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Halo: Combat Evolved Anniversary – Recensione della versione PC

Diamo un'occhiata a questo nuovo porting del primo storico capitolo della saga

A 3 mesi dall’uscita di Halo Reach, arriva a sorpresa su PC anche Halo: Combat Evolved Anniversary, la versione remastered del primo storico capitolo della saga.

Questo nuovo porting è compreso nel pacchetto della Halo: Master Chief Collection, anche se è possibile ottenerlo separatamente ad un prezzo più esiguo.

Halo: Combat Evolved è inizialmente uscito nel lontano 15 Novembre del 2001, quasi 19 anni fa, ma è arrivato successivamente su PC tramite un porting di Gearbox dalla qualità discutibile.

La versione giunta però adesso su Steam è la cosiddetta Anniversary, rilasciata su Xbox 360 nel 2011 e poi su Xbox One nel 2014 con l’originale Master Chief Collection, che include sia delle texture rinnovate che un comparto audio in linea con gli standard di allora.

Sarà riuscita 343 Industries con questo porting a riportare lo storico sparatutto sci-fi ai fasti di un tempo? Scopritelo in questa nuova recensione!

Atterraggio di fortuna su un misterioso pianeta ad anello

La storia di Halo: Combat Evolved inizia esattamente dove si era concluso il prequel Halo Reach. Dopo una serie di salti iperspaziali, la Pillar of Autumn, incrociatore UNSC di classe Halcyon comandato dal capitano Keyes, si blocca improvvisamente in una zona di spazio ignota.

Qui, uno spettacolo non da poco attenderà la truppa della nave: attorno ad un gigante gassoso, infatti, scopriranno la presenza di un misterioso mondo artificiale a forma di anello.

Raggiunti poco dopo da una flotta di navi aliene appartenenti ai Covenant, la potente alleanza religiosa dedita allo sterminio dell’umanità, il capitano prende la disperata decisione di provare un atterraggio di fortuna sullo strano mondo, sperando di guadagnare così del tempo per passare al contrattacco.

In questa situazione critica, il giocatore vestirà i panni del leggendario Spartan-117 Master Chief, comandante degli Spartan II e presunto unico supersoldato sopravvissuto all’attacco su Reach.

Tutto ciò che seguirà nel corso della campagna non solo porterà alla scoperta di orribili verità celate, ma si rivelerà essere fondamentale per stravolgere le sorti della guerra.

Anche il combattimento evoluto sente il peso degli anni

Pur essendo uno dei capitoli più iconici della serie, Halo: Combat Evolved rimane comunque il primo capitolo della saga, e presenta, di conseguenza, diverse componenti che in tempi moderni possono esser considerate a tutti gli effetti datate.

La struttura delle missioni, per esempio, presenta una varietà non proprio eccezionale, alternando missioni eccellenti e variegate come Il Silent Cartographer ad altre come Halo nella quale dovremo rimanere fermi in diverse strutture tutte simili ad affrontare lunghe orde di nemici.

L’unica cosa effettivamente aggiunta, anche se solo in modalità Anniversary, sono due tipi di collezionabili ricorrenti all’interno della serie, ovvero i Teschi, che ora donano però solo Achievement, ed i Terminali, che riproducono filmati esclusivi che approfondiscono certi particolari della lore della saga.

Nonostante tutto questo, la varietà dei nemici affrontabili è più che buona e la trama, per quanto semplice, risulta essere estremamente funzionale, due fattori che possono comunque donare al giocatore diverse ore di divertimento.

In aggiunta a ciò, è stata introdotta per la campagna una modalità coop completamente assente nell’originale porting di Gearbox. Per il momento è possibile provarla solo online con un altro giocatore, mentre lo splitscreen non è supportato.

Dal punto di vista del PvP, invece, nulla è cambiato rispetto alla versione Xbox One, ed i server hanno sempre dimostrato, nelle nostre partite, di funzionare alla perfezione e senza dare alcun problema di latenza.

L’unica cosa criticabile di questa modalità sono alcuni bug che peggiorano parzialmente l’esperienza, di cui parleremo però nella sezione dedicata al comparto audio.

Ambientazioni e panorami mozzafiato, con diversi punti critici

Una delle caratteristiche più apprezzate universalmente di questa versione Anniversary rispetto ad altre remastered è la possibilità di cambiare in qualsiasi momento il comparto estetico del gioco dalla versione con texture nuove a quella originale, il tutto premendo un singolo pulsante.

Per quanto riguarda l’impatto visivo, però, la versione più recente è senza alcun dubbio la migliore delle due, grazie a texture di ottima qualità in generale e skybox tra le più belle della sua generazione, elementi ulteriormente migliorati dall’opzione “Qualità della grafica: Migliorata”.

Qui però tornano alla ribalta alcune criticità che si porta dietro sin dalla prima release su Xbox 360, poiché in generale l’illuminazione degli ambienti è stata completamente stravolta, peggiorando in certe sezioni l’atmosfera che il titolo originale aveva attentamente costruito.

Un esempio palpabile è la palude attraverso cui viaggeremo all’inizio della missione 343 Guilty Spark, la quale sarà decisamente meno cupa dell’originale, anche per la minor presenza di nebbia ed i colori più accesi.

Anche la versione con grafica originale, inoltre, presenta diverse problematiche.

Per l’Anniversary, infatti, non è stato usato come riferimento il titolo uscito sulla prima Xbox, ma al contrario si è preferito ripiegare sul porting per PC di Gearbox, il quale, come abbiamo citato poc’anzi, presentava diversi punti critici dal punto di vista della qualità grafica.

Esempio di ciò sono gli oggetti con effetto di trasparenza, i quali nella versione corrente risultano essere molto più piatti e in certe situazioni opachi o per nulla reattivi (come nel caso degli scudi dei Jackal, che non cambieranno colore ogni volta che subiranno dei colpi come accade negli altri capitoli della saga).

Un altro dei difetti più gravi riguarda poi senza alcun dubbio la gestione del bumb-mapping.

Il bumb-mapping, in poche parole, è una tecnica che permette a delle texture piatte di dare all’osservatore una sorta di illusione di profondità, arricchendole nel processo anche di dettagli che le fanno sembrare più realistiche.

Nell’originale release per Xbox, il titolo faceva ampiamente uso di questa tecnica, donando un’estetica al tempo mozzafiato soprattutto alle strutture dei Precursori.

Con il primo porting su PC, e quindi anche con la versione Anniversary, qualcosa però è andato storto, rendendo sostanzialmente invisibile il lavoro di bumb-mapping su qualsiasi superficie se non puntandole contro una luce dinamica (come la torcia delle armi).

In seguito vi riportiamo un esempio che rende ben chiaro quanto profonda sia la differenza fra una superficie con e senza bumb-mapping.

E’ quindi più che palese quanto questi problemi intacchino la presentazione visiva finale del titolo, ed è preoccupante il fatto che diverse mod nel tempo abbiano corretto tutti questi errori nel porting di Gearbox, mentre 343 non è ancora riuscita a fare nulla in merito dopo quasi 10 anni dall’uscita della remastered.

Le conseguenze di un rilascio prematuro

Se da un lato si può elogiare il lavoro compiuto da 343 nella resa visiva del titolo, dall’altro è impossibile difendere certi problemi che affliggono e, purtroppo, ne minano irrimediabilmente la godibilità.

Seppur il titolo presenti infatti un’ottimizzazione tutto sommato buona che lo rende più che giocabile anche in computer di fascia medio bassa, è imperdonabile che alcuni elementi all’interno del gioco non vengano minimamente influenzati dalle performance di gioco, rimanendo inspiegabilmente bloccati sui 30 FPS.

Un esempio molto evidente di ciò sono i proiettili al plasma, i quali daranno costantemente l’impressione di laggare nel caso in cui si giochi a 60 FPS o oltre, rendendo alle volte difficile gestire le sparatorie contro i Covenant.

Peggio ancora è l’impatto che il frame rate ha sugli spari in generale, in quanto più sarà elevato, più le nostre armi risulteranno inaccurate.

Anche questi problemi erano presenti nell’originale porting di Gearbox ed erano stati risolti da diverse mod negli anni, fatto che rende ulteriormente inaccettabile la mancata presenza di un qualsivoglia sforzo nel tentare di aggiustare il tutto.

Il punto più basso di questo porting però è senza dubbio raggiunto dal comparto sonoro.

Già con la recensione di Halo Reach notificammo quanto il comparto audio fosse nettamente peggiorato rispetto all’originale per Xbox 360, risultando a tutti gli effetti più soffuso e rendendo i rumori delle armi molto meno impattanti.

Il protagonista punta una pistola contro i nemici alieni in Halo: Reach

Nel caso di Halo: Combat Evolved Anniversary, però, la situazione è decisamente peggiore.

Non solo infatti è completamente assente il sistema di occlusione 3D del suono che l’originale porting di Gearbox aveva, ma nella situazione corrente multipli bug ne minano la qualità altrimenti più che buona.

Il loop dei sottofondi musicali nella campagna, per esempio, è completamente rotto, interrompendosi di tanto in tanto senza alcun motivo e gettando un’inquietante silenzio durante il gameplay fino al raggiungimento di un successivo caricamento.

Alcuni suoni, poi, verranno riprodotti solo sporadicamente o non verranno affatto riprodotti, come ad esempio l’annunciatore in modalità PvP o l’allarme che indica lo scaricamento degli scudi, fatto che, soprattutto in multiplayer, va ad influenzare negativamente l’esperienza di gameplay.

Sono ancora presenti inoltre diversi bug già segnalati nell’ultima sessione di flight e mai corretti, tra cui l’esempio più lampante è la pistola al plasma che, nel caso in cui si sparino diversi colpi a raffica, riprodurrà di continuo in modo incorretto il rumore del proiettile caricato.

Inutile dire che tutti questi problemi in un porting di un gioco di quasi 20 anni fa sono del tutto inaccettabili, ed è palese quanto tutte queste criticità siano dovute ad un lavoro approssimativo o ad una release prematura.

Il fatto poi che tutti questi bug siano stati trasportati con l’ultima patch nella Master Chief Collection su Xbox One, ove prima erano completamente assenti, rende l’intera faccenda ancor più grave.

In conclusione

Non ci gireremo troppo attorno: Halo: Combat Evolved Anniversary per PC non è un buon porting.

Pur essendo funzionante per quanto riguarda i suoi aspetti fondamentali, presenta fin troppi problemi che vanno a minare la qualità del titolo originale, specialmente dal punto di vista tecnico e sonoro, a causa della presenza di una moltitudine di bug che peggiorano l’esperienza al giocatore.

In attesa di eventuali aggiustamenti da parte di 343 Industries, suggeriamo a chiunque di bloccare il frame rate sui 60 FPS e di selezionare il comparto audio della versione Anniversary, anche se questo risolverà solo parte dei problemi.

Detto questo, il titolo può comunque essere un’ottima introduzione per chiunque voglia approcciarsi alla saga e a chi voglia rivivere sia la campagna che il PvP di Halo: Combat Evolved, ed è proprio a queste due categorie di persone che ci sentiamo di consigliarlo.

Riassumendo

Halo: Combat Evolved Anniversary è finalmente arrivato su PC, portando con sé tutti i lati positivi e negativi dell’originale remastered ma introducendo al tempo stesso diverse criticità che non ci aspettavamo e che ci hanno lasciato l’amaro in bocca.

Nonostante il titolo di per sé sia a grandi linee intatto, sarà necessario molto lavoro per portarlo al livello di qualità che si merita.

Per quanto siamo stati contenti di riprendere in mano Combat Evolved e fremiamo dall’idea di provare Halo 2 Anniversary, non possiamo fare a meno di essere preoccupati per la qualità dei futuri titoli della saga in arrivo su PC, e speriamo che 343 Industries ci pensi due volte prima di rilasciare un altro titolo prematuramente.

Overall
6.5/10
6.5/10

Pros

  • Grafica Anniversary migliore rispetto a Xbox 360 e Xbox One
  • Multiplayer pienamente funzionante

Cons

  • Irrisolti i punti critici della grafica originale
  • Comparto tecnico problematico oltre i 30 FPS
  • Comparto sonoro originale peggiore rispetto alla versione console e pieno di bug
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Simone Chincarini

Anche se non può dire di esser stato videogiocatore da quando era bambino, può comunque vantarsi di avere una buona conoscenza del settore e di varie saghe storiche e/o molto famose, come i Souls e gli Halo. Quando non gioca, ascolta metal, guarda serie tv e prova a laurearsi.

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