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Dead Age – Recensione della versione PlayStation 4

Quando il gioco di ruolo incontra l'apocalisse zombie

Dopo essere uscito sia su PC che dispositivi mobile, riuscendo a guadagnarsi un nutrito seguito di fan, Dead Age sbarca ufficialmente su PlayStation 4.

Dead Age è un gioco di ruolo indie inserito in un contesto apocalittico dove gli zombie hanno preso il sopravvento sulla razza umana. Un survival horror che porterà il giocatore a dover gestire un gruppo di sopravvissuti, tra scelte ed eventi che andranno a cambiare radicalmente il corso della partita.

Il titolo risulterà essere davvero il connubio perfetto tra il genere dei survival horror e dei gioco di ruolo? Scopriamolo insieme in questa recensione.

Il tracollo della razza umana

Dead Age, realizzato completamente in Unity da Silent Dream ed edito da Headup, ci farà vestire i panni di un gruppo di sopravvissuti alle prese con un’apocalisse zombie.

Il menu principale

All’inizio della partita, il gioco ci darà la possibilità di scegliere il proprio personaggio selezionandolo a seconda del lavoro che vorremo fargli fare. Inizialmente sarà disponibile solo lo studente, per sbloccare gli altri lavori avremmo bisogno di progredire all’interno dell’avventura.

Ogni lavoro dona diversi bonus al nostro personaggio, che spaziano dalle cure durante i combattimenti al crafting di oggetti.

Una volta scelto il nome da dare al nostro protagonista e una volta selezionata la difficoltà di gioco, saremo pronti per immergerci in Dead Age.

Il prologo

Tra survival horror e gioco di ruolo

All’inizio della partita ci ritroveremo ad affrontare il prologo, in cui ci verrà spiegata l’ambientazione di gioco e la situazione del nostro protagonista. Un virus ha infettato il mondo intero, costringendo i sopravvissuti e combattere ogni giorno per la sopravvivenza.

Il nostro protagonista, rimasto illeso dopo un’incidente automobilistico, dovrà ritrovare sua sorella scomparsa, facendosi strada tra orde di non morti e gruppi di banditi.

Il prologo funge da tutorial e ci permetterà di familiarizzare con i comandi e con il sistema di combattimento, simile ad un qualsiasi JRPG a turni.

La scelta del personaggio

Il combattimento mette contro il protagonista diversi tipi di zombie, ognuno con le proprie caratteristiche. Vi sono zombie che possono curare, come la Undead Nurse, altri invece che possono infliggere vari effetti ai nostri personaggi, come lo Suit.

Il nostro party avrà a disposizione una serie di azioni per poter danneggiare e sconfiggere i non morti nemici. Potremo colpirli usando attacchi corpo a corpo, armi da fuoco per colpire dalla distanza (ciò ci farà consumare proiettili) o abilità che ci permettono sia di curarci che di aumentare le statistiche.

Ogni personaggio avrà un massimo di 4 punti azione, che ci permetteranno di utilizzare determinate abilità consumandoli. In alto a sinistra troveremo la barra della vita dei nostri personaggi insieme ad icone che vanno ad indicare gli effetti subiti.

Un combattimento

Alla fine di ogni combattimento i membri del nostro party otterranno punti esperienza per salire di livello e ricompense, che variano dagli oggetti per il crafting a consumabili.

Il più grosso problema di questo sistema di combattimento è che non lascia spazio a tattiche o a dfferenti stili di gioco.

Ci ritroveremo nella maggior parte del tempo a compiere sempre la stessa azione per poter progredire velocemente nel corso della nostra missione, a causa anche delle meccaniche davvero troppo poco profonde per essere un gioco di ruolo.

La grafica in 3D utilizzata per i combattimenti non è al passo con i tempi, con modelli dei personaggi e dei nemici scadenti, animazioni macchinose e texture dell’ambiente poco definite. Gli effetti particellari sono mediocri, e si limitano solamente a qualche effetto visivo.

Dead Age non è doppiato e la colonna sonora si restringe a poche tracce che si ripetono durante la partita, diventando fastidiose già dopo poche ore di gioco.

Un combattimento nel bosco

La ripetitività degli ambienti durante la partita, insieme ad una scarsa varierà di nemici, vanno ad intaccare drasticamente la qualità del titolo. Pur essendo un gioco uscito originariamente nel 2016, avremmo voluto maggiori impegno dal punto di vista grafico.

Dopo aver fatto conoscenza con altri sopravvissuti e aver scoperto ciò che è successo alla sorella del protagonista, ci dirigeremo verso l’accampamento, cuore pulsante di Dead Age.

L’accampamento

L’accampamento sarà necessario al giocatore per alcune attività fondamentali, come la gestione dei personaggi o dei lavori che serviranno sia per ottenere cibo che difendere l’avamposto da eventuali attacchi.

Durante tutta l’avventura il tempo sarà scandito dal passare dei giorni, con eventi casuali che avranno determinati effetti sul nostro accampamento. Ogni giorno che passeremo nel gioco farà consumare ai sopravvissuti razioni di cibo e oggetti, e sarà di vitale importanza non terminarli.

L'accampamento

Il gioco salverà in automatico solo all’inizio di un nuovo giorno, e se dovessimo morire durante una missione, dovremmo rivivere da capo ogni evento di quel giorno, rendendo il tutto particolarmente frustrante.

Ogni giorno, all’alba, avremo la possibilità di avere degli incontri causali, sia con gruppi di sopravvissuti per barattare oggetti o razioni di cibo, sia con personaggi che ci affideranno missioni. Potremo addirittura subire un attacco, con seguente perdita di razioni di cibo.

Una volta finiti questi incontri, potremo accedere alla schermata dell’avamposto, offrendoci diverse opzioni per il gameplay.

In particolare, in Challenges potremo vedere le statistiche e le medaglie ottenute nel corso della nostra avventura uccidendo zombie, in Jobs potremmo affidare un lavoro ai nostri sopravvissuti e in Shop potremmo scambiare del materiale per oggetti o armi.

I jobs

Nella sezione Travel inoltre potremmo scegliere l’area di gioco dove avventurarci, mentre nella Cantina potremo parlare con i personaggi, personalizzare il nostro party e vedere le missioni da portare a termine.

La gestione dell’avamposto non è una meccanica perfettamente riuscita all’interno del gioco., a causa delle scarse possibilità di personalizzazione, di interazione e di gestione dell’accampamento. Il giocatore si limiterà solo ad affidare lavori e a compiere missioni, subendo di volta in volta eventi voluti dal gioco.

Avremmo decisamente favorito una gestione più ampia, con magari la possibilità di poter gestire il cibo o di costruire difese che limitino le scorribande di non morti e predoni.

La Cantina e la gestione personaggi

La schermata della Cantina sarà fondamentale per la gestione di ogni personaggio.

Essa infatti mostrerà il nostro party, i cui membri vengono rappresentati con un’icona, una barra della vita e l’esperienza, e le missioni da svolgere.

Lo stile grafico, che riprende lo stile del fumetto di The Walking Dead, è davvero ben fatto, riuscendo a caratterizzare sia gli oggetti che i personaggi.

La cantina

Avremo la possibilità, come accennato in precedenza, di parlare con i sopravvissuti, al fine di ottenere informazioni sulla missione e su eventuali oggetti da recuperare. Ogni missione infatti ci dirà dove andare e cose fare.

Cambiando schermata utilizzando i tasti L1 o R1, nella sezione Gear potremmo vedere nello specifico ogni personaggio del party.

Ogni sopravvissuto ha le proprie caratteristiche e il proprio equipaggiamento, che potremo modificare nel corso dell’avventura.

Nella sezione Combat Skills vedremo le abilità del nostro personaggio, che potremo migliorare spendendo Skill Points ottenibili salendo di livello.

La personalizzazione anche in questo caso è quasi nulla, dato che avremo poche possibilità di scelta tra una o l’altra abilità, che vanno dal corpo al corpo all’utilizzo di armi da fuoco.

Le Combat Skills

Sei abilità in tutto sono davvero poche, se mettiamo poi che servono pochissimi Skill Point per poterle potenziare. Oltre alle Combat Skills troveremo le Job Skills che, se potenziate, permetteranno ad un personaggio di poter svolgere un determinato lavoro.

I Jobs, che si dividono in blacksmith, doctor, hunter, outfitter, gunsmith e guard, e sbloccheranno delle sezioni di crafting in cui utilizzare i propri oggetti per creare equipaggiamento o consumabili. Degni di nota sono i lavori da Hunter e Guard, che permetteranno ai sopravvissuti di difendere l’avamposto e ottenere cibo.

I lavori possono essere assegnati solamente nell’accampamento, ciò vuol dire che non si potrà craftare una volta iniziata una missione. Preparare il proprio equipaggiamento prima è quindi di vitale importanza.

La cantina termina con le sezioni Shop che, come abbiamo detto, ci permette di ottenere equipaggiamento tramite materiali, e Challenges. Le medaglie ottenute giocando serviranno per iniziare una nuova partita con potenziamenti già attivi, in modo da facilitare l’avventura.

Un evento casuale

Una volta scelta la missione dovremo andare nella sezione Travel e scegliere il luogo dove iniziare la nostra avventura. Potremo scegliere tra Highway (day o night), Camp, Woods ( day o night ). Davvero troppe poche scelte, se pensiamo poi che gli ambienti di gioco si ripeteranno durante il corso della partita.

Una volta scelto il luogo, ci ritroveremo nella stessa identica schermata della Cantina, solo che al posto delle missioni troveremo il nome e il numero dell’area da affrontare, i nemici che incontreremo e i materiali che potremmo ottenere.

Un evento casuale

Durante le nostre scorribande tra gli zombie ci saranno eventi casuali, come il saccheggiare un auto o l’incontro con altri civili. A seconda delle nostre scelte potremmo incappare in ondate di zombie oppure in premi come oggetti o consumabili.

Se si dovesse morire nel gioco, verremo catapultati nel menu principale e dovremmo nuovamente iniziare una partita da capo. Dead Age non ha una vera e propria trama che lega il tutto, l’unico scopo del gioco è far sopravvivere gli abitanti dell’avamposto per il maggiori numero di giorni possibile.

In conclusione

Dead Age è un Survival Horror con elementi da gioco di ruolo che pecca quasi in tutto, un titolo che non permette al giocatore ampia scelta nella gestione sia del gruppo sia dell’accampamento, portandolo a compiere le solite stesse azioni.

I combattimenti non permettono alcun tipo di approccio tattico, diventando ripetitivi con l’avanzare dell’avventura. Troppi pochi zombie da dover sconfiggere porteranno a noia il giocatore dopo poche ore.

La scelta del luogo

Il lato grafico è pessimo per un gioco uscito quattro anni fa, per non parlare del comparto tecnico, legnoso e non curato. Gli effetti particellari si riducono a qualche gioco di luce e nulla più.

Degni di nota sono i disegni in stile The Walking Dead, davvero ben realizzati che vanno a caratterizzare un mondo pressoché vuoto.

La progressione dei personaggi è inoltre ben curata, anche se avremmo voluto maggiori personalizzazione per quanto riguarda le abilità.

Il doppiaggio è assente e la colonna sonora, composta da pochissime tracce, può alla lunga infastidire il giocatore dato che si ripeterà di continuo nel corso del gioco.

Dead Age

Riassumendo

Dead Age è un survival horror gioco di ruolo che non fa’ della profondità il suo punto forte. La ripetitività degli scenari e dei combattimenti, una grafica non all’altezza e una possibilità di personalizzazione pressoché minima non faranno altro che allontanare il giocatore dopo poche ore.

Ben realizzati invece i disegni e si avverte la progressione del proprio party nel corso del gioco.

Overall
4.5/10
4.5/10

Pros

  • Ottimo lo stile dei disegni
  • La progressione dei personaggi è tutto sommato buona

Cons

  • Grafica mediocre
  • Comparto tecnico non all’altezza
  • Troppa ripetitività
  • Scarsa personalizzazione
  • Gameplay poco profondo
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Federico Procaccino

Cresciuto a pane e nintendo per poi immergermi perdutamente in Halo e nella Xbox. Sono innamorato delle belle storie che ti emozionano e ti lasciano un qualcosa dentro il cuore.

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