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Dead or School – Recensione della versione PlayStation 4

Un mix tra metroidvania e gioco di ruolo

Dopo esser stato pubblicato su PC lo scorso Giugno, Dead or School, sviluppato da Studio Nanafushi, sbarca ufficialmente sulle console domestiche.

Lo studio ha cercato di fondere nel titolo le meccaniche esplorative tipiche di un metroidvania con quelle di un qualunque gioco di ruolo di stampo nipponico. Un interessante esperimento per la neonata software house che vorrà a tutti i costi ritagliarsi uno spazio nel panorama videoludico.

Abbiamo esplorato Dead or School in lungo e in largo, attraverso le ambientazioni di gioco per poter dare un giudizio ad un gioco dalle premesse ambiziose. Se volete sapere cosa ne pensiamo di questo metroidvania con elementi da gioco di ruolo non vi resta altro che leggere la nostra recensione.

Verso la superficie

Il titolo è ambientato in una Tokyo post-apocalittica dove gli umani sono costretti a vivere nelle metropolitane. Una guerra, scoppiata 78 anni prima dell’inizio del gioco, ha visto le persone abbandonare la superficie del nostro pianeta a causa dei mutanti, che hanno da allora il dominio incontrastato del mondo.

Pochi sono i sopravvissuti, che ormai vivono in villaggi situati nelle stazioni metropolitane della capitale nipponica. Ogni giorno devono lottare per contrastare il continuo volersi espandere dei mutanti, che hanno raggiunto il sottosuolo, bramosi di carne umana

Un dialogo

Nessuno, nemmeno i cittadini più anziani, hanno più ricordi di come fosse la superficie. Il colore del cielo e l’aria fresca della città vengono narrati solamente all’interno di documenti e libri.

Una ragazza di nome Hisako, figlia del capo villaggio della stazione di Shinjuku, dopo aver salvato due ragazze dal villaggio, scopre dell’esistenza della superficie. La ragazza, dopo aver discusso con la nonna del suo pericoloso viaggio, riceve una divisa scolastica e il compito di creare una scuola nella città di Tokyo.

In seguito a questa breve premessa ha inizio il viaggio della bella Hisako tra le vie della metropolitana della città alla ricerca di un modo per raggiungere la superficie e sconfiggere una volta per tutte i mutanti. Una trama non proprio originalissima, che serve solamente come pretesto per narrare il viaggio della nostra protagonista.

Un connubio di generi

Dead or School è principalmente un metroidvania. Potremo muovere la nostra protagonista tra le varie aree della mappa di gioco in cerca di oggetti e mostri da uccidere. La prima differenza, rispetto ad un titolo dello stesso genere, è che la mappa di gioco è subito rivelata al giocatore.

Riteniamo che questa scelta sia poco consona al genere del gioco, e ci ha reso fin troppo spesso poco emozionante l’esplorazione dei vari livelli del gioco.

Un area della metropolitana

La seconda differenza è che nella mappa di gioco verranno segnalati tutti gli oggetti e i collezionabili che potremmo raccogliere. Si perde fin dai primi minuti di gioco quell’aria di tensione e ansia che dovrebbe trasmettere un titolo post-apocalittico a tinte horror.

Dead or School è un metroidvania che guida per mano il giocatore attraverso i livelli, rendendo il tutto troppo facile. Inoltre, in questo modo fa storcere il naso a chi cerca un titolo molto più impegnativo per quanto riguarda esplorazione e backtracking, quest’ultimo essenziale in un gioco del genere.

La possibilità, poi, di poter teletrasportarci grazie a dei punti luminosi posizionati in diversi luoghi della mappa di gioco annulla completamente la possibilità di ripercorrere intere tratte a ritroso alla ricerca di tesori o segreti.

Diversi elementi da gioco di ruolo

La metropolitana di Tokyo

Dead or School ha anche meccaniche da gioco di ruolo molto marcate. Sarà possibile equipaggiare la nostra protagonista con armi bianche, fucili o lanciarazzi, ognuno con i propri danni e rarità. Trovare nuove armi sarà di vitale importanza per proseguire nel gioco e sconfiggere avversari sempre più forti.

Hisako potrà salire di livello e migliorare le proprie caratteristiche che vanno dai punti stamina alla vitalità. Una volta salita di livello, la protagonista potrà spendere un punto nell’albero delle abilità, migliorando in questo modo la sua capacità nell’uso delle armi.

Ogni arma potrà essere migliorata grazie all’utilizzo sia di Yen che di ingranaggi, che possono essere trovati nel mondo di gioco sconfiggendo i vari nemici. Far salire di livello il nostro equipaggiamento sarà essenziale per il proseguo dell’avventura della nostra protagonista.

La superficie

Sarà possibile implementare spade e fucili con dei bonus, che vanno a migliorare l’attacco di Hisako o diminuire la quantità di stamina che usa per ogni attacco.

Le armi potranno essere acquistate presso i distributori automatici o trovate durante i combattimenti con i mostri. Ultimo punto ma non meno importante è il peso trasportabile. Il giocatore dovrà sempre scegliere il proprio equipaggiamento in base alla quantità di oggetti che potrà portare la bella Hisako.

La personalizzazione del proprio personaggio e la quantità di armi da poter equipaggiare e provare danno una grande profondità al titolo e vanno a bilanciare il lato metroidvania, fin troppo superficiale.

Interessanti sono le missioni secondarie, che ci vengono affidate da NPC sparsi in giro per la mappa e che vanno dallo sconfiggere mostri alla ricerca di determinati oggetti. Ci ricompenseranno con armi o yen, e i rivelano un buon modo per aumentare ancor di più la longevità, già alta, del titolo

L'equipaggiamento

Spada o armi da fuoco?

Punto forte dell’intero titolo è il sistema di combattimento, davvero frenetico e ben fatto. Come già detto in precedenza potremo equipaggiare tre tipi di arma, che potremo cambiare a nostra scelta durante la partita premendo le frecce direzionali.

La nostra protagonista potrà distruggere i mutanti a colpi di Katana o crivellarli di colpi utilizzando il fucile. Contro i nemici più grandi avremo la possibilità di utilizzare il lanciarazzi in modo da sconfiggerli il più velocemente possibile.

Combattimento contro un boss

I nemici spaziano dal comune mutante, simile ad uno zombie, a mostri giganti che daranno del filo da torcere ad Hisako. Dovremo allenare al meglio la nostra protagonista per poter sconfiggere nemici sempre più temibili. Ci siamo divertiti a provare le diverse combinazioni di armi messe a disposizione dal titolo.

Nessun combattimento ci ha annoiato nel corso della partita. Ogni mutante incontrato ha messo a dura prova le nostre capacità per poterne uscire vittoriosi, facendoci riconoscere un ottimo lavoro da parte dei ragazzi di Studio Nanafushi.

I combattimenti contro i boss sono meravigliosi e il giocatore dovrà essere abile nello sconfiggerli facendo uso delle proprie abilità e riflessi.

Comparto tecnico

Siamo arrivati alla vera nota dolente dell’intero titolo. Il comparto tecnico è disastroso, con continui rallentamenti durante le fasi più concitate del gioco. La grafica non è all’altezza della piattaforma sulla quale il titolo viene giocato e ricorda i primi titoli usciti per PlayStation 3.

Una carrozza della metro

Le animazioni dei personaggi, dalla protagonista ai nemici, sono legnose e si possono contare sulle dita di una mano. Gli ambienti di gioco sono tutti simili tra di loro e vi è troppa omogeneità nei mutanti. Spesso troveremo gli stessi avversari ripetuti nel corso del gioco, solamente potenziati.

Sono assenti le animazioni durante i dialoghi, con i personaggi che rimarranno immobili, orribili i filmati 3D che preannunciano l’arrivo di un boss o di un personaggio principale. Decisamente insufficiente per un titolo che, nonostante i difetti, si lascia giocare.

Studio Nanafushi avrebbe dovuto lavorare maggiormente al lato tecnico del titolo. In futuro speriamo di poter vedere un nuovo gioco che possa sopperire a queste gravi mancanze da parte della software house.

La colonna sonora è incalzante ma col passare delle ore può diventare ripetitiva, dato che saranno mandate in loop le solite 4 musiche durante il combattimento e l’esplorazione.

Una fase di combattimento

Conclusioni

Dear or School è un mix tra metroidvania e gioco di ruolo riuscito per metà. Se da un lato abbiamo un ottimo comparto ruolistico, con la possibilità di personalizzare al massimo il nostro personaggio, dall’altro l’esplorazione è molto superficiale, con la mappa completamente rivelata fin da subito.

Il gameplay è divertente e davvero ben fatto e permette al giocatore di provare diversi approcci durante la partita per avere la meglio sui nemici, da quelli più comuni ai boss di fine livello.

Il comparto tecnico del titolo è pessimo e va ad intaccare sulla qualità del gioco, che si assesta sui livelli medio bassi. La grafica ricorda un gioco della scorsa generazione e le animazioni sono pressoché assenti. Il mondo di gioco e nemici sono graficamente non all’altezza.

La colonna sonora potrebbe annoiare dopo le prime ore di gioco, anche se riesce a rimanere comunque su un buon livello durante il gioco. Dead or School, nonostante i suoi evidenti limiti riesce comunque nel suo intento: far divertire il giocatore.

La protagonista Hisako

Dead or School
Overall
6.5/10

Riassunto

Dead or School è un titolo divertente, che fa del comparto ruolistico e del combattimento i suoi punti forti. Personalizzare la protagonista conferisce molta profondità al titolo. Sono ottime le missioni secondarie, che riescono ad aumentare la longevità del gioco.

E’ pessimo il comparto tecnico, dalla grafica alle animazioni, e insufficienti sono anche gli intermezzi animati e i filmati in 3D. La colonna sonora è ben fatta ma alla lunga può stancare. L’esplorazione del mondo di gioco è troppo superficiale.

Pros

  • Buon comparto ruolistico
  • Sistema di combattimento profondo
  • Ottimo livello di personalizzazione

Cons

  • Esplorazione troppo superficiale
  • Pessimo comparto tecnico
  • Grafica pessima
  • Troppa ripetitività degli ambienti e dei mutanti
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Federico Procaccino

Cresciuto a pane e nintendo per poi immergermi perdutamente in Halo e nella Xbox. Sono innamorato delle belle storie che ti emozionano e ti lasciano un qualcosa dentro il cuore.

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