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Altered Carbon – Recensione della seconda stagione

Takeshi Kovacs è tornato per completare la sua ricerca

Sono passati due anni da quando Altered Carbon è giunto sulla piattaforma di Netflix. Finalmente la seconda stagione è stata annunciata, ed è previsto il rilascio per il 27 di Febbraio.

Il nome di Takeshi Kovacs è ancora vivo, questa volta però è interpretato da Anthony Mackie, conosciuto per aver fatto diverse comparse all’interno dell’universo cinematico Marvel.

Il cambio di attore ha fatto storcere un po’ il naso ai fan più legati alla serie, ma quantomeno gli è stata data una convincente motivazione di trama.

La performance di Mackie è comunque riuscita a donare alla serie un nuovo modo di vedere il protagonista delle vicende narrate, valorizzando determinati elementi che nella prima stagione erano molto carenti.

Sono stati ben otto episodi ricchi di sorprese, e cercheremo quindi di analizzarli senza anticipare nulla sulla trama, in modo da non rovinare l’esperienza a chiunque voglia leggere questo articolo ma al contempo godersi la visione.

La perdita è sempre l’inizio

La storia gira ancora tutto attorno alla mortalità dell’essere vivente, che è destinato a morire e non tornare mai più sulla terra.

Ma nei tempi moderni di Altered Carbon questo non accade, poiché ogni individuo ha la possibilità di trasferire la propria mente con un’oggetto chiamato Pila su altri corpi che vengono chiamati Custodie.

Anche il nostro Takeshi Kovacs è stato costretto ad abbandonare nuovamente la sua custodia, quella a cui ci eravamo tanto affezionati nella prima stagione, a favore di una studiata per il combattimento (spiegando così anche il già citato cambio d’attore)

Nonostante i trascorsi, la mente del protagonista è ancora offuscata dal dolore e dalla perdita, senza mai togliersi dalla testa il suo obiettivo, quello di ritrovare la sua amata Quellcrist Falconer.

Nuovi intrepidi eroi

Ad aprire le porte verso la trama è il personaggio di Trepp (interpretato da Simon Missick), una cacciatrice di taglie che è stata assoldata da uno dei “MAT” per dare la caccia a Kovacs.

La storia poi torna sul giovane protagonista: a seguito di alcuni eventi nefasti che lo costringeranno a cambiare custodia, si ritroverà infatti ancora una volta sulle tracce della sua amata.

Con il nuovo incarico, l’ormai martoriato soldato si ritroverà a indagare su dei misteriosi omicidi le cui vittime sono i fondatori del pianeta, coloro che hanno ripudiato la rivoluzionaria Quellcrist.

Il ritorno ad Harlan’s World vede il ritorno di personaggi della scorsa stagione, come la fidata IA Poe (interpretato da Chris Conner).

Gli antagonisti sono tutti di alto livello, partendo dalla figlia del fondatore Harlan, Danica Harlan (interpretata da Lela Loren), e del mai scomposto Colonnello Ivan Carrera (interpretato da Torben Liebrecht), un soldato del Protettorato determinato ad eliminare Kovacs.

In questa stagione si abbandonano un po’ le atmosfere Cyberpunk per accostarsi ad un universo più classico con diverse riprese al chiuso.

Fortunatamente non mancheranno scene ricche d’azione, nonostante la trama sembra essere stata diluita troppo, venendo meno nei confronti di determinati dettagli della storia principale.

Le ambientazioni si sono tinte di “dark”, affacciandosi a un senso di oscurità totalmente nuovo, abbracciando un immaginario decisamente più “alienato” rispetto alla prima stagione.

Nuovo attore ma meno impatto

La versione di Mackie rende Kovacs molto meno violento, ma anche meno interessante.

Ci saremmo aspettati qualcosa in più da questo meraviglioso personaggio, ma il suo sviluppo è stato castrato per volere di trama, portandolo ad essere quasi un “contorno” per la vicenda, spostando l’obiettivo principale sull’affascinante Falconer e la nuova combriccola di eroi.

Il personaggio di Poe è stato valorizzato un po’ più, nonostante le scene dedicate a lui siano molto meno rispetto a quelle della prima stagione. I nuovi legami dell’IA ci permetteranno di esplorare un po’ meglio il background di questo personaggio.

Ci sarebbe piaciuta qualche attenzione in più verso questo personaggio, che ricordiamo essere tra i preferiti per il pubblico di Altered Carbon.

A pompare il cuore pulsante della serie è l’universo che gira attorno, sempre più convincente e che trasmette ogni senso di malinconia dovuto all’avanzamento precoce della specie umana.

La critica sulla società moderna e sulla scoperta del proprio io è ancora una volta molto sottile, calata bene in giusta dose durante i primi episodi.

In conclusione

Pur essendo soltanto otto episodi, lo Showrunner è riuscito a chiudere il cerchio narrativo senza troppi problemi, nonostante qualche dettaglio avrebbe richiesto un po’ di più cura.

Siamo rimasti soddisfatti da questa seconda stagione, sopratutto per una trama principale molto più scorrevole, che non si dilunga troppo nei dialoghi e che cerca di raggiungere il suo obiettivo senza fare un giro “largo”.

Nonostante la potenza scenica sia ancora una volta forte, il prodotto purtroppo non è riuscito a dare la sufficiente importanza al personaggio di Kovacs, rilegando la tutto sommato buona interpretazione di Anthony Mackins ad un ruolo quasi secondario.

Consigliamo comunque la visione del prodotto a tutti gli amanti del genere Cyberpunk che hanno apprezzato le vicende narrate nella prima stagione.

Altered Carbon - Stagione 2

Riassumendo

La seconda stagione di Altered Carbon è riuscita a soddisfarci, anche se ci saremmo aspettati qualche dettaglio in più su alcuni avvenimenti centrali.

La visione è consigliata, sopratutto a chi vuole conoscere il destino di Takeshi Kovacs e della sua amata Falconer.

Overall
7/10
7/10

Pros

  • Trama chiara che va dritta al punto
  • Atmosfera curata
  • Ottima interpretazione di Anthony Mackie nel ruolo di Takeshi Kovacs

Cons

  • Eccessiva marginalizzazione del protagonista
  • Mancanza di approfondimenti nei confronti di personaggi e ambientazioni
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Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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