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Zombie Army 4: Dead War – Recensione della versione PlayStation 4

Ci siamo fiondati in mezzo alla mischia per eliminare la minaccia dei non morti dalla terra nostrana!

Non è passato molto tempo da quando vi abbiamo parlato di Zombie Army 4: Dead War, il titolo sviluppato da Rebellion.

In quell’occasione, durante un evento hands-on a Milano, abbiamo avuto la possibilità di provare una versione di gioco completa ma non ancora rifinita.

Il titolo ci ha convinto sin dalle prime ore di gioco: nonostante il gameplay già visto, Rebellion è riuscita a stupirci inserendo alcune feature interessanti che andavano a rompere la monotonia e davano vivacità all’intera esperienza.

Per chi non lo sapesse, Zombie Army non è altro che lo spinoff di Sniper Elite, saga ambientata in un universo alternativo dove Hitler ha messo in ginocchio il mondo intero.

Sniper Elite 3

I titoli di Rebellion sono riusciti ad ottenere un buon seguito con diverse migliaia di copie vendute, garantendo sempre buoni livelli di divertimento e di qualità, nonostante qualche piccola incertezza tecnica.

La serie di Zombie Army ci ha accompagnato in centinaia di ore, e con questo quarto capitolo il team di sviluppo si è impegnato per farci innamorare ancora di più degli smembramenti brutali tipici del brand.

Fiduciosi di questo nuovo capitolo, ci siamo fiondati nella mischia nel tentativo di sterminare la minaccia zombie che invade l’Italia.

La minaccia Zombie non demorde neanche in Italia

Ad inizio campagna viene introdotta la storia dei precedenti capitoli e la presa del potere di Hitler: il Fuhrer, dedicatosi all’occulto grazie alle conoscenze acquisite dal Terzo Reich, è riuscito a creare un’esercito formato da soldati non-morti servendosi delle migliaia di cadaveri delle vittime della guerra.

Tutti i nazisti che furono ammazzati ora sono tornati in vita, molto più violenti e crudeli, pronti a lanciare il mondo nel caos con la loro sete di vendetta.

Nonostante gli sforzi di Karl Fairburneper che hanno portato all’eliminazione di Hitler, ormai diventato una creatura immonda sia umanamente che fisicamente, il folle rituale che ha rimesso al mondo i nazisti non si è arrestato, lasciando il mondo in completo subbuglio.

A inizio storia ci troveremo quindi a Milano, dato che, come anticipato, il titolo è ambientato completamente in territorio italiano.

Il lavoro degli sviluppatori di Rebellion nel trasformare minuziosamente le ambientazioni e le architetture prettamente italiane è sicuramente da premiare.

Strade, vicoli, monumenti e in generale ogni dettaglio delle varie ambientazioni è stato ben reimmaginato in toni post apocalittici. Un esempio è quello della Galleria Vittorio Emanuele II, nel quale ci scontreremo con orde di mostri assetati del nostro sangue.

Un altro esempio dall’impatto particolarmente positivo è la città di Venezia, nella quale il giocatore affronterà i nemici tra un canale all’altro, costringendolo a vedere uno scenario conosciuto e apprezzato nel mondo che ormai riversa in una situazione tragica.

Al di là dei tecnicismi, non possiamo dire nulla di negativo riguardo la resa visiva dei luoghi che esploriamo. Nonostante la narrazione flebile di questo quarto capitolo, l’immaginario post apocalittico è in linea con le nostre aspettative e riesce ad equilibrare la bilancia, regalandoci tutto sommato una bella esperienza.

A inizio gioco dovremo scegliere il nostro personaggio, un po’ come accadeva in Left 4 Dead. Avremo inoltre un menù completamente dedicato alla scelta delle tre armi, a cui si possono aggiungere gli esplosivi ed altri accessori.

Le nostre armi possono essere potenziate su un banco di lavoro, che sarà possibile trovare nelle zone sicure all’interno delle diverse mappe tra le quali ci muoveremo.

L’importanza di un arma potenziata

Sulla mappa di gioco è possibile trovare degli upgrade che permetteranno di installare sulle armi delle abilità che daranno vantaggi non indifferenti per gli scontri a fuoco, come ad esempio la possibilità di sparare un colpo elettrico come primo proiettile del fucile.

Potenziare le armi è una meccanica quasi fondamentale per proseguire senza problemi durante le missioni, visto che le orde dei nemici aumenteranno enormemente man mano che si proseguirà nella storia, rendendo necessario avere un’arma sempre più performante per contrastare la minaccia.

La personalizzazione del personaggio non è totale. Proseguendo e aumentando di livello si avrà accesso ad alcuni copricapi nuovi, animazioni e provocazioni.

Qualche elemento in più di personalizzazione non avrebbe sicuramente guastato il gameplay, e di sicuro avrebbe resto più gradevole il look del proprio personaggio su schermo, anche solo per differenziarlo nelle modalità online.

Stare attenti è il primo passo verso la sopravvivenza

L’interazione con l’ambiente che ci circonda gioca il suo ruolo chiave all’interno degli scontri. Osservare gli elementi che circondano il giocatore può rivelarsi fondamentale per riuscire a sopravvivere in alcuni passi più intensi.

Il team di Rebellion ha aggiunto in questo capitolo molti più oggetti letali all’interno degli scenari rispetto ai titoli precedenti; oggetti che ci permetteranno di ingegnarci per sterminare orde di nemici in pochissimo tempo.

L’esperienza del Gunplay e le meccancihe di shooting sono inoltre molto migliorate rispetto ai capitoli precedenti, nonostante nelle fasi in prima persona si riesca a percepire ancora qualche incertezza nella sua solidità.

Gli attacchi corpo a corpo sono utili, ma non sempre efficaci, dato che i nemici presenti sulla mappa riusciranno a mettere al tappeto con pochissimi colpi, costringendo il giocatore a cercare quasi sempre un approccio a distanza.

Gli attacchi in mischia si dividono in normali e letali, dei quali questi ultimi permetteranno di sferrare dei colpi decisivi, tecniche finali che eliminano in un solo colpo l’avversario.

L’armamentario disponibile si arricchirà man mano che si proseguirà nel gioco, e sarà possibile usare le armi pesanti lasciate dai nemici per devastare le orde in pochissimi colpi.

Man mano che si proseguirà attraverso i diversi scenari, si avranno a disposizione degli obiettivi secondari da portare a termine, i quali permetteranno al proprio personaggio di ricevere un grado più elevato e un’ingente quantità di punti esperienza.

Le missioni facoltative spesso costringeranno il giocatore ad approcciare una determinata tattica per uccidere i nemici, aggiungendo una grande diversità al gameplay.

Il titolo risulta molto divertente giocato in singleplayer, ma abbiamo apprezzato la produzione un po’ di più nella sua modalità cooperativa.

Abbiamo avuto modo di completare le missioni in entrambi i modi, e ci siamo accorti come in compagnia è possibile sperimentare diversi modi per avanzare nella missione.

Anche il team di Rebellion aveva raccomandato di gustare il titolo insieme a dei compagni, visto che Zombie Army 4: Dead War riesce a dare così il meglio di sé offrendo un divertimento fuori dagli standard.

In compagnia è più divertente

Abbiamo provato anche la modalità orda in compagnia di alcuni giocatori online. In questo caso non si avrà a che fare solo con orde di nemici che arrivano ad ondate, ma sarà presente anche una mappa di gioco che si espanderà man mano che si proseguirà col massacro.

Questa meccanica aggiunge una difficoltà maggiore, dato che bisognerà gestire nemici da quasi ogni lato della mappa, rendendo la collaborazione degli altri tre compagni di squadra quasi obbligatoria.

Qualora si dovesse cadere per mano del nemico e nessuno intervenisse per aiutare, il proprio personaggio diventerà uno degli zombie controllato dall’IA di gioco, scontrandosi con i sopravvissuti della sessione.

Le fasi di combattimento durante le orde di nemici sono gestite abbastanza bene dall’engine: non abbiamo mai visto vacillare il framerate del gioco, e il tutto è gestito da un motore grafico che, nonostante non sia al passo con i tempi, riesce a difendersi molto bene donando delle texture quasi sempre compatte.

In generale gli ambienti risultano curati solo marginalmente, probabilmente per evitare di appesantire ulteriormente il titolo.

Un giusto equilibrio fra difficoltà e divertimento

Lo smembramento degli zombie è totale, colpire un nemico in un determinato punto è molto importante per la riuscita della missione.

In questo capitolo è tornata la moviola a Raggi X, che ci permetterà di osservare i nostri proiettili distruggere lentamente le ossa e gli organi dei nostri nemici.

Un elemento che ha da sempre caratterizzato il team di Rebellion è l’accessibilità dei suoi titoli. Zombie Army 4 è studiato per adattarsi a qualunque tipologia di giocatore, da quello più avvezzo agli sparatutto a chi invece è ancora alle prime armi.

La difficoltà in modalità normale è molto elevata, riuscendo però a donare il giusto tocco di sfida senza esagerare.

L’unica pecca presente durante gli scontri è la mancanza di opzioni nel caso in cui si venga accerchiati dagli zombie.

Spesso quando si viene messi in un angolo è difficile scrollarsi di dosso i nemici, costringendo il giocatore a finire a terra nella speranza di avere ancora l’abilità che permette di tornare in vita con l’uccisione di un nemico.

Il doppiaggio è completamente inglese, ma sono presenti i sottotitoli in italiano. Inutile dirvi che è presente qualche stereotipo alla “mamma mia!” oppure “oh mio dio!” da parte di alcuni personaggi italiani interpretati da doppiatori inglesi, che per quanto simpatici stonano con il resto del doppiaggio.

Momenti del genere ci hanno fatto desiderare abbastanza di avere a disposizione un doppiaggio nostrano che evitasse momenti di imbarazzo, dal momento che tutta l’azione e i personaggi sono in territorio nostrano.

Come accennato in precedenza, gli sviluppatori avrebbero potuto anche fare qualche sforzo in più per l’engine grafico.

Abbiamo gradito la solidità del framerate anche nelle fasi più concitate dell’azione, tuttavia è difficile non notare come l’engine non sia in grado di portare una qualità grafica al pari degli standard moderni.

Noi abbiamo provato la versione per PlayStation 4 Pro e non abbiamo riscontrato grandi problemi. L’unico bug rilevante nel quale siamo incappati si è presentato durante l’avvio di una missione, mostrandoci un personaggio completamente diverso rispetto a quello che avevamo scelto.

In conclusione

Ci siamo divertiti molto in queste settimane in compagnia di Zombie Army 4: Dead War: si tratta senza alcun dubbio di un must have del genere, adatto anche per chi cerca un titolo da giocare in compagnia che coniughi alla perfezione sfida e divertimento.

Le due principali modalità presenti donano alla produzione una longevità non indifferente: la campagna richiede intorno alle dodici ore per essere completata cercando di non tralasciare qualche obiettivo secondario.

Ci possiamo dire pienamente soddisfatti dal lavoro di Rebellion, anche se ci auguriamo che in futuro possa finalmente rinnovare l’ormai evidentemente obsoleto engine grafico che si porta dietro da tempo.

Overall
8/10

Riassumendo

Zombie Army 4: Dead War è un must have per chi è alla ricerca di un titolo cooperativo a tema zombie. Il team di Rebellion è riuscito a portare sul mercato un titolo divertente e con delle feature interessanti.

Nonostante qualche incertezza tecnica, il titolo è assolutamente godibile senza grandi problemi.

Pros

  • Gunplay ottimo
  • Missioni primarie e secondarie longeve, varie e con un ottimo tasso di difficoltà.
  • Modalità orda rinnovata con l’aggiunta dell’espansione della mappa
  • Esperienza di gioco molto personalizzabile

Cons

  • La modalità in prima persona mostra diverse incertezze
  • Comparto grafico non al passo con i tempi
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Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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