rivelando la sua natura gioiosa.

Protagonista di Gris su uno sfondo rosso-giallo e fra due mani di pietra bianche

Non è di certo una novità il fatto che tutti gli avvenimenti che accadono nel titolo siano un’allegoria riferita ad una situazione di perdita di una persona cara.

La premessa narrativa stessa sottolinea come Gris sia “una ragazza piena di speranze e persa nel suo mondo, che si trova a vivere un’esperienza molto difficile“, per cui è facile interpretare la sequenza iniziale come l’esatto momento in cui la ragazza subisce il lutto.

Il viaggio che poi intraprenderà rappresenta perfettamente un normale processo di superamento del dolore, rappresentato sia dalle varie ambientazioni che incontrerà che dalle abilità e dagli oggetti che imparerà a sfruttare.

Un quadro in movimento

Uno dei maggiori punti di forza del titolo è sicuramente il suo lato artistico.

Sin da subito sarà evidente la cura mostrata nella realizzazione di ogni dettaglio grafico, sia per quanto riguarda le ambientazioni che i vari personaggi che si incontreranno nella vicenda.

Ogni singola area che si andrà ad esplorare sarà caratterizzata da una tematica principale, come la natura, il deserto, il mondo sottomarino ecc., che verrà ulteriormente esaltata dai colori utilizzati e dallo stile artistico che va a mimare quello della pittura ad olio.

Nel titolo ci sono in tutto 5 macro aree, ciascuna rappresentante le 5 fasi del famoso schema di accettazione del dolore di Kübler-Ross, partendo dal diniego con l’area grigia iniziale per poi passare dalla rabbia col deserto, la depressione con la foresta, la contrattazione con il mare ed infine l’accettazione con le strutture celesti.

Ad intervallare ogni area, poi, ci sarà una breve sequenza nella quale un nuovo colore si aggiungerà all’ambiente e il ritorno ad un tempio centrale, che fungerà da “HUB principale” dell’opera.

Un gameplay semplice e intuitivo

L’ambientazione non è l’unico contesto in cui si può ritrovare la tematica già citata dell’accettazione del dolore.

Dal punto di vista del gameplay, infatti, con l’avanzamento in ciascuna area si potranno ottenere nuove abilità, quasi sempre legate al vestito della protagonista, che rappresenteranno lo stato emotivo di Gris e che permetteranno di risolvere i vari enigmi ambientali che verranno man mano proposti.

Piattaforme del bosco

Nella prima area si trovano i Mementos, ricordi dal passato, nel deserto della rabbia il vestito si trasforma in un blocco pesante che rompe le strutture, nella foresta della contrattazione ci si riesce a librare verso l’alto, nel mare della depressione si riesce a nuotare e nei cieli dell’accettazione si riottiene la capacità di cantare.

I puzzle di per sé sono molto accessibili rispetto ad altri titoli del genere, ma risulteranno essere sempre ben distinti gli uni dagli altri, sia per lo stile artistico che per le loro meccaniche di gameplay.

Se nella foresta, quindi, troveremo ampie sezioni verticali in cui usare lo scatto verso l’alto, nel mare ci si ritroverà a sfruttare il nuoto per accedere a sezioni sottomarine nascoste, e così via.Scenario cupo e buio

I controlli sono in generale responsivi ed immediati, e le brevissime schermate di tutorial per l’uso delle abilità saranno chiare fin dal primo momento.

Il tutto verrà accompagnato da un comparto sonoro sempre adatto ad ogni situazione, in generale caratterizzato da costanti note di piano, qualche strumento a corda ogni tanto e degli accompagnamenti vocali nei vari punti cardine del viaggio.

L’unico punto su cui il titolo soffre un po’ è la rigiocabilità, poiché l’unica azione intraprendibile dal giocatore una volta conclusa la storia principale è cercare tutti i Mementos, delle sfere bianche nascoste nelle varie aree, per sbloccare una scena animata nascosta nella sezione finale del gioco.

Volendo però Gris essere più un’esperienza narrativa e artistica intensa piuttosto che un classico platform, è un difetto che non si fa sentire più di tanto.

Una prima partita durerà all’incirca sulle 5 ore, arrivando a un massimo di 10 nel caso in cui si vogliano recuperare tutti i collezionabili.

In conclusione

Gris è un’esperienza indie unica nel suo genere, che tramite il suo gameplay accessibile e un comparto artistico divino riesce a trasportare il giocatore per qualche ora in un mondo surreale pieno sia di dolore che di speranza.

Di certo è una titolo che non eccelle in rigiocabilità, e dopo il primo playthrough difficilmente si tornerà a giocarlo, ma riesce ad offrire di certo un’esperienza emozionante e coinvolgente.

Lo consigliamo a tutti coloro che vogliano provare un’esperienza artistica e toccante, visto anche l’esiguo prezzo con cui è possibile acquistarlo su piattaforme come Steam o Nintendo Switch.

Overall
8.5/10

Riassumendo

Gris è una perla rara tra gli indie e sicuramente uno dei titoli migliori degli ultimi anni nella categoria, riuscendo a donare una breve esperienza emozionante con un gameplay immediato, un comparto artistico unico nel suo genere e un comparto sonoro sempre adatto ad ogni situazione.

Consigliato a tutti.

 

Pros

  • Comparto artistico magistrale
  • Gameplay semplice e intuitivo
  • Comparto sonoro sempre adatto ad ogni situazione

Cons

  • Poca rigiocabilità
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Simone Chincarini

Anche se non può dire di esser stato videogiocatore da quando era bambino, può comunque vantarsi di avere una buona conoscenza del settore e di varie saghe storiche e/o molto famose, come i Souls e gli Halo. Quando non gioca, ascolta metal, guarda serie tv e prova a laurearsi.

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